giovedì 5 luglio 2012

IL CANE DI PAVLOV: TRADUZIONE POLITICHESE-ITALIANO DAL SITO DEL MIUR

Il Miur usa il sarcasmo e non l'ironia, ma nemmeno la chiarezza.


E' una cosa veramente imbarazzante assistere a esternazioni di gelminiana memoria da parte di un ente pubblico. Dialogare con i cittadini attraverso uno strumento come l'ufficio stampa di un ministero impone fermezza, serietà, pazienza e chiarezza.

Un ministero non può permettersi (anche fosse dalla parte della ragione) di trattare giornalisti, commentatori o chicchessia come degli sprovveduti o decerebrati. Deve rendersi conto una volta per tutte che il proprio 'organo di informazione si rivolge alla Nazione, ai cittadini e non al singolo: è uno strumento di informazione pubblico e di dialogo, non un pulpito da cui esternare.  

Anche se non sarà impresa da poco cercherò dunque, per puro esercizio, di tradurre  in lingua italiana corrente perlomento "il senso" del contenuto di  quanto oggi pubblicato dal Miur sotto il titolo "IL CANE DI PAVLOV". Senza entrare minimamente nel merito della veridicità dei  suoi contenuti.

Sono benvenuti commenti e chiarificazioni poiché il linguaggio del dicastero di Viale Trastevere non brilla sicuramente in trasparenza e chiarezza e non è facile districarsene. 


Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca 
[IL CANE DI PAVLOV]  
 per il titolo, vedi wikipedia
"Autorevoli commentatori su ancor più autorevoli quotidiani nazionali lanciano oggi, sostenuti anche da una adeguata titolazione, drammatiche grida di soccorso per l’istruzione pubblica. Non che manchino le preoccupazioni in tal senso, naturalmente, soprattutto in momenti così difficili per l’Europa e per l’Italia. Esse sono generalmente piuttosto condivise, e per questo stesso fatto addirittura vanno a costituire una consapevolezza perfino utile per far ripartire tutto il sistema ed accompagnarlo vitale nel futuro. Ciò che dunque meraviglia non è tanto il grido in sé quanto il curioso riflesso condizionato per il quale viene emesso". 
TRADUZIONE
Ci ha fortemente irritato leggere articoli come questoquesto e questo (per citarne solo alcuni) che a nostro parere hanno generato una preoccupazione eccessiva. Tranquilli: è tutto sotto controllo. 



"Come infatti il noto cane dello scienziato russo Ivan Pavlov - alla fine degli esperimenti che portarono alla scoperta del riflesso condizionato - aveva una forte salivazione da acquolina in bocca anche in assenza del cibo se semplicemente veniva fatto suonare il campanellino che per mesi aveva accompagnato la pappa, così è bastata l’identità della cifra proposta per il taglio al fondo di funzionamento ordinario delle Università (200 mn) con quella postata in bilancio (come ogni anno, prima dell’estate) a completamento della dotazione ordinaria per le scuole paritarie, oltre che la coincidenza temporale, a far scattare in prestigiosi commentatori un vivacissimo riflesso condizionato: si toglie all’università pubblica per dare alla scuola privata! 
TRADUZIONE
Lasciamo perdere Pavlov che c'entra poco (se volete leggetevi Wikipedia)
Il discorso è questo: abbiamo pochi soldi e ci saranno dei tagli (e non fate i soliti complottisti). 



"Facendo ancora una volta i nostri ammirati complimenti postumi al fisiologo russo per l’importanza della sua scoperta, sono quindi necessarie a questo punto alcune precisazioni:"
TRADUZIONE
Evitiamo di tergiversare e veniamo al dunque:



 "1) se pure esistesse la proposta di diminuzione della dotazione per le università, essa sarebbe comunque parte di un processo ancora in itinere, che deve esser preso seriamente, e dunque valutato alla fine; "
TRADUZIONE
1) non abbiamo ancora le idee chiare su quanto togliere all'università pubblica 





"2) il completamento della dotazione ordinaria delle scuole paritarie è tradizionalmente fatta prima dell’estate, quest’anno come ogni anno, ed il fatto che coincida temporalmente con la cosiddetta spending review ora in atto da parte del governo è del tutto casuale; "
TRADUZIONE
2) sulle paritarie, lasciateci lavorare. Per ora stiamo decidendo quanto togliere alla scuola pubblica. Quanto daremo alla privata ve lo comunicheremo non prima dell'estate




"3) nel merito della somma, siamo poi comunque in presenza di una diminuzione della cifra destinata alle scuole paritarie, con una diminuzione delle risorse rispetto al 2011 ed una accentuata diminuzione prevista per il 2013. E’ quindi del tutto privo di fondamento il collegamento tra le due somme, frutto di due processi amministrativi del tutto diversi per tempistica ed e impostazione, che non sono due vasi comunicanti bensì parte di due sistemi diversi. Così come è del tutto incongruo, peraltro, leggere la seconda cifra relativa alle scuole paritarie come preceduta da un segno “+” quando in effetti costituisce una diminuzione. "
TRADUZIONE
3) Diminuiremo la cifra destinata alla scuola pubblica e alle scuole  paritarie ma senza un preciso piano di collegamento tra le due 


 "Il riflesso condizionato è uno strumento potente, e del resto Ivan Pavlov ci vinse il premio Nobel nel 1904 con la sua scoperta."
TRADUZIONE
Se volete, trovate tutto sulla vita di Pavlov sempre su wikipedia anche se, ripetiamo, l'esempio c'entra poco, dato che semmai avremmo dovuto parlare di  “condizionamento operante” visto che i condizionamenti dei media modificano l'ambiente... 




