lunedì 23 marzo 2015

ECOSISTEMA DIGITALE E CAMBIAMENTI SOCIALI

Un ambiente dove gli individui sono connessi fra loro e la comparsa di specie nuove determina l'instaurarsi di nuove strategie di sopravvivenza.

Non è la descrizione dell'ecosistema come si è soliti definirlo in biologia, anche se l'analogia c'è. È l'ecosistema digitale, in cui le relazioni tra individui sono determinate dai media digitali.

Ma cosa sono i media digitali?

Arvidsson e Delfanti  li presentano nel loro libro "Introduzione ai media digitali", edito nel 2013 da "Il Mulino" nella collana Itinerari. In questo manuale gli autori descrivono i media digitali e illustrano i cambiamenti sociali da essi messi in atto. Cambiamenti i cui effetti sono ancora poco prevedibili e la cui natura è strettamente correlata al contesto sociale stesso in cui le tecnologie digitali vengono impiegate.

Con un linguaggio tecnico e articolato, ma mai di difficile comprensione, gli autori analizzano e discutono le conseguenze che la pervasivita' dei media comporta a livello economico, sociale e di relazione. L'approccio di analisi e' insieme storico, critico e sociologico. Esempi e approfondimenti vengono riportati in riquadri specifici.

Media digitali quindi. Ma anche multimediali, interattivi, ipertestuali, distribuiti, mobili e sociali. Queste caratteristiche, insieme a quelle delle tecnologie di rete,  vengono descritte nella parte iniziale del libro. Qui gli autori forniscono anche una panoramica della nascita e dell'evoluzione delle tecnologie informatiche e delle teorie sociologiche che sono state portate avanti per spiegare il ruolo delle tecnologie nella società dell'informazione, in cui "la capacità di produrre, manipolare e distribuire informazione diventa il fattore principale di ricchezza e potere, e quindi terreno di scontro a livello economico, sociale e politico, sia per gli individui, sia per le imprese e gli stati". 

Affascinante è la sezione che riguarda le varie forme di web collaborativo. Si va dai contributi creati dagli utenti alla produzione del software libero,  alle forme di produzione sociale online in cui migliaia di computer connessi analizzano grandi quantità di dati e risolvono problemi indipendentemente da un server centrale. Una forma di collaborazione che mette al primo posto gli utenti, i quali riescono a controllare il processo produttivo, e che aumenta l'efficienza di produzione.  E che non e' esente da critiche: gli autori illustrano le opinioni negative mosse contro il mondo della cooperazione online e sottolineano che "Tutti i media-dal romanzo al telegrafo, dalla televisione al computer-quando sono 'nuovi' sono sempre oggetto di visioni contrastanti. Utopistiche da un lato, in quanto il nuovo medium sarebbe portatore di maggiore democrazia e giustizia, e distopiche dall'altro, per chi lo vede come strumento di sfruttamento e come pericolo per la stabilita' dell'ordine sociale. I media digitali non sono certo immuni da questa contrapposizione ricorrente."

Le tecnologie digitali nella moderna societa' dell'informazione sono uno strumento di potere politico e hanno un ruolo preponderante nella partecipazione degli individui alla vita pubblica. Il libro riporta esempi e fornisce riflessioni sulla misura in cui la rete si rivela portatrice di valori di democrazia e di una nuova cultura civica.

Mezzo di isolamento o opportunità? I media digitali hanno radicalmente cambiato i rapporti tra individui. Si parla di individui in rete in cui l'identità si costruisce sulla base dei gruppi cui si sceglie di appartenere. "I media non impoveriscono la vita sociale e relazionale delle persone. È piuttosto il modo in cui le persone interagiscono tra loro a cambiare con l'uso di queste tecnologie".

Il manuale procede infine nel descrivere come la rete abbia spostato la ricchezza economica da produzione di beni materiali a produzione di beni immateriali -"il brand e' un elemento utile per catalizzare l'attenzione, l'affettività e la creatività dei consumatori"-, come pure cambiato le modalita' di consumo degli individui.

Nel divario tra apocalittici e integrati, cioè tra chi contrasta le nuove tecnologie mediatiche e chi invece le esalta, gli autori sottolineano che la direzione non e' univoca. E che non sono solo le tecnologie a determinare il cambiamento della societa' ma anche le decisioni di tutti coloro -imprese, governi, cittadini- che stabiliscono le modalita' di fruizione e limitazione d'uso, dei media digitali.


ADAM ARVIDSSON, ALESSANDRO DELFANTI
Introduzione ai media digitali
Edizioni Il Mulino


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