sabato 31 ottobre 2009

HALLOWEEN E LA SCIENZA

Making Science di Steve Sprangler è un programma che mostra come a stupire i presenti con esperimenti di semplice preparazione ma di grande effetto. Guardate cosa ha preparato questa volta, in occasione della festa di Halloween di questa notte.


MI SCUSI, DEVO SCRIVERE DI ANTIMATERIA: C’ENTRA PER CASO CON LA MATERIA OSCURA ?

Il 17 ottobre 2009 a Torino, in occasione della conferenza divulgativa “Le risposte della scienza alle domande dell’astronomia”, si è parlato anche di come i giornali e internet spesso (mal)trattino la scienza. Nel suo intervento, il Dott. Claudio Pasqua ha evidenziato, in modo particolarmente efficace e divertente, una cospicua serie di bufale scientifiche. In buona sostanza, ciò che capita di frequente è che i giornalisti scrivano articoli scientifici completamente errati oppure riportino notizie di cui ignorano l’attendibilità delle fonti: si limitano ad un “copia - incolla”, aggiungendo talvolta il loro pensiero, che con la scienza non ha nulla a che fare. I casi presentati alla conferenza sopra citata sono davvero clamorosi: un telegiornale nazionale è giunto perfino a trasmettere un servizio TV nel quale l’antimateria veniva confusa con la materia oscura.

La differenza principale fra materia e antimateria è la carica elettrica: se una particella (ad es. l’elettrone) ha carica elettrica negativa, la sua antiparticella (il positrone) ha carica elettrica positiva. Naturalmente vale anche l’opposto: se una particella (ad es. il protone) ha carica positiva, la sua antiparticella (l’anti-protone) ha carica negativa.

La materia oscura, invece, si chiama così perché non si vede, cioè non emette luce (e nemmeno un altro tipo di radiazione elettromagnetica): ne rileviamo la presenza studiando come la forza di gravità agisce sulle stelle. Dato che tale forza si instaura fra corpi dotati di massa, una volta che abbiamo individuato la massa delle stelle e quella della materia che si trova fra le stelle e ancora non siamo riusciti a spiegare il movimento delle stelle stesse, significa che c’è qualcosa che manca. Non stiamo tenendo conto effettivamente di tutta la materia presente nell’Universo. Chiamiamo materia oscura la materia che manca all’appello e la cui presenza fa “quadrare i conti”.

Durante l’evento “Le risposte della scienza alle domande dell’astronomia”, l’Associazione E.C.O., ideatrice e promotrice della serata, ha messo in vendita, a prezzo scontato, una selezione di libri di divulgazione scientifica editi da Bollati Boringhieri. Fra questi, curiosamente, uno dei più apprezzati ed acquistati dal pubblico è stato proprio “L’antimateria”, scritto da Gabriel Chardin, fisico presso il dipartimento di astrofisica, fisica delle particelle e fisica nucleare del C.E.A. (Commissariat à l’Energie Atomique) di Saclay.

Tale testo, alla portata di tutti, perché breve, semplice ed economico, punta a spiegare dove sia finita tutta l’antimateria che era presente agli albori del nostro Universo, cioè nel momento in cui – circa 13 miliardi di anni fa – si verificò il Big Bang. Quando è nato l’Universo, materia e antimateria erano in equilibrio: una era l’immagine speculare dell’altra. Eppure se l’equilibrio si fosse mantenuto il risultato sarebbe un mondo di sola radiazione: non esisterebbe la realtà così come la conosciamo, non ci sarebbe nulla, dal più piccolo granello di polvere fino alla galassia più gigantesca. E non ci sarebbero gli esseri umani, ed io non ci sarei e non potrei scrivere questo articolo.

Questi argomenti sono stati sviluppati anche da alcuni ricercatori del CERN, il 25 settembre 2009 a Torino, in occasione della “Notte dei ricercatori”. Quel tardo pomeriggio erano presenti davvero molte persone e si pressavano per stare più vicini ed ascoltare e – sebbene l’argomento fosse piuttosto complicato – la Dott.ssa Cristina Biino, ricercatrice del CERN e dell’INFN, faceva del suo meglio per farsi capire e gli ascoltatori si concentravano al massimo per non perdere neanche una parola. D’altronde si trattava di cose fondamentali, nel senso fisico del termine, cioè di ciò che caratterizza i fondamenti del nostro Universo. In particolare la Dott.ssa Biino ha spiegato come sia stata prima soltanto ipotizzata e poi osservata la “violazione di simmetria CP”. Grazie all’esperimento NA48, condotto al CERN, sappiamo che il nostro mondo non è perfettamente simmetrico. Cioè sappiamo perché siamo nati.

Per approfondimenti:
http://ecoassociazione.blogspot.com/
http://blog.libero.it/paghecontributi/
http://www.bollatiboringhieri.it/
http://www.nottedeiricercatori.it/piemonte-vda/programmi_to.htm

QUESTO BLOG E' SOTTO LICENZA CREATIVE COMMONS: COSA VUOL DIRE?

Cosa vuol dire che questo blog è sotto una licenza Creative Commons?
Significa che tutto quanto leggete su questo blog è libero di essere stampato, riprodotto, modificato, divulgato, diffuso con qualsiasi mezzo. L'unica condizione è che se riproduci i contenuti che trovi devi attribuire la paternità dell'opera, cioè dichiarare che hai preso il contenuto da questo blog. Una scelta che abbiamo preso fin dall'inizio perché siamo convinti che la divulgazione scientifica debba essere libera da vincoli e raggiungere il massimo numero di persone possibili.

Il simbolo utilizzato è il seguente:

Creative Commons License
Quest'opera è pubblicata sotto una Licenza Creative Commons

Per capire cosa sono le nuove regole del copyleft, ovvero le regole che permettono la diffusione libera dell'informazione, della musica, delle opere di ingegno o del software, soprattutto ma non solo su Internet, oggi alle 10 ci sarà un incontro a Scienzartambiente a Pordenone con tre esperti che della comunicazione web ne hanno una professione: Simone Aliprandi, Francesco Vanin e Claudio Pasqua, che modererà l'incontro.

Per conoscere meglio gli aspetti del Copyleft e dei Creative Commons e per chi non potrà assistere alla conferenza a Scienzartambiente, segnalamo uno dei quattro ottimi video che lo stesso Simone Aliprandi, fondatore del progetto Copyleft-Italia.it, ha preparato.




Claudio Pasqua, che modererà l'incontro, è un professionista della comunicazione web e recentemente ha parlato di come i media tradizionali (stampa e TV) facciano sempre più spesso cattiva divulgazione. Un argomento legato al diritto dell'informazione che spesso è negata da una scarsa professionalità.

A Scienzartambiente, Pordenone, Sabato 31 ottobre 2009 ore 10.00 presso il Convento di San Francesco un incontro per discutere la ridefinizione dei paradigmi del diritto d’autore e la libertà nella rete.

Sabato 31 ottobre 2009 ore 10.00
Pirati o liberi internauti?

