martedì 13 febbraio 2018

DI COSA SI OCCUPA L'ASSOCIAZIONE B2FH, CON SEDE ALL'OSSERVATORIO ASTRONOMICO DI TORINO (INAF)?

associazione B2FH
Il logo dell'associazione
Curioso post apparso ieri, il 12 febbraio 2018, sulla pagina Facebook dell'associazione B2FH, che dichiara di aiutare i giovani ricercatori e ha sede presso l'Osservatorio Astronomico di Torino (Pino Torinese).

Aggiornamento: Il post è scomparso poco dopo la pubblicazione del nostro articolo ma siamo riusciti a farne lo screenshot che vedete in basso.

Sicuramente dovranno spiegare ai lettori e ai contribuenti il perché di questo post fuori programma e "per nulla" scientifico. Tutto nasce durante un attacco del partito di destra Fratelli d'Italia che si è recato al Museo Egizio per protestare contro una campagna di sconti per l'ingresso al Museo. Siamo in periodo di elezioni e dovete capire che tutto si fa per racimolare qualche voto in più...

Ma una associazione scientifica per giunta con sede all'Osservatorio Astronomico di Torino (che oltretutto è sotto la guida dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), dunque un ente pubblico)  cosa c'entra con lo scontro politico di questi giorni?

E soprattutto perché attacca così duramente il direttore di un Museo, il Museo Egizio di Torino, voluto da una Fondazione cui fanno capo Regione e Comune? Un attacco che arriva da una associazione che utilizza un indirizzo presso un luogo di ricerca scientifica statale, suolo pubblico - una struttura di ricerca dell' Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) - ovvero pagata con soldi pubblici - che fa propaganda politica?

Ognuno può avere le proprie idee, per carità... ma quando una associazione che si professa di ricerca scientifica occupa un suolo pubblico per fare propaganda, forse qualcosa la dovrebbe spiegare al contribuente che paga le tasse.

Lo abbiamo chiesto al Direttore dell'Osservatorio Astronomico di Torino, al Direttore del Museo Egizio, al direttore dell'INAF e all'ufficio della Sindaca di Torino e al Presidente della Regione.

Pubblicheremo con piacere la risposta su questa pagina. I nostri contatti sono tel. 329 4592139 oppure email a redazione@gravita-zero.org 



associazione B2FH

RIPORTIAMO UN MESSAGGIO PERVENUTO NEL GRUPPO DELLA NOSTRA TESTATA AD OPERA DI UNA DELLE FONDATRICI DELL'ASSOCIAZIONE, CLAUDIA TRAVAGLIO; RICERCATRICE INAF - IL MESSAGGIO È PUBBLICO SUL NOSTRO GRUPPO 

Claudia Travaglio



AGGIORNAMENTO DELLE ORE 12:00
ABBIAMO INVIATO LA SEGUENTE EMAIL PER RICHIESTA DI SPIEGAZIONI E SIAMO IN ATTESA DI UNA RISPOSTA 

Alla Attenzione del Direttore del MUSEO EGIZIO DI TORINO,  DOTT. CHRISTIAN GRECO 


e p.c. DIRETTORE OSSERVATORIO DI PINO TORINESE DOTT. SILVANO FINESCHI 
DIRETTORE INAF DR  GAETANO TELESIO 
SINDACA DI TORINO DOTT.SSA CHIARA APPENDINO
PRESIDENTE DELLA REGIONE DOTT. SERGIO CHIAMPARINO  

[...]
Volevamo porre alla vostra attenzione questo messaggio apparso ieri presso la pagina di una associazione di astrofisica che occupa suolo statale presso l'osservatorio di Pino Torinese.

Troviamo imbarazzante e fuori luogo che un ente statale dia spazio a ricercatori pagati dallo stato (INAF) con soldi pubblici e che usano suolo pubblico per una associazione che usa la sua influenza per un attacco diretto al Direttore del Museo Egizio.   
[...]



UNA BREVE RICERCA SU WHOIS CHIARISCE 
LA PROPRIETÀ DEL SITO 
IL DATO È PUBBLICO SU  https://www.whois.com/whois/b2fh.org


La Home Page dell'Associazione 



La Pagina "About" dell'Associazione 


LA REPLICA 

Ci risponde Roberto Casalegno, segretario dell'Associazione B2FH 

Buonasera,

vi scrivo in qualità di Segretario dell'Associazione, con preghiera di pubblicazione a correzione di quanto affermato nel Vs articolo riguardo la nostra associazione.

Concordiamo in modo assoluto con l'opinione che una struttura pubblica non debba entrare nel merito di dibattiti politici.

Ma l'associazione B2FH NON è pubblica, non ha finanziamenti pubblici, non utilizza il "suolo" pubblico. L'indirizzo dell'Oss.Astr. di Torino è solo di contatto (per posta cartacea, in realtà ormai non più utilizzata da anni). La sede legale è domiciliata ad un indirizzo privato. Si evince chiaramente che il dominio, il sito, la pagina Facebook, gli indirizzi email e quant'altro sono intestati a persona privata, non ente pubblico. L'Atto costitutivo (regolarmente registrato all'Agenzia delle Entrate) non coinvolge alcuna struttura pubblica, né lo ha mai fatto. Non sono mai state effettuate attività congiunte con enti pubblici di nessun tipo, mai avuto finanziamenti né ottenuto patrocini. L'Associazione, come da Atto Costitutivo, non ha scopo di lucro. L'Associazione non è controllata né controlla alcun Ente pubblico o statale.
Della presidenza della B2FH da parte della Dott.ssa Travaglio è stato informato, per opportuna conoscenza, l'allora Direttore in carica, che ha recepito con estremo piacere l'iniziativa.

