domenica 31 gennaio 2016

QUANDO IN BANCA SI SCOPRE L'ILLECITO

Il mondo bancario sta cambiando rapidamente, e nonostante le banche siano un'importante istituzione per il nostro Paese, accade a volte che il rapporto con il cliente (generalmente un piccolo imprenditore, una impresa) diventi illecito. Ultimamente questi illeciti sono cresciuti a dismisura  mettendo a rischio l’esistenza di numerose imprese italiane e di conseguenza decine di migliaia di posti di lavoro e di famiglie.

Gli Illeciti bancari mettono in difficoltà le famiglie - Shutterstock


.
Recentemente abbiamo parlato spesso di una ormai ex startup, SDL Centrostudi he in soli 5 anni di vita ha portato di fronte al giudice diversi istituti bancari, difendendo così l'operato di tanti onesti imprenditori. 
Come si legge sui siti di riferimento di testate di economia nazionale, SDL Centrostudi SpA  si presenta, quindi, come “società specializzata nell’analisi dei contenziosi con il sistema finanziario-bancario, al fine di ripristinare la trasparenza nei rapporti economici spesso viziati da anomalie e principalmente dal fenomeno dell’anatocismo”. Un successo che è stato confermato dal “Giornale di Brescia” con la pubblicazione del decimo report sui “Bilanci delle Aziende di Brescia” (in riferimento all’anno 2014). Nella lista, composta da 750 nominativi, si contano almeno venti aziende con un ROI (“Return on Investment" che tradotto dall'inglese risulta come "Ritorno sull'investimento” utilizzato per indicare l'indice che identifica la redditività del capitale investito) superiore al 22%. Ebbene, SDL Centrostudi SpA si colloca al vertice delle imprese e dei gruppi con il più alto tasso di redditività in assoluto del bresciano, con un ROI addirittura pari al 69,8%, in crescita di 27 punti percentuali rispetto al 2013, e un ROE - la capacità di remunerare il capitale di rischio che i soci o il proprietario hanno impiegato - del 2333%. Scalzando dal gradino più alto del podio (ottenuto nel 2013) una grossa azienda di commercio all’ingrosso di frutta e verdura e battendo grandi e note aziende di produzione già radicate ne mercato bresciano da molti anni. 

Ma veniamo a uno che è solo l'ultimo dei successi di questa giovane e combattiva società.  

Tutto nasce da una società cliente che ha proposto l'opposizione attraverso l’avv. prof. Piero Lorusso avverso il decreto ingiuntivo ottenuto nei suoi confronti dalla banca per il recupero della complessiva somma di euro 700.000,00, quale saldo debitorio dei c/c nn., fondandola sulla perizia certificata di SDL da cui sono emerse sia usura sia anatocismo.

A fondamento della spiegata impugnativa l’opponente ha dedotto la risalenza al 1966 dei due contratti di conto corrente posti dalla I a base della propria pretesa monitoria, oggetto nel corso del tempo, oltre di rinnovate numerazioni, di svariate irregolarità ai suoi danni, quali la capitalizzazione trimestrale degli interessi passivi a fronte di una differente frequenza di capitalizzazione trimestrale degli interessi attivi; l’applicazione di interessi passivi al tasso ultralegale e di commissioni di massimo scoperto pure a fronte di una mancata originaria pattuizione in forma scritta; la postergazione delle valute ne pagamento degli assegni presentati per l’incasso.

A fronte di tale difesa, l’istituto nella qualità, ha chiesto la provvisoria esecuzione del decreto opposto, facendo rilevare in particolare come i rapporti contrattuali siano stati regolati sin dall’origine in forma scritta, come da contratti versati agli atti del procedimento monitorio.

Orbene, in forza del disposto dell’art. 648 c.p.c. la provvisoria esecuzione del decreto ingiuntivo opposto può essere concessa ove l’opposizione non sia fondata su prova scritta o di pronta soluzione.
In particolare, per prova scritta deve intendersi qualsiasi documento idoneo a provare. ex artt. 2699 ss. c.c., il fondamento delle eccezioni del debitore ingiunto (convenuto sostanziale) e, conseguentemente, l’infondatezza della pretesa creditoria del ricorrente in monitorio (attore sostanziale).

È evidente, tuttavia, che preliminare ai fini della concessione della provvisoria esecuzione è la delibazione. sia pure in via sommaria, dell’esistenza della stessa pretesa creditoria, sulla base degli ordinari canoni probatori: infatti, l’opposizione a decreto ingiuntivo dà vita ad un giudizio a cognizione piena, assoggettata alle normali regole di riparto degli oneri probatori. II creditore che ha agito per l’adempimento, conseguentemente, deve provare la fonte (legale o negoziale) del suo diritto e il relativo termine di scadenza e può limitarsi alia mera allegazione della circostanza dell’inadempimento della controparte, mentre il debitore è gravato dell’onere della prova del fatto estintivo dell’altrui pretesa, costituito dall’avvenuto adempimento (cosi Cass., Sez. Un., 30 ottobre 2001 n. 13533).

Nel caso di specie, va denegata la provvisoria esecuzione del decreto ingiuntivo opposto, in attesa del necessario approfondimento istruttorio sulla validità -in tutte le loro clausole – dei contratti azionati in via monitoria e sull’esatto ammontare del credito vantato da parte opposta.

Si ringrazia l'Avv. Prof. Piero Lorusso e SDL Centrostudi per la comunicazione 



1 commento:

Celeste Nanni ha detto...

Non ho le competenze necessarie per tradurre il legalese usato dall'avvocato, però sono felice , e triste allo stesso tempo, che SDL sia intervenuta a favore dei cittadini un'altra volta, scoprendo usura e anatocismo commessi dalla banca. Felice perchè i mascalzoni vanno sempre puniti, triste perché se le banche fossero oneste, non si diffonderebbero queste notizie. Per SDL sicuramente è stato facile scoprire quei reati, visti i numeri...

Dati sui reati commessi dalle banche