martedì 30 maggio 2017

L'ORIGINE DEL PARANORMALE: UN'INTERAZIONE CERVELLO-AMBIENTE

La sera sta cedendo il passo alla notte. Non si sentono più auto in giro, né bambini che non riescono ad addormentarsi. Il mondo è andato a dormire. A casa mia sono l'unico ancora in piedi. Tranne l'orologio attaccato alla parete: il suo ticchettio mi sembra sia diventato molto più forte del solito.

Mi trovo in una situazione non molto lontana da quella cosiddetta di "deprivazione sensoriale", di cui parla Armando De Vincentiis nel libro "Ambiente, percezione e paranormale", pubblicato da C1V Edizioni. In questa condizione possono succedere cose strane. O meglio, io posso pensare di aver visto o sentito cose strane. 

In realtà si tratta solo del cervello, che può giocare brutti scherzi, soprattutto quando - già strutturato con una serie di credenze - interagisce con un ambiente propizio. E' questo il succo del libro citato: se analizziamo i principali fenomeni paranormali con l'ottica scientifica scopriremo che essi sono generati da interazioni fra cervello e ambiente.

E' difficile, se non arbitrario e fuorviante, stabilire chi sia il primo - fra cervello e ambiente - a generare il fenomeno inspiegabile. Infatti, l'interazione fra i due è così stretta e feconda di risultati, che la protagonista è proprio l'interazione. E non a caso, il cervello - nel libro - viene definito "terreno".

Alcune delle nostre reazioni a fenomeni che si originano nell'ambiente dipendono da un adattamento evolutivo risultato vantaggioso. Di fronte ad uno strano rumore la fuga può essere la migliore strategia, cioè quella che più probabilmente assicura la sopravvivenza. Poi però dobbiamo necessariamente dare un senso al mondo: ciò implica costruire una spiegazione di quel rumore. Se si tratta di qualcosa di "pericoloso" possiamo interpretare il fenomeno in modo che anche altri non corrano il pericolo. Un esempio - che tempo fa mi è stato raccontato da un africano - è rappresentato dalle storie che si raccontano ai bambini che vivono in Africa - in villaggi a cui margini si trovano parecchi animali come ad es. serpenti. Bisogna trasmettere ai bambini questo messaggio: "non uscite dal villaggio". 
"Ambiente, percezione e paranormale" è un libro quasi
tascabile, quindi perfetto da leggere al parco.
Nell'immagine è mostrato un capitolo molto significativo.

"Qui non parliamo di allucinazioni, di percepire oggetti che non esistono: ciò che vediamo è davvero presente, si tratta solo di capire cosa realmente sia" scrive l'autore. Perché il nostro cervello (o terreno) rappresenta già - in un certo senso - un potente fertilizzante dei fenomeni paranormali? Per una questione puramente fisico-chimica: "il nostro cervello sembra tollerare poco le ambiguità, così come accetta con una certa difficoltà che le cose possano accadere per caso o che abbiano tra loro legami semplicemente casuali" spiega Armando De Vincentiis. Se l'uomo interpreta determinati fenomeni in un certo modo è anche perché - spesso - sono fuori dal suo controllo. 

A questo punto - ad esempio - i mostri marini, gli UFO e le streghe di Salem possono essere scientificamente spiegati, non come fenomeni inesistenti, ma come eventi a cui abbiamo dato un'interpretazione errata. Un "comportamento da strega" può essere generato da un'intossicazione alimentare da funghi, che nel 1962 a Salem, nel Massachusetts, erano diffusi su molti cerali, che rappresentavano la base dell'alimentazione dell'epoca. 

"Ambiente, percezione e paranormale" è destinato a tutti coloro che vogliono comprendere l'origine dei fenomeni paranormali. L'ottica scientifica è puntata soprattutto sull'ambiente, che - forse - finora abbiamo un po' sottovalutato. D'altronde il libro fa parte della collana "Scientia et Causa", che comprende già parecchie opere. L'obiettivo comune è fare chiarezza scientifica su molti fenomeni di interesse generale.

Walter Caputo


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