lunedì 21 luglio 2014

FACEBOOK CI CONTAGIA EMOTIVAMENTE: LO DICE LA SCIENZA

Avreste mai immaginato che le emozioni, positive o negative, possano essere veicolate anche attraverso il linguaggio scritto dei social network? E influenzare così il tono dei messaggi successivi? 

Probabilmente lo avevate intuito, ma è la prima volta che un pool di ricercatori della Cornell University e del Core Data Science Team di Facebook sono riusciti a dimostrarlo attraverso uno studio statistico pubblicato su PNAS  e condotto su oltre di tre milioni di messaggi letti e scritti in una settimana da oltre 155 mila utenti di Facebook (selezionati in maniera casuale). 

Lo studio riesce a dimostrare sperimentalmente quello che fino ad ora era solo una semplice supposizione: il fenomeno del contagio emotivo avviene anche attraverso il puro linguaggio scritto, privato delle sue componenti non verbali, dimostrando così come il check point delle emozioni, dei litigi, degli amori passi anche da Facebook. 

Il concetto di contagio emotivo era infatti fino ad oggi legato al contatto fisico, alle interazioni da persona a persona,  nelle quali la postura e la voce fanno da protagoniste.
I risultati dello studio dimostrano invece proprio il contrario: ovvero come il contagio emotivo possa avvenire anche in assenza di un conversazione non verbale.

I messaggi della ricerca sono stati valutati attraverso il Linguistic Inquiry and Word Count, ovvero, un software in grado di analizzare i testi, la frequenza nei messaggi di parole che esprimessero emozioni sia positive che negative.
122 milioni le parole classificate e di queste circa 4 milioni come positive e 1.8 milioni come negative. Lo studio è stato intensificato utilizzando i filtri del News Feed di Facebook in modo da restringere il campo di ricerca.

Infine è stato osservato come le persone esposte ad un numero inferiori di messaggi carichi emotivamente riducano a loro volta la produzione  di messaggi “equipaggiati” di emozioni. Fattore che prende il nome di "effetto di astinenza emotiva".

Insomma, proprio come per la dipendenza da droghe, fumo o caffè, pare che anche la dipendenza emotiva da social network sia condizionata dal contesto "virtuale" e dagli stimoli “evocativi” che vengono provocati dal loro uso.


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