Intervengono:

Simone Aliprandi, Progetto Copyleft-Italia.it /Arraylaw.eu
Francesco Vanin, pnbox.tv
Modera Claudio Pasqua, giornalista scientifico (Gravità Zero)


In collaborazione con Mediateca Pordenone di Cinemazero, Consorzio Universitario Pordenone, pnbox.tv

SCARICA la scheda (PDF)

Qui tutti gli appuntamenti a Scienzartambiente, Storie di Futuro


venerdì 30 ottobre 2009

LORENZO TEI: LA TAVOLA PERIODICA DEGLI ELEMENTI TRA TERRA E SPAZIO

Proseguono su Gravità Zero le pubblicazioni delle relazioni della serata divulgativa "Le risposte della scienza alle domande dell'astronomia", organizzata in occasione dell'Anno Internazionale dell'Astronomia. Una serie di incontri divulgativi in cui esponenti di diverse discipline scientifiche spiegano al pubblico come la fisica, l'astronomia, la statistica, la chimica e la divulgazione scientifica si sono messe al servizio della conoscenza del cielo sopra di noi.
Dopo le relazioni di Guido Cossard, Claudio Pasqua, Walter Caputo e Walter Ferreri è la volta di Lorenzo Tei.

Dopo avere conseguito il Ph.D. in Chimica presso l’Università di Nottingham in Inghilterra, Lorenzo Tei, per la sua tesi di dottorato, ha ricevuto il premio Turner for Ph.D. thesis Excellence.
E’ ricercatore e docente in chimica organica alla Facoltà di Scienze di Alessandria dell'Università del Piemonte Orientale.
E’ autore di 44 pubblicazioni su riviste internazionali e di un brevetto.

Foto da sin: Walter Ferreri, Guido Cossard e Lorenzo Tei.

La sua relazione, "La tavola periodica degli elementi tra Terra e spazio", è stata presentata durante la serata organizzata dalle Associazioni ECO & ALADINO e grazie al supporto della CIRCOSCRIZIONE 4 della CITTÀ di TORINO.


Foto, da sinistra:
Guido Cossard, Lorenzo Tei, Claudio Pasqua, Walter Ferreri, Walter Caputo

giovedì 29 ottobre 2009

PIRATI O LIBERI INTERNAUTI? A SCIENZARTAMBIENTE SI PARLA DI LIBERTA' DELLA RETE



Internet è libertà. Ma devono esserci regole a governare tutta questa libertà? E se si, quali? Il concetto di copyright è ancora attuale o va declinato in modo nuovo? E copyleft è il suo contrario? o piuttosto rappresenta un nuovo modo, più flessibile di intendere il diritto d'autore? Queste solo alcune delle domande a cui cercheranno di rispondere, interagendo con il pubblico presente, gli ospiti invitati.

Una risorsa democratica, una tecnologia moderna, una miniera di informazioni, strumenti, relazioni. Internet è il motore del cambiamento dei nostri tempi che continuamente rivisita e riformula.

A Scienzartambiente, Pordenone, Sabato 31 ottobre 2009 ore 10.00 presso il Convento di San Francesco un incontro per discutere la ridefinizione dei paradigmi del diritto d’autore e la libertà nella rete.

Sabato 31 ottobre 2009 ore 10.00
Pirati o liberi internauti?

Intervengono:

Simone Aliprandi, Progetto Copyleft-Italia.it /Arraylaw.eu
Francesco Vanin, pnbox.tv
Modera Claudio Pasqua, giornalista scientifico (Gravità Zero)


Per iniziare...
IL CONCETTO DI COPYLEFT - da www.copyleft-italia.it



In collaborazione con Mediateca Pordenone di Cinemazero, Consorzio Universitario Pordenone, pnbox.tv

SCARICA la scheda (PDF)


Qui tutti gli appuntamenti a Scienzartambiente, Storie di Futuro

INFORMAZIONI
Convento di San Francesco,

piazza della motta - Pordenone (mappa)
Prenotazione obbligatoria per scolaresche e gruppi

segreteria didattica Immaginario Scientifico: 040 224337

"A" COME NUOVA INFLUENZA TRA PSICOSI E PREVENZIONE

E' stato organizzato ieri da Fidapa "Torino Est" l'incontro con un fisico, Vittoria Colizza, specialista in epidemiologia computazionale dell'ISI di Torino, e un medico, Mirella Vacca, specialista in malattie infettive dell'Ospedale Amedeo di Savoia di Torino.

Influweb prosegue con la sorveglianza di A/H1N1, la temuta influenza pandemica che ha raggiunto ormai da alcune settimane anche il nostro paese e che ormai è diffusa in tutto il mondo.

Influweb chiede il vostro aiuto per monitorare l'Influenza in Italia
Può partecipare al progetto qualunque cittadino italiano (di qualunque età). Iscrivendovi entrerete a fare parte di un gruppo di monitoraggio dell'influenza e potrete così aiutare a tenere sotto controllo la diffusione del ceppo virale. E' anche possibile iscrivere altre persone della famiglia.


Nel centro di ricerca ISI di Torino si studiano anche i modelli che stanno alla base della diffusione delle pandemia virali. Vittoria Colizza fa parte di un gruppo di scienziati che elabora i dati resi disponibili dal sito di monitoraggio dell'influenza www.influweb.it gestito inoltre da Daniela Paolotti, all'interno del progetto Epiwork coordinato da Alessandro Vespignani.

Si tratta di un progetto di controllo unico in Italia e nel mondo: si basa sul contribuito volontario degli stessi ammalati e sulle particolarità dei social network.

Organizzata ieri dalla Associazione Fidapa "Torino Est" presso i locali storici dell'Associassion Piemonteisa, Ada Guglielmino ha moderato la conferenza in cui Mirella Vacca, specialista in malattie infettive dell'Ospedale Amedeo di Savoia di Torino, insieme a Vittoria Colizza, Research Scientist della Fondazione ISI (Istituto dell'Interscambio Scientifico) hanno parlato di come si stiano muovendo l'Istituto Superiore di Sanità, i medici di base e di cosa il cittadino può fare per arginare i pericoli di questa forma influenzale anomala che precede l'influenza stagionale.

Da sin: Ada Guglielmino, Vittoria Colizza

Per chi desideri saperne di più sull'Influenza e sui modi possibili per prevenirla, è disponibile sempre sul sito Influweb una scheda sempre aggiornata con domande frequenti e approfondimenti.

mercoledì 28 ottobre 2009

INNOVAZIONI E SOGNI AL FESTIVAL NAZIONALE DEL CORTOMETRAGGIO

Quali sono le invenzioni che più hanno migliorato la nostra esistenza e quali quelle che invece l'hanno resa più complessa?

In occasione del Festival Nazionale del Cortometraggio 2009 E' un piccolo passo organizzato dall'Assessorato all'Istruzione ed alle Politiche Giovanili e dal Servizio Informagiovani del Comune di Vicenza, Observa Science in Society invita all'incontro:

INNOVAZIONI E SOGNI
Venerdì 30 ottobre
ore 18.30
Palazzo Bertolini, Vicenza

Una riflessione sul progresso con Massimiano Bucchi (sociologo), Luca Taddio (filosofo), Cristiano Seganfreddo (Presidente di Fuori Biennale).
Per maggiori informazioni visualizza il programma.

