venerdì 31 luglio 2009

MARISA ROBERTO, LA "REGINA DELL'AMIGDALA", VINCE IL PRESTIGIOSO "PECASE"

Negli USA la definiscono già "la regina dell'amidgala".

Marisa Roberto
, professoressa di neurobiologia allo Scripps Research Intitute di San Diego, è risultata tra i 100 vincitori del "Presidential Early Carreer Award for Scientists and Engineers" (Pecase), un premio che permette di ottenere 5 anni di finanziamento utili per chi fa ricerca.

I suoi studi sono rivolti agli aspetti dell'effetto dell'alcool e dei cambiamenti delle cellule nervose che portano alla dipendenza negli alcolisti. Pare che sia tutto concentrato nell'amigdala, una regione del cervello che è coinvolta nella regolazione dello stress e dell'ansia.

Il "Pecase" è il più prestigioso riconoscimento per un ricercatore all'inizio della carriera e sarà lo stesso Presidente Barack Obama a premiare coloro che ha definito "giovani scienziati e ingegneri dotati che rappresentano il meglio del paese" Un elogio che la professoressa Roberto avrebbe preferito ricevere dal nostro presidente della Repubblica.

Ma per lei, dopo avere terminato gli studi a Pisa con un laurea in biologia e il dottorato in neuroscenze, non c'era posto.

E così come fanno tanti nostri giovani ricercatori è andata in USA. A San Diego le hanno offerto un lavoro e in quattro anni è diventata professore. Oggi dirige un laboratorio in uno dei più importanti istituti di ricerca degli USA.

mercoledì 29 luglio 2009

STS-127: IN VIAGGIO CON KIBO

Altro video, pubblicato poche ore fa da Nasa TV, che questa volta mostra la Stazione Spaziale Internazionale dal punto di vista di un osservatore interno. Il 14° giorno di volo "raccontato" dall'equipaggio dello Space Shuttle Endeavour. Le immagini, come sempre, spettacolari!



L'obiettivo della missione è consistita nel rifornimento della Stazione Spaziale, il ricambio dell'equipaggio e l'installazione degli ultimi due componenti del laboratorio Kibo. A bordo era presente Koichi Wakata, che torna sulla Terra dopo aver trascorso 133 giorni a bordo della stazione.

martedì 28 luglio 2009

SE UN VULCANO VI ERUTTA SOTTO I PIEDI ...

Cosa fareste se volando sulla Stazione Spaziale a 400 chilometri d'altezza e viaggiando a 27.000 chilometri l'ora vi scoppiasse un vulcano sotto i piedi?



E' quello che devono avere pensato gli astronauti della ISS, mentre con telecamera alla mano filmavano il Vulcano Sarychev (delle isole Kuril, a nordest del Giappone) nel bel mezzo della sua eruzione il 12 Giugno 2009 scorso. Come dire... più tempestivi di così!

lunedì 27 luglio 2009

APOLLO VS ORION

Curioso e molto interessante questo Filmato 3D di Forumastronautico.it di comparazione tra le due capsule costruite dalla NASA: Apollo, che portò l'uomo verso la Luna, e Orion, destinata a succedere allo Space Shuttle

domenica 26 luglio 2009

AURORE ASIMMETRICHE

Chiunque abbia intenzione di fare un salto in Alaska, Norvegia ma anche in Antartide in autunno o primavera potrebbe essere testimone di uno degli spettacoli più straordinari della natura: un’aurora polare. Questa si rivela come nubi dalle forme irregolari e dai colori molto intensi, un fenomeno tipico delle zone prossime ai poli terrestri e comunemente chiamato aurora boreale o australe, a seconda dell'emisfero in cui viene osservato.

Sin da tempi remoti le aurore, oltre a ispirare la leggenda di creature mitologiche, hanno dato forte impulso al folklore dei popoli nordici influenzando il corso della loro storia, arte e religione. Al giorno d'oggi esistono ancora molte credenze su di esse e sul loro legame con il mondo dell'al di là. Il termine "aurora borealis" fu coniato nel 1619 da Galileo Galilei, il quale si ispirò al nome della dea romana dell’Alba. Effettivamente, l'etimologia latina del termine “aurora” sta a significare proprio la prima luce, il chiarore che appare ad oriente prima del sorgere del Sole; tuttavia il grande astronomo pisano interpretò male il fenomeno credendo che fosse dovuto alla luce del Sole riflessa dall'atmosfera.

Fino a poco tempo fa si pensava che queste eruzioni di fasci di luce prodotte nell’emisfero nord erano immagini speculari di quelle che si manifestano nel sud. Due scientifici dell’Università di Bergen, in Norvegia, hanno appena smentito questa teoria pubblicando sulla rivista Nature di questa settimana un lavoro che mostra la presenza di asimmetria nella distribuzione di intensità delle aurore.

Ma come si formano queste nubi colorate dalle forme più strane che illuminano le lunghe notti polari? Il tutto ha origine sulla superficie del Sole, le cui temperature sono talmente elevate che il calore accelera le sue particelle cariche più energetiche, lasciandole scappare alla gravità stellare e disperdendole nello spazio esterno. Si forma così il vento solare, un flusso formato da protoni ed elettroni che investe tutti i pianeti del Sistema Solare e interagisce con le loro atmosfere. Le foto in basso (ottenuta dall’Hubble Space Telescope) mostrano l’effetto di questo processo fisico nei poli di Saturno.



Nelle vicinanze della Terra questi corpuscoli seguono le linee del campo magnetico terrestre fino ad urtare con atomi e molecole di ossigeno e azoto, i componenti più abbondanti dell’atmosfera del nostro pianeta. L’energia rilasciata da queste collisioni si diffonde sotto forma di luce visibile a diverse lunghezze d'onda, generando quelle fluorescenze tipiche di un'aurora polare.

Dal momento che l’intensa attività della superficie solare può aumentare la pressione del vento, questi processi possono arrivare a prodursi anche all’altezza dell’equatore geomagnetico e durare persino alcuni giorni. Nel 1909, ad esempio, fu possibile osservarne una nei cieli di Singapore. Sfortunatamente di questi tempi, a causa della bassa attività solare, non ci resta che raggiungere le latitudini polari per poter godere di questa ineguagliabile visione.


GTC: IN SPAGNA INAUGURATO UNO DEI PIU' GRANDI TELESCOPI AL MONDO


E' il più grande "cacciatore di galassie" del mondo ed stato da inaugurato il 24 luglio a 2.400 metri di altitudine, ai limiti del Parco Nazionale La Caldera di Taburiente nell'isola di La Palma dal re Juan Carlos e dalla regina Sofia.

