martedì 1 agosto 2017

VINCERÀ L'OSCAR IL CORTOMETRAGGIO DI GOOGLE? SECONDO NOI NON DOVREBBE

Google Spotlight Stories sono i cortometraggi animati ralizzati da Google per essere visionati dai device a 360 gradi e in realtà virtuale (ad esempio sul vostro smartphone con GPS o con Google Chrome su PC) .

Quello che vi mostriamo è Pearl: la storia di una ragazza che negli anni Settanta viagga per gli Stati Uniti insieme al padre, un musicista di strada. Ma è un video diseducativo e non rispetta la legge.



"Pearl" segue una ragazza e suo padre mentre attraversano il paese inseguendo i loro sogni. Viene presentato come una storia sui regali che offriamo (ma quali?) e il loro potere per portare l'amore. Tutto da dimostrare, come vedremo.  Visto da più di 1 milione e mezzo di persone  (al momento in cui scriviamo ma in contrinua crescita), Fast Company dice che Pearl potrebbe puntare all’Oscar, e scrive: "Ci sono film che ti fanno tornare bambino. Ci sono film che ti fanno percepire l’invincibile libertà dell’adolescenza. E ci sono film che spiegano la difficolta di fare il genitore. Pearl fa tutte e tre le cose, in circa sei minuti. È una storia sui regali che offriamo e il loro potere per portare l'amore. E trovare la grazia nei luoghi più improbabili".

TUTTAVIA È UN VIDEO DISEDUCATIVO E BANALE 

Oltre a guidare senza cinture secondo l'art 172 dl codice della strada (ma questo è il minimo) dove si vede chiaramente che il padre appoggia la figlia davanti al volante, sottoponendola a gravi pericoli (Art. 172. Uso delle cinture di sicurezza e sistemi di ritenuta per bambini), lo stesso padre dimostra, il che per certi versi è ancor più grave,  di disinteressarsi  dell'educazione della bambina (Decreto ministeriale del 22/8/07 n. 139). La trascina infatti in viaggio lunghissimo e non sembra possa ricevere una adeguata educazione. Si vede chiaramente come la utilizzi per elemosinare (reato di accattonaggio verso minori art. 572 del codice penale),  e si dispera se non guadagna abbastanza (Legge 17 ottobre 1967, n. 977 sfruttamento di minore).
Il video prosegue con contatti promiscui per tutta la vita della ragazza, senza un obiettivo e ascoltando per almeno 15-18 anni sempre la stessa canzone (impazzirebbe anche un cammello).

Un video diseducativo insomma: povera ragazza senza futuro!
Google, questa volta hai veramente dato il cattivo esempio!

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