lunedì 2 settembre 2013

NUOVE SCOPERTE SULLE ROCCE METAMORFICHE ALLA X CONFERENZA INTERNAZIONALE SULLE ECLOGITI



Si tiene a Courmayeur in Valle d’Aosta, dal 2 al 10 settembre, la “X Conferenza Internazionale sulle Eclogiti” (10th International Eclogite Conference, www.iec2013.unito.it), organizzata con cadenza biennale, per illustrare le nuove scoperte effettuate sulle rocce metamorfiche. Queste rocce hanno subito un processo di trasformazione dei minerali contenuti all'interno a causa di cambiamenti di temperatura e pressione. L'eclogite, roccia metamorfica piuttosto rara infatti, si forma in zone a grande profondità (e quindi ad alta pressione) nelle cosiddette Zone di Subduzione, dove le zolle crostali sprofondano nel Mantello terrestre.

Eclogite
Nel corso di una serie di escursioni in campo e come da tradizione per l’Eclogite Conference, i ricercatori delle Università organizzatrici - l’Università di Torino in collaborazione con l’Università di Berna - illustreranno ai 120 partecipanti provenienti da oltre 20 Paesi di tutti i continenti, gli aspetti geologici più interessanti e le ultime scoperte scientifiche effettuate nel campo del metamorfismo di alta pressione. Da questo punto di vista le Alpi Occidentali sono un vero museo mineralogico e petrografico e, da anni, continuano a offrire agli specialisti di tutto il mondo sempre nuovi dati di grande interesse scientifico.

Dei cinque giorni di escursione previsti, la cosiddetta escursione pre-conferenza visiterà, il 2 e 3 settembre, le aree del Lago di Cignana sopra Valtournenche, dove affiorano rocce di altissima pressione, nelle quali sono stati recentemente scoperti micro diamanti, e del Colle del Piccolo San Bernardo, dove è stata spiegata la giustapposizione di rocce di fondo oceanico (serpentiniti) con rocce tipicamente continentali (graniti).
Piropo
L’escursione sin-conferenza sarà dedicata, il 5 settembre, alla Zona Sesia affiorante in bassa Valle d’Aosta, dove si possono osservare i più svariati tipi di eclogiti e uno dei pochi gneiss a giadeite conosciuti al mondo, sfruttato da una cava ben nota ai petrografi dell’alta pressione. L’escursione post-conferenza (dall’8 al 10 settembre) prevede il trasferimento nel Saluzzese ove, con partenza e arrivo a piedi al Pian del Re, saranno illustrati il Massiccio del Monviso, uno dei migliori esempi di rocce di fondo oceanico subdotto a grande profondità con formazione di svariati tipi di rocce eclogitiche e, infine, le rocce dell’Unità di Brossasco-Isasca, compresa tra Val Varaita e Valle Po e divenuta famosa tra i geologi di tutto il mondo dopo la scoperta (nella prima metà degli anni ’80) dei piropi, granati che possono raggiungere dimensioni di un melone e indicano altissime pressioni di formazione, compatibili con il campo di stabilità del diamante.

L’assegnazione della Conferenza Internazionale sulle Eclogiti avviene per designazione da parte di un Comitato Internazionale. L’attribuzione all’Università di Torino è la seconda all’Italia, dopo l’edizione del 1993 che si svolse presso l’Università della Calabria, con attività di terreno nell’Arco Calabro Peloritano e nelle Alpi.

Oltre al patrocinio delle Università organizzatrici, della Federazione Italiana di Scienze della Terra, della Società Geologica Italiana e della Società Italiana di Mineralogia e Petrologia, l’edizione di quest’anno si avvale del supporto di numerosi Enti pubblici e privati, tra cui la Regione Valle d’Aosta, il Parco del Po Cuneese, i Comuni di Courmayeur, Fontainemore, Quincinetto, Revello e Valtournenche.


Per informazioni:
prof. Daniele Castelli

Coordinatore del Comitato Organizzatore

Direttore del Dipartimento di Scienze della Terra, Università di Torino


tel. +39 338 8389431



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