Si tratta del Gran Telescopio Canarie (GTC), tra i più grandi e avanzati telescopi all'ottico-infrarosso del mondo e fa parte dell'Osservatorio del Roque de los Muchachos.

E' realizzato da uno specchio primario composto da 36 elementi esagonali di vetroceramica, ciascuno con 1,9 metri di diagonale, che nell'assemblaggio formano una superficie equivalente a quella di un unico specchio circolare di 10,4 metri di diametro, con una potenza pari a quella di quattro milioni di pupille umane.



La piccola isola dell'arcipelago delle Canarie, dichiarata dall'Unesco riserva della Biosfera, nell'Oceano Atlantico di fronte alla costa del Marocco e vicina all'equatore è stata scelta a causa della scarsità di popolazione e illuminazione, dunque è il luogo migliore per compiere osservazioni astronomiche.

Alla costruzione hanno partecipato anche imprese degli Stati Uniti e del Messico.
In particolare la Autonomous University of Mexico (IA-UNAM), il Mexico's National Institute for Astrophysics, Optics and Electronics (INAOE) e la University of Florida statunitese.
L'Unione Europea ha contribuito al progetto attraverso i fondi regionali per la ricerca.

Il progetto colloca il Paese alla testa del progetto Grande Scienza, candidandola assieme al Cile per la costruzione, prevista nel prossimo decennio, dell'European Extra Large Telescope, di ultimissima generazione, con un maxi-specchio di 40 metri di diametro, che una decina di Paesi europei raggruppati nell'Organizzazione Europea di Ricerche in Astronomia (Eso), con sede a Monaco, progettano di costruire.

Si tratta di un progetto che prevede un investimento di un miliardo di euro e che dovrà essere assegnato entro la fine dell'anno.

sabato 25 luglio 2009

LHC: VIAGGIO ALL'INTERNO DELLA PIU' GRANDE MACCHINA MAI COSTRUITA DALL'UOMO

Qual è il posto più freddo di tutta la Galassia? E quale uno dei posti più caldi di tutto l'universo? Da CERN TV, una panoramica sul progetto LHC ed i suoi campi di ricerca.



Tara Shears dell'Università di Liverpool ci accompagna in un viaggio all'interno dell'LHC di Ginevra, illustrando con l'aiuto di esperti il funzionamento della più grande macchina mai costruita dell'uomo.

venerdì 24 luglio 2009

SPITZER CI REGALA IMMAGINI SPETTACOLARI


Bellissima l'immagine recentemente regalataci dal telescopio spaziale Spitzer.

La NASA l'ha chiamata "wild creature of the dark" (creatura selvaggia dell'oscurità)

E' la Galassia NGC 1097, situata nella costellazione della Fornace, ed è distante da noi 50 milioni di anni luce.

Tanto per fare un paragone, alla velocità delle sonde Apollo (quelle con cui l'uomo ha raggiunto la Luna quarant'anni fa) che è anche la massima velocità mai raggiunta dall'uomo, ci vorrebbero più di 1300 miliardi di anni per arrivare a questa galassia lontana.

La velocità delle Apollo è infatti solamente lo 0,0036% della velocità della luce.

Come molte galassie, NGC 1097 ha un buco nero supermassivo al suo centro: è quello che vediamo splendere come "occhio" lumimoso. La luce è in realtà quella di milioni e milioni di stelle che ruotano attorno al buco nero che, ovviamente, rimane per noi "invisibile".

La Galassia NGC 1097 possiede due galassie satelliti, esattamente come la nostra Via Lattea (vedi nubi di Magellano), mentre le striature rossastre che si vedono ai lati sono composte da miliardi di stelle di più recente formazione.

giovedì 23 luglio 2009

UNA STELLA PER L'INSEGNAMENTO SCIENTIFICO

In Italia ci sono ottimi esempi di docenti che già utilizzano i nuovi strumenti resi disponibili dal web per la formazione e l'educazione scientifica.

Uno dei progetti più interessanti nel panorama europeo è il progetto Stella (Science Teaching in a Lifelong Learning Approach), finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito del Lifelong Learning Programme 2007-2013, con lo scopo di contribuire al rinnovamento dell’educazione scientifica in Europa., di cui si parla questo mese sulla Rivista Scuola e Didattica

http://www.stella-science.eu - è un portale web interattivo e multilingue rivolto a tutti coloro che si occupano d’educazione scientifica e vogliono comunicare esperienze, collaborare, scambiare idee e riflessioni su metodologie e didattica.
All'interno del portale è attivo il Catalogo europeo d'iniziative di educazione scientifica che contiene le iniziative realizzate o in corso di realizzazione nelle scuole di tutta Europa, direttamente inserite on-line dagli insegnanti o dagli educatori che le hanno ideate o condotte.

Per approfondimenti sul Progetto STELLA, rimandiamo ai link a due post già pubblicati sul blog Scientificando:

PROGETTO STELLA: Scientificando Nella Selezione Per L'Italia

Scientificando Su STELLA

Qui di seguito l'intervista della docente Annarita Ruberto, che è anche fondatrice del blog scientificando alla coordinatrice del Progetto, Francesca Magrefi, uscita sul n.18/19 della rivista Scuola e Didattica.


CINDIA: L'ECLISSI SOLARE PIU' LUNGA DEL SECOLO

mercoledì 22 luglio 2009

OBAMA INCONTRA L'EQUIPAGGIO DELL'APOLLO 11



Il Presidente Obama lunedì ha reso omaggio agli astronauti dell'Apollo 11 definendoli un punto di riferimento che ha ispirato una generazione di scienziati e ingegneri.

La storica foto sul New York Times documenta da sinistra Buzz Aldrin, Michael Collins e Neil A. Armstrong.





Obama ha ricordato inoltre la sua infanzia alle Hawaii, quando salì sulle spalle del nonno per guardare da terra le capsule spaziali sull'Oceano Pacifico.

"Penso che sia giusto dire", ha detto Obama, "che il banco di prova per eccellenza nel settore della ricerca e la scoperta sia sempre stato rappresentato dagli uomini dell'Apollo 11."

Obama, che pure non si è sbilanciato molto sulle decisioni che la Casa Bianca prenderà riguardo la futura esplorazione dello spazio (in particolare Marte) ha promesso di battersi per elevare gli standard scolastici specialmente in matematica e scienze.

