venerdì 16 ottobre 2015

ETICHETTE ENERGETICHE PER ELETTRODOMESTICI: LEGGERLE AIUTA A RISPARMIARE

Leggere le etichette energetiche degli elettrodomestici consente di valutare i consumi e ottenere un risparmio sui costi in bolletta. 

risparmio energetico supermoney
Risparmio energetico  - Shutterstock 

Le etichette energetiche per elettrodomestici sono una preziosa fonte di informazioni perché consentono di valutare la resa energetica dei dispositivi e quindi anche i consumi. Gli elettrodomestici presenti nelle nostre case assorbono infatti una grande quantità di energia elettrica, per questo usarli in modo corretto, abbinandoli ad una tariffa conveniente e in linea con le proprie abitudini di consumo, consente di ottenere un significativo risparmio. Per questo suggeriamo di orientare la scelta verso le tariffe per l’energia elettrica più convenienti, valutando con attenzione le condizioni proposte. 

Etichette energetiche per elettrodomestici: l’iter normativo

Le etichette energetiche per gli elettrodomestici debuttano nel mercato italiano nel 1998, da quel momento sono state attuate diverse modifiche tutte finalizzate a semplificare e ampliare le informazioni indicate, con l’intento di agevolare i consumatori nella fase di acquisto. Un’ulteriore modifica è stata poi apportata con la direttiva 2010/30/UE relativa a “l’indicazione del consumo di energia attraverso l’etichettatura e la presenza di informazioni uniformi relative ai prodotti in commercio”, che ha introdotto anche per i rivenditori l’obbligo di mettere in commercio solo i prodotti dotati di questo importante documento, preoccupandosi che sia ben visibile e leggibile.

Oltre a questa clausola, la normativa europea ha fornito anche delle importanti disposizioni per le imprese che producono elettrodomestici, infatti le uniche procedure di costruzione consentite dovranno assicurare un ridotto impiego energetico e un limitato impatto ambientale. La finalità di tutte queste modifiche è fornire ai consumatori delle informazioni chiare e trasparenti che permettano di compiere delle scelte davvero consapevoli e in linea con le proprie esigenze e disponibilità.

Quali informazioni sono indicate?

etichetta energetica
La normativa obbliga ad esporre le etichette energetiche su: condizionatori, lavastoviglie, lampade direzionali, LED, fluorescenti e per uso domestico, apparecchi di refrigerazione, televisori, asciugatrici e lavatrici. Per gli elettrodomestici “bianchi” (frigoriferi, lavatrici e lavastoviglie, forni, asciugatrici, congelatori) sarà obbligatorio indicare l’etichetta energetica anche sul materiale pubblicitario, sia cartaceo che online.

L’informazione più importante da valutare è la classe energetica di appartenenza, indicata attraverso l’uso di lettere. Infatti la maggior parte dei dispositivi elettrici al momento in commercio vengono classificati sulla base alla classe energetica di appartenenza, che va dalla classe A, considerata la più efficiente, fino ad alla classe G, considerata quella “più scarsa”. La scala energetica comprende anche le classi B, C, D, E ed F, che avranno ovviamente delle variazioni sul fronte dei consumi. Un’altra novità introdotta dalla normativa riguarda l’introduzione di classi energetiche “superiori”, identificate con le icone A+, A++ e A+++.

Come valutare i consumi?

Le etichette energetiche contengono anche delle altre icone esplicative di grande importanza, rappresentate da frecce colorate di lunghezze differenti. La varietà di colore e di lunghezza sta ad indicare proprio la variazione dei consumi, strettamente correlata alla classe energetica di appartenenza. Attraverso la valutazione di questi elementi, i consumatori avranno la possibilità di accedere alle informazioni in modo semplice ed immediato, senza dover ricorrere a spiegazioni scritte.

In merito ai “consumi”, le etichette energetiche per elettrodomestici consentono anche di stimare l’impiego annuo di energia e di acqua, la capacità di carico (espressa in litri per frigo e congelatori e lavastoviglie, e in chili per le lavatrici). Per le lavatrici, la stima comprende anche la variazione delle emissioni sonore durante il normale funzionamento e la fase di centrifuga. La normativa non prevede variazioni per gli apparecchi televisivi, infatti la classe energetica più elevata resta ancora la A.

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