martedì 18 agosto 2015

E SE ANCHE IN ITALIA LE BANCHE BLOCCASSERO I BANCOMAT?

Non molti sanno che il 25 Maggio scorso, a Roma, è stato firmato un protocollo di intesa tra la Banca d'Italia, l'ABI, Poste Italiane e il Ministero dell'Interno. 

Coda agli sportelli del Bancomat - Shutterstock

La cosa che ci ha più incuriositi è il titolo del documento, "Protocollo di intesa per la continuità operativa della distribuzione delle banconote". Si tratta di una lista di compiti per garantire, così recita il passo introduttivo, "la fluidità delle transazioni economiche/commerciali e di tutelare la fiducia del pubblico nel segno monetario".

Il Co.Ban., questo il nome del comitato, è formato da un rappresentante di ognuno dei quattro firmatari e lavorerà insieme al CODISE, un altro comitato istituito per gestire le crisi operative della piazza finanziaria italiana.

Ciò che ci ha più stupito è l'art. 3 del memorandum d'intesa, alla quarta delle sei pagine del documento, cioè l'articolo che elenca gli eventi critici in base ai quali il Co.ban. dovrebbe attivarsi. "A titolo esemplificativo e non esaustivo", gli eventi possono essere: "calamità naturali, disastri ambientali, scioperi di lunga durata, attacchi criminali e terroristici, interruzioni temporanee dell'attività degli istituti di vigilanza per divieti imposti dalle autorità".

La cosa che desta più attenzione è proprio quest'ultimo: gli istituti di vigilanza privati sono gli organi deputati al rifornimento dei Bancomat e sono regolati dal Ministero dell’Interno che, per sua natura, deve anche assicurare l'ordine pubblico.

Viene naturale pensare alla Grecia, che ha già sperimentato la corsa ai Bancomat con ricadute nell'ordine pubblico, per le note vicende che hanno visto Atene sprofondare in una crisi di distribuzione di banconote dopo la serrata bancaria e la chiusura della borsa.

Nel documento, però, di scenari analoghi alla Grecia non si parla. Per troppo ottimismo o per distrazione? O peggio, per non dire come stanno veramente le cose?

Cosa accadrebbe in caso di default o abbandono della moneta unica?  Proviamo a immaginare lo scenario. Si inizierebbe con la corsa agli sportelli bancomat e la prima cosa che accadrebbe sarebbe  il blocco dei conti correnti e del movimento dei capitali, così come accadde a Cipro. 

La conversione dall'euro alla Lira di tutti i contanti, i depositi, i crediti, i debiti e le pensioni produrrebbe una pesante svalutazione della Lira, stimata tra il 40 e il 70 per cento (così come si svaluterebbero tutti i risparmi dei correntisti). 
Certo, l'export avrebbe un forte impulso, ma al contrario ciò produrrebbe un insostenibile aumento dei conti dell'import. Di conseguenza, schizzerebbe l'inflazione e per contrappasso, crollerebbe il potere d'acquisto delle famiglie, con conseguente recessione e aumento della disoccupazione. 
Roma non potrebbe accedere più a prestiti internazionali, se non a tassi altissimi, insostenibili. Per far cassa, dunque, il Tesoro sarebbe costretto a nuove tasse e a un piano di tagli della spesa pubblica. Sempre da un punto di vista bancario, gli istituti italiani non avrebbero più accesso alla Bce. Ne deriverebbe una violenta crisi bancaria, con svalutazione degli attivi. Uno scenario da incubo, in tutto e per tutto.

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