mercoledì 20 gennaio 2016

NUOVO PIANO INCENTIVI PER LE ENERGIE RINNOVABILI NON FOTOVOLTAICHE

5,8 miliardi di euro previsti dalla Legge di Stabilità per sviluppare energie rinnovabili non fotovoltaiche. Scopri come richiedere il contributo...

Il Governo Renzi ha previsto di stanziare 26,5 miliardi di euro per soddisfare le proposte della Legge di Stabilità 2016:  5,8 miliardi sono stati destinati allo sviluppo di energie rinnovabili non fotovoltaiche, al fine di salvaguardare la tutela ambientale del Bel Paese incentivando l'utilizzo delle energie rinnovabili e non di quelle provenienti dai combustibili fossili o comunque dalle tradizionali forme di energia. In accordo con le normative europee, questa pratica contribuisce a rendere i consumi di energia italiani sempre meno impattanti a livello ambientale: i Ministri dello Sviluppo Economico, dell’Ambiente e delle Politiche agricole hanno infatti firmato il decreto che prevede nuovi piani di incentivi per le energie rinnovabili non fotovoltaiche, dal momento che l'energia solare è già a un buon livello di crescita nel nostro Paese. 

Il Decreto Ministeriale del 6 luglio 2012  cavalca l'onda della Strategia Energetica Nazionale, che punta alla produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili diverse, però, da quella solare fotovoltaica. Vediamo nel dettaglio come si possono richiedere gli incentivi e quali spese coprono.

Energie rinnovabili non fotovoltaiche: ecco come richiedere gli incentivi

I 5,8 miliardi di euro messi a disposizione dal Governo devono essere erogati entro la fine del 2016, con la finalità di acquisto o revisione degli impianti ibridi o alimentati da energie rinnovabili, ovviamente non fotovoltaiche. 



Per accedere al Fondo bisogna rispettare i parametri di potenza sanciti dal Decreto: questi sono suddivisi per contingenti delle aste (destinate agli impianti più grandi) e dei registri (per gli impianti più piccoli). 
Ecco l'elenco dei parametri per i contingenti:


  • 30 MW per l’eolico off-shore;
  • 800 MW per l’eolico on-shore;
  • 20 MW per l'energia geotermica;
  • 110 MW per il solare termodinamico;

Ecco quelli dei registri:

  • 6 MW per gli impianti a moto ondoso;
  • 10 MW per il solare termodinamico;
  • 30 MW per l'energia geotermica;
  • 60 MW per l’eolico a terra;
  • 80 MW per l’idroelettrico;
  • 90 MW per le biomasse;
  • 120,5 MW il controverso contingente per gli ex zuccherifici.
Quando verrà attuato il Decreto?


Prima di poter effettuare le operazioni sui propri impianti bisognerà aspettare l'attuazione del Decreto: l'iter burocratico prevede che debba sussistere il parere della Conferenza Unificata e dell'Autorità per l'Energia affinché il testo venga pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale e quindi, successivamente, affinché venga prodotta la relativa modulistica per le richieste.

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