sabato 21 maggio 2016

IL SIDEREUS NUNCIUS DI GALILEO AL POLITECNICO DI TORINO


Era il 1609 quando Galileo iniziò le osservazioni astronomiche che gli consentirono di verificare la validità del sistema copernicano. Per l’Umanità fu una Rivoluzione. Da spettatori dobbiamo immaginare Galileo alla scrivania, intento a difficili calcoli, poi immaginia- molo col telescopio puntato in alto... 

Ecco, questo è un esempio dei suoi esperimenti, delle sue riflessioni, mentre cerca la formula del Volume e ha perso il foglio, mentre si inebria quando pensa di aver scoperto qualcosa... ha l’estasi di chi sa di essere il PRIMO a levare gli occhi su stelle “non mai vedute finora”, talvolta appare borioso, disprezza il “fiam- mingo” che ha inventato l’occhiale... poi si distraein compagnia delle donnee. Le parole che potevano far arrossire un’educanda di un secolo fa, ora fanno solamente sorridere, ma è sempre Galileo a scriverle. È lui l’autore! Di proposito abbiamo sottolineato alcuni difetti del grande scienziato e della sua vita. 

Insieme ai brani astronomici propri del “Sidereus Nuncius”, indirizzato al Granduca di Toscana Cosimo II de’ Medici, una selezione di strofe scelte dal testo “Contro il portar la toga” fa emergere un Galileo che andava all’osteria, mangiava e beveva allegramente, teorizzava che donne e uomini dovessero andare in giro senza veli e confessava il proprio debole per le donne. 

Sentiremo anche citazioni di autori come Shakespeare, Leopardi, John Donne e Sylvia Plath. Senza dimenticare che Galileo è uno dei massimi scrittori italiani! Le sue osservazioni di Giove e della Luna sono descritte tanto minuziosamente da apparire come fotografie ad alta definizione. 

Il motivo musicale dello spettacolo è il Canone di Pachelbel, in due elaborazioni. La danza è dedicata alla Luna e i movimenti sembrano mimare le forme sinuose viste da Galileo col suo telescopio. 


INTRODUZIONE 
IL NUOVO MONDO DI GALILEO 
A cura di: Andrea Gori, Museo Galileo di Firenze 

Responsabile delle attività educative del Museo Galileo di Firenze, dal 2010 ha assunto anche l' incarico di direttore del Museo dell' Arte della Lana di Stia (AR). Ha curato mostre sui rapporti tra scienza e arte tessile, realizzato percorsi didattici per la diffusione della cultura scientifica. Ha ideato per il pubblico giovanile libri-strumento e giochi per imparare con divertimento la storia della scienza e della tecnologia. 

Negli ultimi anni ha sviluppato particolare interesse ed esperienza nella progettazione di attività didattiche per persone con disabilità visive, realizzando il percorso espositivo sensoriale del Museo Galileo e del Museo dell’Arte della lana. 

Maria Rosa Menzio - Direttrice Artistica e ideatrice del progetto Teatro e Scienza, è laure- ata in Matematica, ha collaborato con il C.N.R. e, da ricercatrice nel campo della Geome- tria Simplettica, ha formulato e dimostrato il teorema di Menzio-Tulczjew. Ora si dedica alla divulgazione della scienza in teatro. Autrice drammatica, regista, saggista, ha messo in scena 12 dei suoi drammi, 4 dei quali sono stati pubblicati da Bollati-Boringhieri nel volume “Spazio, Tempo, Numeri e Stelle”. Ha pubblicato con Springer-Verlag il saggio “Tigri e Teoremi”. Come regista ha curato 15 spettacoli fra testi propri e non. Ha tenuto corsi su Teatro e Scienza alla scuola Holden di Torino e al Master in Comunicazione della scienza all’Università di Cagliari. Ha vinto parecchi premi come drammaturga (Fondi la Pastore, Science on Stage, Portovenere TeatroDonna, Eccellenze al Femminile...). La Rasse- gna “Teatro e Scienza ha ottenuto due volte la medaglia del Presidente della Repubblica e una terza medaglia presidenziale attribuita al testo ”L’oro bianco di Dresda”. 

Simonetta Sola (attrice) - Studia alla scuola “Teatro dell’Officina” diretta dal regista RAI Italo Alfaro e da Sandro Merli. Frequenta i Laboratori Teatrali di Franca Dorato ed Erica Monforte alTeatro Nuovo di Torino. Diplomata alla Scuola del “Teatro delle Dieci di Massi- mo Scaglione, è stata protagonista di spettacoli come ”Pane Vivo” di Mauriac, “L’Opera Seria” di Ranieri dè’ Calzabighi, “No alla Guerra!” e “Madre Coraggio di Brecht, ”Le Troia- ne” di Euripide, “Torino Mon Amour di Piero Soria (Produzione RAI SAT), ”Per il bene di Carmelo”... e molti altri. Lavora con le Biblioteche Civiche di Torino come lettrice di classi- ci antichi e moderni e come doente di corsi di Dizione, lettura interpretata e lettura sceni- ca. 

Claudia Serra (coreografa) - Laureata in Lettere Moderne all’Università degli Studi di Torino, ha studiato danza classica e contemporanea alla scuola Bella Hutter, specializzan- dosi in Italia e all’estero. Nel 1978 ha partecipato alla costituzione del Gruppo di Danza Contemporanea “Bella Hutter” ed è stata danzatrice solista di spettacoli importanti. Studi- na inoltre il lavoro di Pina Bausch. Fonda del 1982 l’Associazione Movimento Naturale cui propone corsi di ginnastica dolce e danza moderna (tecnica Cunningham). Lavora alla realizzazione di un modello laboratoriale da proporre nella Scuola dell’Obbligo e collabo- ra nel 1992 con il comune di Torino proponendo progetti di Danza ed Espressione Corpo- rea e corsi per gli insegnanti. Collabora con vari progetti nazionali ed europei e con l’Università di Torino (DAMS - corso di Teatro Sociale). All’interno dell’associazione Ginger fondata nel 1984, cura i progetti pe la didattica dei laboratori nella Scuola dell’Obbligo. Dal 2001 è collaboratrice del progetto MUS-E Torino. 

Giulia Zagrebelsky (danzatrice) - inizia lo studio della danza durante l’adolescenza presso l’Associazione “Ginger Company”di Torino, sotto la guida degli insegnanti Claire Jahier e Lia Bonini. Parallelamente si avvicina alla danza contemporanea e in particolare alla tecnica Cunningham, grazie a Claudia Serra di cui diventerà allieva. Dal 2005 prende parte agli spettacoli dell’associazione messi in scensa nei teatri torinesi Astra, Colosseo e Vittoria. Sostiene gli esami presso L’Académie Princesse Grace di Montecarlo e parte- cipa a diversi stages con importanti personalità del mondo della danza come Eliane Mazzotti, James Urbain, Stéphane Flechet. Nel 2016 si laurea in Letteratura, Filologia e Linguistica Italiana presso l’Università degli studi di Torino, con una tesi sull’opera di Elena Ferrante

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