giovedì 5 marzo 2015

LE RIVOLUZIONI SCIENTIFICHE

Cosa hanno in comune la teoria newtoniana del moto, la pila di Volta, la teoria dei quanti? 

La risposta in questo breve libro di  Thomas S. Kuhn (1922-1996), epistemologo, professore  di Filosofia e Storia della Scienza alle Università di Berkeley e di Princeton, e di Filosofia al MIT di Boston. 

Il libro è la traduzione italiana del saggio What are Scientific revolutions  pubblicata nel 1987, venti anni dopo The structure of Scientific Revolutions (1962), l’opera principale in cui Kuhn espone le sue teorie sullo sviluppo della conoscenza scientifica.

Secondo Kuhn il cammino della scienza non è lineare ma procede attraverso un alternarsi di sviluppo normale e sviluppo rivoluzionario

La scienza normale risulta dall'elaborazione di leggi, teorie, modelli che si basano su concetti già noti in precedenza e accettati universalmente  dalla comunità scientifica come i soli in grado di  spiegare il mondo che ci circonda: i cosiddetti paradigmi. Da sola non è in grado però di giustificare come avvengano le più importanti rivoluzioni scientifiche. 

Possiamo dunque parlare di due tipi di sviluppo scientifico: Quello regolato dalla scienza normale è capace di promuovere un cambiamento che si traduce nell’«addizione cumulativa» di «mattoni che la ricerca scientifica aggiunge continuamente alla riserva crescente della conoscenza», mentre a quello governato dalla scienza straordinaria si accompagna un cambiamento rivoluzionario annunciato da uno stato di «crisi» e destinato a sfociare in un salto di «paradigma». 

Nel saggio Kuhn analizza tre tipi di mutamento rivoluzionario, dedicando un capitolo a ciascuno di essi: il passaggio dalla Fisica di Aristotele alla Meccanica di Newton, la scoperta della pila elettrica di Volta, la derivazione della teoria di Planck sulla radiazione di un corpo nero.  In questi capitoli lo storico delinea con grande leggerezza e comprensibilità i concetti della fisica sottesi ai vecchi paradigmi, poi individua quelle anomalie che ne giustificano la necessaria non accettazione e l’adozione di nuovi paradigmi. Ne sono un esempio il concetto di vuoto nel caso nella fisica di Aristotele o la grandezza della cella di energia associata alla radiazione elettromagnetica negli studi di Planck. Il capitolo finale è insieme  sintesi e spiegazione delle caratteristiche del mutamento rivoluzionario.

L’autore guida il lettore attraverso un cammino di tipo autobiografico, descrivendo le scoperte non come apparvero agli studiosi di allora, ma come si mostrarono a lui, educato ai nuovi paradigmi. Kuhn assimila questo tipo di esperienza mentale a “pezzi che all’improvviso si ordinano e si ricompongono in modo nuovo” e sottolinea come questo tipo di processo a ritroso è lo stesso vissuto dagli scienziati di allora “in avanti” ed è la prima caratteristica del mutamento rivoluzionario, cioè esso implica una trasformazione improvvisa in cui gli elementi noti si dispongono secondo schemi ordinativi nuovi.

Nel capitolo finale Kuhn insiste sulla radicalità del mutamento rivoluzionario (olismo): l’abbandono di vecchi schemi di descrizione dei fenomeni naturali comporta la formulazione totale di nuove leggi e nuovi concetti- “non si può soltanto scoprire che il vuoto è possibile o che il movimento è uno stato e non un cambiamento di stato, ma si deve mutare nello stesso tempo un’immagine complessiva di diversi aspetti della natura”. 

La trattazione più affascinante riguarda quella del linguaggio, in cui si evidenzia come la totalità del mutamento rivoluzionario riguarda anche il modo in cui i termini nella scienza normale si connettono alla natura: il “moto” di Aristotele, inteso come cambiamento di tipo qualitativo, non ha lo stesso significato per Newton; così come “cella” non si può più applicare all’elemento di grandezza energetica associata dalla radiazione ma va sostituito con “quanto”. Ma la trasformazione o la comparsa di nuovi termini implica un cambiamento non solo nel modo in cui i processi scientifici vengono definiti, ma anche nell’insieme di regole, conoscenze, generalizzazioni ad essi connesse, cioè nella conoscenza della natura:  “ la conoscenza delle parole e la conoscenza della natura [sono] due facce di quella stessa coniatura che un linguaggio fornisce”.

Autore: Thomas S. Kuhn
Prezzo: € 8.00
Bologna Ed. Il Mulino 2008


1 commento:

Daniel Bertossa ha detto...

Complimenti per l'articolo veramente interessante e per tutti i bambini appassionati di scienza proporrei questo articolo: http://edeaimage.blogspot.it/2015/03/i-giovani-e-Google.html