domenica 23 febbraio 2014

ALBERTO CONTI: L'ITALIANO CHE INVENTÒ GOOGLE SKY

IN ITALIA? "il sistema è vecchio, stantio, e non riconosce le vere capacità dei nostri ricercatori". IN USA "la nostra reputazione è di lavoratori con a volte un lampo di genio".

Ne è passata di acqua sotto i ponti da quando, nel lontano 2007, intervistammo il Dr Alberto Conti [qui la sua scheda su wikipedia].

Dr Alberto Conti: foto Twitter
Emigrato negli Stati Uniti dopo una laurea in fisica all'Università degli Studi di Trieste. M. S. seguito da un PhD in Astronomia presso la Ohio State University, aveva appena vinto il prestigioso Pirelli Internetional Award per lo sviluppo di  GoogleSky.

Presso lo Space Telescope Science Institute di Baltimora (STScI),  è stato per anni responsabile dello sviluppo di iniziative per le missioni astronomiche all'interno di Space Telescope (Community Mission Office Development Manager).

Oggi il Dr Conti è "Innovation Manager" per la Northrop Grumman, azienda che, tra le altre cose, sta costruendo il telescopio spaziale James Webb per la NASA (lancio nel 2018).


COSA SAREBBE SUCCESSO ALLA TUA CARRIERA SE FOSSI RIMASTO IN ITALIA?

Beh, probabilmente avrei lasciato la ricerca poco dopo la laurea, e sarei entrato nell'industria. Il problema fondamentale, che è poi anche la ragione per la quale sono andato all'estero nel 1994, è che il sistema è in stato di fibrillazione, è vecchio, stantio, e non riconosce le vere capacità dei nostri ricercatori.

Il sistema baronale che aggiudica posti di lavoro a coloro che hanno conoscenze o che "aspettano il proprio turno", è tutto tipicamente italiano. E' francamente un sistema che non deve esistere in una società avanzata come la nostra.

Mi ricordo che alcuni anni fa si parlava della fuga di cervelli dall'Italia. Anche questo è un falso problema. Se i nostri enti di ricerca e le nostre università fossero realmente interessate a crescere e a diventare importanti a livello internazionale, l'Italia dovrebbe preoccuparsi di assumere i migliori ricercatori del mondo, non solo quelli italiani.

Insomma, un sistema non trasparente, paludoso, e francamente iniquo che sopravvive solamente perchè i fondi per la ricerca sono stretti nelle mani di pochi che, francamente, di ricerca e sviluppo probabilmente ne capiscono ben poco.


E DUNQUE COSA CONSIGLI A UN GIOVANE PROMETTENTE?

Il momento, rispetto a quando io sono partito dall'Italia è molto più duro. Le prospettive, e non avrei mai pensato di doverlo dire, sono molto ridotte rispetto a 20 anni fa quando arrivai qui negli USA. 

Quello che non abbiamo mai da invidiare a nessuno è la nostra capacità di adattamento e di lavorare. La maggior parte degli italiani che conosco qui negli USA, sia nel campo astronomico che in quello della ricerca in generale, sono veramente dei lavoratori instancabili. È anche vero che qui il sistema meritocratico aiuta tutti coloro che si danno da fare, cosa che in Italia non sembra ancora accadere come un fatto di routine. 

Quindi il consiglio è di lavorare sodo e fare ciò che interessa nel campo della ricerca con un occhio vigile alle opportunità che il mondo offre oggigiorno ai ricercatori dovunque essi siano. 

Ovviamente avere nel proprio bagaglio culturale una seconda lingua, magari l'inglese, aiuta moltissimo nella transizione ad un paese diverso, ma aiuta ancor di più una propensione per l'adattamento a condizioni di lavoro diverse e, si spera, più stimolanti anche dal punto di vista remunerativo.
In ultima analisi dobbiamo decidere personalmente quali sono le nostre ambizioni e i nostri traguardi. Io ho sempre creduto nell'onestà e nella professionalità e francamente la ragione fondamentale per la quale me ne sono andato, è proprio per cercare centri di ricerca dove queste qualità sono ricambiate con responsabilità man mano maggiori.


COSA PENSI DELL'UNIVERSITÀ ITALIANA?

Un caos, a volte ben organizzato. Scherzi a parte siamo tra i migliori al mondo ma dobbiamo evolvere dalla palude e cominciare a camminare sulla terra dove molti altri paesi già corrono.


QUALE PERCEZIONE HANNO GLI AMERICANI NEI CONFRONTI DI NOI ITALIANI? 

Direi che la percezione degli italiani qui negli USA, sia che allo Space Telescope Science Institute (STScI) che alla Northrop Grumman è estremamente favorevole. A STScI ci sono parecchi italiani che hanno ruoli di altissimo rilievo. Il Dr. Massimo Stiavelli, per esempio, è un'autorità  in campo cosmologico, ma è anche il capo della missione del James Webb Space Telescope per STScI. Qui alla Northrop ho conosciuto solamente un altro italiano, ma la nostra reputazione è di lavoratori con a volte un lampo di genio.

Al di fuori dell'ambiente lavorativo, credo che la maggior parte degli italiani siano orgogliosi delle proprie radici. Io che ormai sono qui da vent'anni e ho la doppia cittadinanza, mi considero fortunato di essere un cittadino statunitense visto che non penso avrei fatto una carriera simile nel campo astronomico in Italia o in alcun altro paese europeo. 
C'è da dire che però sono molte le volte durante le quali dobbiamo spiegare ad altri (americani o meno) come funziona il nostro bel paese. Ed è proprio in questi momenti che mi rendo personalmente conto di come potrebbe essere ricco, dal punto di vista della ricerca, il nostro Paese.

Invece troppo spesso siamo come una nave senza motore in mezzo al mare mosso. Mi viene spesso in mente la canzone di Battiato che, tra l'altro dice, "com'è misera la vita negli abusi di potere". Ecco, ci manca il senso civico e credo che si veda. Però non bisogna disperare. Ogni paese ha i suoi problemi e di gente onesta, che crede al ruolo pulito della politica e dello stato, c'è.


COSA TI ASPETTI DAL TUO LAVORO NEI PROSSIMI 5-10 ANNI?

Dal Novembre 2013 sono a capo dell'innovazione per il settore Aerospaziale civile della Northrop Grumman Aerospace Systems in California dopo aver lavorato come scienziato per l'innovazione del James Webb Space Telescope allo Space Telescope Science Institute (NASA) per oltre 10 anni.

Nei prossimi 5-10 anni lavorerò per realizzare una visione sostenibile di esplorazione spaziale dopo il lancio dello James Webb Space Telescope nel 2018. Nei prossimi 10 anni infatti vedremo l'emergere di nuove missioni robotiche nel nostro sistema solare, la costruzione di telescopi ancora più potenti del James Webb Space Telescope con tecnologie rivoluzionarie che sono in via di sviluppo qui alla Northrop Grumman. È una visione ambiziosa di un futuro di esplorazione che mi sta molto a cuore, ed è la ragione principale per la quale ho deciso di divertar parte del team della Northrop Grumman.


Auguriamo al Dr Alberto Conti un ottimo lavoro e una brillante carriera.  




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