Visualizzazione degli ultimi post con etichetta Carlo Ferri. Mostra i post precedenti
Visualizzazione degli ultimi post con etichetta Carlo Ferri. Mostra i post precedenti

giovedì 15 luglio 2010

LO DICE ANCHE NATURE!

“Gli istituti di ricerca devono riconoscere e incoraggiare in modo esplicito la divulgazione scientifica, non solo per un dovere verso i contribuenti ma soprattutto per promuovere il dibattito pubblico e per mettere in evidenza gli interessi degli scienziati, facendo in modo che anche essi abbiano una voce in capitolo nella società attuale. Il web 2.0 non dispone ancora di ciò di cui avrebbe bisogno per rappresentare un valore aggiunto importante nell’ambito del discorso accademico aperto, ma può sicuramente fare la differenza per facilitare l’accessibilità del pubblico alla scienza”.

Più o meno è questa la tesi esposta in un editoriale dello scorso 1 luglio 2010 della più autorevole rivista scientifica del pianeta, Nature, dal titolo Quando i blog hanno un senso.

Nel testo in questione viene presentato uno studio del Centro per gli Studi dell’Istruzione Superiore (CSHE) dell’Università della California, Berkeley, realizzato su un campione di 160 persone del mondo accademico dell’astronomia e della biologia e dal titolo: “Valutazione sul futuro della comunicazione scientifica”.



Come spiega l’editoriale, se da un lato lo studio del CSHE metta in luce la differenza tra come un astronomo e un biologo diffondono il proprio lavoro presso la comunità scientifica dall’altro “i ricercatori ci vedono poco da guadagnare dal mantener un dialogo aperto sul loro lavoro, sia prima che dopo ogni pubblicazione”.

E non solo. Oltre ad avere poco tempo disponibile per queste attività, si sentono preoccupati dal rischio di poter fare una brutta figura e di essere criticati in pubblico. Ma la cosa più sconcertante è che secondo l’editoriale “sia gli astronomi che i biologi (intervistati) diffidano dei blog scientifici, visti come una forma di comunicazione senza alcuna affidabilità né prestigio”.

Tuttavia, secondo il sondaggio del CSHE c’è una cosa sulla quale astronomi e biologi sono d’accordo. I ricercatori intervistati esprimono un forte sostegno alla divulgazione attraverso le loro conferenze pubbliche o i loro contributi nei mezzi di comunicazione di massa, che non fanno altro che aumentare la loro visibilità e il loro prestigio. Per questo motivo, l’editoriale fa un invito agli scenziati in generale per avvicinarsi alla blogosfera, un nuovo modo per essere riconosciuti per il proprio lavoro e per ritagliarsi un posto nella società attuale.

La situazione descritta dal Nature (ahimè!) non dice niente di nuovo ma è interessante vedere come ci sia una certa sensibilizzazione verso la blogosfera scientifica da parte dalla rivista scientifica più apprezzate della comunità scientifica, e che di peer-to-peer ha veramente poco.

Bisogna infatti ricordare che questa situazione si fa ancora più complicata in Europa. Se negli USA i ricercatori sono quasi obbligati a divulgare il loro lavoro, nel Vecchio Continente questo modello sta prendendo piede solo da pochi anni a questa parte, e a un ritmo molto molto lento.

L’astrofisico americano Sean Carroll, ad esempio, ha recentemente pubblicato il suo ultimo lavoro “Unitary Evolution and Cosmological Fine-Tuning”, una sorta di discussione sul modello inflazionario capace di spiegare in parte l’attuale Universo. Ma la cosa curiosa è che, dopo aver citato per intero il riassunto (Abstract) rispettando il modello tipico di ogni articolo di letteratura scientifica, il cosmologo del California Institute of Technology da una spiegazione molto piú semplice del suo lavoro specializzato, sforzandosi di avvicinare anche il pubblico non esperto al suo lavoro. E lo fa iniziando il testo con un “In English:”, come a dire “In parole povere:” (senza voler disprezzare la lingua inglese!).

Sulle pagine di questo blog, abbiamo più volte insistito (qui, qui e qui) sull’importanza che ricoprono oggi giorno i blog scientifici. Anche per questo motivo, lo scorso novembre Gravità Zero e Gravedad Cero hanno lanciato il Carnevale della Fisica, che questo mese di luglio celebrerà la sua nona edizione. E in tutti questi mesi, almeno in Spagna, ho trovato molta difficoltà a coinvolgere ricercatori (quei pochi che regolarmente scrivono su un blog) affinchè partecipassero a questa iniziativa della blogosfera scientifica. Trovo invece lodevole la partecipazione dei ricercartori italiani alla versione italiana, che non fanno altro che arricchire e diffondere la comunicazione scientifica.

giovedì 8 luglio 2010

ESOF 2010 - DA BARCELLONA A TORINO

Carlo Ferri, su Gravedad Cero, blog scientifico con sedi di redazione a Barcellona e Madrid, pubblica un pezzo sulla partecipazione di Gravità Zero all'ESOF dove si è parlato di comunicare la scienza attraverso i blog.

Scrive Carlo Ferri:

En estos días, Turín está siendo el escenario de la tercera edición del EuroScience Open Forum (ESOF), evento internacional dedicado a la innovación y la investigación científica. Después de Barcelona que acogió la iniciativa en 2008, este año ha sido elegida la ciudad norteña de Italia como la ciudad encargada de albergar el ESOF 2010, en el que Gravedad Cero ha vivdo su pequeño momento de gloria.

El ESOF es también un punto de encuentro internacional entre científicos de todas las disciplinas, gente de negocios, políticos, comunicadores científicos y público en general para debatir la actual situación de la investigación y el papel de la ciencia en la sociedad actual.

"Invitado a participar en la sesión “Showcase: A trip in Torino Valley”, nuestro colaborador italiano de Gravità Zero, Claudio Pasqua, ha tenido la posibilidad de dar una charla que llevaba por título “Why is Science Blogging Important?”. Durante su ponencia Claudio habló de la importancia de los blogs científicos y de experimentos de divulgación científica como el Carnaval de la Física, evento de la blogosfera promovido precisamente por nosotros y por nuestros homónimos italianos".