Durante la rassegna sarà proiettato il video Piccolo passo o grande sbalzo? Noi e la Tecnologia, prodotto da Observa a cura di Alberto Brodesco. Guarda il promo del video.

Il pubblico sarà inoltre invitato a votare le tecnologie che più hanno cambiato la società e quelle di cui non possiamo più fare a meno.

il Festival Nazionale del Cortometraggio “È un piccolo passo”, è un’iniziativa che si svolgerà a Vicenza il 30-31 ottobre 2009 che vede coinvolti giovani artisti e video maker italiani, sul sottile legame che lega il sogno al progetto, la potenza all'atto, la forza dell'idea al mezzo tecnologico, a quarant'anni da uno dei più eclatanti obiettivi raggiunti dall'uomo: la conquista della Luna.

Il concorso è realizzato all'interno del progetto ITALIA CREATIVA, curato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Gioventù con la collaborazione di ANCI – Associazione Nazionale Comuni Italiani e GAI - Associazione per il Circuito dei Giovani Artisti italiani.

Partecipa al sondaggio di Observa
Vota online le tecnologie che più hanno cambiato la società

Fonte: www.observa.it
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PIEGA DEL CIELO: IMPULSO, RESPIRO, RISONANZA A SCIENZARTAMBIENTE

Cos’hanno in comune, il cielo, le nuvole, i tuoni e la musica concreta? E’ possibile ascendere velocemente al cielo, guidati da un suono particolare, da una composizione armonica?

Durante la XIII edizione di Scienzartambiente-per un mondo di pace, gli spettatori, saranno coinvolti in un viaggio sensoriale guidati dall’armonia della musica e dei suoni sintetici attraverso le turbolenze e i vortici dell’aria e dell’acqua, gli “scoppi” e i boati dei tuoni che squarciano la materia, espandendo e contraendo le masse d’aria, trasformandosi infine in nuvole in continua evoluzione.

Semplici eventi acustici che diventano fonte infinita di articolazioni musicali presenti in natura e dunque “oggetti sonori” da piegare alle esigenze compositive della contemporaneità, che traghetteranno i presenti in un paesaggio sonoro futuro.

Musica dal Futuro

Il Laboratorio-concerto nell’ambito di Storie di Futuro, XIII Scienzartambiente-per un mondo di pace, si terrà con il maestro friulano, di fama internazionale, Roberto Girolin
L'evento è realizzato in collaborazione con l’associazione CEM

Giovedì 29 ottobre, ore 20.30, Convento San Francesco, Pordenone
XIII edizione di Scienzartambiente-per un mondo di pace, promosso dal Comune di Pordenone, Assessorato alla Cultura, e da Science Centre Immaginario Scientifico.

Per maggiori informazioni: www.comune.pordenone.it/scienzartambiente

Guarda il programma completo

Social network: http://scienzartambiente.ning.com

martedì 27 ottobre 2009

DOPPIA INTERVISTA ZICHICHI - HACK

"Le iene" hanno fatto scuola! Ed ecco allora un vero confronto nella doppia intervista tra due fisici assai noti al pubblico, in occasione della mostra Astri e Particelle, da oggi a Roma. Si tratta di Antonino Zichichi e Margherita Hack.

Visita anche: www.astrieparticelle.it

lunedì 26 ottobre 2009

ASTRI E PARTICELLE: TUTTI I VOLTI DELL'INAF

QUESTO VIDEO va guardato con il volume al massimo!
Mentre l'LHC sta per rientrare in funzione al Cern di Ginevra, ecco che a Roma si raccontano i luoghi in cui non solo si ricreano su scala minuscola condizioni fisiche che caratterizzarono e caratterizzano i fenomeni dell’universo ma anche dove si studia il macrocosmo, l'Universo.

E’ con questo messaggio che domani, 27 ottobre, si aprirà la mostra “Astri e particelle” al Palazzo delle Esposizioni di Roma nell’ambito dell’Anno internazionale dell’Astronomia. Realizzata da INAF (Istituto nazionale di astrofisica), INFN (Istituto nazionale di fisica nucleare) e Agenzia spaziale italiana, e che offrirà ai suoi visitatori esperimenti, attività, laboratori e incontri che ci faranno comprendere meglio i meccanismi del cosmo.

Straordinario, ricco, divertente e interattivo il sito della mostra, per chi volesse intanto compiere una visita virtuale in attesa di quella reale: www.inaf.it/news_cartella/volti-inaf/volti-inaf

Astri e Particelle. Le parole dell'Universo, allestita nell'Anno Internazionale dell'Astronomia, sarà una grande esposizione pensata per il vasto pubblico e dedicata alle ricerche e agli esperimenti nell'ambito dell'astrofisica, dell'astronomia e della fisica delle astroparticelle. Partendo dai segnali che ci arrivano dal cosmo, il percorso della mostra accompagnerà il visitatore alla scoperta dell'impresa scientifica e dei suoi protagonisti.

La mostra rimarrà aperta fino al 14 febbraio 2010.

Visita anche: www.astrieparticelle.it


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GUIDO COSSARD: DAL BIG BANG ALLA VITA


Proseguono su Gravità Zero le pubblicazioni delle relazioni della serata divulgatica "Le risposte della scienza alle domande dell'astronomia", organizzata in occasione dell'Anno Internazionale dell'Astronomia. Una serie di incontri divulgativi in cui esponenti di diverse discipline scientifiche spiegano al pubblico come la fisica, l'astronomia, la statistica, la chimica e la divulgazione scientifica si sono messe al servizio della conoscenza del cielo sopra di noi.

Guido Cossard, fisico, è presidente dell’Associazione ricerche e studi di archeoastronomia e membro del Comitato Scientifico dell’Osservatorio di Saint-Barthélemy.
In considerazione del contributo dato nel campo dell’archeoastronomia, nel 2005 la International Astronomical Union (IAU) gli ha dedicato il pianetino (4993) 1983 GR, che da allora si chiama Cossard.

nella foto da sin. Walter Ferreri, Guido Cossard.


La sua relazione "DAL BIG BANG ALLA VITA" è stata presentata durante la serata organizzata dalle Associazioni ECO & ALADINO e grazie al supporto della CIRCOSCRIZIONE 4 della CITTÀ di TORINO.



domenica 25 ottobre 2009

LA RICERCA DI CIVILTÀ EXTRATERRESTRI



Walter Ferreri è stato relatore alla serata di divulgazione scientifica "Le risposte della Scienza alle domande dell'Astronomia", in occasione dell'Anno Internazionale dell'Astronomia.

Attualmente svolge la sua attività professionale presso l’Osservatorio Astronomico di Torino. Si è occupato di asteroidi, stelle doppie, stelle variabili, di comete e di posizioni dell’ex pianeta Plutone. Ha svolto ricerche di astrofotografia e ottica telescopica. L’Unione Astronomica Internazionale ha dato il nome “Ferreri” al piccolo pianeta 3308.
Ha scritto oltre una ventina di libri. Dal 1977 al 1991 è stato direttore responsabile della rivista “Orione” e dal 1992 è direttore scientifico della rivista di astronomia “Nuovo Orione”.

