mercoledì 23 ottobre 2013

OGM: UNA NUOVA FRONTIERA DELLA SCIENZA?

OGM, Organismi Geneticamente Modificati. Un termine al centro di dispute e controverse, non sempre fondate. Il grande pubblico sembra infatti non abbia ancora familiarità col termine.

Con il termine Organismo Geneticamente Modificato (OGM) si intendono soltanto gli organismi in cui parte del genoma sia stato modificato tramite le moderne tecniche di ingegneria genetica.

Non sono considerati "organismi geneticamente modificati" tutti quegli organismi il cui patrimonio genetico viene modificato a seguito di processi spontanei (modificazioni e trasferimenti di materiale genetico avvengono infatti in natura in molteplici occasioni e tali processi sono all'origine della diversità della vita sulla terra), o indotti dall'uomo tramite altre tecniche che non sono incluse nella definizione data dalla normativa di riferimento (ad esempio con radiazioni ionizzanti o mutageni chimici).

Questa immagine di trasferimento, di manipolazione ha evocato nel consumatore una sorta di scetticismo e critica verso questa nuova frontiera della scienza che, non potendo esplicare il tutto con termini adatti alla comprensione generica, ha dovuto sperare nel buon senso di quella fetta di popolazione che, per studi condotti, ha potuto comprendere questa nuova era. È  inutile negare che si tratta di una vera e propria manipolazione.
Cosa sono esattamente gli OGM? Sono prodotti di origine industriale. Quattro sono state le piante inizialmente geneticamente modificate e coltivate in varie parti del mondo e sono: Mais, cotone, soia e colza. Sono coltivate nei grandi paesi agricoli quali: USA, Brasile, Argentina, Canada, India, Cina e Sudafrica. La coltivazione, col tempo, ha superato ogni aspettativa, tanto che, nel 2007 sono stati coltivati al mondo 112 milioni di ettari con piante ingegnerizzate. 

La coltivazione è stata una delle maggiori problematiche degli OGM dato che non ci si aspettava che, in poco tempo, una tecnologia innovativa potesse diffondersi a macchia d’olio. Il troppo successo, ovviamente, ha scatenato la nascita di piccole fazioni e generato episodi a danno della produzione, è il caso del dibattito truccato raccontato dalla biologa e giornalista scientifica Anna Meldonesi nel libro “Storia di un dibattito truccato”. GreenPeace lotta ancora oggi per incentivare le analisi su questo tipo di produzione, analisi di tipo chimico e sulla sicurezza, ma questo non fa altro che alimentare la paura da parte dei cittadini consumatori. Un altro punto dolente della questione Organismi Geneticamente Modificati è l’alimentazione. Dalla loro diffusione, nel lontano 1998, il tema del rischio alimentare è stato sempre avallato favorendo la diffusione, da parte delle multinazionali alimentari, di alimenti ogm-free sfruttando lo scetticismo alimentato del consumatore. D’altra parte, è doveroso ricordare Organizzazioni come EFSA – Agenzia europea per la sicurezza alimentare- , la Food and Drug Administration degli USA, la FAO, l’UE ed altre accademie scientifiche internazionali abbiano comunque garantito la sicurezza alimentare del prodotto OGM. Bisogna dare atto che, fino ad ora, nessun individuo è stato ospedalizzato dopo l’assunzione di OGM ed  i controlli sulla sicurezza vengono effettuati durante ogni step della produzione di un OGM. Negli ultimi tempi, la sicurezza alimentare ha amplificato le sue conoscenze e metodiche di controllo, anche se, i consumatori (secondo alcuni sondaggi) hanno palesemente dimostrato la voglia di ritornare al passato dove non ci si preoccupava dell’origine dell’alimento, dimenticando i problemi sanitari.


Cosa succede dal punto di vista genetico ad un OGM?  Bisogna considerare che il materiale genetico è comune a tutti gli esseri viventi, la composizione di base del DNA è articolata con nucleotidi, infatti, specie diverse sono spesso in grado di leggere altri tipi di DNA.  Un team di scienziati americani ha creato un organismo avente un nuovo codice genetico, “ È come la scrittura di un nuovo sistema operativo” asserisce Danielle Tullman - Ercek , bioingegnere a Berkeley che, però, non ha partecipato alla ricerca. Negli studi ingegneristici genetici tradizionali, gli scienziati aggiungono sequenze di nucleotidi nelle cellule, mentre questo team ha operato cambiamenti direttamente sul  DNA nascente in Escherichia Coli (batterio). 

Questo tipo di manipolazione potrebbe risolvere due problematiche: la resistenza dei batteri alle infezioni e limitare la diffusione e quindi la contaminazione da parte degli OGM ad altre piante. Grazie a questa nuova scoperta, la comunità scientifica ha deciso di apportare modifiche anche alla sigla di identificazione di questi prodotti trasformandola da OGM in OGR “organismi geneticamente ri - codificati”. 

Resta il fatto che OGM/OGR fanno parte di una nuova frontiera scientifica che non tutti sono e saranno in grado di capire, necessitiamo di una nuova selezione naturale? Darwin cosa ne penserebbe? È necessario incidere così drasticamente sul ciclo vitale di un organismo per apportare vantaggi ad una specie superiore? La scienza è in continua evoluzione, l’essere umano è vittima di un ciclo che, purtroppo, lo condizionerà fino alla fine della sua esistenza.



Approfondimenti:  Antonio Pascale, Scienza e Sentimento, Einaudi 2008.

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