In aggiunta al 5 per cento d'aumento del bilancio della NASA, circa 1 miliardo di dollari sono stati stanziati per il programma, tra cui 400 milioni di dollari per le missioni di ricerca sul clima e la tecnologia informatica e 400 milioni di dollari per l'esplorazione.

"Ci aspettiamo un'altra generazione di bambini là fuori a guardare il cielo e che diventeranno un giorno il prossimo Armstrong, Collins e Aldrins",
ha poi detto Obama.
"Vogliamo fare in modo che la NASA sia là con loro quando vorranno intraprendere quel viaggio."


.

martedì 21 luglio 2009

L'ECLISSI PIU' LUNGA DEL XXI SECOLO

Sarà mattina in Cina e India, quando il Sole scomparirà dietro alla Luna. Sarà l’eclissi totale più lunga del XXI secolo (6 minuti e 39 secondi nella sua durata massima). Un record destinato a essere superato solo nel 2132.

Ecco il percorso del cono d'ombra dell'eclissi cinese di domani.



Chi non ha mai assistito a un eclissi totale di Sole difficilmente può immaginarsi completamente il fenomeno. Un poco di emozione la potrà saggiare visionando questo video su Youtube che documenta un analogo evento filmato in Turchia nel 2006.



Per qualche maggiore dettaglio su come si generano le eclissi, rimandiamo al blog Scientificando di Annarita Ruberto.

Proprio la particolarità della durata dell'eclissi di domani darà modo ai geofisici dell'Accademia Cinese delle Scienze di condurre una serie di esperimenti per misurare la gravità durante l'eclissi, in modo da confermare o smentire precedenti osservazioni. Ne parla la rivista Galileo questo mese.

Qualche dato più tecnico è invece disponibile sul sito Nasa

lunedì 20 luglio 2009

UN GRANDE PASSO VISTO DALL'ITALIA 40 ANNI FA


Chi di voi lettori ha più di 45 anni probabilmente ricorderà con emozione questa serata di 40 anni fa, in cui il primo Modulo Lunare Apollo posava i due primi uomini sulla superficie lunare.
E' esattamente il 20 luglio 1969. Nello Studio 3 di via Teulada Andrea Barbato dirigeva un team di giornalisti tra cui Tito Stagno e il duo Jas Gawronsky e Ruggero Orlando collegati in diretta da Huston. Una diretta di oltre 25 ore che tiene incollati ai teleschermi più di 20 milioni d'italiani per seguire l'impresa della missione spaziale Apollo 11 (erano ancora la maggiorparte le famiglie che non disponevano di un televisore e che seguivano il programma dai bar o da familiari).



E poi godiamoci la versione recentemente restaurata dalla Nasa del momento della discesa dal modulo lunare.

domenica 19 luglio 2009

THE DARK SIDE OF THE MOON

Mentre sul canale YouTube Nasa&Clips potete ammirare i bellissimi video educational delle storiche missioni spaziali, vi siete mai chiesti come si presenta la faccia nascosta della Luna? Quella non visibile della Terra?

La faccia nascosta della Luna è stata osservata per la prima volta nel 1959, grazie alla missione della sonda sovietica Lunik. Ecco la prima immagine inviata a Terra dalla sonda.


Ma se le prime foto sono state merito dell'Unione Sovietica, furono gli Stati Uniti con l'Apollo 8 e il suo equipaggio composto dagli astronauti Frank Borman, William A. Anders e Jim Lovell ad osservare direttamente la faccia nascosta il 24 dicembre 1968.

Così venne descritta dall'astronauta William Anders:
« La parte posteriore si presenta come se fosse un mucchio di sabbia in cui i miei figli hanno giocato per qualche tempo. È tutta picchiettata, senza definizione, solo un sacco di dossi e buche. »

In seguito, è stata osservata dai membri degli equipaggi delle missioni Apollo dalla 10 alla 17 e fotografato da numerose sonde lunari.

Quella delle prima immagine lunare nascosta fu un evento memorabile che fece molta impressione al pubblico. Si trattava di “svelare” qualcosa che l'umanità aveva potuto, fino ad allora, solamente immaginare.

L' immagine è più recente ed è stata presa dalla sonda Clementine nel 1994.

UN CLIC PER INGRANDIRE


Come possiamo notare dalle immagini la faccia nascosta del nostro satellite ha una una morfologia molto più accidentata: ricca di crateri e con molti meno mari lunari. La Terra, infatti, offre un'ottima protezione ai meteroriti nei confronti della faccia visibile (grazie alla sua forza di gravità) e molto meno in quella non visibi
le.

Mentre stiamo scrivendo, il Lunar Reconnaissance Orbiter, il cui lancio è avvenuto il 18 giugno 2009 sta continuando la sua missione orbitando attorno alla Luna e riprendendola con una risoluzione mai ottenuta prima. Qui i dettagli sul sito LRO.

Nel video seguente una ricostruzione del viaggio compiuto dalla sonda in questi giorni d'Estate.

sabato 18 luglio 2009

LUNA 1969: L'AMERICA CELEBRA LO STORICO SBARCO

Mentre l'america celebra lo storico sbarco, i post sui blog si moltiplicano mano a mano che ci avviciniamo al 20 luglio: parliamo del giorno in cui 40 anni prima due uomini posero il loro piede per la prima volta sul suolo lunare.

Annarita Ruberto sul suo blog sempre ricco di informazioni ricorda ai propri allievi l'evento con numerosi link di approfondimento da non perdere e con le seguenti parole:
"Voi non c'eravate e i vostri genitori erano molto piccoli per comprendere e ricordare lo straordinario avvenimento; ho pensato pertanto di scrivere un articolo per soddisfare la curiosità di sapere, che sicuramente avrete".
E questa frase mi fa ricordare come ormai siano due le generazioni nate con la consapevolezza che quel viaggio c'era già stato. Ma (di più) che tra gli adolescenti di oggi ci sarà chi (uomo e donna) dal 2030 in avanti poserà con successo il proprio piede sulla superficie di Marte: l'avventura, dunque, è appena cominciata!



Su blogalileo si rivive con un video tratto da YouTube il giorno del lancio, i momenti meno concitati del viaggio, e ci ricorda che i russi non stavano con le mani in mano, dato che il l’URSS aveva lanciato il 13 luglio la sua sonda Luna 15, destinata ad atterrare sul suolo lunare per recuperare alcuni campioni di terreno e riportarli sulla Terra.
Un giorno dopo in cui Armstrong posò il suo piede sul suolo lunare i russi persero la sonda e il loro sogno contemporaneamente svanì, lasciando all'America tutti gli onori.

