martedì 25 settembre 2012

ITALIAX10 – SCIENZA AL FUTURO CON TELECOM


Telecom Italia partecipa alla prima edizione di “Trieste Next – Il Salone Europeo dell’Innovazione e della Ricerca Scientifica”, laboratorio dedicato alla ricerca applicata, alle nuove tecnologie e alle soluzioni volte a semplificare le attività quotidiane e che possono contribuire alla competitività delle aziende che si terrà a Trieste dal 28 al 30 settembre.

Per l’occasione, Telecom Italia in collaborazione con Nordesteuropa presenta l’iniziativa “ITALIAX10. Scienza al futuro” e dà a dieci giovani ricercatori la possibilità di presentare i loro progetti di ricerca dal palco del Teatro Verdi di Trieste.



L’evento verrà trasmesso in live streaming, modalità che permetterà ai ragazzi di interagire non solo con il pubblico presente in sala ma, soprattutto, con chi seguirà l’evento via Internet, sfruttando la forza comunicativa delle nuove tecnologie e le peculiarità aggregative e partecipative dei social network. Sarà, infatti, possibile “dialogare” con i ricercatori via Twitter attraverso #italiax10 e #triestenext. L’appuntamento – presentato dal direttore del mensile Le Scienze Marco Cattaneo – è per giovedì 20 settembre a partire dalle 17, nel Teatro Verdi di Trieste (riva Tre Novembre, 1 – Trieste).
Modera in live chat Nico Pitrelli, condirettore del Master in Comunicazione della Scienza e del Master in Giornalismo Scientifico Digitale alla Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (SISSA) di Trieste.

L’evento sarà disponibile in modalità streaming on demand su telecomitalia.com fino al 30 settembre 2013.

ECCO TUTTI I PROTAGONISTI DI ITALIAX10

Sono diversi, per provenienza geografica, profili biografici e percorsi professionali. Ma i protagonisti di ITALIAX10 hanno in comune il fatto di essere italiani eccellenti, “cervelli” apprezzati anche all’estero dove molti di loro hanno trascorso lunghi periodi di formazione o lavoro. Alcuni hanno deciso di trasformare la loro idea in un’impresa, tutti tengono a sottolineare che i successi sono sempre frutto di un lavoro di squadra. 

Tra loro, Alessandro Baraldi, 45 anni originario di Udine, ricercatore dell’Università di Trieste e responsabile del Laboratorio di Scienza delle Superfici al Sincrotone Elettra di Trieste. Il suo lavoro si concentra soprattutto sullo studio del grafene, il più sottile materiale mai sintetizzato (1 milione di volte più sottile di un capello, 100 volte più resistenti dell’acciaio), scoperto nel 2004 dai premi Nobel per la Fisica Geim e Novoselov. I risultati delle sue ricerche potranno essere utilizzati in molti ambiti delle nanotecnologie: dalla produzione di catalizzatori per la conversione di gas dannosi per la salute allo sviluppo di memorie magnetiche di nuova generazione. 

La più giovane è Irene Chirico, appena 18 anni, di Monsummano Terme (PT), di certo una promessa della scienza. È in procinto di cominciare la Facoltà di Ingegneria, ma ha già meritato il premio Invfactor e l’Attestato d’Onore di Alfiere della Repubblica per aver inventato, insieme a tre compagne di liceo, la scarpa a recupero energetico Hermes, nata dall’idea di recuperare l’energia che si libera facendo jogging. Si tratta di una calzatura che, grazie a un magnete inserito nel tacco, è in grado di produrre elettricità. 

Chiara Daraio, 34 anni di Ancona, è invece un ingegnere aeronautico. Riconosciuta tra i migliori 10 giovani scienziati d’America, nel 2006 entra al California Institute of Technology dove è ora professore ordinario di aeronautica e fisica applicata. Nelle sue ricerche, progetta, sviluppa e testa nuovi materiali per il controllo del suono e delle onde elastiche. Tra i possibili sviluppi, anche le applicazioni mediche, come il miglioramento della risoluzione delle ecografie. Tra gli altri premi, nel 2012 riceve il Presidential Early Career Award della Casa Bianca. 

