martedì 13 dicembre 2016

NOVARTIS ACCESS: UN ANNO DI RISULTATI E NUOVI OBIETTIVI

A Basilea, presso il Campus Novartis, il 29 novembre 2016 Novartis Access e Novartis Foundation hanno promosso l’incontro “Improving care for chronic patients in lower-income countries: the patient journey”, in cui esperti di salute pubblica e rappresentanti accademici, di governi e organizzazioni non-governative (ONG) hanno esaminati i metodi migliori per curare pazienti di malattie croniche nei Paesi a basso e medio reddito.

Già da molti anni il sistema sanitario dei Paesi in via si sviluppo è afflitto dalla gravosa presenza di malattie infettive, come la malaria, la lebbra e l’infezione da HIV (Human Immunodeficiency Virus). La repentina urbanizzazione, il continuo invecchiamento della popolazione, nonché uno stile di vita più moderno ma meno salutare ne hanno cambiato gradualmente il profilo medico, ora caratterizzato anche dall’imponente numero di pazienti affetti da malattie non-trasmissibili (MNT), come malattie cardiovascolari, diabete, malattie respiratorie e tumori. Purtroppo, tutte le fasce di età sono esposte ai fattori di rischio: cattiva alimentazione, inattività fisica, esposizione al fumo e abuso di alcolici. In questi Paesi ogni anno 28 milioni di persone muoiono per malattie croniche, cioè il 75% circa delle morti per MNT a livello globale. Questo dato rappresenta il triplo delle morti nei Paesi ad alto reddito. Inoltre, si stima che entro il 2020, l’80% delle malattie globali sarà di tipo cronico e nei Paesi in via di sviluppo le MNT saranno la causa di 7 decessi su 10, diventando la principale causa di morte. Questa significativa crescita di casi di MNT non è bilanciata da un calo delle malattie infettive, ecco che quindi la sanità locale è messa alla prova da un doppio carico di malattie.

A fronte della di questa situazione sanitaria, l’azienda multinazionale svizzera, Novartis, leader del settore sanitario, nel 1979 fonda l’ente filantropico, Novartis Foundation, con lo scopo di migliorare l’accesso a cure sanitarie di qualità, inizialmente per malattie infettive. Quest’organizzazione mette a punto progetti altamente innovativi, sviluppati con la collaborazione di esperti di realtà private, pubbliche, civili e accademiche, che siano sostenibili e integrabili con nuovi modelli di assistenza sanitaria.



Nel settembre 2015 viene inaugurato il programma Novartis Access, per contrastare il carico crescente di malattie croniche nei Paesi in via di sviluppo. Con questo portfolio si rendono accessibili 15 medicinali (coperti o meno da brevetti) per curare i quattro principali tipi di MNT, ossia malattie cardiovascolari, carcinoma mammario, malattie respiratorie e il diabete di tipo 2. Questo pacchetto di farmaci viene fornito ai governi, alle ONG e ad altri clienti del settore pubblico al prezzo di 1 dollaro al mese per trattamento. Inoltre, è compresa anche l’attività di capacity-building, con cui si sostengono i sistemi sanitari nel percorso di prevenzione, diagnosi e cure delle malattie croniche. Ad un anno dal suo lancio, Novartis Access ha ricevuto il riconoscimento di "Best practice nell’Access to Medicine Index 2016", con cui si misurano le prestazioni delle 20 maggiori compagnie farmaceutiche mondiali, impegnate nell’accesso di farmaci e assistenza sanitaria nei Paesi in via di sviluppo, nel quale Novartis si è aggiudicata la terza posizione in graduatoria.

A Basilea, presso il Campus Novartis, il 29 novembre 2016 Novartis Access e Novartis Foundation hanno promosso l’incontro “Improving care for chronic patients in lower-income countries: the patient journey”, in cui esperti di salute pubblica e rappresentanti accademici, di governi e ONG hanno esaminati i metodi migliori per curare pazienti di malattie croniche nei Paesi a basso e medio reddito.

Durante questa conferenza, è stato annunciato che, dopo il Kenya e l’Etiopia, il Ruanda è il terzo Paese firmatario del protocollo d’intesa con Novartis Access, le cui prime forniture sono previste per l’inizio del 2017. Inoltre, nei primi 12 mesi del programma Novartis Access sono stati distribuiti oltre 100.000 trattamenti mensili in Kenya, Etiopia e in Libano, nel quale il portfolio di farmaci vengono consegnati attraverso il Comitato Internazionale della Croce Rossa. Attualmente, si stanno svolgendo incontri istituzionali al fine di indurre Novartis Access in più di 10 Paesi in 3 continenti.

Novartis Access in Kenya
Infine, seppur si siano registrati dei miglioramenti in questo primo anno, si è anche rilevata la necessità di irrobustire i sistemi sanitari coinvolti: aggiornando regolarmente le liste nazionali dei farmaci essenziali, rendendo idonee le attrezzature, così come le infrastrutture ospedaliere e aumentando il numero di operatori sanitari qualificati.

Novartis Foundation in Ghana
A questo proposito, l’amministratore delegato di Novartis, Joseph Jimenez ha dichiarato «Novartis è impegnata a fornire medicinali a prezzi accessibili ai Paesi a basso reddito – ma l’accessibilità economica è solo la punta dell’iceberg. Per poter affrontare su scala adeguata le cause fondamentali dei problemi sanitari in questi paesi, è necessario che i governi e le ONG collaborino con le aziende per integrare le competenze e le risorse del settore privato. Questo non è solo auspicabile: è essenziale».
Per focalizzare meglio la situazione, il Presidente del consiglio di amministrazione Novartis, Joerg Reinhardt ha dichiarato «Tutte le parti interessate devono partecipare, se vogliono avere la possibilità di ottenere una copertura sanitaria universale e aiutare le nazioni in via di sviluppo ad alleggerire la pressione del doppio carico costituito dalle malattie infettive e da quelle croniche» e infine ha aggiunto che l’obiettivo di questo progetto è avviare Novartis Access in circa 30 Paesi nei prossimi anni e renderlo economicamente sostenibile.

In conclusione, da questo dibattito si evince chiaramente come alla base di una corretta e sempre più efficace politica sanitaria, volta a migliorare e prolungare la vita ad di più persone possibili ci siano le pratiche di prevenzione e controllo, di diagnosi precoce e trattamenti tempestivi a fare la differenza.


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