" Occorre però che sia usato a proposito e dunque verificato, ed in questo caso se magari si voleva – legittimamente – discutere o ridiscutere la parificazione tra la scuola pubblica e quella non pubblica, occorreva forse trovare argomenti diversi e meno estemporanei.  Oppure rinvenire prove più certe per imputare a questo governo e a questa conduzione del ministero la scelleratezza di voler “umiliare l’istruzione pubblica” per di più con una ”ingiustificata partita di giro che toglie 200 milioni di euro dalle istituzione pubbliche per darle a quelle private”. "
TRADUZIONE
Evitiamo di ripetere concetti che abbiamo già espresso poche righe prima.
Avete toppato ad attaccarci! Stavolta vi abbiamo presi in castagna. Cattivoni. 





"Alcuni giornali e trasmissioni lo hanno fatto. "
TRADUZIONE
Altri cattivoni,  in TV e sui giornali, hanno parlato male di noi, del Governo. 



"Altri potevano forse semplicemente accertarsene di persona – qui è una casa di vetro sempre aperta – o magari semplicemente leggere le agenzie, che già alle 18:35 di ieri sera (Agenzia Dire) davano conto di una corretta lettura di fatti e cifre."


TRADUZIONE
La prossima volta, prima di parlare: fatevi furbi.

[Fonte: MIUR]


3 commenti:

Marco ha detto...

Non posso che farti i complimenti per la traduzione, impresa sicuramente ardua.
Io credo che il problema sia proprio quello della comunicazione diretta e chiara che è assolutamente inesistente. Non c'è (almeno io non l'ho trovata) proprio l'intenzione di comunicare, nel senso che tu scrivi qualcosa ed io posso capire quello che sto leggendo. Sembra più l'ennesimo artificioso e mal riuscito tentativo di "ergersi" al di sopra della massa ignorante (secondo loro).
Siamo tutti cani che agiscono per riflesso condizionato...
Mi viene solo da commentare che gli unici cani che io vedo sono quelli che scrivono certi pezzi, si proprio loro, quelli che "scrivono da cani" (così si dice da noi). Se avessero scritto "bau bau" e l'avessero copiato ed incollato qualche centinaio di volte (il numero necessario per coprire lo stesso spazio bianco occupato dal pezzo del Miur), il risultato sarebbe stato identico.
In conclusione: sono sempre più preoccupato.
Un saluto
Marco

Claudio Pasqua ha detto...

Grazie Marco,
compolimenti a te per la tua sensibilità ad analizzare certi comportamenti.

Mi viene in mente un cosa che ha scritto Piero Bianucci sul suo libro "Te lo dico con Parole tue" a proposito di una articolo scritto dal sociologo Alberoni su La Stampa tempo fa.

Lo trovi qui


La domanda è: chi è il target del pezzo del Ministero? 1 lettore su 10.000? Ma allora perché utilizzare il sito del Ministero per parlare a un numero così ristretto ed esclusivo?
Come suggerisce Bianucci è ingenuo domandarselo.
E' probabile che della massa dei lettori al Miur importi poco. Quello che importava al Miur era andare a colpire proprio i diretti interessati che avevano osato criticarne l'operato.
Ecco perché il pezzo è nebuloso ai più.
Un brutto esempio di comunicazione pubblica.

Dietro a un comunicato come questo c'è sempre una persona (o un gruppo sparuto di persone).
E' saggio da parte tua osservare e analizzare questi comportamenti. E a pretendere, da cittadino, che ci sia chiarezza (e non sarcasmo) nella comunicazione pubblica.

Grazie

Marco ha detto...

Ti ringrazio per la segnalazione del libro di Bianucci; ho dato una lettura approssimativa al pezzo da te segnalato, ma credo valga la pena leggere l'intero libro. Ho una lettura interessante per l'estate.

Riguardo alla comunicazione in generale e più in particolare quella pubblica, sarò ingenuo, ma penso che se davvero si vuole comunicare un messaggio o dare delle informazioni, bisogna anche sforzarsi di scrivere in modo comprensibile ed adeguandosi al target a cui ci si rivolge, altrimenti è meglio tacere o non scrivere nulla.
Se poi invece lo scopo è quello di lanciar frecciate o criptare messaggi per pochi eletti, beh, allora i mezzi e canali da usare dovrebbero essere altri e comunque questo genere di messaggi io non li considero neanche lontanamente Comunicazione.
Un saluto
Marco