mercoledì 4 luglio 2012

11° COMANDAMENTO: "NON NOMINARE LA PARTICELLA DI DIO INVANO"

Sarà davverò così disdicevole, quando si fa divulgazione, utilizzare epiteti quali "Particella di Dio" (nome coniato da Leon Lederman direttore del Fermilab, mentre preparava il discorso che avrebbe fatto l’indomani davanti al congresso americano per chiedere nuovi finanziamenti)?
O usare termini quali "Big Bang" (utilizzato dal fisico Frey Hoyle)?
Oppure immagini come "Buco Nero" (voluto dal fisico John Wheeler)? [*]
Personalmente non lo credo. La scoperta odierna al Cern, il successo del modello cosmologico, la teoria delle stelle collassate oltre la loro densità critica  non avrebbero avuto tanto spazio ed eco sui giornali di tutto il mondo senza questo colorito modo di interpretare alcune delle imprese scientifiche del nostro tempo.

Ne è convinto anche Piero Angela, intervistato oggi dal Corriere.

 



Gran parte del successo popolare del Bosone di Higgs lo si deve proprio all'appellativo che gli diede Leon Lederman (Nobel per la fisica 1988). In realtà Lederman voleva chiamarla "particella maledetta". Per fortuna seguì il consiglio del suo editore, che aveva più fiuto evidentemente per il marketing e conosceva i suoi polli.

E' un po' come per la "mela caduta in testa a Newton" che, vuole la leggenda, abbia prodotto l'insight per la teoria della Gravitazione Universale. Sappiamo bene che siamo alla presenza di un falso storico e che quella mela non è mai ralmente esistita. Frutto (è proprio il caso di dirlo) di uno scrittore dell'800. Ma la scienza si comunica anche per immagini ed emozioni. E quanti senza quella celebre mela si ricorderebbero di una delle menti più brillante di ogni tempo

E come per i ragni di Lalande (aneddoto ricordato da Piero Bianucci, altro grande giornalista scientifico e divulgatore torinese)  le emozioni servono ad avvicinare e a incuriosire i più distratti. Coloro che mai e poi mai si interesserebbero a quello che succede al CERN. "Una delle astuzie tecniche per rendere più accattivante il discorso scientifico". Dopo (solo dopo) inizia la vera, grande divulgazione!

E chi sa come cogliere al balzo l'occasione del clamore suscitato, non perde il suo tempo a lamentarsi o a prendersela con i giornalisti! Fa come un'altro grande scienziato e divulgatore che è il Prof. Giovanni Bignami. Per nulla intimorito dall'epiteto inglorioso lo sa sfruttare a proprio vantaggio per aumentare il pathos della scoperta. 

Non siete ancora convinti? 


Leggete quanto scrive Ignazio Licata a proposito del Manifesto della Slow Science.

“We are scientists. We don’t blog. We don’t twitter. We take our time”.
E’ bene leggerlo. Per non prendere cattive abitudini.


Higgs spiegato da Miller:
http://www.hep.ucl.ac.uk/~djm/higgsa.html

Manifesto dalla Slow Science:
http://slow-science.org/ 




NOTA
[*]
Altri epiteti e frasi celebri di scienziati a sfondo "divino" (in progress) 

- "Divina proporzione" (per il rapporto Aureo di Fibonacci)
- "Dio non gioca ai dadi con l'Universo" (lettera di Albert Einstein a Niels Bohr)
- "Non dire a Dio come deve giocare" (risposta di Niels Bohr ad Einstein)
- "Non riesco ancora a credere che Dio giochi a dadi"."Ma forse mi sono guadagnato il diritto di commettere degli errori"(Albert Einstein a John Wheeler e  Richard Feynman)
-  Un aneddoto vuole che mentre il grande matematico Eulero si trovava alla corte russa, arrivasse lì Denis Diderot. Il filosofo, che incitava all'ateismo, chiese beffardamente a Eulero se avesse una dimostrazione matematica dell'esistenza di Dio. Eulero rispose: "Signore, \begin{matrix}\frac{a+b^n}{n}=x\end{matrix}quindi Dio esiste!
- Kurt Gödel: la prova matematica dell'esistenza di Dio

3 commenti:

Lorenzo Cardi ha detto...

"Big bang" e "black hole" sono metafore colorite, ma pertinenti: l'esperto puntiglioso volendo potrebbe anche evidenziarne le sottili inesattezze concettuali, ma complessivamente certe espressioni hanno l'innegabile pregio di rendere efficacemente l'idea anche agli occhi del più ingenuo dei neofiti.
Insomma, sono funzionali alla divulgazione.
Invece "particella di dio" è una definizione insensata, gratuita e fuorviante.
Tirare in ballo dio aiuta forse a chiarire il concetto? Serve a sintetizzare il messaggio? Sottolinea in qualche modo una caratteristica saliente del bosone di Higgs?
No.
Al contrario, aiuta solo a confondere ulteriormente le idee a chi magari ha già le sue difficoltà, e di sicuro presta il fianco ad evitabilissime interpretazioni strumentali da parte di chi insiste ad infilare la teologia nella fisica.
Non è questione di tabù ("11° comandamento"), bensì di opportunità e coerenza.
Certo, una terminologia volutamente ambigua e provocatoria stuzzica il lettore ed attira l'attenzione... infatti questo è l'UNICA motivazione reale dietro alla "particella di dio": puro marketing.
Senza scomodare big bang e buchi neri, che pur nella loro accezione folkloristica sfoggiano ben altro potere di suggestione.
Se il punto è esclusivamente far sì che la gente parli dell'argomento, allora sì, "particella di dio" è un nome eccellente.
In tal caso propongo di battezzare la grande unificazione tra relatività e fisica quantistica "teoria della f..a".

Massimo Auci ha detto...

Dal punto di vista di un "addetto ai lavori" la grossa differenza nell'uso dei "nomignoli" sta nel fatto che black hole è un nome proprio di oggetto stellare collassato che altrimenti non avrebbe altro nome; Big bang pure; "particella di Dio" invece è solo un soprannome comune per il bosone di Higgs, una particella che ha il grande compito di donare massa alla materia, caratteristica che semplicemente fa esistere il mondo per come lo conosciamo .... scusate se è poco! Poi, chi ha detto che il bosone appena scoperto è il bosone di Higgs? Forse lo è o forse è un altro bosone ma non quello ipotizzato da Higgs, occorre ancora attendere e verificarne le proprietà. Di sicuro è una nuova particella.

Claudio Pasqua ha detto...

A parte che non comprendo come il termine suggerito dal nostro lettore, ovvero "Teoria della foca", possa attirare di più l'attenzione del termine "Teoria del Tutto". Cosa ci sarà di così interessante nel pinnipede da renderlo così affascinante?

Ricordo che il termine Big Bang, o "grande botto", è un termine che inizialmente voleva essere spregiativo, nelle intenzioni del suo fondatore, Fred Hoyle. In effetti come si potrebbe parlare di "esplosione" in un istante in cui non c'è alcuno spazio e alcun tempo?

Hoyle, negli anni '50, era alquanto scettico e ostile all'idea di un inizio dell'universo, tanto è vero che aveva proposto insieme a Bondi e Gold una teoria alternativa, la teoria dello Stato Stazionario.

Il fatto è che sono proprio i colleghi fisici a mettere in circolazione questi nomignoli, salvo poi lamentarsi che non sono sufficienti a descrivere in pieno i fenomeni, che i giornalisti non capiscono, e che il pubblico viene traviato.