La sua relazione "LA RICERCA DI CIVILTÀ EXTRATERRESTRI" è stata presentata durante la serata organizzata dalle Associazioni ECO & ALADINO e grazie al supporto della CIRCOSCRIZIONE 4 della CITTÀ di TORINO.

SI FA PRESTO A DIRE PROBABILITÀ DI VITA EXTRATERRESTRE E DI IMPATTO ASTEROIDALE


In occasione dell'Anno Internazionale dell'Astronomia Gravità Zero partecipa a una serie di incontri divulgativi in cui esponenti di diverse discipline scientifiche spiegano al pubblico come la fisica, l'astronomia, la statistica, la chimica e la divulgazione scientifica si sono messe al servizio della conoscenza del cielo sopra di noi.

Dopo avere pubblicato "la scienza sui giornali e su Internet" presentiamo la relazione che Walter Caputo, statistico, ha presentato nella serata intitolata "Le risposte della Scienza alle domande dell'Astronomia".

Una relazione dal titolo "Si fa presto a dire probabilità di vita extraterrestre e di impatto asteroidale" che spiega l'importanza e il ruolo della statistica
nella vita di ognuno di noi.


La serata è stata organizzata dalle Associazioni ECO & ALADINO e grazie al supporto della CIRCOSCRIZIONE 4 della CITTÀ di TORINO.

SCIENCE BOB: DENTIFRICIO PER ELEFANTI

Science Bob Pflugfelder si è appassionato alla scienza da quando aveva 6 anni.
E questa sua passione l'ha raccontata e trasmessa a centinaia, migliaia di giovani studenti, desiderosi di provare esperimenti che possono essere ripetuti facilmente.
Science Bob è anche una fonte quasi inesauribile di idee e di esperimenti che i docenti possono ripetere a scuola in maniera interattiva e divertente.
Nel video seguente una versione casalinga del famoso "dentifricio per elefanti". Qui le istruzioni dettagliate per ripeterlo anche in casa. Qui tutti i video. E per finire, il Science Bob Store, nel caso rimaneste a corto di esperimenti.


sabato 24 ottobre 2009

CACCIA AL FOTONE AL FESTIVAL DELLA SCIENZA

E se per caso, ma per puro caso, deciderete di fare un viaggio alla ricerca della scienza parlata, divulgata, spiegata, tradotta, traslata, trasmessa, divertita, inebriante e tonificante, la vostra prima tappa dovrà essere genova.

Fino al 1 novembre, per il settimo anno consecutivo, il festival della scienza si tradurrà in mostre, exhibit interattivi, conferenze e interventi, per parlare di scienza come nessun uomo ne ha mai parlato prima.

Per festeggiare questo evento Caccia al Fotone (tra le migliori trasmissioni radiofoniche sulla scienza italiane, nonché tra i primi podcast di questo secolo) sarà in compagnia della dott.ssa Manuela Arata e del dott. Vittorio Bo, rispettivamente presidente e direttore del Festival della Scienza.

Ascoltate l'invervista a Manuela Arata e a Vittorio Bo a cura di Fabio De Sicot

Rimarrete meravigliosamente colpiti dalle cose che si fanno in Italia nel settore della divulgazione scientifica!

JOHN MCCAIN, LA LIBERTA' DI INTERNET, IL FUTURO DEI MEDIA


"Sono molto lieto di introdurre l'Internet Freedom Act 2009 - ha annunciato il Senatore repubblicano John McCain - che manterrà la Rete libera dal controllo governativo e da regolamentazioni". McCain avrebbe tanta paura di veder danneggiato il mercato oltre che l'innovazione tecnologica, con regole che non spetterebbero affatto alla FCC.

"Quarant'anni fa, la prima commutazione di pacchetto permise il collegamento tra computer all'interno di una rete, covando la nascita di Internet, che ha con il tempo trasformato l'economia, la cultura, persino la democrazia della nostra nazione". Sono le prime parole tratte dall'introduzione del corposo documento di 107 pagine, con cui la Federal Communications Commission (FCC) statunitense ha aperto ufficialmente un dibattito pubblico, che durerà due mesi, sul disegno di legge che aprirà la strada ad una definitiva regolamentazione a difesa della neutralità della Rete.

Perché l'ex candidato presidenziale che una volta si definiva tecnologicamente "analfabeta" improvvisamente è così preoccupato per i dettagli nerd delle architetture di internet?

Denaro!

Secondo il rapporto Sunlight Foundation pubblicato due giorni fa, si legge che McCain ha ricevuto più soldi dalle lobby delle telecomunicazioni di qualsiasi altro senatore, nel corso degli ultimi due anni.


E chi ne parla su The Rachel Maddow Show, uno dei programmi televisivi americani più seguiti? Si tratta di Xeni Jardin, redattrice di uno dei 5 blog più cliccati al mondo: Boing Boing.




Al di là dei conflitti di interesse tra il senatore ed ex candidato alla Casa Bianca e le lobby delle telecomunicazioni (cui non siamo esenti neppure qui in Italia), due cose mi colpiscono in tutta questa vicenda:

1) che mentre in Italia la lobby dei giornalisti accusa i blogger delle cose più insensate (come denucia Luca Sofri), in America blogger e giornalisti lavorino in stretta collaborazione e partecipazione, come dovrebbe essere in un paese in cui c'è confronto civile e libertà di espressione. E che commistioni tra interessi economici e politica non fanno fatica a uscire sulle pagine dei blog e sui programmi televisivi più seguiti.

Ma, ancora più grave:

2) Che dando una sbirciata alle testate giornalistiche italiane nessuna (dico nessuna) sembra abbia anche solo segnalato i risvolti di questa importante presa di posizione che nei prossimi vent'anni interesserà e cambierà le vite di due terzi del pianeta. L'unica testata italiana (però online) che ne abbia parlato è stato l'ottimo Punto Informatico.

Motivo? I nostri giornalisti nazionali sembrano molto più interessati agli aspetti sessuali del senatore o al decollété della figlia per interessarsi al futuro dell'umanità.

- . -

Di seguito l'assenza dei giornali italiani sulla vicenda (da Google News ore 13.48). E' presente un solo articolo: quello di Punto Informatico.




Un confronto analogo con la pagina news di Google.com rivela oltre 1200 articoli della stampa internazionale che riguardano i risvolti dell'
Internet Freedom Act 2009.

venerdì 23 ottobre 2009

GENOVA: VIA AL FESTIVAL DELLA SCIENZA 2009


Con una conferenza del premio Nobel per la medicina Luc Montagnier, oggi prende inizio a Genova il Festival della Scienza.

Anche in questa settima edizione, attraverso i 300 appuntamenti in programma - tra mostre, laboratori, conferenze, spettacoli, installazioni interattive e performance musicali - il Festival sarà un'arena per l'incontro e il confronto tra i big della ricerca internazionale e il grande pubblico.

