venerdì 13 giugno 2014

ARPA PIEMONTE PRESENTA LA APP CHE MISURA LE RADIAZIONI EMESSE DAI CELLULARI

ARPA Piemonte ha realizzato una App scaricabile per smartphone da installare per ora solo su operativi Android che permette di monitorare l’utilizzo del proprio telefono. L'applicazione permette inoltre di trasmettere i dati ad un server per effettuare analisi su un campione di utilizzatori finalizzabili anche a studi di tipo epidemiologico. 

I risultati della ricerca indicano che l’evoluzione tecnologica porta ad una riduzione dell’esposizione personale a telefoni cellulari in quanto una chiamata effettuata in modalità 3G dà luogo ad esposizioni dalle dieci alle cento volte più basse di una chiamata in modalità 2G. 

Inoltre si è verificato che la potenza emessa dal telefono cellulare  si riduce fortemente all’aumentare del livello di segnale ricevuto. Telefonare in aree dove è presente un buon livello di ricezione può condurre ad esposizioni molto più basse rispetto alle aree dove la ricezione del segnale è scarsa.  


La conferenza stampa, che si è tenuta ieri presso il Consiglio Regionale del Piemonte, è stata organizzata dal Comitato Regionale per le Comunicazioni (CoReCom) del Piemonte per presentare lo studio commissionato ad Arpa sull’esposizione ai campi elettromagnetici emessi da telefoni cellulari.

Grazie a questa indagine, che Arpa ha realizzato mettendo a punto uno specifico sistema di misura della potenza trasmessa dai telefoni mobili, è stato possibile quantificare le emissioni elettromagnetiche dei telefonini in funzione del tipo di rete utilizzata (2G o 3G) e delle condizioni di ricezione del segnale.
“L’esposizione umana ai campi elettromagnetici a radiofrequenza è determinata da una molteplicità di sorgenti e il telefono cellulare ne rappresenta una tra le più significative - sottolinea il Direttore Generale dell’Agenzia Angelo Robotto - Per valutare l’esposizione alle radiazioni emesse dai telefonini, Arpa Piemonte ha messo a punto un sistema di misura ad hoc per rilevare la potenza in trasmissione. Tale approccio sperimentale risulta unico nel panorama scientifico internazionale, in quanto nelle altre poche indagini pubblicate la potenza trasmessa era determinata per mezzo di specifici software”.


CONFERENZA CELLULARI GIUGNO 2014

I risultati indicano che l’evoluzione tecnologica porta ad una riduzione dell’esposizione personale a telefoni cellulari in quanto una chiamata effettuata in modalità 3G dà luogo ad esposizioni dalle dieci alle cento volte più basse di una chiamata in modalità 2G.


E’ stato inoltre verificato che la potenza emessa dal telefono cellulare si riduce fortemente all’aumentare del livello di segnale ricevuto. Telefonare in aree dove è presente un buon livello di ricezione (pieno campo) può condurre ad esposizioni dalle decine di volte alle diverse centinaia di volte più basse rispetto alle aree dove la ricezione del segnale è scarsa.

La rapida diminuzione del campo elettromagnetico misurata quando ci si allontana dal telefonino anche di pochi centimetri indica inoltre l’importanza di dispositivi, quali auricolari o viva voce, nel ridurre l’esposizione personale. I livelli di campo elettromagnetico emessi da un telefonino si riducono rapidamente con la distanza dall’antenna. Ad una distanza di 30 cm si ha una riduzione pari a circa l’80-90% dell’intensità dell’esposizione.

La presunta nocività per la salute umana dell'esposizione a campi elettromagnetici (CEM) a radiofrequenza (RF) è da diversi anni oggetto di dibattito sia nella comunità scientifica sia al di fuori di essa.

Nel 2011 l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) ha classificato i campi elettromagnetici a radiofrequenza tra gli agenti “possibilmente cancerogeni (gruppo 2B)” sulla base di una limitata evidenza di incrementi di rischio di glioma e di neuroma del nervo acustico tra gli utilizzatori di telefoni cellulari.



La tecnologia utilizzata si è molto modificata nel tempo ed è piuttosto complesso definire una stima esatta dell’esposizione e quindi stabilire un nesso causale certo per l’impatto sulla salute.

Alla luce dei margini di incertezza ancora presenti su questi argomenti, con un dibattito molto acceso all’interno della comunità scientifica, sono comunque da ritenersi utili e da attuare strategie per ridurre le esposizioni alle radiofrequenze emesse da telefoni cellulari.

Uno dei risultati dell’indagine consiste nelle indicazioni per un corretto utilizzo del cellulare riportate nella relazione.




APP PER CELLULARI 

“Un ulteriore approfondimento ha consentito la realizzazione di una app per smart phone con sistemi operativi Android. Questa app consente di monitorare l’utilizzo del proprio telefono ed è disponibile anche in una versione che permette di trasmettere i dati ad un server ftp per analisi su un campione di utilizzatori finalizzabili anche a studi di tipo epidemiologico” ha concluso il Direttore Generale Angelo Robotto.


Il progetto è rilasciato in Open Source con licenza GNU GPL V3 (Link alla licenza http://www.gnu.org/licenses/gpl.html) e il codice sorgente è accessibile al seguente link https://github.com/sarpaper/android.

La App scaricabile per il proprio cellulare.

Fonte: ARPA Piemonte 

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