sabato 26 settembre 2015

BACK TO THE FUTURE: IMMAGINA IL FUTURO CON EIDOS


Quella che state per leggere è l’intervista ad una promettente associazione che, in occasione di Sharper la notte dei ricercatori a L’Aquila, ha deciso di "riportarci al futuro".

Avete capito bene, e sì, c'entra proprio la celebre trilogia - “Ritorno al futuro” - Si tratta di un evento divulgativo che prende spunto dalla trilogia che trent’anni fa cercava di immaginare il futuro per raccontarci la scienza del 2015 e quella che potrebbe diventare tra 30 anni.

Spulciando tra i tanti eventi legati alla notte dei ricercatori mi accorgo di un titolo: SHARPER - BACK TO THE FUTURE: IMMAGINA IL FUTURO

La De Lorean - betto rodrigues / Shutterstock.com

Sbaaam! Chi? Dove? Quando?
Dovevo sapere…

“Nel 1985 uscì nelle sale cinematografiche la seconda parte della trilogia “Ritorno al Futuro” di Robert Zemeckis. Il film è ambientato 30 anni avanti nel tempo, in quel lontano futuro che allora era il 2015 e in cui apparivano per la prima volta videoconferenze, lettori di impronte digitali, biocombustibili, skateboard levitanti e cliniche di ringiovanimento.
Cosa esiste di quel futuro?

Marty McFly - meunierd / Shutterstock.com


Due attori impersonano i protagonisti del film, Doc e Marty, lo introdurranno e, trovandosi spaesati in un mondo che non riconoscono, allieteranno la conferenza con piccoli sketch. La proiezione di alcune scene del film farà da spunto per introdurre i veri temi della conferenza”.
Michael J. Fox - drserg | Shutterstock.com


Ah, un attimo… “Evento gratuito”! Chissà chi lo organizza? Qualche ricerca… “Eidos” - Associazione culturale studentesca. Mmmh, la cosa sembra alquanto promettente. Chissà se si faranno intervistare.

Ci provo. Ci stanno! La mia migliore conquista da quella volta in cui… Vabbeh lasciamo perdere, sto divagando. Ci accordiamo su un dove e un quando; dopo qualche giorno, a poche ore dall’evento riusciamo a vederci.

- Favorire credenziali per favore.


- Cos’è “Eidos”?
Eidos è l’idea. Il termine greco con cui Platone indicava le idee che, unendosi alla materia, davano vita alla realtà. È usare le nostre idee, e quelle di chiunque voglia percorrere con noi una parte del viaggio, per agire sulla realtà che ci circonda, per plasmarla in qualcosa di migliore a vantaggio della comunità in cui viviamo. Volevamo dar vita ad una struttura capace di raccogliere e condividere competenze con gli altri al fine di valorizzare il ruolo dell’università e della cultura all’interno del contesto cittadino.

- Quando avete intrapreso questa avventura? Sono affamato di numeri!!
La nostra realtà nasce nel settembre del 2014, dalla volontà di un gruppo di studenti universitari. Attualmente l’associazione conta, tra studenti provenienti da tutti i dipartimenti dell’ateneo e giovani lavoratori, 47 tesserati.

- E che fate di bello quando non ci portate tutti a spasso per lo spazio-tempo?
Beh sai, diretta conseguenza della variegata miscela di interessi che si è riusciti a coinvolgere è un ampio ventaglio possibilità. Abbiamo organizzato visite a festival ed esposizioni, mostre, concorsi e un corso di fotografia, convegni scientifici e cineforum all’interno dell’ateneo. Insieme ai bambini delle scuole abbiamo addobbato gli alberi di uno dei nostri parchi cittadini in occasione del Natale, sempre per loro, abbiamo organizzato anche una festa di carnevale. Grazie alla collaborazione con altre associazioni italiane abbiamo iniziato anche ad aderire a scambi culturali europei nell’ambito del programma “Erasmus +, Youth in Action”.