Para ver la presentación en PowerPoint de Claudio, clicar aquí.




Carlo Ferri sta ultimando un dottorato in Fisica presso l'Institut de Ciències de l'Espai(CSIC-IEEC) di Barcellona, in Spagna. Si occupa di astrofisica delle alte energie e in particolare del trattamento dei dati dell'XMM-Newton dell'ESA per lo studio di novae in fase di post-esplosione e di variabili cataclismiche.

Scrive per Tuttoscienze, El Pais e Il Sole 24 Ore.





.

venerdì 28 maggio 2010

UN PREMIO PER LA BLOGOSFERA SCIENTIFICA

Riprendendo un filone caro alla nostra redazione sull'importanza dei blog scientifici come strumenti di comunicazione fondamentali per favorire l'apertura e il dialogo tra la comunità scientifica e il grande pubblico, voglio segnalare un premio statunitense dèdito proprio a celebrare la blogosfera scientifica.

Il prossimo 21 giugno, il giorno del solstizio d’estate del 2010, la web 3 Quarks Daily annuncerà il miglior post tratto da un blog scientifico dell’anno. Quella di quest’anno è la seconda edizione dell’Annual 3QD Blog Prize, lanciata l’anno scorso e che vede il riconoscimento del miglior post per 4 categorie: scienze, arte e letteratura, filosofia e politica.

Come nel 2009 anche quest’anno i premi verranno annunciati durante il solstizio d’estate (Scienze, 21 giugno) e inverno (Politica, il 21 dicembre) e l’equinozio di primavera (Arte e Letteratura, il 22 marzo) e autunno (Filosofia, il 22 settembre). Per ogni categoria sono previsti 3 premi: il primo (“Top Quark"), vince 1000 dollari americani, il secondo ("Strange Quark") ne vince 300 mentre il terzo ("Charm Quark") 200.

Il giurato viene scelto direttamente dalla redazione della pagina in questione. L’anno scorso, ad esempio, la commissione della categoria “Scienze” è stata presieduta da Steven Pinker, docente presso il Departamento de Psicologia de la Universidad de Harvard il quale ha premiato i seguenti tre post:

1. Top Quark, $1000: Daylight Atheism: Bands of Iron
2. Strange Quark, $300: Southern Fried Science: The ecological disaster that is dolphin safe tuna
3. Charm Quark, $200: Bad Astronomy: Ten Things You Don't Know About Hubble

Quest’anno, invece, la commissione sarà presieduta da Richard Dawkins, etologo, biologo e divulgatore scientifico britannico, il quale viene annunciato nella stessa web 3 Quarks Daily come “the best science writer of our time. We are very honored to have him.”

Per partecipare bisogna lasciare un commento con il link di un post scientifico nella web del 3 Quarks Daily entro le ore 23:59 di New York del prossimo lunedì 31 maggio (le 05:59 di martedì 1 giugno in Italia). Il post dev’essere scritto rigorosamente in inglese, non deve riportare una data posteriore al 23 maggio 2009 e non deve avere un’estensione superiore alle 4000 parole.



Non mi resta che fare un in bocca a lupo ai nostri lettori bloggers (che scrivano in inglese!) che decidano di presentarsi al concorso!

Ah... e se qualcuno di essi risultasse essere uno dei vincitori, deve ricordare di richiedere il premio non oltre un mese dall’annuncio dello stesso!
.

martedì 13 aprile 2010

MUSICA NUMERICA

In occasione della ventiquattresima edizione del Carnevale della Matematica - che verrà ospitato prorpio su questo blog - parliamo di numeri e lo facciamo con Paul Simon, chitarrista della mitica coppia Simon and Garfunkel, cui musica folk-rock è diventata famosa negli anni '60 grazie alle canzoni Mr. Robinson o The sound of silence (tra l'altro presente nella colonna sonora del film Il Laureato).

Nonostante la separazione ufficiale di Simon & Garfunkel nel 1969, Paul Simon intraprese la carriera da cantante solista, anche se non ottenne tanta fama come quando era a fianco di Garfunkel. Nonostante ciò, nel 1983 Paul Simon pubblicó l'album Hearts and Bones nel quale troviamo la canzone When Numbers Get Serious.

Vita difficile
Numeri in un vortice spesso e curioso
Li puoi tagliare con un coltello
Li puoi tagliare con un coltello
Due volte due fa ventidue
Quattro volte quattro fa quaranta quattro


Sebbene la sua lirica non sia una meraviglia e addirittura sembra che Paul Simon non conosca molta matematica, è palese il fatto che l'artista sia cosciente dell'importanza che assumono i numeri nella nostra vita quotidiana.

Scrivi il mio indirizzo
Scrivi il mio telefono
Chiamami se puoi


Ed è persino curioso il modo con cui finisce la sua canzone..


E dopo aver detto e fatto tutto (sui numeri)
e i numeri tornano tutti a casa
Il quattro diventa tre
Il tre se converte in due
E il due diventa un Uno


Purtroppo non ho trovato la canzone su Youtube. Per chi la volesse ascoltare può cliccare qui.

In Spagna, invece, il Carnaval de Matemáticas celebra questo mese di aprile la terza edizione che verrà ospitata dal blog Geometría Dinámica.

martedì 6 aprile 2010

CHE COSA FANNO GLI ASTRONOMI?

In molti, almeno una volta nella vita, si saranno chiesti: ma cos'è che fanno gli astronomi? osservano l'Universo attraverso un telescopio, proprio come faceva Galileo 4 secoli fa? Qual'è esattamente il loro lavoro?

Questo collage d'immagini, video e disegno grafico - elaborato dal Dipartamento di Astronomia dell'Università della Florida (USA) - raccoglie le testimonianze di alcuni protagonisti di questa disciplina scientifica, giovani ricercatori e ricercatrici che rivelano in prima persona il loro lavoro quotidiano.

mercoledì 31 marzo 2010

LA VITA SEGRETA DELLE SCIENZIATE

Seguendo il filone femminile che è stato protagonista della quinta edizione del Carnavale della Fisica - ospitato dal blog di Annarita Ruberto Scientificando - ecco una serie di mini-documentali che rivelano "la vita segreta delle scienziate".

