domenica 22 giugno 2014

TRADURRE LA LINGUA DEI SEGNI CON GOOGLE GESTURE? FORSE...

Su diverse testate online (tra cui Repubblica) è apparsa una presunta applicazione che prenderebbe il nome di Google Gesture presentata come la prima app al mondo  in grado di tradurre la lingua dei segni in lingua parlata. 


In realtà si tratta molto più semplicemente un concorso di marketing. Un concept, un prodotto immaginato dagli studenti della Berghs School of Communication di Stoccolma.

Tuttavia l'idea potrebbe anche non essere così fantascientifica come sembra e non è escluso che Google o altri siano comunque in grado di progettare in futuro una applicazione che potrà permetterci di comprendere la lingua dei sordomuti e comunicare agevolmente con chiunque conosca la lingua dei segni. Ma dovremo aspettare ...

Ci sono però alcuni punti oscuri, non molto chiari, in tutta questa vicenda...
Osservate il video degli studenti della Berghs School e confrontatelo con il successivo.



Osservando anche il video seguente, pubblicato dai canadesi della Thalmic Labs nel febbraio 2013, ci accorgiamo che Myo, una fascia che permetterebbe di comandare a distanza ogni device con i gesti, somiglia molto al device presentato con il "marchio" Google dai ragazzi della Berghs School. Coincidenza? 




C'è anche da dire che una certa Hitachi Ltd registrò un brevetto legato al riconoscimento dei gesti già nel lontano 1997

E andando più indietro nel tempo alcuni geek piú anziani si ricorderanno del Power Glove, un gadget che Nintendo lanciò alla fine degli anni ’80 nella speranza di rivoluzionare l’esperienza di gioco di milioni di teenager.

Fu un flop epico, ma come tante altre invenzioni mostra il primo momento di una ricerca durata oltre vent’anni verso forme piú naturali di interfacciarsi ai dispositivi tecnologici.



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