lunedì 22 ottobre 2012

SCUOLA: AUMENTO ORE CATTEDRA, PERCHE' PROFUMO SBAGLIA


È recente la notizia che il governo, nell'ambito dei provvedimenti "taglia spese" contenuti nella legge di stabilità 2012-2013, ha varato senza alcun tentennamento una proposta destinata a sollevare le piazze. 

La proposta fatta in primis dal Ministro Profumo ha il compito di contribuire all'opera di risanamento e limatura generale delle spese, spremendo una volta ancora la già bistrattata scuola.

Nella legge di stabilità il governo propone di imporre unilateralmente, quindi senza alcuna contrattazione con il sindacato e soprattutto senza alcun rinnovo del contratto, l'aumento del monte ore di lezione settimanale dei docenti della scuola media inferiore e superiore da 18 a 24 ore, tutto ovviamente a parità di stipendio. La contropartita? Ben 15 giorni in più di ferie in più all'anno e la consapevolezza che tanti colleghi verranno licenziati o non più assunti.


Solitamente non amo criticare le scelte politiche dei governi che in questi anni si sono succeduti alla guida del paese, primo perché non e un compito di Gravita Zero scendere in campo sul merito alle scelte politiche del governo, poi perché esistono sicuramente altre testate di informazione in grado di far questo meglio di noi. Questa volta ritengo però che sia doveroso scrivere qualche riga di chiarimento solo per fare un po' più di informazione, cosa che sino ad ora basandomi su quel che ho letto sui media non mi sembra sia stata fatta, perlomeno in modo adeguato.

Non scrivo questa nota per i docenti che ben conoscono il problema che sto per trattare, non scrivo nemmeno per i dirigenti scolastici che ogni giorno affrontano le difficoltà che sorgono dal tentativo di migliorare con quelle poche risorse messe a disposizione dello Stato, l'offerta formativa della propria scuola.
Scrivo per tutti coloro che non conoscono il mondo della scuola e pensano di conoscerlo solo perché i loro figli sono iscritti in una scuola del territorio nazionale; scrivo per coloro che credono che i professori siano solo dei fannulloni che lavorano poco e guadagnano troppo per quel che fanno; scrivo per coloro che pensano che finalmente giustizia è fatta, basta con questi insegnanti, come spesso viene chiamata in un modo che personalmente ritengo un po' dispregiativo, questa categoria; scrivo per coloro che dicono che diciotto ore di lavoro alla settimana sono 3,6 ore di lavoro al giorno, persino troppo poche per guadagnare uno stipendio di circa 1.400 euro al mese ad inizio carriera; scrivo per tutti quelli che pensano che insegnare sia un lavoro di ripiego, intrapreso solo dopo il fallimento di una carriera professionale; scrivo per le persone che credono che la scuola sia un'istituzione inutile, a cosa serve sapere di letteratura e scienza, in fondo la vera cultura è quella dei media.   

Detto questo, se ci limitiamo a dire che l'orario dei prof. è portato da 18 a 24  ore alla settimana, persino io sarei tentato di dire ... e che c'è di terribile? Potrebbe persino sembrare assurdo sollevare un problema deontologico su un provvedimento che non sembra avere nulla di così strano ma, non è tutto come sembra.

Infatti, molti non sanno che nella funzione docente prevista dal contratto nazionale, oltre alle 18 ore di lezione previste, corrispondenti in media a circa 6 classi, c'è l'obbligo della valutazione degli alunni, da 27 a più di 30 per classe, per un totale di circa 180 allievi. Se consideriamo un minimo di 6 tra test e compiti scritti all'anno per alunno (in realtà sono di più), si ottengono almeno 1080 compiti da correggere e valutare con coerenza e coscienza. Se si considera una media di 10 minuti per compito (in certi casi ce ne vogliono almeno 15 o di più ancora), si arriva ad un impegno orario di 180 ore annue che se aggiunte alle circa 10-20 ore di preparazione dei compiti si ottengono 190-200 ore dedicate esclusivamente alla valutazione, che se distribuite su 200 giorni circa di scuola annui, corrispondono ad un'ora al giorno circa.