La prima intervista è quella fatta a una delle più grandi esperte mondiali in biochimica, Erika Ebbel del Massachusetts Institute of Technology (MIT). Oltre a fondare nel 2002 un'azienda per educare i più giovani alle discipline scientifiche, questa scienziata è stata Miss Massachussets 2004 e ha anche partecipato al concorso per diventare Miss America.



Altre interviste molto interessanti che rivelano come anche gli scienziati siano persone normali sono state realizzate alla disegnatrice di tute spaziali (ma anche lupo di mare!) Dava Newman



all'etnobotanica Ina Vandebroek, nonchè ballerina di salsa



e all'astronoma Caroline Moore, appassionata di canto



Altri video (in realtà dedicati anche a ricercatori di sesso maschile) sono disponibili alla pagina del canale scientifico Nova Science Now del portale tv PBS, nella sezione The Secret life of Scientists.

venerdì 12 marzo 2010

SPIRALEGGIANDO

Versione in spagnolo su: Gravedad Cero

In occasione della ventireesima edizione del Carnevale della Matematica - che sarà ospitata dal blogger Popinga - presento una canzone di uno dei miei gruppi musicali preferiti. Sto parlando dei Tool, gruppo californiano che iniziò a muovere i primi passi all'inizio degli anni '90, in piena era grunge. La canzone in questione - che dà nome all'album omonimo, pubblicato nel 2001 - si chiama Lateralus, il cui testo e la cui composizione hanno molto a che vedere con la matematica.

È davvero difficile definire lo stile musicale dei Tool. C'è chi parla di hard-rock, chi di metal, di progressive-rock e persino di art-rock. Personalmente non mi è mai piaciuto "etichettare" i generi musicali. Tuttavia la canzone Lateralus è, secondo me, una vera e propria opera d'arte e sono sicuro che gli intenditori di musica, sebbene non apprezzino il genere, riconosceranno che quella dei Tool è musica fatta da gente che sa fare musica.

Immagine di una conchiglia di nautilus, esempio di applicazione della successione di Fibonacci

Ma veniamo alla matematica! L'album Lateralus è pieno di riferimenti matematici, dalle canzoni Parabol e Parabola (anche se in realtà suonano come una stessa canzone) fino alla stessa Lateralus che è inspirata dall'opera di Leonardo da Pisa (1170 – 1250, che non ha niente a che vedere con Leonardo Da Vinci! ). Questo matematico italiano del secolo XIII, conosciuto con il nome di Fibonacci, diffuse in Europa il sistema di numerazione arabica tuttora in uso, ovvero la notazione in base 10 o decimale. Ma soprattutto ideò la cosiddetta successione di Fibonacci: 1, 1, 2, 3, 5, 8, 13, 21, 34, 55, etc. una sequenza infinita di numeri naturali che in apparenza non hanno nessuna relazione tra di loro ma che, in realtà, seguono una legge matematica ben definita (vedere il video a continuazione).

I numeri di Fibonacci appaiono spesso in natura e per questo motivo hanno numerose applicazioni. Ad esempio, si può trovare la sequenza di Fibonacci nella disposizione dei pinoli di una pigna o nel corpo umano, dove le ossa che formano il dito indice della mano riflettono la stessa proporzione dei numeri 2, 3, 5 e 8. Ma anche nel fiore di girasole, che possiede vent'uno spirali che vanno in una direzione e trenta quattro che vanno in senso opposto: entrambi sono numeri consecutivi di Fibonacci.

E infatti proprio la spirale, una delle forme più comuni nell'universo (dal microscopico al macroscopico), può essere descritta attraverso i numeri di Fibonacci. E questo è esattamente quello che viene mostrato in questo video della canzone Lateralus, una vera è propria "chicca" da un punto di vista matematico. Non dico altro. È tutto spiegato tutto in questo video: ascoltare e leggere con attenzione.



Il messaggio dei Tool è chiaro: la vita va vissuta come se cavalcassimo una una spirale di Fibonacci, senza paraocchi, “separando il corpo dalla mente” per poter rompere gli schemi della nostra individualità, non seguendo più la linearità bensì vivendo lateralmente per crescere verso l'esterno, proprio come una spirale di Fibonacci, “esplorando e raggiungendo l'ignoto, aprendosi per poter abbracciare qualsiasi cosa possa venire”.

Spiral out. Keep going, going. (Spiraleggia. Continua, continua.)


Post tratto da: Gravedad Cero

venerdì 26 febbraio 2010

Da qui all'Eternità

Perchè ricordiamo il passato e non il futuro? Perchè non abbiamo a che fare con persone anziane che ringiovaniscono man mano che passa il tempo? Secondo Sean Carroll, fisico teorico del California Institute of Technology (Caltech), possiamo trovare queste risposte nel momento in cui avvenne il Big Bang o forse prima, proprio come ci spiega nel suo ultimo libro divulgativo dove parla di cosmologia e della freccia tempo From Eternity to Here (Dall'eternità ai giorni nostri) appena pubblicato.



Il tempo invade le nostre vite: seguiamo il suo avanzare, ci dispiace quando lo perdiamo, ecc. Il ritmo dei nostri orologi e i nostri corpi misurano il passo del tempo, così come un righello ci permette di misurare la distanza tra due oggetti. Ma a differenze della distanza, il tempo ha una direzione che va dal passato al futuro. Dll'Eternità ai giorni nostri analizza questa freccia del tempo profondamente radicata nell'universo che ci circonda. I primeri istanti dell'universo - denso e caldo, proprio come era el Big Bang - erano molto diversi da quello attuale – freddo, vuoto e in espansione - e questa differenza è tangibile in tutti gli ambiti della Natura, dallo scioglimento dei ghiacciai all'evoluzione delle specie.

La freccia del tempo è facile da percepire ma è difficile da capire. Per spiegarla i fisici ricorrono all'idea di entropia, ovvero di disordine di un sistema, che tende ad aumentare seguendo la seconda legge della termodinamica. Come altri pensatori della storia come Ludwig Boltzmann, Stephen Hawking, Richard Feynman e Roger Penrose sino ad arrivare all'antica Roma di Lucrezio anche Carroll si domanda: ma perchè l'entropía era piccola all'inizio del tutto?