- Quindi non è la prima volta che collaborate con l’università e le istituzioni?
No infatti, a Marzo 2015 per esempio, in concomitanza con l'anniversario del disastro di fukushima, abbiamo organizzato una conferenza scientifica con i contributi tecnici dell'ENEA e dei docenti dell'Università a cui si è aggiunto un regista di corti, Alessandro Tesei, che ha commentato e proiettato il suo film vincitore di vari premi "Fukushima no Daimyo". Il tutto accompagnato dalla musica e dalla poesia per dar vita a contenuti accessibili al grande pubblico, ma sempre rigorosi per evitare la disinformazione. 

- Vi date da fare insomma. Complimenti! E l’accoppiata “Back to the future” - Sharper?!
Abbiamo colto un’occasione. Sharper è una manifestazione finanziata dalla comunità europea che ospita al suo interno una moltitudine di eventi diversi che devono rispettare dei "canovacci" assegnati. Tra i vari canovacci uno proponeva di fare un parallelismo tra le tecnologie del nostro tempo che 30 anni fa sembravano fantascienza e quelle che noi immaginiamo per i prossimi 30 anni. 
Così, sfruttando la passione per ritorno al futuro di qualche nostro associato abbiamo iniziato a costruire questo spettacolo.

- Non sembra una cosa banale, deve aver richiesto parecchio lavoro. Quale è stata la cosa che più vi ha appassionato di questo progetto?
Beh sì, è stato un lungo percorso iniziato a maggio 2015 e che ha richiesto molte competenze diverse. Se dovessimo scegliere la cose che più ci ha appassionato probabilmente diremmo lavorare con i bambini e confrontarci con la loro fantasia. Questa estate, tramite una nostra associata, abbiamo chiesto ai piccoli partecipanti di un centro estivo di immaginare il futuro e gli oggetti che secondo loro ci saranno. È stato un viaggio, i bambini riescono sempre a stupirci!




- Ho paura che se vi chiedo come avete sfruttato queste piccole opere d’arte finirò per farmi spoiler, andiamo al dunque quindi… Ditemi, cosa sto per vedere?
Volevamo un incontro che parlasse di tecnologia, ma che non fosse solo un palcoscenico universitario, quindi, per rendere tutto più leggero e divertente abbiamo deciso di introdurre la conferenza sfruttando due ignari Doc e Marty che si sono trovati a vagare nel nostro 2015, alternativo al loro. Spaesati dovranno riscoprire totalmente questo tempo per cui sono solo personaggi di fantasia…

Con loro racconteremo le tecnologie del film, per vedere se la realtà ha superato la fantasia e o abbiamo ancora strada da fare.
Questo ci introdurrà ai futuri possibili che ci attendono: quelli immaginati dai bambini che sono solo fantasie e alcuni che invece sono realmente progetto di qualche scienziato; e quelli che, solo immaginati 30 anni fa, ora stanno divenendo realtà tecnologiche.

- Per concludere, così vi lascio agli ultimi preparativi: che messaggio volete lanciare con questo bellissimo evento?
Come dicevamo vorremmo mostrare che tutti possono essere potenziali ricercatori, sta a noi fornire, a chi sarà armato di fantasia e intraprendenza, i giusti mezzi per emergere: è una questione di responsabilità; gli spazi, le risorse… il futuro stesso, sono tutti a credito. Ci piace sempre citare le parole di un grande capo dei nativi americani:
“La Terra non ci è stata lasciata in eredità dai nostri padri, ma ci è stata data in prestito dai nostri figli”
E forse è così che dovremmo intendere il nostro impegno, sempre. Non si costruisce un futuro per noi, ma perché chi lo vivrà dopo di noi possa godere della stessa bellezza di cui noi siamo stati fortunati testimoni.

Lo spettacolo è andato! Devo dire davvero un gran bel viaggio: divertente e pieno di curiosità indietro, ehm, avanti nel futuro!
Nel frattempo, dietro le quinte…

“grande Giove! Che fine ha fatto la DeLorean!?”

E in Piazza Duomo a L’Aquila…



1 commento:

Mirko Toller ha detto...

Gran bella idea!
Da appassionato della trilogia però mi sento in dovere di fare una piccola precisazione,
il secondo episodio è uscito nelle sale nel 1989, e non nel 1985.
Il primo episodio semmai è uscito nel 1985.

Per tutto il resto, complimenti per l'iniziativa!