venerdì 1 aprile 2016

GUIDA ALLA LETTURA DELLA BOLLETTA DEL GAS

La lettura della bolletta del gas può risultare un’operazione complicata a causa di tutte le voci che la compongono. Ecco una spiegazione a costi, tasse e servizi.
contatore del gas - Shutterstock

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Quando ricevi la bolletta del gas a casa e la apri, puoi avere l’impressione di trovarti davanti a un documento scritto in geroglifici. Sono presenti molte parole, sigle, unità di misura e cifre di cui potresti non conoscere il significato. Per aiutarti a orientarti tra tutte le voci, abbiamo chiesto agli esperti di energia del comparatore online SuperMoney di spiegarci come leggere la bolletta del gas.

Come è composta la bolletta semplificata del gas?

La bolletta del gas come la riceviamo oggi è frutto di un modello deciso dall’AEEGSI (l’Autorità dell’Energia Elettrica, il Gas e il Sistema Idrico) in vigore dal 2011, modello che viene utilizzato anche per la bolletta della luce e che viene definito bolletta semplificata. L’AEEGSI ha fatto in modo che in questa bolletta vengano inserite tutte le informazioni necessarie al consumatore per sapere quanto e cosa sta pagando. La prima cosa che si nota è che è divisa in due: c’è un quadro sintetico e un quadro di dettaglio.
Nel quadro sintentico troviamo le informazioni più importanti, quelle che la maggior parte degli utenti vuole leggere subito: il riassunto dei consumi, l’importo da pagare, le caratteristiche del servizio offerto dall’operatore, la scadenza della bolletta e i numeri da contattare per eventuali reclami.
Nel quadro di dettaglio, invece, vengono fornite informazioni considerate secondarie come la tipologia di fornitura, se si tratta di un’utenza domestica o aziendale, il cosiddetto coefficiente M, ovvero la zona climatica e l’altitudine a cui vivi, e il Potere Calorifico Superiore (PCS), ovvero la capacità del gas di produrre energia termica (valore espresso in Gigajoule).
Bolletta del gas: costi e imposte
Ma, probabilmente, la parte più importante della bolletta è quella che indica i costi connessi alla bolletta del gas: i costi di commercializzazione, i costi di distribuzione e le imposte. Andiamo ad analizzarli uno per uno.
I costi di commercializzione all’ingrosso del gas rappresentano una buona fetta dell’importo della bolletta, quasi il 40%, e si dividono in:
  • costo variabile, indica il costo della materia prima, da solo incide sul 35% dell’importo della bolletta e dipende da diversi fattori;
  • costo fisso: ciò che manca per coprire tutti i costi di commercializzazione, all’incirca il 4-5% della bolletta.
Una piccola fetta del costo totale della bolletta, circa il 14,5%, è invece rappresentato dai costi di distribuzione del gas, che comprendono i costi di misurazione (tra cui la manutenzione dei contatori). Anche questi sono divisi in:
  • costo variabile: questa parte cambia sulla base del consumo di gas;
  • costo fisso: che si calcola sulla base della zona geografica in cui si vive.
Un ulteriore 39% dell’importo totale è coperto dalle imposte, che si dividono tra:
  • IVA: pari al 10% per i consumi fino a 480 metri cubi e al 21% per i consumi più elevati;
  • Addizionale regionale, stabilita autonomamente da ogni regione;
  • Accise: cambiano in base a quattro fasce di consumo e in base alla macro area in cui si vive (Centro Nord e Centro Sud). Le fasce di consumo sono: da 0 a 120 metri cubi, da 120 a 480 metri cubi, da 480 a 1560 metri cubi, oltre i 1560 metri cubi.

Ultimi per impatto sull’importo totale della bolletta troviamo i costi di trasporto e i costi di stoccaggio: più o meno l’1,5% del totale.

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