Secondo l'autore del libro l'unico modo per capire l'origine dell'entropia è comprendere cosa successe nel momento del Big Bang, e persino prima di quella Grande Esplosione. Dall'Eternità ai giorni nostri spiega come l'entropia può essere messa in relazione con i buchi neri, la cosmologia, la teoria dell'informazione e l'esistenza della vita. Il libro narra una storia che inizia in cucina, dove possiamo trasformare uova in frittata ma mai fare il contrario, portandoci fino ai confini dell'universo. Le ultime scoperte cosmologiche (l'energía oscura e l'accellerazione dell'universo) e la gravità quantistica (la possibile esistenza del tempo prima del Big Bang) - si uniscono per suggerire l'immagine di un multiverso nel quale la freccia del tempo sorge in modo naturale dalle leggi della fisica.

From Eternity to Here è stato pubblicato il 7 gennaio 2010. Per prenotarlo cliccare qui; questo, invece, è il link per chi volesse visitare il blog dell'autore.


Post tratto da Gravedad Cero.

sabato 26 dicembre 2009

IL NEUTRINO E LA BALENA

Esattamente 79 anni fa, il 30 dicembre 1930, il fisico tedesco Wolfgang Pauli ipotizzò per la prima volta l’esistenza del neutrino, una particella necessaria per spiegare la carenza di energia osservata nel decadimento beta. In questo processo nucleare un protone decade in un neutrone, un positrone e un neutrino elettronico (oppure un neutrone da luogo a un protone, un elettrone e un antineutrino elettronico), sebbene bisogna ricordare che in natura esistono anche il neutrino muonico e tauonico. Il primo (l’elettronico) è generalmente considerato di bassa energia ed è prodotto dal Sole e da altri fenomeni cosmici mentre i secondi, di più alta energia, vengono generati da cataclismi cosmici estremamente violenti come le supernove o il Big Bang.

Considerando il fatto che un neutrino interagisce molto poco con la materia ordinaria, rilevare la sua presenza è davvero un’ardua impresa (sebbene negli ultimi anni si sono realizzati passi da gigante in questo senso). Solitamente gli strumenti dedicati questo tipo di studio si trovano in laboratori sotterranei dove la presenza di rocce sovrastanti riduce l’effetto della radiazione cosmica, che altrimenti potrebbe aggiungersi al flusso di neutrini potenzialmente rilevabile.

Tuttavia, la ricerca costante di tecniche alternative per individuare indizi sull’esistenza di queste particelle ha portato i ricercatori a “inventarsi” un metodo basato sulla rilevazione mediante l’uso di strumenti posizionati sul fondo del mare e nei quali molti di loro hanno depositato le loro speranze. Uno di loro è Giorgio Riccobene, un fisico delle particelle dell’Istituto Nazionale Italiano di Fisica Nucleare (INFN) di Catania. Nel 2002 Riccobene fu incaricato di sovrintendere i lavori dell’Ocean Noise Detection Experiment (ONDE), uno strumento collocato a 2000 metri di profondità nei pressi di Catania e attraverso il quale si voleva dimostrare che i rilevatori acustici sottomarini (o idrofoni) sono in grado di rilevare queste particelle subatomiche provenienti dallo spazio profondo.

Teoricamente, infatti, i neutrini altamente energetici possono produrre onde sonore. Siccome il suono nell’acqua si propaga meglio rispetto alla luce, un idrofono posizionato sul fondo marino potrebbe moltiplicare le possibilità di catturarli. Ciò nonostante la difficoltà maggiore è quella isolare il segnale di un evento di neutrino da quelle del rumore prodotto per lo più dalla circolazione naturale dell’acqua e dal traffico delle navi.

Per riuscire nel suo intento Riccobene chiese aiuto a Giovanni Pavan, un biologo marino dell’Università di Pavia, pionere negli anni ’80 della registrazione digitale dei suoni emessi dai mammiferi marini. Ascoltando le registrazioni realizzate dall’equipe di Riccobene a partire da aprile 2005, Pavan rimase sorpreso soprattutto da suoni di breve durata che si ripetevano in modo regolare e che furono attribuiti alla presenza di capidogli nella zona i quali, comprimendo l’aria attraverso il loro sistema respiratorio, producevano dei “clics” sonori.

Proprio come fanno i pipistrelli per calcolare la distanza che li separa da un ostacolo, questi cetacei utilizzano i cosiddetti clics per stimare la profondità del fondo marino e per localizzare le loro prede. Ascoltare questi segnali in modo sporadico è qualcosa di abbastanza normale nel Mediterraneo poiché sono considerati tra i suoni più forti prodotti da qualsiasi animale e che possono viaggiare fino a 20 kilomentri nell’acqua. Inoltre i capidogli sono considerati molto rari da quelle parti, ma nonostante ciò i clics continuavano ad apparire giorno dopo giorno nei dati raccolti.

Pian piano i due ricercatori videro prendere forma un quadro statistico molto interessante sulla popolazione di capidogli nel mare di Sicilia. Erano infatti stati capaci di rilevare segnali dovuti al comportamento sociale di questi mammiferi dal momento che alcune registrazioni contenevano le cosiddette “code”, brevi sequenze di clics ben determinati ed emessi >quando i maschi solitari si riuniscono attorno ai gruppi di femmine. Si pensava che la sequenza più frequente per i capidogli del Mediterraneo fosse del tipo 3 + 1, vale a dire una rapida successione di tre clics più uno extra. Le nuove registrazioni hanno invece dimostrato che il tipo più frequente è di tipo 2 + 1, cosa che potrebbe dare indizi sul traffico di balene procedenti dall’esterno della conca mediterranea.

E i neutrini?

In seguito a questa sorprendente scoperta, l’interesse di Riccobene si è andato spostando dallo studio diretto di queste particelle al modo di produrre dati di buona qualità a partire dai segnali sottomarini, diventando un vero e proprio esperto in bioacustica. Riccobene ha scoperto che nelle profondità del mare esistono moltissime sorgenti che contribuiscono al rumore di fondo e che per rilevare i neutrini avrà bisogno di molti più dati di quanto potesse immaginare prima di questa esperienza.


