lunedì 16 ottobre 2017

PSICOLOGIA DEL GIOCATORE

GAP, Gioco d'Azzardo Patologico o anche Ludopatia. Se ne parla da tempo oramai, con le istituzioni nazionali e locali che si stanno muovendo in modo coordinato per aumentare i limiti nei confronti di scommesse e giochi vari con vincita in denaro. Un modo per non tornare al proibizionismo (che comunque qualche associazione sta tornando ad invocare) ma tentare di mettere un argine a tante, troppe situazioni a disagio sempre più frequente in ogni angolo del paese.


Ma sotto il profilo psicologico, che cosa spinge il giocatore ad andare oltre i limiti dell'innocente evasione e fa incorrere la persona nella patologia da gioco d'azzardo? L'aspetto su cui i principali studiosi concordano è che il gioco d'azzardo patologico si sviluppa molto più facilmente nelle persone dotate di bassa autostima.

Poi però ci sono anche vari sotto profili a seconda del gioco scelto. Ad esempio l'elemento che gli anglosassoni definiscono come "sensation seeking" ovvero la ricerca di sensazioni forti, è più associato a giochi dinamici come le corse dei cavalli rispetto ad altri tipi di azzardo come le slot machine o video lottery.

Altro aspetto che invece può riguardare tutti i giochi è quello del chasing (intrappolamento). Si tratta di una distorsione cognitiva secondo cui la perseveranza nel gioco porterà prima o poi alla vittoria, aspetto che non ha niente a che vedere con i razionali calcoli delle probabilità che dicono invece ben'altro.

Comuni sono anche le fasi che si trova a vivere il giocatore d'azzardo patologico. La prima fase viene definita "vincente". Siamo ancora nel momento in cui l'esperienza di gioco viene condivisa con amici e parenti, in cui si scambiano anche informazioni sugli incentivi dei siti specializzati per i nuovi giocatori come Eurobet Welcome Bonus Casinò ed in cui non ci sono ancora grosse perdite di denaro, anzi a volte si è pure veramente vincenti o in pareggio tra entrate ed uscite nel giocare.

Nella seconda fase, quella del "perdente", il gioco inizia ad inglobare la vita della persona. Le perdite di denaro si fanno via via più grandi, si inizia a dilapidare il proprio patrimonio personale ed aumentano le bugie e le menzogne nei confronti di amici e familiari per giustificare gli ammanchi crescenti.

La fase della "disperazione" porta il giocatore a gesti sempre più estremi arrivando a commettere anche atti illeciti, a richiedere prestiti a persone sempre più pericolose (leggasi usurai...) e comunque con ancora la convinzione di avere possibilità di ribaltare la situazione. Ad un certo punto però, la persona può anche riconoscere i suoi problemi e finalmente chiedere aiuto.

Nella fase "critica" finalmente grazie all'aiuto di un esperto e alla vicinanza di familiari e amici, la persona rielabora tutto quello che ha vissuto, comincia a programmare l'uscita dai debiti e si pensa ad una nuova vita non più schiava del GAP. Anche per questo in tutta Italia si moltiplicano attività di prevenzione ma anche di informazione per dare modo a tutte le persone colpite da questi problemi che ci sono strutture pensate proprio per loro e pronte ad aiutarle ad uscire dal tunnel della ludopaita.

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