venerdì 6 febbraio 2015

CÉDRIC VILLANI A TORINO: COME NASCE UN'IDEA

Si  sono spente da poco le luci nel Teatro Colosseo in occasione del consueto appuntamento dei GiovedìScienza. Eppure la voce di Cédric Villani è ancora nell'aria. In metropolitana, mentre tornavo a casa, ho sentito due anziane signore discutere dello smorzamento di Landau. Anche loro - evidentemente - avevano da poco lasciato il teatro.

Cédric Villani e - sullo schermo - Henri Poincaré
Io invece discutevo animatamente, con un amico "storico", di una bellissima idea che mi è venuta proprio mentre ascoltavo la conferenza del giovane matematico francese, medaglia Fields 2010 e Premio Peano 2013, quest'ultimo ritirato da Franco Pastrone, presidente di Mathesis, proprio in questa occasione.

Tutto cominciò da Henri Poincaré, che molti ricorderanno per la congettura risolta dal matematico russo Grigorij Perel'man. Poincaré si è occupato di moltissime cose, fra cui la nascita delle idee. Per Villani l'idea è più importante della conoscenza. Più che accumulare conoscenza o il nozionismo di un certo tipo di insegnamento, è meglio dedicarsi a scovare nuove idee e a farle diventare il proprio obiettivo. Ciò deve valere anche per la scuola: infatti gli insegnanti devono stimolare negli studenti proprio la nascita di nuove idee. Prima gli insegnanti danno una mano agli studenti (come è successo a Cedric Villani nei confronti di Clément Mouhot) e poi saranno gli studenti a dare una mano ai professori (infatti oggi Villani ringrazia il suo studente C. Mouhot).

Se è indiscutibile che un'idea può cambiare il mondo, è anche vero che non è facile definire come nasca un'idea. L'idea nasce mentre sei con gli amici oppure passeggi in riva al mare (così succedeva a Poincaré), ma se succede è perché alle spalle hai un duro lavoro e magari anche grossi fallimenti. Insomma, il classico lampo di genio arriva - in generale - dopo un numero interminabile di ore passate a cercare una soluzione. D'altronde, la matematica è affascinante, ma la creazione matematica lo è ancora di più (ed anche per un maggior numero di persone).

Dopo aver terminato di scrivere "Théorème vivant" (in italiano "Il teorema vivente - La mia più grande avventura matematica"), Villani si è accorto di aver - in un certo senso - proseguito il lavoro di Poincaré. Infatti "il teorema vivente" è proprio la storia della nascita di un'idea. E' sostanzialmente il contrario di ciò che molti pensano della matematica: una disciplina arida, desertica e sempre uguale a se stessa. No, "il teorema vivente" è la vita della matematica. Che è quindi tutt'altro rispetto alla generalità dei luoghi comuni che avrete sentito tante volte.

Senza Clément, Cédric non ce l'avrebbe fatta. Si vince in due, non da soli: lo scambio di idee è fondamentale (talvolta più del duro lavoro che ciascuno può svolgere in maniera isolata). Nel libro si racconta il ruolo del caso, ma soprattutto la sofferenza, la gioia e infine l'illuminazione. Il Teorema Vivente è un romanzo, ma non nel senso letterario del termine: il contenuto è vero; "romanzo" deve intendersi come la vita che brulica intorno alla matematica.

Secondo Villani, per far nascere un'idea occorrono sette ingredienti. Il primo è necessariamente la documentazione, poiché occorre sempre partire da coloro che ci hanno preceduti. E' grazie alla documentazione che Cédric ha riscoperto la formula del beato Francesco Faà di Bruno.

La motivazione: il secondo ingrediente per far nascere un'idea
Ma la documentazione non basta se non è unita alla motivazione. Questo secondo ingrediente è decisamente il più importante, ma è poco conosciuto, quindi non è facile da definire. Giova naturalmente un ambiente propizio: spesso si dice "trovarsi nel posto giusto, nel momento giusto". D'altronde il matematico non è mai da solo: c'è l'istituto in cui lavora, ci sono i colleghi e c'è anche la città, che può favorire o meno l'innovazione. Come già ribadito in precedenza, non è da meno l'importanza degli scambi, è infatti essi rappresentano il quarto ingrediente.

Sembra strano, ma è difficile che nasca un'idea in assenza di vincoli. I vincoli sono delle costrizioni, ma sono anche degli stimoli a trovare delle nuove soluzioni. Insomma, per essere creativi, ci vogliono dei problemi. E i problemi sono caratterizzati da vincoli. E' poi risaputo che le idee non arrivano mai senza sforzo, e - non a caso - il sesto ingrediente è costituito dal lavoro e dall'intuizione.

Infine, il settimo ed ultimo ingrediente è in realtà una coppia: perseveranza e fortuna. Spesso ci viene detto di non mollare, perché solo così giungeranno i risultati. Però, diciamola tutta, un briciolo di fortuna non guasta.

"Il caso è un mezzo di esplorazione straordinaria in un oceano di possibilità" - Cédric Villani - Torino - 5 febbraio 2015




L'incontro si è tenuto giovedì 5 febbraio 2015 a Torino a GiovedìScienza organizzato dalla Associazione CentroScienza ONLUS al Teatro Colosseo, in collaborazione con l’Associazione Subalpina Mathesis, che gli ha consegnato il Premio Peano nel 2013.



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