Tratto da Nature e tradotto da Gravedad Cero.

martedì 1 dicembre 2009

IL CARNEVALE DELLA FISICA: RADIO-INTERVISTA SU "CACCIA AL FOTONE"



Fabio De Sicot su Radio Città Fujiko all'interno del programma da lui condotto "caccia al fotone", intervista i promotori del Carnevale della Fisica: Claudio Pasqua (da Torino) e Carlo Ferri (da Barcellona).

I due parleranno di come è nato il Carnevale e come sia stato possibile coinvolgere le testate più importanti come Wired e i portali patrocinati da ONU e UNESCO e i blogger in 7 paesi nel mondo a parlare di fisica e di scienza con una passione che crea un precedente unico nel suo genere.

Vai a Caccia al Fotone

lunedì 30 novembre 2009

CARNEVALE DELLA FISICA #1

Benvenuti alla prima edizione del Carnevale della Fisica!
Di seguito la mappa con i nomi dei blogger partecipanti


Visualizza Carnevale della Fisica in una mappa di dimensioni maggiori


Prima di tutto le redazioni di Gravità Zero e Gravedad Cero desiderano ringraziare tutti i blogger che hanno voluto condividere con noi questa bellissima esperienza. Abbiamo ricevuto contributi interessantissimi e tutti molto validi.

Dall’emisfero sud del pianeta, e in particolare dall’Ecuador, Colombia e Argentina, ci sono pervenuti contributi in lingua spagnola così come la maggior parte di quelli provenienti dalla Spagna, sebbene ci sia chi ha scritto di scienza anche in galiziano, euskera (basco) e catalano. Oltre alle altre quattro lingue ufficiali dello stato iberico c’è stato anche qualche contributo in inglese, senza dimenticare che la mobilitazione italiana dei blogger è altrettanto imponente.

Per leggere i contributi in lingua spagnola spostatevi sul blog Gravedad Cero

Un altro ringraziamento va alla stampa e al web che hanno dedicato ampio spazio a un’iniziativa che è la prima nel suo genere. Il Carnevale della Fisica ha infatti riempito le pagine di quotidiani importanti come El Pais, Tuttoscienze (La Stampa), Publico, Wired, Gara ma anche portali scientifici di gran prestigio come il periodico digitale di Scienza, Economia e Società Global Talent, della Fondazione Catalana per la Ricerca e l'Innovazione (FCRI), e il Servizio per l'Informazione e la Divulgazione Scientifica (SINC), una piattaforma della Fondazione Spagnola per la Scienza e la Tecnologia (FECYT) - che appartiene al Ministero della Scienza e dell'Innovazione e l'Osservatorio della Diffusione della Scienza ODC dell'Università Autònoma de Barcelona UAB)

Un grazie anche ai nodi italiano e spagnolo dell’Anno Internazionale dell’Astronomia 2009.

Infine, ricordiamo che il Carnevale della Fisica è anche stato ospite di importanti trasmissioni radiofoniche come Moebius (Radio24 - Il Sole 24 Ore). E domani, martedì, lo sarà su Queremos hablar (Punto Radio) e Caccia al fotone (Radio Città Fujiko)

E un grazie speciale va all’Unione Astrofili Italiani, patrocinatore ufficiale di questa prima edizione del Carnevale della Fisica.

Ma cominciamo dall'inizio. Cos’è la Fisica?

Secondo l’etimologia latina, Fisica deriva da physica (a sua volta derivante dal greco physiké) ovvero "arte della natura", e da physis, "natura". La fisica è quindi la scienza della Natura nel senso più ampio.

La fisica studia, in generale, il comportamento e le interazioni della materia attraverso lo spazio e il tempo, sebbene nella visione affermatasi con la teoria della Relatività Generale spazio e tempo sono considerati anch'essi fenomeni fisici, e non semplicemente lo scenario in cui questi avvengono.

A lungo la fisica fu intesa come una semplice branca della filosofia tant’è che portò il nome di filosofia naturale. Ma grazie alla codifica del metodo scientifico di Galileo Galilei, negli ultimi quattrocento anni si è talmente evoluta e sviluppata da avere messo in ombra la filosofia stessa, con cui però mantiene un legame profondo.

Il 30 novembre del 1609 Galileo Galilei fece entrare l’Universo nel suo cannocchiale. Rivolgendo il suo cannocchiale all’astro più brillante del cielo notturno, in quella fredda notte padovana, Galileo conquistò l’intimità della Luna.

E anche la letteratura ha riservato ampio spazio a quell’avvenimento così importante per la storia dell’uomo. Così infatti scrisse, in risposta a Carlo Cassola, lo scrittore italiano di origini cubane Italo Calvino - sempre attento a ciò che succede nel Cosmo - a proposito del 30 novembre,
"E' la prima volta che la Luna diventa per gli uomini un oggetto reale, che viene descritta minutamente come cosa tangibile”.

Ed ora ecco i contributi della prima edizione del Carnevale della Fisica!

Amedeo Balbi, sul suo Keplero, ci parla di Galileo Galilei, tema ideale per iniziare il nostro carnevale della Fisica nato il giorno del 30 novembre, proprio 400 anni dopo le prime osservazioni al cielo dello scienziato pisano:


Maria Rosa Menzio è una matematica, filosofa della scienza, votata al teatro. Nel suo Boccardi, (su teatroescienza.ning.com) a ci parla del testo teatrale omonimo, un testo complesso che narra della vita di Giovanni Boccardi sacerdote, matematico e astronomo piemontese fondatore nel 1906 della Società Astronomica Italiana e fino al 1923 direttore dell'Osservatorio Astronomico di Torino.