Mentre con un po' di nostalgia (io pure che nel 1969 avevo appena 3 anni) riviviamo quei momenti, ecco che la sonda LRO, di cui abbiamo parlato qui, ha inviato non molte ore fa le prime immagini dei siti di atterraggio delle missioni Apollo.

Essendo le prime immagini non sono ancora a una risoluzione ottimale: le prossime saranno circa 3 volte migliori. Il sito proposto è quello dell'Apollo 14. Altre immagini le trovate qui.

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Infine Paolo Attivissimo ci riporta alla realtà odierna, ricordando che mentre scorre il quarantennale, lassù, sulla stazione spaziale, si lavora alacremente. In diretta Nasa è possibile monitorare la navetta Endeavour che nel frattempo ha raggiunto la ISS e vi si è agganciata. Gli equipaggi della ISS e dello Shuttle (tredici persone in tutto, un record) si stanno preparando per permettere a due di loro di compiere una passeggiata spaziale, nel vuoto a 27.000 chilometri l'ora, a 350 chilometri sopra le nostre teste, per montare un altro componente della stazione.

venerdì 17 luglio 2009

LUNA: 40 ANNI DOPO



Tre cose mi hanno colpito particolarmente in questa rievocazione del 40° anniversario della discesa dell'uomo sulla Luna. La prima è la trasmissione integrale dei 6 giorni di missione con le voci dei protagonisti sullo splendido sito www.wechoosethemoon.org.
La seconda sono le 40 splendide immagini del Boston Globe Magazine, da non perdere, della storica missione.
Terzo, e forse tra i documenti quello più toccante, il necrologio (in gergo giornalistico si chiama coccodrillo) ritrovato negli Archivi Nazionali di Washington, D.C. .

Il comunicato stampa, datato 18 luglio 1969, e preparato in modo che il presidente Nixon potesse leggerlo in diretta TV nel caso in cui gli astronauti della missione Apollo 11 fossero deceduti durante la loro missione sulla Luna.

Leggere questo brano di storia ci riporta alla mente la grandezza della loro missione e quante incertezze e pericoli abbiano dovuto affrontare questi primi tre uomini nella loro storica impresa.

«Il destino ha voluto che gli uomini che sono andati sulla Luna per esplorarla in pace, rimarranno sulla Luna per riposare in pace. Questi uomini impavidi, Neil Armstrong ed Edwin Aldrin, sanno che non c'è speranza per il loro recupero. Ma sanno che c'è speranza per l'umanità nel loro sacrificio.

Questi due uomini stanno donando le loro vite per l'obiettivo più nobile dell'umanità: la ricerca della verità e della conoscenza. Si addoloreranno le loro famiglie ed i loro amici; si addolorerà la loro nazione; si addolorerà tutta la gente del mondo; si addolorerà la Madre Terra per avere mandato due dei suoi figli verso l'ignoto.

Nella loro esplorazione, hanno unito le popolazioni del mondo come se fosse una; nel loro sacrificio, hanno legato ancora più strettamente la fratellanza tra gli uomini. Nei giorni antichi, gli uomini hanno guardato le stelle ed hanno visto i loro eroi nelle costellazioni. Oggi, noi facciamo lo stesso, ma i nostri eroi sono uomini in carne e ossa.

Altri seguiranno e certamente troveranno la loro via di casa. La ricerca dell'Uomo non verrà negata. Ma questi uomini erano i primi, e i primi resteranno nei nostri cuori.
Ogni uomo che guarderà la Luna nella notte, saprà che c'è da qualche parte un piccolo angolo che sarà per sempre l'umanità.»


giovedì 16 luglio 2009

BALLE SPAZIALI SU CORRIERE.IT

Grazie a Paolo Attivissimo vengo a conoscenza di una ulteriore "chicca" pubblicata dai nostri giornalisti nazionali. Questa volta è "Il Corriere" a farne le spese. In un articolo del 7 luglio scorso si dichiara che Buzz Aldrin è "l'ultimo astronauta sopravvissuto della missione Apollo 11". In altre parole, a suo dire Neil Armstrong e Michael Collins sarebbero morti.

La cosa ancora più esilarante è che la giornalista Emilia Costantini sempre secondo Attivissimo era proprio una delle persone presenti in sala al RomaFictionFest, vicino ai diretti interessati, al diretto interessato (Aldrin) e con Neil Armstrong e Michael Collins in perfetta forma: qui il video della conferenza stampa

Ed ecco la pagina incriminata pubblicata dal Corriere.



Questo mi ricorda che sabato 17 ottobre 2009 a Torino in Via Bellardi 116, sono stato invitato a una conferenza in cui fornirò maggiori dettagli su come le notizie vengono fatte passare dai nostri giornali e giornalisti.

Bufale e scemenze pseudo-scientifiche mandate in onda su TV o pubblicate dalla Stampa saranno argomento del mio intervento.

Cercando anche di divertire un poco il pubblico con filmati tratti da trasmissioni TV e da giornali, parlerò del basso livello di competenza scientifica dei nostri giornalisti e di come il cittadino può difendersi dalle bufale e dalle notizie gonfiate a forza con lo scopo di creare un clima di tensione e per aumentare un poco la tiratura o l'audience

Insieme a me tra i relatori: ci saranno un astronomo, un fisico, un chimico, e uno statistico.

Ciascuno vi intratterrà per circa 20 minuti sui contributi che la propria disciplina offre all’astronomia. Naturalmente non mancherà lo spazio (e il tempo) per le vostre domande.

Qui sotto vi elenco i titoli degli interventi e, fra parentesi quadre, la disciplina di riferimento:

- La ricerca dei pianeti extrasolari [Astronomia];
- Le costanti di natura e i modelli di universo [Fisica];
- La tavola periodica degli elementi tra Terra e Spazio [Chimica]
- Si fa presto a dire probabilità (di vita extraterrestre e di impatto asteroidale) [Statistica];
- La scienza sui giornali e su Internet [Mass-media]

Si tratta di una iniziativa gratuita, ma sono ben accette le donazioni a favore delle organizzazioni promotrici, in quanto queste dedicano tutti i loro sforzi a beneficio delle persone svantaggiate, soprattutto disabili. Maggiori dettagli ve li darò nelle prossime settimane.

Per informazioni: http://ecoassociazione.blogspot.com


FEYNMAN: LE SUE LECTURES SU WEB GRAZIE A BILL GATES


Se la Apple di Cupertino fondata da Steve Jobs, lo aveva scelto come uomo immagine di una sua campagna sotto lo slogan di "Think different" la Microsoft non è da meno nel rendere i suoi onori.

