giovedì 24 settembre 2015

VOLKSWAGEN CATTIVA, ITALIA ESULTA? NON PROPRIO

Dai, lo abbiamo pensato tutti anche solo per un attimo: ben gli sta a questi tedeschi. In fondo "hanno perso la verginità". Prima simbolo dell'eccellenza e della precisione, ora più in basso di noi italiani, ma attenzione:  le ripercussioni della Volkswagen sullo scandalo delle emissioni truccate  potrebbero avere conseguenze sulle aziende italiane che producono la componentistica per il gruppo automobilistico tedesco ben più grandi di quanto immaginiamo.

Il mondo è globale, il battito d'ali di una farfalla oltreoceano può creare un terremoto nel nostro continente!

ricochet64 / Shutterstock.com





Come è possibile che un gruppo così importante (è la prima industria automobilistica al mondo) abbia potuto pensare a una leggerezza simile?

Lasciamo perdere le multe e le perdite dei gruppo VW, che ammonterebbero a svariati miliardi di dollari.

Pensiamo invece all'oltre miliardo di euro di fatturato che le nostre aziende producono per il gruppo Volkswagen. A conti fatti chi pagherà? Migliaia di posti di lavoro a rischio.

Purtroppo il mancato introito di tasse si trasformerà immancabilmente in un aumento del debito fiscale nazionale. Ecco perché non dobbiamo e non possiamo esultare ai problemi dell'industria più importante al mondo nel settore automobilistico: siamo coinvolti tutti. 

Ecco perché lo scandalo Volkswagen ci riguarda tutti e non solo i tedeschi. 

Dalla Commissione Ue arriva un messaggio intransigente: "Il nostro messaggio è chiaro - dichiara la responsabile per l'industria Elzbieta Bienkowska -: tolleranza zero sulle frodi e rispetto rigoroso delle regole Ue". In particolare, sottolinea, "è necessario che ci sia piena chiarezza e test efficienti sulle emissioni inquinanti". La Commissione, si ricorda in una nota, chiede alle autorità nazionali di "indagare sulle implicazioni" dell'indagine Usa "sulle auto in vendita in Europa" e di "garantire che gli standard di emissioni inquinanti siano pienamente rispettati".

La Commissione europea sostiene che sono le autorità nazionali ad essere responsabili dei controlli sulle emissioni dei motori delle auto e chiede che questi controlli siano particolarmente rigorosi: «Discuteremo con loro su come coordinare queste indagini e faciliteremo il loro scambio di informazioni», spiega la portavoce Lucia Caudet.

Bruxelles chiede "tolleranza zero".

L'unico dato certo (che Berlino conferma) è che l'ex amministratore delegato Winterkorn potrebbe ricevere 28,6 milioni di pensione e altri 33 per l'uscita! Chi pagherà per tutto questo? Traetene voi le conclusioni. 


Claudio Pasqua, giornalista scientifico nel tempo libero 
(imprenditore a tempo pieno) 

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