Tommaso Dorigo è un ricercatore che lavora all'esperimento CMS del CERN di Ginevra e al CDF presso il Fermilab in Illinois (USA). Nel tempo libero ama gli scacchi e suona il piano. Su Gravità Zero avevamo già parlato di lui: è infatti uno di quegli scienziati a favore di iniziative di divulgazione e comunicazione scientifica attraverso i blog, e la cosa non può che farci molto piacere.
Qual è il peggiore incubo per il CERN? Ce lo spiega in questo post:
Vi è mai capitato che vostra nonna abbia sognato il marito defunto mente le detta una sequenza di numeri, e il giorno dopo veda quei numeri uscire al Lotto? Era il nonno che voleva farle vincere una grossa somma? Sarà difficile convincerla del contrario. Una spiegazione logica è quella data in:

Chi non ha mai sentito parlare dei Diagrammi di Feynman alzi la mano! Nel post seguente si parla di questo e di un risultato ottenuto al CDF del Fermilab.

Gianluigi Filippelli scrive su ScienceBacksage di Blogsfere e i suoi contributi per questo mese sono:

Jacopo Bertolotti ci scrive dal LENS (www.lens.unifi.it) all'interno del Polo scientifico dell'Università di Firenze. Dal suo blog Faccio cose vedo gente, ci segnala due pezzi:

Nel primo si parla di meccanica quantistica, determinismo e probabilità. Ma anche di evoluzione darwiniana.
Non proprio a livelli elementari, invece, il post seguente. In soggetti predisposti leggere quello che segue potrebbe indurre narcolessia, attacchi di panico e, nei casi più gravi, esplosione della scatola cranica. Continuate a vostro rischio e pericolo.

Marco Delmastro, fisico delle particelle, ricercatore al CERN di Ginevra, divide la sua giornata tra un calorimetro da calibrare e la caccia al bosone di Higgs. Ha una moglie, una figlia, un cane e svariate chitarre, con cui condivide la vita da emigrato per scelta. Nel tempo libero discute di fisica con il suo cane Oliver, e si indigna per la povere condizioni della ricerca scientifica in Italia.

Emiliano Ricci
è astrofisico, funzionario presso la Regione Toscana, che collabora con diversi istituti di ricerca nel settore della comunicazione della scienza.
Il suo blog si intitola "Polvere di stelle" ed è raggiungibile sia all'indirizzo: siderumpulvis.blogspot.com che all'indirizzo pds.emilianoricci.it.

Saturno non è l'unico ad avere gli anelli, ce lo racconta su:


Annarita Ruberto è un fisico e una insegnante di Matematica e Scienze nella Scuola secondaria di 1° grado. Ma è anche una preparatissima e intraprendente divulgatrice scientifica, che da anni crede nelle nuove tecnologie del web e fa largo uso dei nuovi media per la didattica. Ecco i suoi contributi:

DIVULGAZIONE SCIENTIFICA
LEARNING OBJECT
PERCORSI SPERIMENTALI
UNITA' DI APPRENDIMENTO

Daniele Gouthier è un matematico, ricercatore free-lance, si occupa professionalmente di scrittura e comunicazione scientifica. Da buon matematico ci ricorda che la scienza e la fisica posano su solide basi dettate dal calcolo matematico. E pubblica le recensioni di due ottimi libri, uno per bambini, e uno per bambini un po' più cresciuti:

I Rudi Matematici sono tre, li conoscerete già in quanto autori, oltre che del loro bellissimo sito Rudi Matematici anche della rubrica su Le Scienze che fu di grandi autori come Martin Gardner e Douglas Hofstadter. Loro però, a dispetto del loro nome, sono due fisici e una ingegnere. Sono Rudy D'alembert, Piotr R. Silverbrahms e Alice Riddle.
Ecco alcuni dei loro "compleanni" celebri:

  • Dick Feynman : che dire? Il fisico più noto e amato della seconda metà del Novecento…
  • Ludwig Boltzmann: questo compleanno inizia come un romanzo di cappa e spada, se un lettore non sa come funzionano i compleanni di RM potrebbe rimanere spiazzato…
  • Mikhail Vasilevich Ostrogradski, celebre matematico ucraino, che è anche un pretesto di affrontare argomenti astronomici.
  • Harald Bohr, Il fratellino del grande Niels era un gran matematico (oltre che gran calciatore): parlando di lui, devono per forza parlare almeno un po’ di suo fratello e di una coppia di Landau (uno matematico e un fisico…)
  • Traiettorie e traiettorie, è stato uno dei problemi pubblicati su Le Scienze, e ripreso sul blog: sostanzialmente si tratta di un problema di cinematica.
Due post invece contenevano dei veri e propri quesiti fisici. Uno cavalcava proprio il concetto di idealizzazione che spesso si ritrova nei problemi di fisica, e infatti i tre Rudi lo avevano intitolato
l’altro, invece, lo scrissero in occasione del Nobel della Fisica del 2008, e contiene dei piccoli quesiti fisici. Non a caso, si intitola

Aldo Gagliano si occupa di divulgazione scientifica, giornalismo e videoproduzione. Co-fondatore del primo Planetario Digitale itinerante in Italia divulga l’astronomia nelle scuole della regione (ma anche in vari festival di scienza in Italia) scrivendo da se i docu-film di astronomia per la didattica. Ci racconta:
dove denuncia la mancanza di sensibilità e di fondi pubblici per l'organizzazione di eventi scientifici.

Marco Fulvio Barozzi (in arte Popinga), insegna scienze e si diverte con la poesia umoristica, quella scientifica e la letteratura potenziale

Antonio Lo Campo
è giornalista scientifico per "La Stampa" e "La Gazzetta del Mezzogiorno", e riviste come "Nuovo Orione" e "Le Stelle". Ci parla, in un ottimo articolo, di un fenomeno apocalittico osservato anche da ricercatori italiani:

Fabio De Sicot, giornalista e conduttore radiofonico della trasmissione scientifica Caccia al Fotone, ha preparato una intervista a due dei tre fondatori del Carnevale della Fisica, Claudio Pasqua e Carlo Ferri che troverete sul blog di:
Fabio ha anche un blog jolek.wordpress.com che tratta materie di scienza e di spazio.