 Sempre nella funzione docente c'è ovviamente l'obbligo di partecipare ai consigli di classe almeno 4 volte l'anno uno per classe, a due sessioni di scrutini (se non tre), al ricevimento genitori, ai collegi docenti, alle riunioni di plesso, alle riunioni di dipartimento, agli esami di recupero, alle commissioni interne: bene se vi fidate vi dirò che per molto per difetto sono all'incirca 80 ore se non 100 in alcune scuole, pari a circa mezz'ora al giorno. Poi non dobbiamo dimenticare l'obbligo di aggiornamento (leggasi studio), la preparazione delle lezioni, l'organizzazione dei laboratori, la preparazione dei progetti, i programmi preventivi e consuntivi, i servizi funzionali allo svolgimento dell'attività scolastica, qui per un docente impegnato si arriva e si superano le 10 ore settimanali. Se poi come molte scuole fanno si opta per le lezioni di 50 minuti, 18 unità didattiche orarie si trasformano in 21 unità didattiche distribuite su 5 giorni con l'aggravio dei tempi morti tra un'unità e la successiva dovuti alla difficoltà in alcuni casi di redigere un orario che accontenti tutti. Facendo bene i conti, alla fine ogni giorno ci sono circa quattro ore in più oltre alle 3,6 ore in media dell'orario di didattica vero e proprio: in tutto circa 8 ore al giorno. Non importa se parte delle ore eccedenti le 18 vengono svolte a casa di notte, la domenica, durante le festività o quando si ha tempo, basta che vengano svolte. Quindi ad oggi un docente svolge un lavoro pari a circa 40 ore settimanali  con uno stipendio che va dal 50% al 75% di quello di un suo collega europeo. Non parliamo poi delle facilitazioni che in europa i docenti hanno: mense interne gratuite, parcheggi gratuiti, materiali per la didattica, cancelleria, uffici personali a disposizione e vi garantisco molto, molto altro ancora.

Ora mi chiedo, se passasse l'aumento di un terzo dell'orario cattedra, legato esclusivamente alla didattica svolta in classe, aumento proposto dal Ministro Profumo, proporzionalmente si passerebbe a 53 ore alla settimana di attività lavorativa totale senza considerare il tempo perso per i trasferimenti per supplenze in sedi differenti dalla propria; in tutto si raggiungerebbe e probabilmente in alcuni casi si supererebbero 11 ore di lavoro al giorno. Ma vi pare possibile? Ovviamente questo vorrebbe dire l'impossibilità di svolgere adeguatamente la funzione docente, vorrebbe anche dire l'impossibilità di vivere una vita propria, un lavoro usurante, inumano e tutto ad uno stipendio netto orario di circa 5 €/ora . Come può un Ministro dello Stato proporre una cosa simile. Signor Ministro, non è che per caso si è sbagliato? Io penso di sì. Per sicurezza provi anche lei a fare due conti.

Parliamo ora dei 15 giorni di ferie che si avrebbero in cambio. Attualmente la scuola, e per scuola intendo tutte le attività compresi gli esami di stato, non solo quelle di lezione frontale, inizia il primo settembre e termina intorno alla prima decade di luglio. Per poter svolgere gli esami di riparazione gli insegnanti devono fare i turni rinunciando a volte a qualche giorno di ferie, come potrebbero fare quindici giorni in più rispetto ai 32 + 4 lavorativi che spettano da contratto? Semplice, trasformando in ferie le sospensioni didattiche natalizia e pasquale, ma allora è una presa in giro, dove sta il vantaggio? 

Un'obiezione che viene spesso fatta è che qualunque lavoratore non ha le stesse ferie di un insegnante, in effetti è vero, un insegnante non potrà mai prendere ferie a maggio, giugno o a settembre perché vincolato dal periodo di servizio, mentre un qualunque altro dipendente è libero di programmarsi le ferie in periodi dell'anno anche meno affollati e costosi, quindi anche in questo caso i quindici giorni di ferie in più andrebbero a cadere in periodi di alta stagione durante i quali una vacanza è al massimo del costo, e poi diciamolo, di solito in quei periodi altro che ferie, si correggono i compiti! 

Per terminare mi perdonerete se vi invito a leggere  la proposta per la creazione di un codice deontologico della professione docente (ndr. docente, non insegnante) voluta nel lontano 2002 dal Ministro della pubblica Istruzione Letizia Moratti, un codice che di fatto è rispettato da qualunque docente in servizio.

Chissà se un giorno arriverà un Ministro in grado di capire che per avere una scuola e un'istruzione di qualità, essenziale per lo sviluppo di un paese, non si deve sottopagare e schiavizzare i docenti?

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