domenica 22 novembre 2015

ARRIVANO LE SEDUTE DI MAKE-UP IN OSPEDALE PER LE PAZIENTI CON TUMORE OVARICO

A Roma una settimana tutta dedicata alla bellezza e al make-up con la Campagna “Sguardi d’energia”. Perché prendersi cura di se stesse e del proprio corpo, nonostante la malattia, aiuta ad affrontare meglio le terapie, accresce l’autostima e agevola il percorso di cura. 


ACTO onlus - Alleanza contro il Tumore Ovarico, in partnership con Youngblood Mineral Cosmetics e con il supporto di Roche, invita le donne con tumore ovarico, il più insidioso e meno conosciuto dei tumori femminili, a partecipare a Sguardi d’energia, campagna itinerante nei principali centri oncologici nazionali, che offre un programma di make-up personalizzato.

Dopo il successo delle prime due tappe di Milano, che hanno visto la partecipazione di oltre 200 pazienti (75 allo IEO e 131 all’INT), Roma ospita il terzo appuntamento della campagna, che si svolgerà dal 23 al 27 novembre all’interno del Policlinico Gemelli, uno dei centri di eccellenza a livello internazionale nel trattamento di questo tumore. Nel corso della settimana le pazienti potranno prenotare una seduta di make-up della durata di un’ora.

“Sguardi d’energia” arriva a Roma con un rinnovato entusiasmo dopo gli enormi successi riscossi a Milano nella tappa all’Istituto Europeo di Oncologia e all’Istituto Nazionale dei Tumori, dove l’intero calendario degli appuntamenti è stato riempito con un ‘tutto esaurito’ da parte delle donne che, devo dire, hanno aderito con una forza, un’allegria e un ottimismo che non ci aspettavamo – afferma Nicoletta Cerana, Presidente di ACTO onlus – i sorrisi che abbiamo visto su quei volti ci hanno commosso e ci hanno convinti a proseguire nella nostra iniziativa con maggiore forza e con uno spirito ancora più deciso a stare accanto alle pazienti e a tutte le donne. Ci siamo resi conto, nel corso di questa bellissima esperienza, di offrire qualcosa di veramente importante alle pazienti, qualcosa che può aiutarle davvero a migliorare la propria qualità di vita; forse una piccola cosa, un piccolo gesto ma sufficiente a convincere la donna a non dimenticarsi di se stessa e a non lasciarsi abbattere dalla malattia». 

L’informazione promossa dalle associazioni è fondamentale per sensibilizzare tutte le donne sulla necessità di conoscere e non sottovalutare i sintomi di questa neoplasia silenziosa, e di sottoporsi a visite ginecologiche periodiche. «Il tumore ovarico nell’80% dei casi si presenta allo stadio III/IV poiché è subdolo, caratterizzato dall’insorgenza di sintomi vaghi e aspecifici, quali la dispepsia, la distensione addominale, l’anoressia, la sazietà precoce e i dolori addominali diffusi – dichiara Giovanni Scambia, Direttore del Dipartimento per la Salute della Donna e del Bambino al Policlinico Gemelli dell’Università Cattolica di Roma – frequentemente la paziente è asintomatica finché a una visita di routine non si scopre una massa pelvica. Pertanto se compare un sintomo nuovo che diventa persistente nel tempo, è importante rivolgersi tempestivamente al proprio ginecologo o al medico curante così da effettuare indagini semplici, come un’ecografia, ma estremamente sensibili nella individuazione di masse addominali o di liquido in addome. Difatti a oggi non esiste un test di screening che ci permetta di effettuare prevenzione di tale patologia».

Tuttavia dal punto di vista della terapia del tumore ovarico, negli ultimi anni sono stati fatti grandi passi avanti. Si punta ora alla cronicizzazione della malattia, grazie all’avvento delle terapie anti-angiogeniche che impediscono al tumore di crescere e diffondersi, bloccando la neoformazione di vasi sanguigni che nutrono il tumore, e ai PARP inibitori che somministrati alle pazienti con mutazione BRCA1 e 2 riducono di oltre l’80% il rischio di progressione della malattia. 
Insieme ai progressi terapeutici, si fa sempre più strada anche la consapevolezza di quanto sia importante offrire alle pazienti un supporto di tipo psicologico attraverso un sostegno che è parte integrante del percorso di cura e che permette alla donna di riappropriarsi di se stessa attraverso tanti piccoli gesti di vita quotidiana. Su questo aspetto si impegnerà in particolare ACTO Roma onlus. 