E all’insegna dell’originale convergenza tra i linguaggi che da sempre costituisce la cifra caratteristica del Festival, sarà un altro premio Nobel, Dario Fo, l’insolito protagonista dell’ultima serata della manifestazione, con un evento al Teatro Duse organizzato in occasione della presentazione dei nuovi libri dello storico della scienza Enrico Bellone, Galileo e l’abisso, e del matematico Piergiorgio Odifreddi, Hai vinto, Galileo!, nel corso del quale il celebre attore leggerà il testo in padovano Dialogo de Cecco di Ronchitti da Bruzene, attribuito a Galileo, commentandolo poi insieme ai due autori per inquadrare storicamente e scientificamente la figura di colui che Italo Calvino definì "il più grande scrittore della letteratura italiana di ogni tempo". Una partenza e un finale esplosivi, che dimostrano come le previsioni per il futuro debbano sempre passare attraverso la conoscenza e la comprensione del passato, delle origini, delle radici, delle teorie che hanno fatto la storia della scienza mondiale.

Teorie come quella evoluzionista, che a duecento anni dalla nascita di Charles Darwin viene ripresa e raccontata in due originali conferenze-spettacolo che vedono protagonisti alcuni grandi nomi dello spettacolo: Elio di Elio e le Storie Tese, che affianca lo storico della scienza Emanuele Coco in un incontro dal titolo Il Teatro dell’Evoluzione e Luca Bizzarri e Patrizio Roversi che portano in scena Darwin e Fitzroy, viaggiatori per caso, un testo liberamente ispirato al libro Questa creatura delle tenebre di H. Thompson per una lezione insolitamente divertente tra scienza e storia, una produzione Teatro Cargo/Festival della Scienza.

giovedì 22 ottobre 2009

IL PREMIO NOBEL GEORGE SMOOT A TORINO

Ieri sera al Circolo dei Lettori i torinesi presenti hanno avuto la fortuna di assistere a una lezione magistrale del Premio Nobel per la Fisica George Smoot, famoso per i suoi studi sull'anisotropia di corpo nero presente nella radiazione cosmica di fondo.

Image Courtesy of NASA WMAP

L'universo osservato si sta espandendo e raffreddando. Il fondo cosmico di microonde (Cosmic Microwave Background, CMB) è il residuo della radiazione di corpo nero (= termica) del Big Bang caldo.

In prima approssimazione il CMB è un perfetto corpo nero, con una temperatura di in ogni direzione del cielo ad una frequenza di 160,2 GHz corrispondente ad una lunghezza d'onda di 1,9 mm, ad una temperatura di 2,726 +/- 0,010 K: il satellite COBE (1992) e altri esperimenti più recenti (ad esempio l'esperimento BOOMERanG nel 2003 ed il satellite WMAP) hanno mostrato che, le emissioni di parti diverse del cielo differiscono solamente dello 0,0001-0,001%.









Nelle foto, da sinistra, i Prof.ri Ester Antonucci (dir. dell'Osservatorio Astronomico di Torino), George Smoot, Attilio Ferrari, Piero Galeotti, Enrico Predazzi

L'intervento di Smoot si è sviluppato in maniera analoga a quello portato al TED lo scorso anno e che vi proponiamo qui di seguito.



Dotato di un profondo sense of humor, il prof. Smoot ha di recente partecipato a una delle serie TV più amate dal popolo americano (e anche italiano): The Big Bang Theory. Alla domanda se si fosse divertito a partecipare alle riprese ha confessato che ci tiene molto a quell'esperienza, e che molte delle scene girate non sono poi state trasmesse.
Ma di seguito, grazie al canale YouTube della CBS, possiamo darvene qualche anticipazione.

mercoledì 21 ottobre 2009

A SCIENZARTAMBIENTE: AIDS, EPATITI E INFLUENZA

Ricorderete sicuramente INFLUWEB, l'importante progetto di monitoraggio dell'Influenza, un sistema di partecipazione Collaborativo di Vigilanza Epidemiologica, unico in Italia e nel mondo. Ne sono artefici i ricercatori dell'ISI di Torino.


Nella foto Vittoria Colizza
[foto di Enrico Miglino, Gravità Zero]

A Storie di Futuro, XIII edizione del Festival Scienzartambiente - per un mondo di pace, promosso dal Comune di Pordenone, Assessorato alla cultura in patrnership con il Science Centre - Immaginario Scientifico, Venerdì 23 ottobre e Sabato 24 ottobre si parlerà con Vittoria Colizza (foto), fisico e Project Manager di questo esperimento e anche di pandemie e prevenzione.

Si inizia Venerdì 23 ottobre alle ore 18.00 con “AIDS ed epatite: malattie orfane” secondo appuntamento di “Da Vicino: dialoghi sulla scienza e sulla tecnologia” e secondo appuntamento con una dei “20 italiani che cambiano l’Italia”. Paola Nasta, ricercatrice, infatti è una dei 20 italiani fotografati da Giansanti per il Corriere della Sera Magazine, per la mostra omonima, che sarà possibile visitare in esclusiva presso il Convento di San Francesco fino al 1 Novembre 2009, con allestimento a cura del Science Centre-Immaginario scientifico.

Paola Nasta, dialogherà con Vittoria Colizza, epidemiologa computazionale della Fondazione ISI di Torino, e con il pubblico per capire meglio cosa sono AIDS ed Epatiti e quale sia il ruolo di altissimo livello internazionale della ricerca italiana in questo campo.

Sono malattie orfane” dice Paola Nasta “perché troppo spesso ci dimentichiamo che esistono, pensando che siano ormai un ricordo del passato o che siano solo malattie del cosiddetto Terzo Mondo”.

AIDS ed epatiti invece sono malattie tutt’ora presenti anche nel nostro paese e la percentuale di malati tende anche ad aumentare, proprio a causa di una informazione molto spesso scorretta, per troppi anni caratterizzata da spot saltuari e spesso poco convincenti, ed alla mancanza di cultura della prevenzione in nome della cultura “ del farmaco”

Per chi volesse approfondire su quali basi vengono costruiti i modelli di previsione della diffusione di pandemie biologiche e non solo, appuntamento Sabato 24 ottobre ore 10.00, Convento di San Francesco, con Vittoria Colizza nell’incontro “Numbers: pandemie e molto altro”

Ufficio stampa Festival Scienzartambiente - per un mondo di pace

Telefono: 331 6463741 - fax 0434 392925

www.comune.pordenone.it/scienzartambiente

e-mail: scienzartambiente@comune.pordenone.it

ROBOT CON MUSCOLI ELASTICI SEMPRE PIU' SIMILI ALL'UOMO

La caratteristica più rivoluzionaria della prossima generazione di robot sarà la capacità di interazione con l’essere umano. Una realtà in cui uomo e robot possano lavorare e interagire tranquillamente fianco a fianco in completa sicurezza è ancora tutta da costruire, e ancora oggi l’unica garanzia di protezione è costituita dalla separazione degli spazi fisici tra essere umano e macchina.

La “rivoluzione” è avvenuta attraverso due progetti, finanziati dall’Unione Europea: PHRIENDS, partito nel 2006, ed il suo “successore” VIACTORS, partito quest’anno, e che sarà ufficialmente presentato in Italia il prossimo 25 ottobre, al Festival della scienza di Genova.

“Lo scopo del progetto non è produrre automi che semplicemente replichino in toto la struttura fisica umana - spiega Antonio Bicchi, direttore del Centro ‘Piaggio’ - ma piuttosto quello di capire quali sono le parti di una struttura biologica che consentono all’organismo di svolgere determinate funzioni, per poi sviluppare nuovi componenti per i robot in grado di svolgere la stessa funzione. La rivoluzione è che questi componenti verranno inseriti direttamente nella struttura fisica del robot. Non ci sarà più un programma esterno che, caricato sull’automa come un software, darà istruzioni alla macchina, ma la capacità di svolgere una funzione sarà incorporata direttamente nel ‘fisico’ della macchina, così come avviene nel caso di alcune capacità umane, per esempio motorie”.

Approfondimenti: L’Università di Pisa e L’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova al Festival della Scienza presentano i robot simili all’uomo
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martedì 20 ottobre 2009

NON PROBABILITA’ DI VITA EXTRATERRESTRE, MA SEMPLICI FREQUENZE BASATE SU STIME INCERTE

In occasione di molti eventi di divulgazione scientifica, soprattutto sul tema dell’astronomia, il pubblico mi ha posto domande sull’equazione di Frank Donald Drake.

È successo anche il 17/10/2009 a Torino, al termine della conferenza divulgativa Le risposte della scienza alle domande dell’astronomia”, durante la quale ho presentato la relazione: “Si fa presto a dire probabilità (di vita extraterrestre e di impatto asteroidale)”.

La domanda classica mi viene più o meno formulata in questo modo: “Mi scusi, ma a parte il fatto che l’Universo è gigantesco, e non è ammissibile che una tale quantità di materia sia stata creata (o si sia creata) soltanto per noi, c’è poi l’evidenza dell’equazione di Drake, secondo la quale la probabilità di vita extraterrestre non è nulla”.

Di fatto, costoro credono all’esistenza di vita extraterrestre: se la scienza non l’ha ancora trovata, è perché non ha cercato nei posti giusti oppure ancora non è dotata degli strumenti tecnologici necessari. Il grosso problema di fondo rimane lo stesso da millenni: la differenza fra scienza e fede. Chi ha fede crede senza bisogno di prove e continua comunque a credere; invece lo scienziato fa affidamento sulle teorie attuali, che sono assolutamente falsificabili in qualunque momento. Se domani qualcuno elabora una teoria che è più aderente ai dati osservativi rispetto a quella attuale, la vecchia teoria viene immediatamente gettata nel cestino. La scienza è quindi sempre provvisoria e sempre in evoluzione, ma ha la fondamentale caratteristica di basarsi sull’osservazione.

Nella foto: Frank Drake (Foto: Seti)

Ma in cosa consiste essenzialmente l’equazione di Drake? Essa innanzitutto considera esclusivamente la nostra galassia, cioè la Via Lattea.

Quante stelle esistono nella Via Lattea? Questo è il dato di partenza.


Poi si tiene conto del fatto che non tutte le stelle sono dotate di pianeti, quindi si stima la frazione di stelle che hanno sistemi planetari. Tale frazione, moltiplicata per il numero di stelle iniziali, necessariamente fornisce un risultato più piccolo del numero iniziale. Successivamente si considera che non tutti i pianeti sono adatti alla vita: si va quindi a moltiplicare la stima della frazione di pianeti adatti alla vita per il risultato ottenuto in precedenza (ottenendo così un risultato ancora più piccolo. Tale risultato, moltiplicato per una serie di frazioni minori di uno, è destinato a diventare sempre più piccolo).

Naturalmente non è detto che la vita si sia sviluppata in tutti i pianeti che erano caratterizzati dalle condizioni più idonee, dunque – sempre moltiplicando per l’ultimo risultato ottenuto – si considera la frazione di pianeti adatti su cui ha avuto effettivamente origine la vita. Su questi ultimi pianeti non è certo che la vita si sia sviluppata a sufficienza: potrebbe essere rimasta a livello di batteri. Dunque occorre stimare la frazione di pianeti, adatti alla vita, sui cui ha avuto origine la vita, e sui quali si è sviluppata la vita “intelligente”. Ma ancora non basta, bisogna anche valutare la frazione di tali pianeti su cui sia emersa una civiltà tecnologica disposta a comunicare e poi stimare quale possa essere la durata di tali civiltà.

Il risultato dell’equazione è un numero: si tratta del numero di civiltà tecnologiche esistenti nella Via Lattea in un determinato momento. Tale numero risulta dalla moltiplicazione del numero di stelle della nostra Galassia per tutte le frazioni sopra richiamate.

L’equazione di Drake è stata equivocata da molte persone, che – appunto – ritengono che il risultato di tale algoritmo sia la probabilità di vita extraterrestre. Occorre dunque fare chiarezza, anche perché certi termini usati nel linguaggio comune appaiono simili, ma se andiamo ad esaminare da vicino la matematica e la statistica che ci sta dietro, scopriamo che si tratta di una cosa ben diversa da quella che pensavamo.

Innanzitutto, l’equazione di Drake non contiene probabilità, quindi il risultato non può essere una probabilità, ed abbiamo infatti detto che si tratta di un semplice numero. L’equazione contiene invece, oltre alla stima del numero di stelle della nostra Galassia, molte frequenze, ma le frequenze non hanno nulla a che vedere con le probabilità. Data una certa variabile, ad es. esito del lancio di una moneta, e considerate le due modalità che possono essere assunte dalla variabile (testa e croce), per frequenza si intende quante teste sono uscite su un determinato numero di lanci (o meglio prove, in linguaggio tecnico). Dunque frequenza è quante volte si è ripetuta una determinata modalità. Se abbiamo effettuato 10 lanci ed ottenuto 2 teste, la frequenza assoluta è 2, la frequenza relativa è 0,2 (= 2/10), la frequenza percentuale è 20% [= (2/10) x 100].

Secondo l’approccio frequentista alla probabilità, la frequenza diventa una buona approssimazione della probabilità solo quando il numero di prove (nel nostro caso di lanci) tende a più infinito. Solo in pochi casi è possibile ripetere un esperimento, nelle stesse condizioni, per un numero straordinariamente grande di volte (che, a sua volta, risulti un’accettabile approssimazione di più infinito). Si può fare con la moneta, non certo con i pianeti. Di conseguenza quelle contenute nell’equazione di Drake restano solo delle frequenze. È vero che ci sono molte frequenze (che prima abbiamo introdotto con il termine di “frazioni”), ma è anche vero che un prodotto di frequenze resta una frequenza. E una frequenza moltiplicata per un numero fa un numero, non certo una probabilità.

Non fatevi ingannare dal fatto che le frequenze relative, per il modo in cui sono costruite (cioè come rapporto fra frequenze assolute e numero totale delle prove), risultano comprese fra zero e 1, esattamente come la probabilità, che è un numero che varia tra zero (= evento nullo) e 1 (= evento certo): quelle comprese nell’equazione di Drake sono soltanto frequenze relative.

C’è un altro problema importante che affligge l’equazione di Drake: le frequenze relative sono costituite dal rapporto fra un numeratore e un denominatore, entrambi assolutamente incerti.

Facciamo un esempio. Se in un anno avete ricevuto 10 multe, potete ben affermare che la frequenza assoluta è 10, ma cosa potete dire sulla frequenza relativa? Quante multe potevate prendere in 365 giorni? La verità è che non avete idea di quante possano essere ed infatti siete nel giusto: non è possibile calcolare esattamente il numero massimo di multe che voi potete ricevere in un anno. Dovete accontentarvi di una semplice e incerta stima: ad esempio una multa al giorno, quindi 365 multe in un anno. Di conseguenza la frequenza relativa risulterà pari a 0,0274 = 10/365. Il risultato è stato arrotondato).

Le frequenze relative presenti nell’equazione di Drake sono ancora più incerte rispetto a quella relativa alle multe: infatti non si conosce con certezza né il numeratore (ad es. numero di pianeti adatti alla vita), né il denominatore (numero totale di pianeti). Mentre voi almeno conoscete con certezza quante multe avete ricevute in un anno, un astronomo che voglia calcolare la frequenza relativa dei pianeti adatti alla vita rispetto al numero totale dei pianeti, non conosce né quanti siano quelli adatti, né quanti siano in totale. Deve stimare entrambi i dati.

Che ce ne facciamo allora di una stima?
Se vostro figlio domani deve andare a sostenere un esame universitario, voi potreste chiedergli al mattino: “Che voto pensi di prendere?”. Se lui vi risponde così: “Beh, un voto compreso fra zero e 30”, cosa ve ne fate di tale informazione? Vi ha detto che può pendere qualunque possibile voto, dunque potrebbe prendere meno di 18 e quindi non superare l’esame, oppure più di 18 e quindi superarlo, o addirittura potrebbe avere 30, quindi un risultato eccellente !!! In buona sostanza non vi ha detto nulla: infatti una stima caratterizzata da un ampio intervallo non vale niente, nel senso che non aggiunge alcuna informazione alla nostra conoscenza.

Purtroppo le stime dei numeratori e dei denominatori delle frequenze relative contenute nell’equazione di Drake non sono caratterizzate da intervalli ristretti. Ciò implica che il risultato, cioè il numero delle civiltà tecnologiche esistenti nella nostra Galassia in un determinato momento, può essere un numero molto piccolo (anche zero) oppure molto, molto grande.

Spero di aver risolto, con questo articolo, i dubbi di molti, ma se qualcosa non vi è chiaro, non esitate a chiedere. Sarò lieto – nei limiti delle mie possibilità – di fornirvi ulteriori risposte.

INTERVISTA A CHIARA SARTORI, DIRETTORE SCIENTIFICO DI SCIENZARTAMBIENTE


Pnbox.tv, la webtv di Pordenone ha intervistato Chiara Sartori, direttore scientifico di Storie di Futuro, XIII edizione del Festival "Scienzartambiente - per un mondo di pace", promosso dal Comune di Pordenone in partnership con Science Centre Immaginario Scientifico; Gravità Zero è media partner del festival.

Potete trovare l'intervista al seguente link:

lunedì 19 ottobre 2009

INCONTRO CON IL PREMIO NOBEL PER LA CHIMICA KARY MULLIS


Vi abbiamo anticipato dell'incontro che la redazione di Gravità Zero ha avuto con il Premio Nobel per la Chimica Kary Mullis nell'ambito di una conferenza sui suoi nuovi studi su farmaci anti infettivi usando la PCR.

Partendo da una riflessione di Kary Mullis, espressa nella sua recente autobiografia, al convegno si è parlato non tanto del tempo fisico in cui si sviluppa una ricerca ma soprattutto di quello dell'accettazione da parte del mondo scientifico per le successive applicazioni universali.

Kary Mullis, biochimico californiano, eccentrico e provocatore, è divenuto celebre per la scoperta della Pcr (Polymerase Chain Reaction): una tecnica che permette di amplificare in vitro frammenti anche minimi di Dna.

Nella foto da sinistra il Prof. Giuseppe Caramia, il Prof. Kary Mullis e alcuni familiari dello scienziato ospiti in Italia.

Nel 1993 ha ricevuto il Premio Nobel per la Chimica, mentre nel 2004 gli e' stata conferita dalla Facolta' di Farmacia dell'Universita' di Bologna la laurea honoris causa in Biotecnologie farmaceutiche.

Per l'occasione il Comune di Bologna ha assegnato allo scienziato il Turrita d'argento, riconoscimento che Palazzo D'Accursio riserva alle personalità non bolognesi che si distinguono per l'eccellenza nelle arti, nella scienza e nella cultura.

Approfondimenti

domenica 18 ottobre 2009

LA SCIENZA SUI GIORNALI E SU INTERNET

I media tradizionali (TV e stampa generalisti) sono fonti attendibili? Fanno buona divulgazione scientifica? L'argomento è stato affrontato ieri a una conferenza dal titolo: "Le risposte della scienza alle domande dell'astronomia.
La seguente presentazione è corredata da slide con link di approfondimento.





Siamo stati favorevolmente colpiti dalla grande affluenza di pubblico. Questo è un buon segno, perché dimostra, come sempre, che esiste curiosità e grande desiderio da parte delle persone di comprendere meglio i fenomeni fisici del mondo in cui viviamo e l'evolvere della conoscenza tecnologica e scientifica.

Durante la serata si è affrontato il tema di come i media (giornali e TV) maltrattino la scienza. Spiegando perché ci sia un pessimo dialogo e rapporto tra chi fa scienza (ricercatori) e chi la invece dovrebbe raccontare al grande pubblico (giornalisti). E approfondendo i motivi e le cause che spiegano perché i media generalisti spesso non siano in grado di trattare la scienza in maniera chiara e competente e di seguire spiegandolo con competenza ciò che avviene nel panorama scientifico internazionale. La buona divulgazione scientifica, dunque, non si improvvisa. Meglio dunque adottare un comportamento critico nei confronti di ciò che si legge sulla stampa e su internet e si ascolta e vede su TV.

Oltre a questa presentazione si sono succeduti altri quattro relatori: un astronomo, un fisico, un chimico, uno statistico che hanno intrattenuto il pubblico sui contributi che la propria disciplina offre all'astronomia.

Qui sotto i loro nomi e i titoli dei loro interventi:

Walter Ferreri ha parlato della "ricerca dei pianeti extrasolari", il prof Guido Cossard delle "costanti di natura e i modelli di universo" e il Prof Lorenzo Tei della "Tavola periodica degli elementi tra Terra e Spazio". Infine Walter Caputo ha terminato con il tema provocatorio: "Si fa presto a dire probabilità (di vita extraterrestre e di impatto asteroidale)"

La serata è stata organizzata dalle associazioni ECO ed ALADINO e con il contributo della Città di Torino, Circoscrizione 4, CADD & Atelier Pilo

sabato 17 ottobre 2009

L’EFFETTO FOTOELETTRICO DI ALBERT EINSTEIN

Talvolta un evento si verifica, e non c’è alcun dubbio che si sia verificato. Tuttavia, non si sa perché. E perché qualcosa accade può essere una scoperta molto importante, se non addirittura rivoluzionaria. Questa è proprio la storia dell’effetto fotoelettrico, che attirò l’attenzione dei fisici per la prima volta alla fine dell’Ottocento.

In quell’epoca si osservò un fatto davvero inusuale: la luce può produrre elettricità. Infatti, quando la luce ultravioletta (ossia a frequenza molto alta) colpisce la superficie di determinati metalli, può causare l’espulsione dal metallo di alcuni elettroni, ovvero particelle con carica negativa localizzate all’interno degli atomi. Ma, se la luce è un’onda con sufficiente energia, allora deve essere in grado di far saltar via dal metallo tutti gli elettroni. Se invece l’energia non supera una determinata soglia, allora l’onda non sarà in grado di smuovere neanche un elettrone. Questa era la teoria prevalente all’epoca, che – quindi – implicava l’espulsione degli elettroni in massa: o tutti o nessuno. Purtroppo gli esperimenti non erano coerenti con la teoria, in quanto nei laboratori si osservava l’espulsione soltanto di alcuni elettroni.

Nel 1900 Max Planck aveva condotto una serie di esperimenti sulla luce assorbita da un corpo nero (cioè un corpo che assorbe tutta la radiazione che incide su di esso). Da questi esperimenti risultò che l’energia posseduta dalla radiazione del corpo nero equivaleva al prodotto di tre fattori: “n”, “h” ed “f”. “n” è un numero naturale, cioè un intero positivo (0,1,2,3,…); “h” è la cosiddetta costante di Planck, che corrisponde ad un numero piccolissimo (6,63 · 10^-34 ); “f” è la frequenza. Ciò implica che l’energia possa variare solo nel discreto, poiché è sempre un multiplo intero di h · f: in termini tecnici, l’energia si dice “quantizzata”.

Einstein credeva all’equazione di Planck (E = n · h · f) molto più di quanto ci credesse lo stesso Planck, e quindi decise che la luce dovesse necessariamente avere un’energia quantizzata, dipendente solo da h e da f. Tale energia non è nient’altro che un insieme di piccoli pacchetti di luce, chiamati fotoni. Possiamo dunque pensare ad un fascio di luce come ad un fascio di particelle: ciascuna particella, cioè ciascun fotone, trasporta l’energia h · f. È proprio questo il “modello di luce” che Einstein utilizzò per elaborare una nuova spiegazione dell’effetto fotoelettrico, che fosse coerente con i risultati sperimentali.

Dobbiamo innanzitutto considerare che gli elettroni si trovano dentro gli atomi del metallo, quindi sono – in un certo senso – legati, un po’ come la noce è protetta dentro il suo guscio. Per estrarre una noce dal guscio occorre energia, così come ne occorre per estrarre un elettrone dal metallo. La minima quantità di energia necessaria per estrarre un elettrone da un determinato metallo, si chiama “lavoro di estrazione” (= W) di quel metallo. Il lavoro di estrazione varia da metallo a metallo, un po’ come varia il lavoro per estrarre noci da gusci più o meno robusti, ma esso è normalmente dell’ordine di pochi elettronvolt (= eV). L’elettronvolt è un’unità di misura dell’energia, così definita: 1 eV è l’energia cinetica acquistata da un elettrone accelerato da una differenza di potenziale pari ad 1 volt. Ogni corpo in movimento è caratterizzato da una ben precisa quantità di energia cinetica (= Ec ), proporzionale alla massa del corpo e al quadrato della sua velocità.

Ora, affinché un fascio di luce riesca ad estrarre elettroni, esso deve avere un’energia maggiore del lavoro di estrazione: in simboli matematici ciò equivale a richiedere una condizione del tipo h · f > W. Quella appena scritta non è nient’altro che una disuguaglianza, che però diventa una disequazione nel momento in cui poniamo “f” come incognita, posto che ci interessa conoscere la cosiddetta “frequenza di soglia” (= f0 ), vale a dire la frequenza al di sotto della quale non si osserverà mai fotoemissione di elettroni. Riprendiamo quindi la disuguaglianza h · f > W e spostiamo h a destra del segno di disuguaglianza (ciò implica un cambiamento di segno algebrico: dal prodotto al quoziente), ottenendo f > (W / h).
Se la frequenza del fascio di luce deve essere maggiore di W / h (affinché possa estrarre elettroni), allora la frequenza di soglia ( f0 ) sarà pari a W / h, cioè al rapporto fra il lavoro di estrazione e la costante di Planck.

L’interpretazione di Einstein dell’effetto fotoelettrico si accorda con i risultati sperimentali in quanto:
- per espellere elettroni, il fascio di luce incidente deve avere una frequenza maggiore di un determinato valore minimo, chiamato frequenza di soglia ( f0 ). Se la frequenza della luce è minore di f0 , non vengono espulsi elettroni, indipendentemente dall’intensità del fascio;
- nel modello di Einstein ogni fotone ha un’energia determinata unicamente dalla sua frequenza ( E = h · f , ma dato che h è una costante, possiamo sintetizzare matematicamente il legame con E = f (f), cioè l’energia è funzione solo della variabile frequenza. Mi perdoni il lettore l’uguaglianza fra simboli, ma credo che solo se il simbolo riproduce l’inizio della grandezza fisica a cui si riferisce, è facile da capire e ricordare), pertanto intensificare un fascio di una data frequenza significa soltanto aumentare il numero di fotoni che colpiscono il metallo in un dato tempo, e non incrementare l’energia trasportata da un fotone;
- Se f > f0 , aumentando l’intensità non varia l’energia cinetica (=Ec ) in quanto essa dipende solo da f. Infatti Ec = (h · f) - W (poiché l’energia acquistata dagli elettroni espulsi e messi in movimento è pari all’energia del fascio di luce incidente meno il lavoro di estrazione necessario per espellere elettroni), che si può sintetizzare con Ec = f (f), cioè l’energia cinetica dipende solo dalla variabile frequenza (d’altronde h e W sono costanti, cioè numeri dati).

Grazie alla spiegazione dell’effetto fotoelettrico oggi abbiamo le fotocellule negli ascensori e le celle fotovoltaiche nei pannelli solari. Siamo debitori nei confronti di chi, come Einstein, credette fermamente nelle proprie idee. Fino al punto di vincere il Premio Nobel per la Fisica, proprio per la scoperta della legge relativa all’effetto fotoelettrico. E i premi nobel per la Fisica 2009 sono andati a George Smith, Willard Boyle e Charles Kao: i primi due sono stati premiati proprio per l'invenzione dei sensori Ccd, che utilizzano la tecnologia basata sull'effetto fotoelettrico spiegato da Einstein.