martedì 26 marzo 2013

SUMMLY: L'APPLICAZIONE CHE VALE 30 MILIONI DI DOLLARI

Nel video seguente Nick D'Alosio, diciassettenne inglese, presenta Summly, la sua "creatura", che secondo indiscrezioni, avrebbe fruttato al giovane autore la somma di 30 milioni di dollari, grazie all'acquisto da parte di Yahoo dei diritti.

D'Alosio ha imparato a programmare all'età di 12 anni e ha lanciato Summly lo scorso anno ricevendo i complimenti di Apple, che l'ha nominata una delle migliori applicazioni per l'iPhone del 2012. Per ora l'applicazione è disponibile su Itunes Store solo per il mercato USA.



In realtà dietro Summly non c'è un'unica testa, ma una squadra di professionisti e soprattutto uno scaltro  finanziatore: parliamo del cinese Li Ka-Shing (è attualmente l'imprenditore più ricco del Sud Est Asiatico e la decima persona più ricca del mondo con un patrimonio stimato da Forbes in 26,5 miliardi di dollari americani), che alcuni anni fa intuì il potenziale del giovane sviluppatore dandogli fondi e credibilità e coinvolgendo un prestigioso gruppo di investitori che include numerose star, tra cui Yoko Ono e l'attore e autore britannico Stephen Fry, che qui vediamo nel video mentre promuove l'app.

D'Aloisio non è un ragazzo fuori dalla norma, o un genio, ma ha il pregio di avere avuto l'intuizione giusta al momento giusto quando, già tre anni fa, lanciò sul mercato Trimit, un software per iPhone che abbreviava le news in 140 caratteri per farle entrare in un tweet.

Trimit ha poi preso la strada del più ambizioso Summly, che non si limita ad abbreviare ma si propone come alternativa a Flipboard, Currents ed altri sistemi per scoprire e fruire articoli e notizie sullo schermo degli smartphone.


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