Giampaolo Mele è al secondo anno di matematica a Pisa e ci tiene a dire che la fisica che ha studiato finora è relativa alla sola meccanica classica, il resto deriva dagli studi superiori e dalle sue numerose letture. Ma accettiamo di buon grado il suo contributo :-)

Aldo Ficara, ingegnere di professione, ci parla di scienza e nanotecnologie. Responsabile scientifico della rete Nanotech-Duesicilie. Attualmente si dedica alla divulgazione scientifica, con particolare riguardo all'innovazione tecnologica ed alle nanotecnologie.
Ecco i suoi due contributi pubblicati sul blog dieciallamenonove:

Giuseppe Munno si occupa di didattica e divulgazione dell'astronomia. Porta nelle scuole, associazioni, centri ed enti pubblici il suo planetario digitale itinerante con cupola gonfiabile di 6 metri di diametro e numerosi strumenti per l'osservazione e la ricerca. Con Cieli Sereni organizza eventi scientifici divulgativi rivolti al grande pubblico. Nel suo
ci parla di un buco nero 50 volte più massiccio di quello ospitato al centro della Via Lattea e che viene continuamente alimentato da grandi quantità di materia risucchiata dalla sua enorme forza di gravità.


Leonardo Petrillo è il più giovane partecipante al Carnevale della Fisica. Studente di classe 4° del Liceo Scientifico Leonardo da Vinci di Pescara è appassionato di fisica, matematica e di tutte le scienze in generale. E' un patito di musica classica, e ci tiene a ricordare che la musica è in stretta correlazione con la fisica.
Per noi ha pubblicato un contributo dal titolo:

Luca Picco è laureato in lettere. Penserete cosa ci fa in un carnevale come questo? Molto! La sua tesi verteva su Paracelso, pubblicata parzialmente sul sito Ulisse della Sissa di Trieste e ora si sta specializzando in Filosofia e Storia della Scienza all'Università di Firenze. Il suo blog si occupa soprattutto di fumetti e storia della scienza, sperando che un giorno le due passioni si incontrino...
Cosa sarebbe successo se... ce lo racconta in:

Giampaolo Romano
si occupa di economia e si interessa di letteratura e, da qualche mese, di astronomia e fisica. Cura un blog dove riversa i risultati delle sue curiosità e dei suoi interessi. Nel suo blog dispersioni propone una interessante presentazione del libro Il fascino oscuro dell’inflazione. Alla scoperta della storia dell’Universo di Pietro Frè. E un secondo libro del Nobel Michio Kaku dal titolo Mondi paralleli.

Enzo Scasciamacchia è responsabile di www.meteomatera.it, Presidente Associazione Meteo Basilicata. Tra i tanti articoli Tra i tanti presenti sul sito ci ha segnalato l'ultimo articolo scritto nella "Rubrica Attualità" dal collaboratore Massimiliano Vitulli dal titolo:
Franco Rosso è un chimico già consulente per l'ambiente e lo sviluppo sostenibile e ora impegnato nel settore ricerca e sviluppo in una grande realtà industriale. Nel suo blog "chimicare" spiega la chimica ai non chimici, puntando ad una divulgazione veramente "di base" anche su tematiche che all'apparenza potrebbero risultare piuttosto impenetrabili. Nel suo post ci parla del rapporto tra le due discipline: chimica e fisica appunto.

Emanuele Menietti
ha un blog di nome bloGalileo. Dopo una laurea in Editoria, Comunicazione multimediale e Giornalismo, si è lasciato trascinare dalla sua passione per la scienza convinto che con parole semplici e chiare non ci sia nulla che non possa essere spiegato ai “profani”.
Ci parla dell'affascinante cortometraggio Magnetic Movie che ha conquistato uno dei premi dell’Immagine Science Film Festival 2009
Tratta uno tra fenomeni più interessanti che interessano la fluidodinamica.

Per la sezione "fai da te" ecco
Che per la cronaca è anidride carbonica e alla pressione ambientale si forma quando la temperatura scende sotto i -78,5 °C,

Bianca Delle Piane è una italiana emigrata in America. Attualmente vive e lavora a Los Angeles (California). E' fondatrice di Bridges to Italy, una associazione che ha come scopo principale quello di promuovere opportunità per attrarre investimenti tra l'Italia e l'America, promuovere la ricerca scientifica e fare innovazione tecnologica. Ha istituito THE PREMIO AWARD Honoring Italian Women Scientists in America, vinto quest'anno dal bioingegnere Alessandra Luchini.
Il suo blog è visibile solo agli iscritti, ma iscriversi è gratuito e possibile a tutti.

Un motore mosso da batteri:
Un suo pezzo su una importante ricerca sulle nanotecnologie che ci spiega le potenzialità del Graphene:
Qui ci parla della prima edizione del Premio:
Francesca Gorini (del CNR) ha preparato e realizzato con noi l'intervista ad Alessandra Luchini il giorno della consegna del premio a Milano. Con Francesca Gorini Gravità Zero ha collaborato quest'anno insieme alla testata Leggendaria per promuovere i "talenti delle donne" in ogni disciplina specialmente quella scientifica.


Peppe Liberti avrebbe preferito suonare il basso elettrico in giro per il mondo ma non è stato sufficientemente coraggioso e preparato. Così Si è accontentato di un Dottorato di Ricerca in Fisica, nel suo Rangle racconta le sue esperienze:
Ecco i contributi che ci ha inviato:

Segnaliamo anche i post di Francesco Sgaramella su Swapmagazine una rivista che nelle sue rubriche lascia spazio anche a temi di carattere scientifico. E' importante che anche le riviste generaliste tengano alta l'attenzione del pubblico nei confronti di temi importanti come questi:

Alberto Conti - che abbiamo intervistato oltre un anno fa su the daily bit, quando ancora Gravità Zero non esisteva è Astrofisico, lavora uno dei più importanti Istituti di ricerca degli USA per l’Astronomia, lo Space Telescope Science Institute di Baltimora (STScI), responsabile dello sviluppo di iniziative per le missioni astronomiche all'interno di Space Telescope (Community Mission Office Development Manager).
Il suo blog si chiama Traction Lobe (anagramma di Alberto Conti). Non è aggiornato, ci scrive, ma questo carnevale gli ha fatto tornare la voglia di scrivere e lo farà per il prossimo appuntamento previsto il 30 dicembre.

Emilio Sassone Corsi è il Presidente dello UAI - Unione Astrofili Italiani che ha patrocinato l'iniziativa del Carnevale. Il «Carnevale della Fisica» gli ha fatto subito venire in mente la figura di Arlecchino.

