sabato 21 gennaio 2017

CLOSEYE: ACRONIMO COMPLICATO PER UN PROBLEMA COMPLICATO

di Ester Ziarati Niasar
Corso per Responsabile Addetto Stampa a indirizzo Tecnico-Scientifico

Potrebbe sembrare il titolo del prossimo film di James Bond, è invece uno dei più ambiziosi progetti di sicurezza e monitoraggio delle frontiere europee mai pensato prima d'ora. La scienza e lo spazio al servizio della società, là dove i governi dei singoli stati membri dell'Unione Europea non sono in grado di intervenire con i metodi di monitoraggio convenzionali, sono i satelliti a dare una mano.


La forte spinta migratoria delle coste del nord Africa è diventata oggi una questione scottante ed è necessario trovare al più presto soluzioni definitive per risolvere il problema del monitoraggio. A pensare ad una soluzione completamente innovativa e a occuparsi dell’iniziativa sono: l’ASI (Agenzia Spaziale Italiana) in collaborazione con il ministero dell’Interno, la Marina Militare, il Dipartimento di Polizia di Stato, la Direzione Generale Immigrazione e la Guarda di Finanza, i quali hanno elaborato un progetto chiamato CLOSEYE acronimo di Collaborative evaLuation Of border Surveillance technologies in maritime Enviroment bY pre-operational validation of innovativE solutions con lo scopo di dotare l’Unione Europea di un sistema tecnico e operativo di monitoraggio dei propri confini, aiutando così le autorità preposte al controllo delle frontiere. Il progetto, finanziato nell'ambito del 7° programma quadro, lo strumento principe tramite cui l’Unione Europea finanzia la ricerca in Europa, è stato l'oggetto dell'assemblea del 10 dicembre 2013 all’ASI. L’incontro si era prefissato degli obiettivi che garantissero il coinvolgimento delle imprese nazionali spaziali e aeronautiche nel contesto europeo.




Ora il progetto è arrivato alla sua fase di realizzazione. Presentato lo scorso 28 giugno 2016 durante il CLOSEYE vip day è basato sull'integrazione di sistemi satellitari e unità operative per la sorveglianza. Nella sua struttura definitiva CLOSEYE comprende l’utilizzo di sistemi spaziali duali tutti italiani, quali Cosmo SkyMed e Athena Fidus, il primo ha il compito di raccogliere immagini, il secondo trasmette i dati raccolti. Il sistema è munito anche di un software ad hoc il cui compito è quello di individuare e riconoscere dallo spazio tutti i tipi di imbarcazioni che si avvicinano alle coste dell’Europa meridionale. L’obiettivo è quello di segnalare le imbarcazioni in arrivo facilitando il compito delle unità marittime incaricate alla sorveglianza, permettendo così loro di intervenire nel momento in cui dovesse verificarsi un’emergenza.

Il presidente dell’ASI Roberto Battiston intervistato in questa occasione, dice di credere fermamente nelle potenzialità del sistema, attualmente solo un prototipo in via di sviluppo, ma è certo che nel prossimo futuro CLOSEYE nella sua forma definitiva sarà la soluzione definitiva al problema del monitoraggio delle coste e delle frontiere, svolgendo un servizio indispensabile per tutta l’Unione Europea.

Battiston ha anche sottolineato come l’Italia sia stata tra i primi stati membri dell'Europa ad esser riuscita a integrare sistemi tecnologici preesistenti tutti italiani e quanto sia fondamentale il ruolo che il nostro paese ha non soltanto in campo spaziale, ma anche in ambito economico. Il progetto infatti per la natura estremamente innovativa in campo telemetrico dovrebbe avere delle ricadute industriali non indifferenti, proprio perché essendo stata l'Italia fra i primi paesi a proporre e a partecipare al progetto, sarà proprio la sua industria a beneficiarne per prima, avendo la grande opportunità di proporre le soluzioni tecnologiche sviluppate dalle sue industrie a tutti i mercati europei e internazionali.

Una soluzione al monitoraggio delle migrazioni, ovviamente non la soluzione al problema delle migrazioni in atto, dovrà essere invece la politica internazionale dei governi a trovare la strada per contenere la pressione migratoria in atto, CLOSEYE è solo un occhio vigile tutto italiano.

In occasione del primo corso per responsabile addetto stampa scientifico-tecnico organizzato dalla nostra testata presso la sede della Scuola Internazionale Europea di Torino, pubblichiamo gli articoli dei nostri corsisti. Oggi Ester Ziarati Niasar.

Nessun commento: