martedì 14 ottobre 2014

HANNAH ARENDT NEL DOODLE DI GOOGLE

Oggi Google celebra con un doodle Hannah Arendt, la filosofa, storica e scrittrice tedesca, poi naturalizzata statunitense, nata il 14 ottobre 1906 a Linde, un sobborgo di Hannover.

Hannah Arendt doodle
Nasce in Germania, da una famiglia ebraica. Studentessa di filosofia all'Università di Marburg, segue le lezioni di Martin Heidegger, con cui intreccia una relazione sentimentale, ma quando, più tardi scopre le simpatie naziste del filosofo, se ne allontana.

La Arendt si laurea con una tesi sul concetto di amore in sant'Agostino, pubblicata nel 1929.

L’avvento del nazismo le preclude, viste le sue origini, la possibilità di una carriera accademica. Con la  privazione dei diritti civili e la persecuzione subite in Germania a partire dal 1933  lascia la Germania e si trasferisce prima in Francia e poi negli Stati Uniti, dove risiederà fino alla morte.
Il regime nazista, avendole ritirato la cittadinanza nel 1937, la costrinse a rimanere apolide fino al 1951, anno in cui ottenne la cittadinanza statunitense.

Iniziò a lavorare come giornalista e maestra di scuola superiore, pubblicando nel frattempo importanti opere di filosofia politica.

Arendt difese il concetto di «pluralismo» in ambito politico. Grazie al pluralismo, il potenziale per la libertà politica e l'uguaglianza tra le persone si sviluppano.
Arendt era contro la democrazia rappresentativa, che criticò fortemente, preferendole un sistema basato sui consigli o forme di democrazia diretta.

Principalmente grazie al suo pensiero indipendente, alla teoria del totalitarismo (Theorie der totalen Herrschaft), ai suoi lavori sulla filosofia esistenziale e alla sua rivendicazione della discussione politica libera, la Arendt detiene un posto centrale nei dibattiti contemporanei.

Tra le sue opere, “Le origini del totalitarismo”, “Ebraismo e modernità” e “La banalità del male”. La filosofa e storica tedesca morirà a New York nel 1975.

La filosofa del '900 e i conflitti con scienza e tecnica 

Il sito Treccani propone su Hannah Arendt una di quattro lezioni utili per fornire uno stimolo alla riflessione sulla natura e sul ruolo della tecnica contemporanea nella filosofia del Novecento. Il discorso sulla tecnica coinvolge quello sulla scienza. Per questi autori Scienza e tecnica sono entrambe condizionate dalla situazione storica, sociale e culturale in cui si sviluppano e portano in sé qualcosa di ‘pericoloso’.  La scienza e la tecnica hanno prodotto cambiamenti negativi e deterioranti nei rapporti umani. 
Viene analizzato il film The Reader – A voce alta, (Stephen Daldry, 2008) come spunto per riflettere su questioni come la responsabilità del singolo, della legge, su cosa sia la morale, il senso di colpa.


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