«Le nostre regole e i nostri obiettivi ricalcano quelli di ACTO onlus nazionale, cui aderiamo per tutte le iniziative – dichiara Luciana Franchini, Vice-presidente ACTO Roma onlus – il nostro obiettivo principale è assicurare il supporto psicologico alle pazienti ma anche alle persone loro vicine. Il contatto diretto tra le pazienti e le loro famiglie, il dialogo aperto con i medici, sono uno dei modi per non farle sentire sole, per far sapere loro che c’è sempre qualcuno che si prenderà cura della loro condizione».

Youngblood Mineral Cosmetics, partner d’eccezione di ACTO onlus, condivide gli obiettivi di questo progetto. «Pauline Youngblood infatti ha fondato il brand quasi 20 anni fa partendo dalla volontà di concedere a tutte le donne, soprattutto a chi aveva subito traumi causati da trattamenti invasivi, di sentirsi belle e di farlo in maniera sana, con ingredienti minerali naturali di altissima qualità – sottolinea Ariane d’Andiran, Managing Parthner dell’agenzia di Marketing & Comunicazione Youngblood Mineral Cosmetics Italia – siamo grati ad ACTO onlus per questa bellissima opportunità e felici per tutti i sorrisi che i nostri make-up artist vedranno nascere sui visi delle tante donne che saranno coinvolte in questa iniziativa».
Roche sostiene con grande entusiasmo il progetto itinerante “Sguardi d’energia”. 

«Roche è orgogliosa di sostenere questa campagna promossa da ACTO onlus, convinti che una corretta informazione e una maggiore sensibilizzazione siano la prima vera arma per riconoscere per tempo anche i tumori più silenti e sconfiggerli» dice Maurizio de Cicco, Amministratore Delegato di Roche S.p.A.. «Grazie al nostro costante impegno in Ricerca & Sviluppo, abbiamo potuto contribuire a riscrivere i manuali di medicina soprattutto nel campo dei tumori femminili. Dopo le rivoluzionarie innovazioni terapeutiche per il trattamento del tumore al seno, che hanno salvato la vita di milioni di donne nel mondo, sentiamo la responsabilità di continuare il nostro impegno a fianco delle pazienti, in particolare nella lotta contro patologie, come il carcinoma ovarico, per le quali per anni non si sono registrate novità terapeutiche rilevanti».

La campagna Sguardi d’energia tra il 2015 e 2016 sarà ospitata all’interno dei maggiori Centri oncologici specializzati nella diagnosi e cura del tumore ovarico in Lombardia, Lazio, Puglia e Campania.

Il tumore ovarico: fatti e cifre

In Italia 37.000 donne convivono con un tumore ovarico: circa 6.000 (Globocan 2012) i nuovi casi ogni anno con numeri in forte aumento. Ma secondo un’indagine promossa da ACTO onlus, in Italia il 60% delle donne non conosce questa patologia e il 70% non sa indicarne né i sintomi né gli esami a cui sottoporsi.

Per queste ragioni, in circa l’80% dei casi la diagnosi arriva in fase avanzata quando ormai le possibilità di cura sono molto limitate. È quindi molto importante che ogni donna conosca innanzitutto i segnali che possono indicare il manifestarsi della malattia: gonfiore persistente dell’addome; fitte addominali; bisogno frequente di urinare; sensazione di sazietà anche a stomaco vuoto; perdite ematiche vaginali; stitichezza o diarrea.

È altrettanto importante conoscere i fattori che aumentano il rischio di contrarre il tumore. Tra questi, i principali sono la familiarità e la presenza di una mutazione dei geni BRCA1 e BRCA2 che aumenta anche di 50 volte il rischio di ammalarsi.

Conoscere i sintomi e i fattori di rischio permette una diagnosi tempestiva che può migliorare la sopravvivenza. Se infatti il tumore ovarico è diagnosticato in stadio iniziale la probabilità di sopravvivenza a 5 anni è del 75-95%.

In campo oncologico l’obiettivo attuale delle terapie è la cronicizzazione della malattia: per il tumore ovarico, negli ultimi anni sono stati fatti grandi passi in avanti grazie all’avvento delle terapie anti-angiogeniche che impediscono al tumore di crescere e diffondersi, bloccando la neoformazione vascolare che alimenta il tumore.

Grazie ai progressi della ricerca in ambito ginecologico, oltre a bevacizumab, per le pazienti affette da tumore ovarico con mutazione BRCA1 e 2 sono oggi disponibili altre nuove terapie, come i PARP inibitori.

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