martedì 16 dicembre 2014

NOVARTIS BIOCAMP: PUBBLICO E PRIVATO INSIEME PER LA RICERCA BIOMEDICA ITALIANA

La seconda edizione del Novartis BioCamp Italia, esclusivo workshop riservato a 34 giovani ricercatori italiani impegnati in ambito biomedico è in corso da ieri e sta per concludersi. 
Il seminario, per la prima volta svolto in collaborazione con l’IRCCS Istituto Clinico Humanitas, approfondisce le tematiche più attuali della ricerca biotecnologica, focalizzando l’attenzione sia sugli aspetti scientifici sia sugli sviluppi in senso imprenditoriale dell’innovazione in questo settore.

Molti gli argomenti di cui si è discusso oggi, tra cui una possibile svolta nella lotta alla leucemia, con una terapia  (CTL019)  a base di linfociti T autologhi: un nuovo esempio vincente di partnership tra industria e università. La collaborazione tra pubblico e privato è anche tra le priorità del nuovo Programma Nazionale per la Ricerca del MIUR.


I primi relatori sono stati (nella foto da sinistra) Carmelo Carlo-Stella, responsabile di ematologia e Terapie sperimentali dell'IRCCS Istituto Clinico Humanitas, Manuela Cirilli, ricercatrice del CERN e comunicatrice scientifica e Alberto Mantovani, Direttore scientifico dell'IRCCS Istituto clinico Humanitas. 

Manuela Cirilli, ricercatrice del CERN, ha sottolineato come nel laboratorio di Ginevra siano in corso forme di collaborazione e organizzazione del lavoro di migliaia di persone secondo schemi innovativi e mai collaudati, ma estremamente efficienti.

Novartis Biocamp 2014  manuela cirilli
Manuela Cirilli, ricercatrice del CERN 

Non è facile far lavorare insieme migliaia di persone provenienti da ogni parte del mondo, ma è così che si svolge la ricerca al CERN. Un laboratorio prima di tutti di pace e poi un vero luogo di sperimentazione in cui si fa ricerca pura, ma dal quale le ricadute per il benessere del genere umano sono incalcolabili. Pensiamo ad esempio alle prospettive di cura per i pazienti oncologici: presso il CERN di Ginevra è stato da poco presentato il prototipo di un acceleratore lineare compatto per adroterapia. Ma sono in corso anche progetti multidisciplinari per la cura dell'autismo, o per progetti di deambulazione con esoscheletri. 

Novartis Biocamp 2014
Novartis Biocamp 2014 


Una sempre maggiore integrazione tra settore privato e mondo scientifico accademico rappresenta un percorso obbligato per dare sbocchi concreti alla ricerca italiana e per valorizzare pienamente le risorse di cui il paese dispone. Risorse di alto livello, come dimostrano i curriculum dei giovani partecipanti al Novartis BioCamp, tutti con importanti esperienze all’estero e numerose pubblicazioni al proprio attivo.
“La reale valorizzazione di questi talenti, a beneficio del paese, può avvenire solo favorendo un trasferimento più efficace e fluido tra ricerca di base e ricerca applicata”, osserva Alberto Mantovani, Direttore Scientifico dell’IRCCS Istituto Clinico Humanitas e docente di Humanitas University. “Se guardiamo i dati a livello europeo, le regioni italiane più avanzate, come la Lombardia, hanno una produttività scientifica in ricerca di base simile a quella di altre regioni chiave, come la Baviera, la Catalogna, l’Ile de France. Ma poi da noi manca appunto la capacità e la possibilità di operare il trasferimento tra ricerca di base e applicata. Il collo di bottiglia tra questi due ambiti è troppo stretto. Da questa situazione è possibile uscire collaborando in modo virtuoso con l’Industria. Così come auspichiamo fare con Novartis”.

Nell’incontro si sono sottolineati in particolare i risultati, non di rado eccezionali, che si possono ottenere sul fronte terapeutico attraverso una collaborazione strutturata tra università e aziende farmaceutiche.

Carmelo Carlo-Stella, Manuela Cirilli, Alberto Mantovani
Carmelo Carlo-Stella, Manuela Cirilli, Alberto Mantovani

Nel pomeriggio ha preso la parola Paola Zaratin, direttore ricerca scientifica Associazione Italiana Sclerosi Multipla (AISM), che ha sottolineato l'importanza della  cooperazione tra terzo settore e comunità scientifica nella ricerca biomedica. Importante il ruolo delle associazioni dei pazienti come AISM, ma anche AIRC e TELETHON. 

