martedì 10 maggio 2016

MASTURBARSI NON FA DIVENTARE CIECHI E FA BENE ALLA PROSTATA

Un uomo con intensa attività sessuale (non è specificata quale) potrebbe ottenere  un vero e proprio lasciapassare per abbattere il  rischio di sviluppare un tumore alla prostata. A dimostrarlo è uno studio pubblicato sulla rivista European Urology, che ha monitorato la salute di circa 32mila americani per un periodo di oltre 20 anni, svelando che eiaculare almeno 21 volte al mese diminuisce del 19% il rischio di una diagnosi di tumore alla prostata. Anche l’età è risultata importante: eiacularefrequentemente dopo i 40 anni sembra diminuire del 22% il rischio di un tumore alla prostata.

Onanismo -  Shutterstock
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“La frequenza di eiaculazione è una misura dello stato di salute generale: gli uomini con una bassissima frequenza di eiaculazione (da 0 a 3 volte al mese) hanno avuto più probabilità di avere altri problemi di salute, e morire prematuramente per cause diverse dal tumore alla prostata”, spiega l’autrice dello studio Jennifer Rider, ricercatrice dell’Università di Harvard. “I nostri dati dovranno essere confermati da ulteriori studi che valutino i potenziali meccanismi biologici alla base delle associazioni osservate, ma i risultati dello studio suggeriscono che l’eiaculazione e l’attività sessuale sono una sicurezza in più, e quindi potrebbero rappresentare una strategia utile per ridurre il rischio di cancro alla prostata”.

Per indagare al presenza di una connessione tra frequenza di eiaculazione e cancro, Rider e il suo team hanno intervistato i partecipanti riguardo alle loro abitudini sessuali, ed esaminato le cartelle cliniche per verificare se fosse mai stato diagnosticato loro un tumore alla prostata. Durante il periodo di studio si sono verificati 192 casi di cancro alla prostata tra gli uomini che eiaculavano non più di tre volte al mese, poco più di 1000 casi con circa 7 eiaculazioni al mese, altri 807 casi dalle 13 alle 20 eiaculazioni al mese e solamente 290 casi con almeno 21 eiaculazioni mensili.

È presto comunque per valutare a pieno i meriti del sesso come strumento di prevenzione per il cancro. Un’eiaculazione frequente attraverso il sesso o la masturbazione infatti può essere legata anche ad altri fattori che contribuiscono a un buono stato di salute, come per esempio una dieta sana e un peso corporeo adeguato.

“Non penso che dovremmo dire agli uomini: o lo usi, o lo butti”, ha raccontato a Reuters John Gore, urologo dell’Università di Washington che non ha partecipato alla ricerca. “Se una minore frequenza di eiaculazione spingerà però un uomo a farsi visitare dal suo medico o da uno specialista, e se questa visita servirà a promuovere la prevenzione e la sua salute, ecco sarebbe un ottima applicazione dei risultati di questa ricerca”.

Riferimenti: European Urology

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