venerdì 30 ottobre 2015

I VACCINI SONO INDISPENSABILI: "LO DICE LA SCIENZA"

Un invito alle istituzioni: “In Italia da due anni non si vaccina abbastanza” 

vaccino
vaccinazione esavalente - shutterstock 

In metà delle regioni italiane non si vaccina abbastanza: il piano vaccinale nazionale per tetano, poliomielite, difterite, epatite B, pertosse e Hib non copre completamente la popolazione per la quale è previsto. Con il rischio di contagio, da bambino a bambino. Manca inoltre la copertura totale in tutta Italia per malattie come rosolia, parotite, morbillo, pneumococco, meningococco. Parte proprio da questi dati preoccupanti, e da Genova, l’appello dell’associazione Ospedali Pediatrici Italiani (AOPI), che riunisce in rete 12 ospedali pediatrici di tutto il territorio nazionale. Un documento già firmato da undici ospedali in tutta Italia: per esprimere preoccupazione, e invitare le autorità competenti a mettere in atto tutte le strategie per raggiungere livelli di copertura vaccinale utili alla protezione della popolazione infantile da malattie a volte mortali, spesso gravemente invalidanti.

“Nel biennio 2012-14 vi è stata una riduzione della percentuale di copertura di tutte le vaccinazioni – sottolinea Paolo Petralia, direttore generale dell’Ospedale Gaslini e presidente degli Ospedali Pedriatrici Italiani – in circa il 50% delle regioni italiane il piano vaccinale nazionale per tetano, poliomielite, difterite, epatite B, pertosse e Hib è realizzato in meno del 95% della popolazione per la quale è prevista, ovvero in tali regioni la bassa adesione alle vaccinazioni rende possibile la trasmissione da bambino a bambino. La percentuale dei vaccinati risulta particolarmente bassa ed inferiore al 95% in tutte le regioni per la rosolia, parotite, morbillo, pneumococco, meningococco”.


Le vaccinazioni sono considerate fra le scoperte scientifiche più importanti per il genere umano, ma continuano in qualche misura a far paura. I dati del Ministero della Salute si riferiscono alle coperture vaccinali a 24 mesi d’età relative al 2013 e riguardano la maggior parte delle immunizzazioni offerte gratuitamente: poliomielite, tetano, difterite, epatite B, pertosse, Haemophilus influenzae b, morbillo, parotite e rosolia. Le prime quattro dell’elenco sono considerate “obbligatorie”, eppure registrano un tasso di immunizzazioni inferiore al 95%; tasso che cala ulteriormente e drasticamente per le vaccinazioni - consigliate o raccomandate - contro il morbillo, la parotite e la rosolia. La percentuale delle persone non coperte implica un forte rischio per tutti. I dati sono ancora contenuti, ma è il trend degli ultimi due anni che in prospettiva preoccupa le autorità sanitarie: l’andamento “in netta diminuzione delle coperture a 24 mesi”, rileva l’Istituto Superiore di Sanità, “rende indispensabile interventi urgenti”.

Dall’Ospedale Gaslini di Genova, dunque, parte l’appello sottoscritto dal Festival della Scienza: “La specifica attività pluridecennale degli ospedali aderenti all’AOPI a favore dei bambini, particolarmente nei reparti di malattie infettive – si legge - permette di affermare che la scomparsa della poliomielite, del tetano e della difterite e la netta riduzione dei casi di pertosse, epatite B, meningite, parotite, morbillo e polmonite da pneumococco sono l’effetto positivo della più efficace terapia della storia della medicina: le vaccinazioni. Come tutte le terapie, possono determinare effetti collaterali, nel caso dei vaccini con frequenza e gravità media infinitamente inferiore rispetto alle malattie per le quali tale terapia è messa in atto”.

L’appello è stato sottoscritto anche dall’Ospedale Bambino Gesù di Roma, dal Santobono- Pausilipon di Napoli, dal Burlo Garofolo di Trieste, dal Meyer di Firenze, Città della Salute e della Scienza di Torino, Azienda Ospedali Riuniti Ancona – Presidio G. Salesi di Ancona, Ospedale dei Bambini Spedali Civili Brescia, Ospedale di Padova, Istituti Clinici di Perfezionamento di Milano, Arnas Civico Di Cristina Benfratelli di Palermo, Ospedale Pediatrico “Giovanni XXIII” di Bari. La preoccupazione è stata inoltre condivisa dagli scienziati ospiti del Festival, a partire dall'immunologo Alberto Mantovani e l'oncologo Lucio Luzzatto, che hanno fatto riferimento alla questione dei vaccini nelle loro conferenze.

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