sabato 25 luglio 2015

QUANTO È DISTANTE KEPLER 482b, LA SUPERTERRA SCOPERTA DALLA NASA?

Nel momento in cui scriviamo sono circa 2000 i pianeti extrasolari conosciuti (qui una lista completa e aggiornata. Un pianeta extrasolare o esopianeta è un pianeta non appartenente al sistema solare, orbitante cioè attorno a una stella diversa dal Sole.

Il 23 luglio scorso, un pianeta extrasolare ha lasciato interdetto mezzo mondo: la "super Terra" Kepler-452b sembra avere caratteristiche astronomiche compatibili con la vita (distanza giusta dal suo sole, grandezza comparabile con quella terrestre, ecc). Forse un po' vecchiotta, ma sono dettagli.

Purtroppo la distanza che ci separa da questo pianeta è altrettanto notevole: 1400 anni luce, o 13.250.000 miliardi di chilometri.
Sono dimensioni difficili da immaginare, dunque supponiamo per un momento che la Terra abbia le dimensioni della capocchia di uno spillo. A quale distanza dovremmo porre il nuovo pianeta scoperto perché le distanze siano in proporzione con quelle reali? La risposta è: il nuovo pianeta, anch'egli delle dimensioni di uno spillo, dovrebbe risiedere a una distanza di poco superiore al milione di km (il nostro Sole dovrà essere invece posto alla distanza di "appena" 11,9 m).

Con le tecnologie spaziali a noi accessibili, quanto tempo ci sarebbe voluto per raggiungere questo cugino della Terra? Vedremo che il viaggio è lungo. Molto lungo.

C'è un ultimo problema poi da affrontare, anche ammesso di iniziare un viaggio a velocità paragonabili a quelle di una sonda come il Voyager o la più recente New Horizons, sfrecciata a fianco di Plutone: una volta raggiunto il pianeta non ci sarebbe possibilità di "frenare". Dunque qualsiasi mezzo dotato di quella velocità continuerebbe a sfrecciare a velocità uniforme senza alcuna possibilità di fermarsi e si perderebbe irrimediabilmente nel vuoto del cosmo.


3 commenti:

amiciamici ha detto...

Perdonatemi ma qualcosa non mi torna: se la Terra fosse grande come la capocchia di uno spillo la Luna sarebbe distante nell'ordine del metro non delle centinaia di metri, o sbaglio? Poi la questione del frenare: mi vengono in mente almeno due metodi. Metà del viaggio ad accellerare in un senso e l'altra metà in direzione opposta al senso di navigazione o, per ottimizzare e con qualche calcolo in più, sfruttare le forze gravitazionali delle varie stelle e pianeti che si incontrano in viaggio. Tanto per buttarla li.

Redazione ha detto...

Giusto, complimenti per lo spirito di osservazione.
Per quanto riguarda i viaggi interstellari, se ci sono studi riguardo i suoi suggerimenti saremo lieti di esaminarli.

AK ha detto...

Salve a tutti... mi permetto di fare anche io una piccola osservazione. Amiciamici ha più o meno ragione, ipoteticamente ci potrebbero essere alcuni metodi per poter "frenare". Vorrei però sottolineare che il primo metodo suggerito da amiciamici, ovvero quello che propone una propulsione per una parte del viaggio e una propulsione inversa per l'altra parte è quasi impossibile. Le sonde, in base alla mia elementare esperienza, vengono "spinte" solo nella parte iniziale del viaggio ovverò finchè la stessa non supera il campo gravitazionale del pianeta di origine (in questo caso la terra), successivamente a questa spinta, si esaurice il combustibile e/o vengono espulsi i sistemi di propulsione/serbatoi. A questo punto la sonda prosegue il suo viaggio con moto uniforme (o uniformemente accelerato a seconda delle sue possibilità e delle condizioni cosmiche) fino a raggiungere la sua velocità massima.
A questo punto sarebbe impossibile generare una ulteriore spinta inversa proprio per mancanza di propulsione e carburante.
Alla luce di questo, si potrebbe ipotizzare che la sonda possa avere ulteriore carburante per "riaccendere" i motori ma, purtroppo, questo non è possibile dato che non esiste ancora, in base alle nostre conoscenze, la possibilità fisica di trasportare quantitativi di carburante così elevati da poter essere utilizzati una seconda volta; per non parlare poi del motore e della vera e propria combustione che , in mancanza di ossigeno e insistendo condizioni totalmente sfavorevoli a 20 milioni di Km dalla terra, farebbe alquanto fatica ad essere riacceso. Forse questo è il motivo per il quale l'autore dichiara che non è possibile frenare. D'altro canto il limite della esplorazione spaziale è proprio questo, ovvero riuscire a trovare combustibile e ossigeno nello spazio per alimentare i motori di "navi spaziali" in grado di partire dalla terra e poi riportarci anche indietro dopo anni di viaggio interstellare.
Mi permetto ancora di confutare il ragionamento del "agganciare la gravità" di un pianeta/planetoide/satellite naturale. Si, questo è possibile, lo abbiamo visto anche ultimamente, però dobbiamo considerare il fatto che venendo agganciati dalla forza di gravità di un pianeta, viaggiando a 60 mila km/h o cose del genere, la sonda verrebbe probabilmente polverizzata dalla potenza delle forze in gioco (velocità della stessa, forza di gravità del pianeta, eventuale resistenza di una atmosfera, forza centripeta ecc....); ma ammettiamo che si possa riuscire a generare una sonda capace di resistere e migliaia e migliaia di tonnellate per m2 e quindi in grado di agganciare la forza di gravità di un pianeta e quindi utlilizzare questa forza per essere frenata; non sarebbe purtroppo comunque possibile frenare sensibilmente o addirittura fermare la sonda. Sarebbe di certo possibile rallentarla, quello si, ma le velocità sarebbero comunque tali (60 mila km/h la sonda, almeno 2000 km/h la rotazione del pianeta) che sarebbe difficilissimo riuscire a gestire tutto questo e cercare di fermare o addirittura atterrare sul nuovo pianeta. E' chiaro, in teoria è tutto possibile, ma in pratica la vedo dura!
Il mio parere è che forse, l'unica possibilità di rallentare, potrebbe essere l'utlizzo dei campi magnetici che ogni pianeta genera, sempre che sia un pianeta "vivo". Tramite sistemi magnetici (si veda per esempio il treno ad elevazione magnetica che gira in Giappone già da anni) potrebbe essere possibile rallentare e quindi avvicinarsi ancora di più al pianeta. Ovvio, magari ancora non abbiamo la conoscenza per questo, però..... si potrebbe pensare verso questa possibilità.
Scusate l'intrusione, era giusto per rispondere a amiciamici che comunque ha fatto un bel punto della situazione.
ciao tutti! AK