Una raccolta di lezioni tenute dal fisico e premio Nobel Richard Feynman sono state recentemente acquistate dal fondatore della Microsoft Bill Gates e sono disponibili da poco anche on-line.

Gates, ha dichiarato:
"Nessuno è stato più abile a rendere la scienza divertente e interessante quanto Richard Feynman".
"A distanza di 20 anni le sue lezioni sono ancora le migliori lezioni che io abbia mai ascoltato. Feynman ha lavorato sodo nel corso della sua vita per diffondere la conoscienza scientifica, e sono sicuro che sarebbe entusiasta se potesse vedere che ora chiunque, in qualsiasi parte del mondo, potrebbe con un semplice clic riascoltare quelle lezioni".

Le lezioni sono disponibili sul sito Microsoft all'indirizzo
http://research.microsoft.com/apps/tools/tuva/index.html

Una curiosità: il nome 'Tuva' è stato scelto perché Feynman nella sua vita rimase affascinato dalla repubblica russa di Tuva, collocata nel cuore dell'Asia.

Feynman, già noto al pubblico per un inusuale senso dell'umorismo ed eccentricità, morì nel 1988. La sua attitudine ad indagare è famosa, e fa parte uno stato mentale ed in parte una capacità che secondo il grande scienziato andrebbe appresa con l'esperienza. Lo stato mentale è dato dall'essere curiosi, dal proprio stato indagatore e dal chiedersi “perché” e “come” sta succedendo quello che accade quotidianamente sotto i nostri occhi.

A tale riguardo, ricordiamo il profondo effetto che il padre di Richard Feynman ebbe sulla sua crescita come scienziato. Il passaggio seguente è tratto da una delle biografie sulla vita di Fenman.

Ecco come Feynman lo racconta:

Un giorno un bambino mi disse:“Vedi quell'uccello? Che tipo di uccello è?”
Io risposi: “Non ho la più pallida idea di che tipo di uccello sia.”
E lui: “E un tordo dal collo marrone. Tuo padre non ti insegna nulla!”
In realtà mio padre mi aveva insegnato un concetto diametralmente opposto. Un giorno papà mi aveva infatti detto: “Vedi quell'uccello? E un usignolo di Spencer.” (avevo capito subito che non conosceva il nome vero). “Bene, in italiano, è un Chutto Lapittida. In cinese, è Chung-long-tah, in giapponese, è Katano Tekeda. Puoi conoscere il nome di questo uccello in tutte le lingue del mondo, ma alla fine non saprai assolutamente nulla di questo uccello. Saprai solo che gli uomini in posti differenti chiamano l'uccello in modi diversi. Allora guardiamo l'uccello e vediamo cosa sta facendo: questo è ciò che conta.” (E cosi ho imparato molto presto la differenza tra conoscere il nome di qualcosa e conoscere qualcosa).
“Ad esempio, guarda: l'uccello becca le sue piume per tutto il tempo. Lo vedi camminare, beccarsi le piume?” “Sì”.
“Allora - disse mio padre- perché pensi che gli uccelli si becchino le piume?” “Ma … forse non sono in ordine quando volano, così le beccano in modo da ricomporle.”
“Va bene, ma se ci fosse bisogno, allora si beccherebbero moltissimo subito dopo aver volato. Poi, dopo che sono stati a terra per un po' non si beccherebbero più così tanto, ti pare?” “Sì”.
Allora aggiunse mio padre: “Guardiamo e vediamo se si beccano ancora subito dopo essere atterrati”.
Non è difficile indovinare che non c'è molta differenza tra gli uccelli che fino a quel momento hanno un po' gironzolato e quelli che sono appena atterrati. E così dissi: “Mi arrendo! Perché un uccello becca le sue piume?” “Perché ci sono dei vermi che lo infastidiscono. I vermi mangiano scaglie di proteine che fuoriescono dalle sue piume e” continuò mio padre “ogni verme ha della roba appiccicosa sulle gambe, e i piccoli acari mangiano proprio questo. Gli acari non digeriscono perfettamente e così emettono dalla loro parte posteriore un materiale simile allo zucchero nel quale crescono i batteri.”
Infine mi disse: “Quindi, ovunque ci sia una fonte di cibo, c'è una qualche forma di vita che lo trova.”
Ora, so che potrebbe non essere esattamente un verme, che potrebbe non essere proprio vero che le gambe del verme siano coperte da acari e questa storia può darsi che non sia esatta nei dettagli, ma ciò che mi ha raccontato mio padre è senz'altro giusto in linea di principio.


Sono pochi i bambini tanto fortunati da avere un genitore come quello di Richard Feynman! Molta della responsabilità nell'allevare un bambino facendogli crescere lo stato mentale necessario per diventare un adulto che indaga, che si pone domande, ricade quindi sulle nostre scuole.

Queste lezioni tenute dal grande fisico sono un buon punto di partenza.

Fonte: iTWire

mercoledì 15 luglio 2009

SBARCO SULLA LUNA: SUL SITO NASA E' INIZIATO IL COUNTDOWN

In occasione dei 40 anni dallo sbarco sulla Luna la Nasa darà la possibilità di riascoltare l'intero audio della missione su Internet, e seguirla in diretta esattamente negli stessi giorni in cui 40 anni fa ebbe luogo la storica impresa.

Il conto alla rovescia parte da wechoosethemoon.org , una meraviglia di sito interattivo dove la Nasa cercherà di ricreare le stesse sensazioni di quell'epoca.


La retrospettiva ripropone le comunicazioni fra gli astronauti Neil Armstrong, Michael Collins e Buzz Aldrin e il Centro di controllo a Terra, presso il centro spaziale Johnson della Nasa a Houston.




In webstream sul sito internet della Nasa, il countdown è già iniziato e la trasmissione inizierà alle 16:32 di domani (ora italiana), nello stesso giorno e alla stessa ora in cui 40 anni fa cominciò il viaggio, e proseguirà fino alle 16,50 del 24 luglio, quando fu recuperato l'equipaggio dopo l'ammaraggio.

Per l'anniversario, sul sito della Nasa è pubblicato anche altro materiale multimediale sul programma Apollo e la storia dei voli umani nello spazio

Vedi anche: http://www.nasa.gov/apollo40th
http://spaceflight.nasa.gov/history/apollo/apollo11

CENA CON LE STELLE A BARCELLONA


Se nei prossimi due mesi qualcuno ha intenzione di passare da Barcellona, consiglio di fare un salto all’Observatori Fabra, un bellissimo edificio modernista situato sul monte Tibidabo che domina tutta la città catalana, e dove viene organizzata un’iniziativa che combina scienza, astronomia e gastronomia.




