venerdì 13 novembre 2015

FRANCIA. PARIGI SOTTO ATTACCO. LA PREVENZIONE

Ultimo aggiornamento domenica 15 novembre  2015

Sparatorie nella capitale francese, in simultanea esplosioni nei pressi dello Stade de France. Hollande evacuato. Gli attentatori gridavano: Allah è grande.

Pubblichiamo il link a una analisi della rivista di Geopolitica Limes che spiega l'attentato come una guerra intra-islamica senza quartiere, in cui noi europei e occidentali non siamo i veri protagonisti primari.

Da leggere: Parigi: il branco di lupi, lo Stato Islamico e quello che possiamo fare.

"L’obiettivo degli attentati di Parigi - dice l'autore del pezzo - è quello di terrorizzarci per spingerci fuori dal Medio Oriente, che rappresenta la vera posta in gioco. Si tratta di una sorta di “guerra dei Trent’anni islamica”, in cui siamo coinvolti a causa della nostra (antica) presenza in quelle aree e dei nostri stessi interessi".
"Di fronte alla strage di Parigi, il primo atteggiamento giusto è dolore e lutto per le vittime assieme a tutta la nostra solidarietà e commozione per un paese fratello e una città simbolo della convivenza e dei valori europei.
Subito dopo, è opportuna la più totale e ferma condanna per tali barbari attentati che nulla può – nemmeno indirettamente – giustificare". Ma poi "Occorre mettere in campo tutta l’intelligenza, la lucidità e la calma possibili".

Il video seguente, realizzato da due spagnoli professionisti in comunicazione, BrunoTeixidorSergio de Pazos ,mostra con estrema semplicità e chiarezza "in 10 minuti e 15 mappe" da dove nasceala crisi siriana e i problemi sul territorio controllato dai gruppi estremisti. È stato pubblicato un mese fa e offre una chiara visione geopolitica in cui non la religione, ma il dio denaro sia il vero motore di questi movimenti.



Per dare una idea della serietà con cui la Francia ha  sempre preso sul serio la minaccia jihadista (fondamentalismo islamico), ben prima della sparatoria dell'attentato di gennaio alla sede di Charlie Hebdo, ecco una infografica del Ministero della Cultura e delle Comunicazioni francese pubblicata su Facebook nel  Gennaio 2015 e sul sito  www.stop-djihadisme.gouv.fr


clic per ingrandire 
stop djihadisme


Il sito www.stop-djihadisme.gouv.fr, online dall'aprile 2014, dunque ben prima del grave attentato a  Charlie Hebdo, è un sito di assistenza alle famiglie contro la minaccia terroristica. 

Molti sono i commenti che tentano di ridicolizzare gli stereotipi espressi dal Ministero della Cultura, eppure sono proprio gli atteggiamenti un metro di giudizio per esaminare se nella mente di un giovane (sono proprio i giovani quelli più influenzabili a compiere atti estremi) sia cambiato qualcosa nel proprio atteggiamento e radicalizzazione verso la società. 

Teniamo presente che se in Francia è più alta la concentrazione di giovani musulmani disillusi che languono all’estrema periferia della capitale francese, anche in Italia, per il ministero della difesa italiano, sono almeno 83 i foreign fighters italiani: uomini (soprattutto) e donne di nazionalità italiana che hanno deciso di combattere con l'Isis.

E infatti l'appello delle autorità francesi è di essere vigili, e segnalare qualsiasi anomalia.



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