giovedì 19 ottobre 2017

A VOI È PIACIUTO BLADE RUNNER 2049 ?

Reduci anche noi dalla proiezione nelle sale cinematografiche del film BLADE RUNNER 2049, non saremo tra quelli che commentano e analizzano la trama fotogramma per fotogramma. A noi il film è piaciuto, ma non ci è sembrato all'altezza del primo Blade Runner del 1982. Un bel film, non c'è che dire, ma che vive di rendita della fama del primo. Un po' per l'ingenuità della sceneggiatura e un po' per la mancanza di una colonna sonora degna del genio di Vangelis, secondo noi non è all'altezza del primo Blade Runner del 1982.




Quello che vedete in questa foto è Philip K. Dick, senza alcun dubbio uno dei più grandi (e originali) autori americani del secolo passato. Deceduto nel 1982 dopo essere stato ignorato da intere generazioni, è stato rivalutato  come autore postmoderno della letteratura contemporanea solo dopo il successo del film Blade Runner, appunto. Oggi considerato uno dei più importanti ed innovativi autori di fantascienza e, più in generale, uno dei più grandi scrittori della letteratura statunitense del secondo dopoguerra.


Ma la sua vita non fu facile.

Dick assumeva amfetamina fin dai primi anni Cinquanta, sostanza prescrittagli dallo psichiatra che gli aveva diagnosticato una lieve forma di schizofrenia. Man mano Dick sviluppò una vera e propria tossicodipendenza dalla sostanza, la cui assunzione lo aiutava a sostenere altissimi ritmi produttivi nella stesura delle sue opere. L'abuso di stimolanti raggiunse livelli allarmanti durante la seconda metà degli anni Sessanta, proprio nel periodo in cui l'autore scriveva due dei suoi romanzi più importanti (Il cacciatore di androidi e Ubik). La rottura con la quarta moglie, Nancy Hackett (sposata dal 6 luglio 1966 al 1972), che lo abbandonò assieme alla figlia Isolde Freya (ora Isa Dick Hackett), e la morte del suo carissimo amico Jim Pike, mandarono Dick alla deriva; lo scrittore si trovò a vivere in una casa di sbandati. Tutto quello che avvenne dopo è pura illazione senza uno stralcio di prove.

COME SPESSO ACCADE LA REALTÀ È PIÙ INTERESSANTE DELLA FINZIONE 

Morì a Santa Ana, in California, in seguito a infarto cardiaco, nel 1982, proprio quando i diritti delle sue opere cominciavano a dargli per la prima volta una certa sicurezza economica, e mentre era in lavorazione il primo film basato su una delle sue storie: Blade Runner, di Ridley Scott, che Dick non poté vedere completato, anche se riuscì a visitarne il set.

Oggi vi presentiamo questa intervista, una delle poche che esistono dell’autore californiano, registrata nel 1979. Charles Platt intervista Dick, parlando di tanti argomenti diversi, dagli autori che lo hanno ispirato alle sue esperienze con sostanze allucinogene.


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