L’attività, dal nome Sopars amb estrelles (Cena con le stelle), unisce una cena immaginativa e un programma di conferenze e dialoghi (ovviamente tutta in spagnolo), oltre all’osservazione al telescopio della Luna, Giove e Saturno.

Si comincia il 22 luglio con Álvaro Giménez, professore del CSIC (il CNR spagnolo) e direttore del Centro de Astrobiologia di Madrid, e la sua conferenza dal titolo “L’esplorazione spaziale ” dove presenterà lo stato dell’arte della ricerca mediante sonde spaziali sia dei differenti corpi del nostro sistema solare che delle galassie, stelle e altri sistemi planetari.

Cosa fanno gli astronomi? Decodificando il cielo ” è invece il seguente appuntamento. Il 5 agosto Emilio J. Alfaro, presidente della Sociedad Española de Astronomía e professore del CSIC nell’Instituto de Astrofísica de Andalucía (IAA), accompagnerà il pubblico in un percorso attraverso le diverse tecniche e teorie scientifiche che usano gli astronomi per ricevere e decifrare le informazioni che ci arrivano dall’Universo.

Il 13 agosto è il turno di Ignasi Ribas, ricercatore dell’Institut de Ciències de l’Espai (CSIC-IEEC). Nella sua conferenza dal titolo “Alla ricerca di altre terre: pianeti abitabili oltre il Sistema Solare” tratterà la possibile esistenza di vita extraterrestre in un viaggio appassionante attraverso le ultime scoperte di pianeti extrasolari.

Che sappiamo di Titano? Che ci riserva il futuro? sono solo alcune delle domande alle quali José J. López, professore del CSIC nell’IAA, cercherà di rispondere nelle sua conferenza “Titano, un mondo a portata di mano. Da Comas-Solá a Cassini-Huygens” prevista per il 19 de agosto.

Il giorno dopo, 20 agosto, sarà Eva Oriol Pibernat chi parlerà de “Il ruolo dei satelliti per la previsione del tempo e il monitoraggio del clima”. La coordinatrice dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) con gli organismi rappresentativi delle agenzie spaziali che si dedicano all’osservazione della Terra spiegherà come i satelliti meteorologici ci permettono rilevare tendenze climatiche ed evidenziare i problemi che possono influire sul medio ambiente.

Infine il 28 de agosto lo scrittore Emili Teixidó e Xavier Barcons, professore del CSIC nell’Instituto de Física de Cantabria (IFCA), presenteranno “Origine e crescita dell’Universo”. In questa conferenza si parlerà di "energia oscura" e “inflazione”, due ingredienti fondamentali del cosmo praticamente ancora sconosciuti, che verranno trattati dal punto di vista dell’osservazione astronomica e delle sue prospettive future.

Per prenotazioni e maggiori informazioni fare clic qui.

CARLO FERRI ENTRA A FAR PARTE DELLA REDAZIONE DI GRAVITÀ ZERO


La redazione di Gravità Zero si arricchisce dei contributi di un nuovo arrivo: siamo lieti di dare il benvenuto a Carlo Ferri, già nostro collaboratore con il blog di cui è co-fondatore Gravedad-Cero.org.

Carlo Ferri sta ultimando un dottorato in Fisica presso l'Institut de Ciències de l'Espai (CSIC-IEEC) di Barcellona, in Spagna. Si occupa di astrofisica delle alte energie e in particolare del trattamento dei dati dell'XMM-Newton dell'ESA per lo studio di novae in fase di post-esplosione e di variabili cataclismiche.

Scrive per Tuttoscienze, El Pais e Il Sole 24 Ore.

Sarà quindi un vero piacere averlo qui tra noi, anche perché avrà molto da raccontarci sulla sua esperienza come ricercatore e divulgatore scientifico in Spagna e sul suo lavoro all'interno di uno dei centri che più contribuisce alla crescita scientifica e tecnologica di quel Paese.

martedì 14 luglio 2009

IL CARNEVALE DELLA MATEMATICA DI LUGLIO 2009

E siamo arrivati al 14 luglio! Data del mese dedicata come di consueto all'appuntamento che ormai conosciamo e che porta il nome di Carnevale della Matematica, questo mese ospitato da quel meraviglioso trio di cervelloni che sono i Rudi matematici.

Lo ricordiamo: il 14 è il giorno di ogni mese scelto grazie alla la sua coincidenza con le prime due cifre decimali del numero Pi-greco (3,1415...), sennò che gusto c'era a parlare di matematica?


Ma il 14 luglio viene ricordato anche per altri grandi eventi (non sempre felici) della storia della scienza.

E' il 14 luglio del 1938, infatti che viene pubblicato il Manifesto degli scienziati italiani razzisti. Con il documento, dal titolo "Il fascismo e i problemi della razza", il regime si propone di fornire una base scientifica per le teorie razziste (vedi Leggi razziali fasciste).
Nel periodo di rigurgiti razzisti che stiamo rivivendo in Italia è bene ricordare i nomi dei 10 scienziati firmatari che si macchiarono di tale abominio. Ricordiamo per evitare che una macchia così indelebile si ripeta ancora, perlomeno in Italia.

Dopo la pubblicazione del manifesto, furono pubblicati su quotidiani e riviste i nomi dei supposti sostenitori della norma (alla caduta del regime fascista molti negarono di avere dato l'assenso), per un totale di 180 scienziati a cui si aggiungevano 140 personalità della politica, del giornalismo e vari intellettuali (scarica qui il pdf)

Per fortuna il 14 luglio viene ricordato anche per altri eventi meno tragici e più edificanti per il genere umano. Eccone alcuni:

Sicuramente il 14 luglio 1789 - fu per la Francia un periodo di svolta culturale e sociale. Con la Rivoluzione Francese e la presa della prigione Bastiglia del 14 luglio al grido di « Liberté, Égalité, Fraternité» segna le basi di quello che sarà la Francia e l'Europa del XIX secolo. La fine dell'assolutismo e il configurarsi di una nuova visione del mondo, liberale e democratico.

Il 14 luglio 1965 lo ricordiamo anche per la sonda americana Mariner 4, che in tale data raggiunge per la prima volta Marte: invierà alla Terra un totale di 21 foto.

(foto Nasa: Mariner 4, JPL-7875A)




E' infine passato appena un anno da quando, nel 2008, l'asteroide 2008 BT18 passò vicino alla Terra (a 0,0151 UA dalla Terra, pari a 5,9 distanze lunari).
E intanto all'Università di Pisa si festeggia il decennale del sistema per il monitoraggio dei Near Earth Objects.


IL CARNEVALE DELLA MATEMATICA

Il Carnevale della matematica è un’iniziativa ideata da .mau. sul modello del Carnival of Mathematics. E’ un tentativo di radunare dei blogger che parlino di matematica. Il 14 di ogni mese, un blogger si offre di scrivere un post che parli di matematica, raccogliendo i post di argomento matematico che gli sono stati segnalati, presentandoli brevemente: articoli di altri blog, software matematico, relazioni tra matematica e altre ambiti della conoscenza…insomma qualsiasi cosa abbia come tema la matematica e dintorni.



Ecco le date e i luoghi su cui sono stati postati i carnevali di tutte le edizioni

1. 14 maggio 2008: Prooof (postato!)
2. 14 giugno 2008: .mau. (postato!)
3. 14 luglio 2008: Matematicamedie (postato!)
4. 14 agosto 2008: Chartitalia (postato!)
5. 14 settembre 2008: Rudi Matematici (postato!)
6. 14 ottobre 2008: Matem@ticaMente (postato!)
7. 14 novembre 2008: Marcello Seri (postato!)
8. 14 dicembre 2008: Matematica 2005 (postato!)
9. 14 gennaio 2009: .mau. (postato!)
10. 14 febbraio 2009: Prooof (postato!)
11. 14 marzo 2009: Marcello Seri (postato!)
12. 14 aprile 2009: Gravità Zero (postato!)
13. 14 maggio 2009: Matem@ticamente (postato!)
14. 14 giugno 2009: Matematica 2005 (postato!)
15. 14 luglio 2009: Rudi Matematici (postato!)

Il Carnevale non si ferma neppure ad Agosto, e verrà ospitato proprio dal suo ideatore: .mau.

Se avete un blog e volete partecipare al prossimo Carnevale, mandate a .mau. i contributi, oppure, e anche questo sarebbe un bel gesto, fatevi avanti per prenotarvi ad ospitare una edizione: basta cliccare qui, sul sito di prenotazione.

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lunedì 13 luglio 2009

ANCHE L'UNIVERSITA' ITALIANA E' IN CRISI

Pochi minuti fa mi è giunta una email. Parlava di un certo master di una certa università della mia città. Oggetto: si iscrivono sempre meno giovani ai master! L'università in questione, che ha da poco compiuto i suoi 500 anni, si è affidata ad esperti nella comunicazione "esterni" perché in crisi di iscrizioni: i giovani non si iscrivono. Ha prodotto un testo, che vorrebbe pubblicare per promuovere il master.
Ho letto il testo, parla di un certo corso centrato su tecnologie multimediali... sembra scritto da un burocrate! Con uno stile che sapeva di muffa già 20 anni fa!
Mi domando come pensano di attirare i giovani... intanto penso a cosa farei se fossi un teenager oggi!... sicuramente verrei attratto da uno dei seguenti video e mi iscriverei ... in una delle 305 spumeggianti migliori Università USA.
Date uno sguardo alla Columbia University, o alla University of South Florida, e se avete 18 anni vi verrà voglia di iscrivervi!

Campus tra cui primeggia il Caltech! Già, proprio quello in cui insegnò il grande Richard Feynman! Di seguito un estratto del video.

domenica 12 luglio 2009

GOLDACRE E LA LOTTA ALLE BUFALE SCIENTIFICHE


Consapevolezza.

Questa sembra essere la parola chiave per Ben Goldacre, giornalista della carta stampata, che, dopo la laurea in medicina a Oxford e una breve carriera accademica, ora si dedica a tempo pieno al giornalismo scientifico, tenendo da anni una seguitissima rubrica sul quotidiano inglese The Guardian, intitolata La cattiva scienza.


Così, nel corso del tempo, Goldacre si è specializzato nello scovare gli errori della scienza, i suoi conflitti di interesse e i modi in cui le aziende farmaceutiche, cosmetiche, i nutrizionisi da salotto televisivo e i santoni new age ci vendono le loro pretese verità.

La sua esperienza è stata poi riversata nel suo libro dal titolo "La cattiva scienza" (Bruno Mondadori, 304 pagine), che è appunto il frutto del suo lavoro quotidiano sul Guardian e sul suo divertente blog, badscience.net.

Questo lo stuzzicante indice del libro:
1. L’argomento
2. Brain Gym
3. Il complesso Progenium XY
4. L’omeopatia
5. L’effetto placebo
6. L’assurdità del momento
7. «Scoperta la pillola capace di risolvere un complesso problema sociale»
8. La medicina tradizionale è malvagia?
9. Come i media favoriscono la disinformazione scientifica
10. Perché le persone intelligenti credono alle cose stupide
11. Le cattive statistiche
12. Gli allarmismi sanitari
13. La bufala mediatica del vaccino trivalente

Le storie raccontate sono certamente divertenti e ironiche, senza però mai perdere il loro contenuto di denuncia nei confronti di errori, ma anche di veri e propri inganni.

Insomma, nel suo libro Goldacre non fa altro che spiegare ai suoi lettori come si fanno scienza ed informazione di qualità.
"La cattiva scienza", infatti, non è solo un viaggio giornalistico, ma anche un'esortazione a leggere le notizie di scienza ed a guardare le pubblicità, ad ascoltare un programma televisivo o una lezione scolastica con spirito critico, in quanto finalmente consapevoli dei meccanismi della buona scienza.

Goldacre invita inoltre i suoi lettori a partecipare sempre all'informazione scientifica, magari scrivendo in prima persona su un blog, per discutere con il prossimo di scienza e per imparare finalmente a conoscere ed a raccontare il lavoro dei ricercatori.

sabato 11 luglio 2009

ABBIAMO SCOPERTO UNA NOVA!

Continua la collaborazione con Carlo Ferri, dottorando in Fisica presso l'Institut de Ciències de l'Espai (CSIC-IEEC) di Barcellona e co-fondatore del blog Gravedad-Cero.org.
Quel che segue è il suo ultimo articolo inedito preparato per Gravità Zero! Una notizia che ha avuto larga eco internazionale. Qui la notizia su Adn.es.


Sulla base di osservazioni realizzate con il telescopio dell'Osservatorio Astronomico Joan Oró del Montsec (OadM), in Catalunya, il 30 giugno scorso il mio gruppo di ricerca dell'Institut de Ciències de l'Espai (CSIC-IEEC) ha scoperto un nuovo oggetto stellare nella galassia Andromeda candidato a essere una nova.



