martedì 21 febbraio 2017

COME HA FATTO L'UOMO A CONOSCERE IL CORPO UMANO? (una breve storia)

Ecco alcune delle tappe più importanti: dalla preistoria al XXI secolo

Preistoria
Gli uomini preistorici sapevano come siamo fatti esteriormente, ma avevano anche qualche nozione di come siamo fatti interiormente. La conoscenza di ciò che stava dentro il corpo gli arrivava ogni qualvolta era possibile osservare l'interno del corpo degli animali, o per eventi traumatici, l'interno del corpo umano. Molto probabilmente avevano capito che c'erano delle similarità.

Antichità e Medioevo
Con Ippocrate e Galeno si hanno la teoria degli umori e la prima conoscenza attiva dell'anatomia del corpo umano. Poi le autopsie vennero proibite in quanto prese piede l'idea della sacralità del corpo e la sua inviolabilità.

Dal Rinascimento
Fino al 1700 le uniche teorie sul corpo umano arrivavano da Galeno.
Finalmente nel xviii secolo comincia a farsi strada la semeiotica fisica.
Del corpo umano si osservavano: la lingua, il battiti del polso, l'aspetto del malato, le urine e le feci. Tutto qui. Attribuire un significato alle osservazioni effettuate era ancora inaccessibile, ma i prodromi c'erano.
La conoscenza anatomica invece era proseguita e sul finire del medioevo il medico Benivieni ha
Dott Benivieni
lasciato numerosi scritti in cui l'esame clinico è associato a quello necroscopico. Possiamo quindi definirlo il “padre dell'anatomia patologica” e il suo metodo di correlazione clinico-patologica è ancora in uso.
Chi mise sistematicamente in parallelo anatomia patologica e clinica fu Morgagni due secoli dopo.
Con il suo De sedibus, Morgagni dà avvio a due tipi di conoscenza: trovare nel cadavere la spiegazione dei sintomi di colui che era vivo e prevedere nel vivente ciò che si sarebbe trovato poi nel suo cadavere.
Una prima grande innovazione nella semeiotica fisica ci è arrivata dal medico austriaco Auenbrugger nella seconda metà del 700. Fu lui a introdurre la percussione del torace come metodo per capire, attraverso i suoni prodotti, se qualche area del polmone fosse priva d'aria e quindi sede di una patologia, o se vi fosse del liquido nel cavo pleurico in quanto il suono prodotto diventava ottuso.
Alle pratiche dell'ispezione e della palpazione si aggiungeva a metà del '700 quella della percussione e a cavallo tra '700 e '800 l'auscultazione, che nel medico Laennec trova il suo punto più alto.

Stetoscopio in legno di Laennec

Laennec visitando una donna che lamentava dolori a livello del cuore, si trovò in difficoltà ad ascoltarlo attraverso la percussione a causa dell'adipe della stessa e non poteva nemmeno auscultarlo appoggiando l'orecchio al petto a causa del suo sesso. Si ricordò allora che se si appoggia l'orecchio ad una estremità della trave si ascolta chiaramente il rumore del colpo dato all'altra estremità. Di qui l'idea. Arrotolò un foglio di carta e lo appoggio al petto. Distinse chiaramente i battiti, meglio ancora di quando vi poggiava l'orecchio senza tubo.
Laennec inventò lo stetoscopio, che in principio era un tubo di legno.

Nella seconda metà dell'800 fu possibile operare i vivi grazie a due conquiste della chirurgia: l'anestesia e l'asepsi.
Nel 1846 a Boston fu possibile operare senza dolore grazie all'etere, il cui effetto anestetico era stato scoperto dal dentista dott. Morton. Essendo stato l'evento immortalato fotograficamente, potremmo dire che fu il primo evento medico ad avere una risonanza mediatica.
L'anno successivo in Francia Marie Flourens rendeva noto l'effetto anestetico del cloroformio.
Nel 1865 a Glasgow il dott. Lister utilizzò l'acido fenico come disinfettante sia sull'essere umano, sia sugli strumenti chirurgici inaugurando la chirurgia in antisepsi.

Ma la grande rivoluzione che permise una chirurgia senza infezioni fu quella dell’asepsi il cui obiettivo era l’eliminazione totale dei batteri da tutto ciò che entrava nella sala operatoria: pareti, mani del chirurgo, strumenti ecc. e che venne raggiunta integrando l’uso di soluzioni battericide con la sterilizzazione a vapore introdotta nel 1891 dal dott. Bergmann.
D’ora in avanti l’operazione chirurgica poteva essere fatta sia a scopo terapeutico, sia a scopo diagnostico.

Antico microscopio
Sempre nell’800 si sviluppò l’utilizzo del microscopio (inventato nel ‘600) per la “visione” delle cellule umane.
Si poteva fare ricorso al prelievo di campioni da porre ad osservazione a fini diagnostici: nasceva la biopsia.
Successivamente con l’analisi del sangue: la conoscenza del corpo si estese alle sue componenti chimiche. Non si potevano ancora vedere le molecole di glucosio, creatinina ecc, ma se ne poteva contare la loro concentrazione nel sangue. Divenne possibile col microscopio osservare intra vitam il contenuto delle cavità del corpo e conoscere le nostre cellule al punto da dover inventare nuove unità di misura.


L'era moderna e contemporanea
Nella seconda metà del 900 prese avvio la “seconda rivoluzione scientifica”, cioè lo sviluppo della biologia molecolare, che fece da base per lo sviluppo della genetica.
Con il sequenziamento del DNA avvenuto nel 2000 è diventato possibile sapere se la persona è portatrice di malattie ereditarie, prima che si manifestino i sintomi.

Un altro traguardo che si voleva raggiungere era poter esplorare il corpo umano senza doverlo aprire, per poter fare una diagnosi senza dover operare.
Possiamo individuare in Filippo Bozzini il primo precursore della moderna endoscopia. Egli tentò di osservare le cavità del corpo umano attraverso l’uso di un tubicino, uno specchio e una luce, non si sa bene però con quali risultati. Sarà solo nel secondo dopo guerra che si ovvierà ai problemi di flessibilità, luminosità e sepsi degli strumenti, permettendo l’osservazione dell’interno del corpo attraverso i suoi orifizi.

Ma come fare per le ossa? A fine ottocento ci riuscì il prof. Roentgen inventando la radiografia. Una decina d’anni dopo Rieder con un pasto di bario riuscì a vedere gli organi radio trasparenti.
Dopo la Tomografia computerizzata si arrivò alla Risonanza magnetica nucleare non più fondata sui
raggi x, ma su radiazioni elettromagnetiche.

Arrivò anche l’ecografia con il suo importante utilizzo nella diagnosi prenatale.
Prima della diagnostica per immagini il funzionamento di cuore e cervello era rilevabile solo attraverso la loro funzionalità elettrica. Su questa base furono costruiti l’elettrocardiografo da parte di Einthoven e l’elettroencefalografo da parte di Berger.

Questo è un breve riassunto della storia della medicina.
Per approfondirne la conoscenza, soprattutto rispetto all'era contemporanea potete leggere il libro Apriti Sesamo! Conoscere l'interno del corpo vivente, scritto da Vito Cagli ed edito da Armando Editore. E' un testo molto carino, utile, di facile e succosa lettura.

Rimane un interrogativo senza risposta, ovvero come l’attività meccanica e elettrica del cervello divenga pensiero.






Dr.ssa Luigina Pugno


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