domenica 22 gennaio 2017

GIOVEDÌSCIENZA PORTA AL POLITECNICO "L'ANTENATO CHE NON TI ASPETTAVI"


La scoperta più rivoluzionaria e misteriosa sull'origine dell'uomo. È quella dell’Homo naledi ("stella" in lingua locale sotho), una nuova specie ominine dalle caratteristiche uniche, rinvenuta nel settembre 2013 da due speleologi sudafricani che, scesi nel vasto sistema di gallerie di Rising Star, vicino a Johannesburg, scoprirono fortuitamente una "camera segreta" colma di ossa fossili. Come si spiega la presenza di così tanti fossili nella grotta? Quali conseguenze potrà avere la scoperta di Homo naledi e del suo comportamento sulla comprensione dell’evoluzione umana?

È un viaggio nel passato condito dal racconto di un’indagine avvincente quello con Damiano Marchi, antropologo dell’Università di Pisa - il solo italiano nel team dei ricercatori guidati dal professor Lee Berger della National Geographic Society - ospite di GiovedìScienza per parlarci de “L’antenato che non ti aspettavi”. L’appuntamento di giovedì 26 gennaio, il primo ‘in trasferta’ per la trentunesima stagione della rassegna, è nell’Aula Magna G. Agnelli del Politecnico di Torino (in Corso Duca degli Abruzzi, 24), sempre alle 17:45. 

Gravità Zero è media partner dell'iniziativa 

Damiano Marchi 
GiovedìScienza
Aula Magna "G. Agnelli" del Politecnico di Torino
Corso Duca degli Abruzzi, 24 - Torino
giovedì 26 gennaio 2017 - ore 17:45
L’ANTENATO CHE NON TI ASPETTAVI
L'enigmatico Homo naledi raccontato da uno dei suoi scopritori
Damiano Marchi antropologo, Università di Pisa

Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili. 
Programma completo e diretta streaming su: www.giovediscienza.it 

Damiano Marchi - antropologo, Università di Pisa 
Damiano Marchi è il solo italiano nel team dei ricercatori guidati dal professor Lee Berger della National Geographic Society. Marchi, 44 anni, è antropologo all'Università di Pisa, città in cui si è laureato e da cui è partito: sei anni da visiting assistant professor alla Duke University (Usa), un anno come Post-doctoral Fellow all’Università del Witwatersrand (Sudafrica).

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