C’è poi il 44enne Paolo Fornasiero, dal 2006 professore associato di Chimica generale e inorganica all’Università di Trieste. Il suo progetto di ricerca, pubblicato sulla prestigiosa rivista Science sfrutta l’approccio delle costruzioni “Lego” per la realizzazione di materiali e catalizzatori dalle prestazioni eccezionali: vengono assemblate innovative nanoarchitetture utilizzando “mattoncini” dalle dimensioni infinitesime. Sono previste importanti applicazioni nei settori della protezione ambientale (controllo emissioni inquinanti a effetto serra) e dell’energia. 

Il padovano Paolo Franceschetti, 29 anni, dottorando in Scienze Ambientali all’Università Ca’ Foscari, è la mente del progetto SOLWA (SOLarWAter), un piccolo impianto di depurazione e desalinizzazione dell’acqua che funziona a energia solare. L’Onu ha inserito la sua invenzione tra le dieci migliori idee sostenibili per lo sviluppo dell’umanità e per il progresso del mondo. Con un kit da 200 euro ogni famiglia potrebbe produrre acqua potabile senza inquinare. Un bel risparmio considerando che un impianto di desalinizzazione costa tra i 5 e i 6 miliardi.

A ITALIAX10 c’è anche chi ha trasformato un’idea in un’impresa, a dimostrazione che i due mondi non sono poi tanto distanti. È il caso di Tommaso Occhipinti, vicentino, 36 anni, ingegnere delle telecomunicazioni che dopo aver partecipato a numerosi progetti di ricerca dell’Agenzia Spaziale Europea, è diventato responsabile di Adaptica, start up che progetta e produce specchi deformabili e strumenti ottico-elettronici per vari settori tra cui astronomia, automazione industriale, misurazioni laser. 

Ma è anche il caso di Daniele Piazza, 31enne di Lodi, dottorato in ingegneria elettronica e dell’informazione all’Università Drexel di Philadelphia, fondatore e direttore generale di Adant, società che sviluppa e commercializza sistemi d’antenna “intelligenti” riconfigurabili”. Obiettivo: migliorare le prestazioni delle comunicazioni wireless in termini di velocità di trasferimento dati, copertura del segnale e risparmio energetico. È impegnato attualmente nello sviluppo di un progetto di “micro-rete residenziale intelligente”, il ferrarese Michele Rossi, 38 anni, che ha lavorato al Center for Wireless Communications dell’Università della California, San Diego ed è vincitore di 4 IEE Best Paper Awards. La sua idea propone di migliorare l’efficienza energetica, la qualità del servizio elettrico e l’economia di esercizio attraverso l’aggregazione funzionale e intelligente delle utenze connesse a una stessa rete di bassa tensione. Si rivolge al settore farmaceutico invece l’attenzione di Serena Zacchigna, triestina di 37 anni che lavora all’International Centre for Genetic Engineering and Biotechnology (Icgeb) di Trieste.

Il progetto che la impegna, miCARE, ha come obiettivo lo sviluppo di farmaci biotecnologici in grado di agire in caso di infarto del miocardio e scompenso cardiaco, sfruttando l’eccezionale scoperta di molecole in grado di indurre la proliferazione delle cellule cardiache e risolvere uno dei problemi alla base di tali patologie: l’incapacità del cuore di rigenerarsi. È un “cervello” che si appresta a rientrare in Italia Ester Zito, 35 anni, di Napoli, da tempo impegnata nelle ricerche su una rara malattia metabolica, il deficit multiplo di solfatasi, che porta alla morte in genere prima dei 10 anni di vita. Dopo lunghe esperienze a New York e Cambridge, a fine 2012 tornerà in Italia come ricercatrice dell’Istituto Telethon Dulbecco per guidare il proprio team all’Istituto “Mario Negri” di Milano.


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