Mario Calderini, consigliere delle politiche di ricerca e innovazione del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della ricerca ha sottolineato come poter superare le difficoltà nella ricerca di fondi e finanziamenti giungendo, cosa che anche il Governo auspica, a una maggiore cooperazione tra industria e comunità scientifica nella ricerca biomedica. 
“La creazione di una stabile architettura di collaborazione pubblico-privato tra sistema della ricerca e imprese è tra le priorità del MIUR” ha confermato Calderini  - “Programma – sottolinea Calderini - realizzato in collaborazione tra il MIUR e Confindustria, che per la prima volta ha un orizzonte temporale di sette anni dal 2014-2020 ed è già in fase molto avanzata di definizione”.

Di cooperazione tra le Fondazioni Bancarie e la comunità scientifica nella ricerca biomedica ha poi parlato Carlo Mango, Direttore Area Scientifica e Tecnologica della Fondazione Cariplo, tratteggiando una breve storia dell'esperienza della Fondazione e indicando i progetti più promettenti.

Giovanni Leonardi, Direttore Generale della ricerca e dell'Innovazione in sanità del Ministero della Salute, ha concluso con il ruolo della ricerca e innovazione nella sanità in Italia, e il ruolo del Ministero. 

La formula della tre giorni di studio e confronto del Novartis BioCamp si basa sul coinvolgimento diretto di tutti gli attori impegnati, con ruoli diversi, nella crescita ed evoluzione della ricerca italiana: istituzioni, università, industria privata.

Sull’esigenza e sui vantaggi di una sempre più stretta cooperazione tra questi attori si è concentrata l’attenzione nel corso di un incontro con la stampa organizzato presso la sede di Humanitas a margine del BioCamp.


Armando Santoro, intervenuto nell'incontro con i giornalisti, ha poi dichiarato che "La collaborazione tra i centri di ricerca e cura e l’industria è molto importante per trasferire al letto del paziente i progressi della conoscenza. In particolare in ambito oncologico, l’approccio traslazionale della ricerca ha già portato grandi successi, come l’introduzione di nuove molecole target in diverse aree terapeutiche, dalla Leucemia Mieloide Cronica ai GIST al tumore del polmone, dal melanoma ai tumori del colon. E confidiamo ne porti altri in futuro”.

Dalle istituzioni sembra provenire una prima concreta risposta a quest’esigenza di maggiore scambio e integrazione tra pubblico e privato.

All’iniziativa ha assicurato il suo patrocinio il Ministero della Salute e lo stesso Ministro, Beatrice Lorenzin, ha voluto inviare un messaggio di saluto ai promotori e ai giovani partecipanti del Biocamp, sottolineando in particolare che “La ricerca è il nostro nuovo petrolio e non può e non deve continuare ad essere considerata un costo per il sistema economico nazionale. La ricerca è un valore, anche economico. Investire in ricerca significa puntare su intelligenza e conoscenza, coniugare la nostra tradizione culturale e scientifica con la produzione di un modello industriale”.


HUMANITAS 

L'incontro si è svolto presso Humanitas, un ospedale ad alta specializzazione, centro di ricerca e sede di insegnamento di Humanitas University, Ateneo non statale dedicato alle Scienze Mediche.

All'interno del policlinico si fondono si fondono centri specializzati per lacura dei tumori, delle malattie cardiovascolari, neurologiche ed ortopediche, oltre a un Centro Oculistico e a un Fertility  Center. Humanitas è inoltre dotato di un Pronto Soccorso EAS ad elevata specializzazione.

È stato il primo policlinico italiano, ed uno dei pochi in Europa, ad essere certificato per la qualità da Joint Commission International (2002, 2006, 2009, 2012). Considerato da Harvard University come uno dei 4 ospedali più innovativi al mondo, Humanitas è un case study per il suo modello organizzativo che coniuga sostenibilità economica, sviluppo e responsabilità sociale.

Humanitas Research Hospital è l’ospedale capofila di un gruppo presente a Bergamo, Torino, Catania e Castellanza (Varese).


NOVARTIS

Novartis fornisce soluzioni terapeutiche in grado di far fronte alle esigenze, in continua evoluzione, dei pazienti e della società. Con sede a Basilea, in Svizzera, Novartis offre un portafoglio diversificato per meglio rispondere a queste esigenze: farmaci ad alto contenuto di innovazione, prodotti per la cura dell’occhio, farmaci generici a costi competitivi, vaccini preventivi, prodotti per automedicazione e specialità veterinarie. Novartis è la sola azienda al mondo a detenere una leadership in tutte queste aree. Nel 2013, le attività del Gruppo hanno registrato un fatturato di 57,9 miliardi di dollari, mentre circa 9,9 miliardi di dollari (9,6 miliardi di dollari escluse le svalutazioni e gli ammortamenti) sono stati investiti in Ricerca & Sviluppo. Le società del Gruppo Novartis contano circa 133.000 collaboratori e operano in oltre 150 Paesi del mondo. Ulteriori informazioni sono disponibili nei siti www.novartis.it e www.novartis.com

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