Si reclama quindi il diritto di pubblicare qualsivoglia opinione e di operare nei modi consentiti dalla legge, come anche di procedere nel perseguire qualunque eventuale attività diffamatoria o intimidatoria (fortunatamente al momento non in essere).

Grazie per l'opportunità di chiarimenti offerta.
RCasalegno



LA CONTROREPLICA DEL DIRETTORE DI GRAVITÀ ZERO 

Egregio segretario,
nessuno ha mai detto né scritto che B2FH sia pubblica o che prenda finanziamenti pubblici. Ma che usi un indirizzo di un ente pubblico per qualsivoglia attività di cui non vogliamo entrare nel merito, questo si. Dunque la sua giustificazione che l'indirizzo sia "solo di contatto" non ci soddisfa.
Se, come dice, è inutilizzato da anni e se, come dice, tutti gli altri contatti sono intestati a persona privata e non ente pubblico, per coerenza e correttezza le consiglio di cambiare l'indirizzo in calce al sito web che attualmente individua un ente pubblico sotto l'amministrazione dell'INAF (ente statale). Anche per non dare adito a dubbi. Via Osservatorio 20 è infatti l'ingresso dell'Osservatorio Astronomico di Torino, sotto amministrazione di un ente pubblico (INAF)

Per quanto riguarda "il diritto di pubblicare qualsivoglia opinione e di operare nei modi consentiti dalla legge, come anche di procedere nel perseguire qualunque eventuale attività diffamatoria o intimidatoria" siamo perfettamente d'accordo con lei. Chiunque ha il diritto di esprimere la propria opinione. Quello da cui ci dissociamo sono alcuni attacchi al Direttore del Museo Egizio Christian Greco e allusioni al suo stipendio, allusioni che vanno leggermente al di là dell'opinione personale e si avvicinano pericolosamente alla diffamazione.

Un pensiero finale lo rivolgo al messaggio sulla vostra pagina Facebook: l'attacco sembra rivolto alla decisione del Direttore del Museo Egizio a concedere sconti a persone di lingua o cittadinanza araba. Erroneamente si fa accenno alla religione che però non ha nulla a che fare (non si chiede certamente di recitare un preghiera all'ingresso del Museo ma di mostrare un documento di identità). Tanto più che dimostra di non sapere, o di non ricordare, che solo in Egitto ci sono 15 milioni di cristiani copti.

A questo proposito vorrei riportare il pensiero, già pubblicato su Huffington Post, che ci trova profondamente allineati, del Prof. Paolo Landoni,  Professore associato di imprenditorialità e innovazione al Politecnico di Torino.

Per quanto riguarda la percezione i dati per esempio dicono che la criminalità in Italia è in calo, che il nostro paese è uno dei paesi con la minore percentuale di immigrati rispetto alla popolazione e che i musulmani sono meno del 5% del totale degli immigrati. Per quanto riguarda le soluzioni di esclusione esse non fanno altro che mantenere e acuire tensioni culturali e sociali come dimostrato per esempio dalle banlieu francesi e dalle periferie inglesi. 
Al contrario l'iniziativa del Museo egizio di Torino è un esempio da seguire e sarebbe utile fosse replicato dagli altri musei italiani. 
È un esempio da seguire per prima cosa perché è stata un'ottima operazione di marketing (e oggi grazie alla pubblicità gratuita ottenuta lo è ancora di più). Un'ottima iniziativa promozionale come altre dello stesso museo, iniziative volte ad avvicinare chi normalmente non sarebbe un visitatore (la comunicazione era anche in arabo), iniziative come quelle rivolte agli studenti, alle coppie a San Valentino, etc. Non a caso iniziative proposte da uno dei musei cresciuti di più negli ultimi anni e tra i più visitati d'Italia.
Ma la promozione del Museo Archeologico di Torino è un esempio da seguire anche per il suo impatto sociale sia in termini di solidarietà sia di inclusione. È stato un esempio di solidarietà e attenzione che può essere importante per chi è stato costretto a vivere in un paese diverso dal proprio e assiste quasi quotidianamente ad attacchi e discriminazioni. E a chi avanza dubbi sull'opportunità di queste azioni è sempre utile ricordare che in altri periodi storici sono stati gli italiani a essere immigrati, sfruttati e criminalizzati (il più grande linciaggio della storia degli stati uniti è stato contro italiani). 
La promozione è stata poi un tentativo d'inclusione con potenziali benefici per tutta la società italiana. L'iniziativa aveva infatti anche l'obiettivo di "consentire ai cittadini di lingua araba di essere sempre più parte della comunità con cui hanno scelto di vivere e condividere il futuro". È evidente che gli aspetti fondamentali per favorire l'integrazione dei nuovi arrivati siano a livello di lingua, di mediazione culturale, di formazione, di opportunità di lavoro e di riconoscimento giuridico e sociale.
Ma anche iniziative piccole come questa vanno nella direzione giusta, vanno nella direzione di fare percepire l'apertura e la possibilità di integrarsi, i nostri valori di attenzione e ricordo della storia, i nostri tentativi di riconoscere e ascoltare gli altri e d'interrogarci sulle diversità. Chi si sente emarginato ed escluso è più facile sia portato a non rispettare le regole e anche a combattere o a indebolire con criminalità e terrorismo una società che percepisce ingiusta e nemica. 
Sarebbe utile che altri musei italiani seguissero l'esempio del Museo Egizio per questi motivi e anche perché le loro iniziative avrebbero un ulteriore valore aggiunto: i musei focalizzati sull'arte e la cultura italiana contribuirebbero a fare conoscere ai nuovi arrivati la nostra storia e la nostra cultura e ad avviare così un dialogo costruttivo e inclusivo.

Claudio Pasqua 
Direttore della testata Gravità Zero 





Nessun commento: