mercoledì 4 luglio 2012

SFUGGE PER QUALCHE ORA L'ANNUNCIO DELLA SCOPERTA DELLA "PARTICELLA DI DIO"

CERN, Ginevra. Per qualche ora è sfuggito, via video, l'annuncio della scoperta della "particella di Dio", ovviamente quasi subito ritirato. La notizia è stata però catturata e fatta rimbalzare da molti media mondiali. La notizia e il video

6 commenti:

Lorenzo Cardi ha detto...

No, vi scongiuro, almeno voi evitate di chiamarla "particella di dio"... per cortesia. Non se ne può davvero più.

Claudio Pasqua ha detto...

11° comandamento:
"Non nominare la particella di Dio invano" :-)

Sembra che l'appellativo irriti solo alcuni fisici (ma neppure tutti) mentre al grande pubblico questo termine piace assai.

Probabilmente gran parte del successo popolare di questa scoperta la si deve proprio all'appellativo che gli diede Leon Lederman (Nobel per la fisica 1988).

E' un po' come per la "mela caduta in testa a Newton" che, vuole la leggenda, abbia prodotto l'insight per la teoria della Gravitazione Universale. Sappiamo bene che siamo alla presenza di un falso storico e che quella mela non è mai ralmente esistita.
Frutto (è proprio il caso di dirlo :-) di uno scrittore dell'800.
Ma la scienza si comunica anche per immagini ed emozioni.

E come per i ragni di Lalande le emozioni servono ad avvicinare e a incuriosire i più distratti. Coloro che mai e poi mai si interesserebbero a quello che succede al CERN.
"Una delle astuzie tecniche per rendere più accattivante il discorso scientifico".

Dopo (solo dopo) inizia la grande divulgazione!

Lorenzo Cardi ha detto...

Claudio, il punto è che il famigerato appellativo è totalmente insensato e palesemente fuorviante.
Cosa c'entra dio col bosone di Higgs? Assolutamente niente (e sia chiaro, questo vale a prescindere dal fatto che uno sia credente o meno).
Inoltre l'aneddoto da te riportato non è corretto.
Nel suo libro del 1994 "If the universe is the answer, what is the question?" Leon Lederman definì il bosone di Higgs "the goddamn particle" (la particella maledetta), per evidenziarne l'elusività... ma l'editore modificò la frase in "the god particle" per fare sensazionalismo ed attirare lettori.
In altre parole quella definizione fu coniata come mera esca commerciale; di conseguenza insistere a chiamarla "particella di dio" significa strumentalizzare deliberatamente una vecchia storpiatura.
Viene da chiedersi, è realmente necessario reiterare quel bieco espediente per incuriosire i lettori?
Direi di no.
La "grande divulgazione" di cui parli non ha certo bisogno di seminare ambiguità.
Definerei piuttosto BASSA divulgazione quella che attira l'attenzione mediante specchi per le allodole.
Ma appunto, alla fine attira allodole; quindi non lamentiamoci se poi qualcuno se ne esce con frasi tipo "se hanno scoperto la particella di dio, allora hanno dimostrato l'esistenza di dio".

Claudio Pasqua ha detto...

La storia è nota, perlomeno a chi si occupa di divulgazione,(wikipedia) ma hai fatto bene a ricordarla.

A volte è utile che chi fa scienza si affidi a un buon comunicatore e non faccia di testa sua. Bene ha fatto dunque l'editore a non pubblicare il libro con l'epiteto Particella maledetta. Ne avrebbe limitato il successo.

E poi.... lo sanno tutti che il DIO del bosone di Higgs è ODINO! :-)

Lorenzo Cardi ha detto...

Claudio, non sono d'accordo.
La furba mossa dell'editore di Lederman avrà anche moltiplicato le vendite di quel libro, ma "grazie" a quel tizio oggi tutti i giornali (s)parlano di dio invece che del bosone.
Una cosa è rendere appetibile al grande pubblico una materia ostica come la fisica, un'altra è depistare la gente infilando nel discorso torbidi e totalmente inappropriati riferimenti mistico-teologici.
Deprimente.

Claudio Pasqua ha detto...

E' divertente constatare che discutere di Higgs è proprio come partecipare a una bagarre calcistica :-)

Tra gli stessi "esperti" c'è chi dice che c'è fuorigioco! E chi afferma che non lo è.

E poi ci sono quelli che non sono riusciti a prendere il biglietto d'ingresso e sono rimasti fuori.

O altri che (in questo siamo italiani) si fanno fare l'accredito stampa pur lavorando al CERN :-)

LOL