Un blog sicuramente originale è AutobiografiaDiUnQuanto. L'autore, Angelo Demichelis, è dirigente d'azienda, ora in pensione che - scrive - sta provando a non mandare in pensione il cervello. Lo fa con un contributo che non può definirsi propriamente divulgazione scientifica ma piuttosto letteratura... con qualche licenza poetica. Noi lo accogliamo con piacere perché anche la letteratura può contribuire a risvegliare i neuroni sopiti di molti "cervelli in letargo".


E per finire non potevano mancare i contributi di Gravità Zero

Rossella Coletto, biotecnologa e divulgatrice scientifica, che ci parla di una figura affascinante di donna scienziata. Perlopiù sconosciuta al grande pubblico, si tratta di una donna tra le più importanti nella scienza del secolo scorso. E' la prima donna in Germania con una cattedra in fisica. E non vinse il Premio Nobel assegnato invece al tedesco Otto Hahn, in maniera discutibile.

Walter Caputo insegna da anni economia e statistica e al suo attivo ha numerosi libri sull'argomento. Si interessa però anche di divulgazione scientifica, tanto che nei suoi libri sono ricorrenti i riferimenti ai grandi traguardi della scienza e biografie di scienziati. Il suo blog personale è blog.libero.it/paghecontributi ma è coautore del blog Gravità Zero.
Per il Carnevale ha preparato un pezzo inedito, dove spiega in maniera molto semplice un argomento di una certa complessità:


Massimo Auci, fisico, direttore scientifico di Gravità Zero, ha lavorato con il gruppo di astronomia neutrinica presso i Laboratori del Monte Bianco e al CERN di Ginevra. Oggi si divide tra l'insegnamento e la ricerca scientifica, pubblicando su riviste internazionali.

Per questo appuntamento ha scritto:
  • Moto ed energia nella didattica - La Fisica per quanto possa essere appassionante è indubbiamente una materia non facile. Per i ragazzi poi, quando la incontrano per la prima volta nella scuola superiore, le difficoltà sono ancora di più. Perché complicare le cose?

Carlo Ferri, che con me ha preparato il Carnevale da Barcellona, dove sta completando il dottorato in astrofisica, ci segnala un articolo già pubblicato su Tutto Scienze de La Stampa la scorsa settimana e che ha tradotto in spagnolo sul blog che con noi questo mese ospita il Carnevale
Con Carlo Ferri saluto e ringrazio anche Roi Oliva, ricercatore all'ESA di Madrid, che ha permesso di lanciare contemporaneamente l'iniziativa anche in Spagna attraverso il loro blog.

Claudio Pasqua per ultimo, scrive questo post e in contatto Skype con Carlo Ferri di Barcellona ha impiegato le giornate di sabato e domenica a leggere uno a uno l'avvincente elenco di interessantissimi contributi.

Quello che vorrei segnalarvi sono alcune cose a cui tengo molto, oltre alla divulgazione scientifica, ed è il contributo che "l'altra metà del cielo", le donne scienziato, stanno dando alla ricerca e allo sviluppo delle conoscenze. Un contributo che è stato negato, rifiutato, condannato se si pensa che fino al secolo scorso alle donne era rifiutata la carriera universitaria e che negli anni sessanta c'erano ancora, nella democratica America, campus universitari che rifiutavano l'ingresso alle donne.

Alto, da sin.: Ipazia, Marie Curie , Jocelyn Bell-Burnell, Maria Goeppert-Mayer
In basso da sin.: Lisa Randall, Margherita Hack, Fabiola Gianotti, Lise Meitner


La direzione generale della Ricerca della Commissione europea ha appena pubblicato un interessante libro intitolato "Women in science" ("Donne nella scienza"). Il libro - disponibile online, anche come audiolibro - narra le affascinanti storie e i successi raggiunti da donne scienziate eccezionali, come ad esempio Marie Curie-Sklodowska (Marie Curie) e Hildegard Von Bingen.
Poi volevo segnalare i post pubblicati che riguardano il merito di scienziate come Vittoria Colizza e Daniela Paolotti, fisici che monitorano con nuovi metodi statistici influenze e pandemie con un progetto finanziato dalla Unione Europea.

In Gravità Zero se ne è parlato qui
e più di recente qui E infine ricordare alcuni eventi che hanno visto le donne scienziato tra le organizzatrici e per cui Gravità Zero è stata media partner:
  • Il Premio "il genio delle donne" della associazione ITWIIN, la cui presidente, Rita Assogna, ringrazio molto per l'ospitalità.
  • Complimenti anche alle italiane campionesse europee di innovazione. Performance vincente della squadra italiana a Helsinki nel concorso dell’ “European Women Innovators & Inventors Network” - Lo Special Award per la comunicazione della Scienza è andato a Elisabetta Durante, giornalista scientifica, per il progetto DISTI. Con lei abbiamo avuto il piacere di collaborare molto quest'anno.
  • Il festival della Scienza Scienzartambiente per un mondo di pace, promosso dal Comune di Pordenone, Assessorato alla cultura in partnership con il Science Centre - Immaginario Scientifico. Un ringraziamento al Direttore scientifico Chiara Sartori e al resp. Ufficio Stampa la nostra Alice Della Puppa, che ci hanno ospitato due giorni durante l'evento cui abbiamo partecipato: "Pirati o liberi internauti?"

COME PARTECIPARE AL PROSSIMO CARNEVALE DELLA FISICA?

Ricordiamo che per l’occasione del Carnevale della Fisica è stato attivato un social network su cui tutti possono lasciare appunti, osservazioni, foto, video o che può essere utilizzato per postare i contributi anche da chi non possiede un blog personale: www.carnevaledellafisica.ning.com

Qui possono iscriversi gli interessati a ospitare il carnevale in una delle prossime edizioni.

Ricordiamo infine che il prossimo Carnevale della Fisica verrà ospitato in lingua italiana il 30 dicembre 2009 dal blog di Fabio De Sicot, Jolek (jolek.wordpress.com) e dunque per partecipare sarà sufficiente inviare una email con il link al proprio contributo direttamente a lui jolek78@gmail.com

.

wibiya widget