mercoledì 3 agosto 2016

LE DIPENDENZE NELL'ERA DI INTERNET



In un’era in cui passiamo su internet gran parte della nostra giornata, non c’è da stupirsi se l’essere umano ha sviluppato nuove dipendenze o accentuato quelle già presenti. Un tempo per dare adito alle proprie dipendenze bisognava mettere mano al portafogli per acquistare delle riviste (come nel caso di Playboy per gli adulti che amavano la pornografia) o oggetti costosi per soddisfare il bisogno o il desiderio di sentirsi meglio. Oggi con i video su youtube e la facilità degli acquisti via internet tutto è profondamente cambiato. Non solo si ha più facilmente accesso ad ogni tipo di prodotto ma la semplicità nell’ottenerlo provoca anche nuove forme di dipendenza portando ad una vera e propria ossessione. Ma cosa s’intende esattamente con il termine dipendenza? 

Per poter rispondere in modo corretto a questa domanda è necessario capire come funziona la chimica del cervello. Ogni volta che si esegue un'azione che soddisfa un bisogno o un desiderio, il nostro cervello rilascia dopamina. Questo ci rende felici, e la felicità a sua volta innesca il percorso di ricompensa, un processo necessario ai fini della sopravvivenza. Tuttavia sostanze stupefacenti come l’eroina possono velocizzare i tempi immettendo alte quantità di dopamina nel cervello e facendo erroneamente pensare che le droghe possano essere la giusta soluzione per soddisfare più rapidamente il desiderio di essere felici. Indipendentemente dal motivo per cui desideriamo di essere felici è chiaro che le droghe danneggiano il cervello alterandone la sua struttura. Le cellule del recettore in grado di rilevare la dopamina a lungo andare finiscono per limitare la produzione di dopamina e questo irrimediabilmente porta al collasso dei processi neurologici. 

Ma cosa c’entrano le dipendenze con le sostanze stupefacenti? In un certo senso funzionano allo stesso modo. Anch'esse aggirano il percorso di ricompensa, inondando il cervello di dopamina e non appena le cellule recettive diminuiscono gli utenti hanno bisogno di trovare sempre più modi di soddisfare la propria dipendenza, con la differenza che ovviamente non danneggiano il cervello come nel caso degli stupefacenti. 

Le nuove dipendenze oggi possono essere classificate in due filoni, quelle sociali o legali costituite da droghe legali (tabacco, alcol, farmaci, etc.) e da attività socialmente accettate (come mangiare, lavorare, fare acquisti, giocare, stare su internet) e quelle antisociali o illegali che comprendono invece le dipendenze da droghe illegali (oppiacei, cocaina) ed attività illegali (rubare, incendiare, stuprare).

Tra le dipendenze legali quella da Social Network sta diventando tra le più diffuse.

In effetti, un recente studio che ha coinvolto alcuni utenti di Facebook chiedendo loro di chiudere il profilo per 99 giorni ha rivelato che la maggior parte delle persone che avevano fatto parte della sfida hanno fallito. Molti esperti, tuttavia, sostengono che l'uso eccessivo e abituale dei social media non e’ realmente etichettabile come dipendenza. Certamente è molto difficile valutare se e quando un uso eccessivo del web si trasformi in un problema vero e proprio, paradossalmente proprio sulla rete si trovano molti test per capire se è necessario correre ai ripari. La quantità di tempo che trascorriamo connessi ad internet davanti al pc o con lo smartphone e’ significativamente aumentata ma non sempre diventa una dipendenza. Ciò che diventa un segno tangibile dell’eventuale presenza di un problema riguarda il modo in cui l’uso di internet riduce la qualità relazionale e interattiva dell’individuo nella sua quotidianità. A differenza di altri tipi di ‘’dipendenze online’’, come ad esempio il gioco d’azzardo, nei social network non esiste un meccanismo di autocontrollo. Infatti, la maggior parte dei siti di poker online seguono delle norme rigorose su quando e come intervenire in presenza di giocatori affetti da disturbi ossessivi compulsivi che vanno oltre il limite che l’utente si è auto imposto. Dando una rapida occhiata alle principali norme del gioco responsabile non c’è da stupirsi se molte si rivelano affini alle dipendenze da internet, isolamento e cyberbullismo sono solo alcune delle conseguenze negative causate da uno scorretto utilizzo della rete. Nonostante questo sui social network e sui siti che offrono materiale pornografico questi limiti sono assenti e di conseguenza l’individuo può più facilmente perdere l’autocontrollo. Ciò deriva dal fatto che gran parte delle dipendenze basate sulla tecnologia sono ancora sottovalutate, il pericolo e’ certamente minore ma tuttavia esiste e forse un giorno ci ritroveremo tutti a sottostare a delle normative di auto controllo per utilizzare Facebook e derivati in modo adeguato.

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