giovedì 5 settembre 2013

SCIAME DI CELLULE STAMINALI ADULTE NEL RENE

Battute d'arresto e balzi in avanti hanno caratterizzato il dibattito sull'esistenza delle cellule staminali renali adulte.  Eppure il rebus da sempre controverso, pare ora essere stato risolto. 

Uno studio dell'Università di Milano-Bicocca pubblicato sulla rivista "Stem Cell Research" ha identificato nel rene umano uno sciame di cellule con caratteristiche staminali adulte. 

Le cellule staminali si distinguono in due tipi: embrionali e adulte (queste ultime denominate anche somatiche). Le prime, provenienti da un organismo in formazione come l’embrione, sono considerate con grande interesse dalla scienza, ma il loro utilizzo, vietato in Italia tra "demonizzatori" del divieto e santificatori, pone seri problemi di natura etica, in quanto la loro estrazione comporterebbe la distruzione dell’embrione. Le cellule staminali adulte, invece, sono presenti in alcuni dei nostri organi e tessuti e hanno il compito di rigenerare l’organo o il tessuto in cui risiedono. 

Battezzate "PKHhigh", le cellule staminali adulte scoperte nell'ambito della ricerca, sono state identificate a partire da colture clonali di nefrosfere umane (cioè aggregati sferici di 130-140 cellule originati da una singola cellula staminale), sfruttando la capacità di riprodurre se stesse, tipica delle staminali e di differenziarsi in diversi tipi cellulari. La ricerca ha messo in luce che in ogni nefrosfera è presente circa una cellula con proprietà staminali. Di qui conclusioni importanti e speranze sfavillanti. "Una maggior conoscenza delle staminali renali normali potrà aiutare a comprendere meglio i meccanismi che sono alla base dell'insorgenza dei tumori renali, in accordo con la teoria Cancer Stem Cell, secondo la quale sono le cellule staminali tumorali a mantenere la crescita del tumore, aprendo nuove possibilità terapeutiche per i tumori renali, particolarmente resistenti alla terapia", spiega il professor Perego. 

Alla ricerca hanno collaborato l'Unità Operativa di Urologia dell'Ospedale Bassini di Cinisello Balsamo dell'Azienda Ospedaliera Istituti Clinici di perfezionamento di Milano, l'Unità di Anatomia Patologica e il Laboratorio di Citometria dell'Ospedale San Gerardo di Monza e la Divisione di Medicina Rigenerativa, Cellule Staminali e Terapia Genica, dell'Istituto Scientifico San Raffaele di Milano. Lo studio è stato sostenuto in parte anche da finanziamenti privati, attraverso la "Associazione Gian Luca Strada Onlus".

Nessun commento: