domenica 8 febbraio 2015

LA TUTELA DELLA WEB GENERATION ALLA BOCCONI

Big Data: i giovani si sentono in pericolo. Il 64% teme un uso scorretto dei dati personali da parte dei colossi del web.
Lo rivelano i dati della ricerca Telefono Azzurro-Doxakids che verranno presentati lunedì 9 febbraio presso l’Università Bocconi di Milano nell’ambito del convegno “Libertà, responsabilità ed etica: nuove sfide per la tutela della web generation” (hastag Twitter per partecipare al dibattito #BeSafeOnline), organizzato da Telefono Azzurro e CERGAS Bocconi in occasione del Safer Internet Day (SID) 2015, la giornata internazionale istituita e promossa dall’Unione Europea. Qui il programma (PDF) 

Safer Internet Day (SID) 2015


Furto d’identità, sexting, cyberbullismo, trolling, adescamento e violenze sessuali online: cresce la consapevolezza dei ragazzi riguardo ai rischi del web, non solo per gli episodi di cyberbullismo tra coetanei, o per l’adescamento online ad opera di adulti malintenzionati, ma anche per l’uso incontrollato dei dati personali da parte delle piattaforme social, gestite dai “giganti” del web.

Il 64% degli adolescenti teme che le proprie informazioni vengano usate per scopi diversi da quelli dichiarati.

Lo rivelano i dati della ricerca Telefono Azzurro-Doxakids che verranno presentati lunedì 9 febbraio presso l’Università Bocconi di Milano nell’ambito del convegno “Libertà, responsabilità ed etica: nuove sfide per la tutela della web generation” (hastag Twitter per partecipare al dibattito #BeSafeOnline), organizzato da Telefono Azzurro e CERGAS Bocconi in occasione del Safer Internet Day (SID) 2015, la giornata internazionale istituita e promossa dall’Unione Europea.

In questa cornice Telefono Azzurro ha invitato i colossi del mondo digitale e dei new media (Facebook, Google, Yahoo,Linkedin, Microsoft) a partecipare a un dibattito aperto su un tema cruciale: il corretto rapporto tra libertà, sicurezza, business e tutela dei minori. 

Se il 15% degli adolescenti intervistati ha già subito un furto d’identità sul web e il 30% si è pentito di quello che ha postato on line, addirittura il 64% teme un uso indiscriminato dei propri dati sensibili. Ma non solo, se il 50% dei ragazzi vuole più consigli da parte degli adulti perché li ritiene utili per saper contrastare atti di cyberbullismo e sexting, i genitori appaiono spesso poco consapevoli dei rischi legati alla diffusione in Internet di dati personali, anche quando a navigare sono loro. 

“È evidente – spiega il presidente di Telefono Azzurro, Prof. Ernesto Caffo – che la protezione dei bambini e degli adolescenti non può passare da un non utilizzo delle nuove tecnologie, illusione cui i genitori cedono spesso, in Italia più che in altri paesi europei.

Libertà della rete e sicurezza possono coesistere, così come interessi privati e interesse dei bambini e degli adolescenti, purché vi sia la disponibilità a collaborare e a trovare, insieme, il modo di porre dei limiti ragionevoli. Di queste premesse e di nuove possibili soluzioni intendiamo parlare al convegno, recependo la disponibilità di istituzioni e aziende in questo senso, come pure le proposte e l’interessante dibattito che sta avvenendo a livello internazionale. Il contesto universitario è quello più adeguato per una riflessione indipendente e fondata su evidenze scientifiche”.

“Le sfide sono tante – dice la dott.ssa Barbara Forresi, che coordina il Centro Studi di Telefono Azzurro –, sul piano pedagogico, psicologico ed etico. Spesso vengono riproposte soluzioni superate, che non tengono conto di come le nuove tecnologie permeino oggi le vite di bambini e ragazzi. Si diffondono linee guida e consigli per “bambini” e “ragazzi” senza tener conto delle differenze individuali. Maschi e femmine, bambini e adolescenti, provenienti da diversi contesti familiari, utilizzano in modo differente la rete e sono esposti a rischi che richiedono soluzioni ad hoc”.

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