Anticamente, quando un nuovo oggetto celeste appariva nella volta celeste lì dove precedentemente non veniva rilevata alcuna sorgente luminosa gli astronomi parlavano di nova stella. In realtà, questa non era una nuova componente del firmamento quanto piuttosto una stella già esistente che, improvvisamente, diventava milioni di volte più luminosa e di conseguenza risultava visibile dal nostro pianeta.

Durante molto tempo questa nomenclatura fu usata indistintamente per qualsiasi oggetto che mostrasse un aumento eccezionale di luminosità. Curiosamente il termine fu usato per la prima volta dall'astronomo Tycho Brahe quando scoprì non una nova bensì una supernova, che tutt'oggi porta il suo nome ed è ubicata nella costellazione di Cassiopea. Solo successivamente, e grazie a osservazioni più precise basate su proprietà fisiche e chimiche, si iniziò a considerare la distinzione tra novae e le più potenti supernovae.

Le esplosioni delle stelle novae si verificano in sistemi stellari binari costituiti da una nana bianca, un tipo di stella poco luminosa e nella fase finale della sua evoluzione, e da una stella simile al Sole. La nana bianca riceve materia dalla sua compagna, fino a un punto in cui avviene l'esplosione. Considerato che attualmente si dispone solo di poche informazioni sulla fase precedente a una esplosione, è praticamente impossibile predire un fenomeno eruttivo. Il processo è simile a quello osservato nelle esplosioni di supernova con la differenza che le novae perdono solo gli strati più esterni senza distruggersi completamente. 

L'esplosione provoca la sintesi di nuove sostanze chimiche che vengono rilasciate nel mezzo interstellare. Questa proprietà, condivisa da novae e supenovae, le rende entrambe fondamentali per l'evoluzione delle galassie. In definitiva, i composti chimici espulsi da queste stelle ricoprono un ruolo importantissimo anche per la creazione di sistemi planetari simili al nostro. Questi atomi, con il tempo, si uniranno tra loro fino a produrre strutture sempre più complesse, essenziali per la formazione di altre stelle e pianeti.

Una traccia inconfondibile di questo fenomeno è osservabile nei grani di polvere pre-solari presenti nei meteoriti raccolti sulla Terra, i quali preservano la composizione chimica della sorgente primordiale. Una delle conseguenze più importanti di questi avvenimenti è che noi esseri umani esistiamo grazie a quelle stelle che hanno brillato durante milioni e milioni di anni. Studiarle vuol dire concretamente spiegare la storia della materia per capire la nostra esistenza.

Il nuovo oggetto appena identificato - che può essere attribuito alla classe delle novae - si trova nella Galassia Andromeda (o M31), la più grande e più brillante delle galassie che compongono il gruppo più vicino alla Terra, noto come Gruppo Locale. 

La scoperta effettuata dall'Osservatorio del Montsec, il cui il telescopio dispone di un funzionamento completamente robotizzato, è parte di un progetto di monitoraggio di novae utilizzando sia telescopi ottici terrestri sia quelli spaziali per i raggi X (come Chandra e XMM -Newton).


L'AUTORE, CARLO FERRI, SULLA STAMPA ITALIANA

Carlo Ferri ha recentemente pubblicato su Tuttoscienze de La Stampa una interessante intervista a Giovanna Tinetti (astrofisica), scaricabile da qui.

E due articoli pubblicati su IL SOLE 24 ORE in occasione dello speciale 40 anni dello sbarco dell'uomo sulla Luna intitolati
"Satellites, la caccia alle astronavi nelle steppe russe"
e
"Latte, ricotta, elio e altri ingredienti del suolo lunare"

SCHIFIDI INSETTI E INVADENTI FORMICHE

Il seguente articolo è apparso nella rubrica "Matemagica"
sulla rivista per ragazzi "Mondo Erre" nel mese di Giugno 2009



“Mi viene da sorridere quando vedo che la gente prova ribrezzo a pensare di dover mangiare una cavalletta o una larva fritta! Ah, ah… se penso a quanti insetti crudi hanno mangiato senza saperlo… nell’insalata, in mezzo a qualche mela o solo pedalando a tutta velocità in bicicletta con la bocca aperta”…

Sono le parole di Louis Champod, naturalista ed entomologo (studioso d’insetti).

E in effetti se ci pensi, è proprio vero! Inavvertitamente ingeriamo ogni giorno chissà quante specie diverse di insetti senza neppure accorgercene. 
La prossima volta che vai in bici, mi raccomando, ricorda di tenere la bocca chiusa!

Tra le tante stravaganze che troviamo nel mondo, se sei raffreddato, c’è quella di un rimedio dello Sri Lanka che ti invita a spiaccicare una manciata di formiche da qualsiasi parte e poi andarci giù di naso ad annusarle per ricominciare a respirare a pieni polmoni!

Ma a parte queste stranezze, devi sapere che senza gli insetti noi non esiteremmo! Sono loro infatti che svolgono funzioni essenziali per la sopravvivenza della vita sulla terra come impollinatori, divoratori di rifiuti, produttori di miele e di seta.
Senza l’impollinazione, ad esempio, si fermerebbe ogni ciclo vitale, perché le piante non riuscirebbero a crescere e a riprodursi, e gli animali a nutrirsi.
Tutta la vita sulla Terra dipende dunque da questi piccoli ma utilissimi animali.

Se poi pensi che gli insetti abitano la Terra da quattrocento milioni di anni, ben prima della comparsa dell’uomo, beh, allora dobbiamo proprio portare loro rispetto.

Tra tutti gli insetti che conosciamo (ce ne sono milioni di specie) le formiche sono tra quelli più noti all’uomo.

Quante formiche pensi di trovare se scavi in un formicaio, ammesso che tu ci riesca senza essere attaccato dai loro aggressivi soldati?

Il record in Europa appartiene a una formica chiamata polyctena, che può raggiungere i 5 milioni di individui per formicaio (da noi si può trovare sulle Alpi).

Si stima che nascano ben 1 miliardo di formiche al minuto in tutto il globo.
E alcuni biologi dell’Università di Harvard si sono perfino divertiti a contarle, calcolando che possano esserci 100.000.000.000.000,000 di formiche sulla Terra.

Come puoi leggere questo numero? Puoi leggerlo così: cento milioni di miliardi. Ma gli scienziati usano una notazione diversa. Più semplice da rappresentare. La chiamano “notazione scientifica”:

1 x 101 = 10 (si legge: 1 per 10 elevato a 1 = 10)
1 x 102= 100 (1 per 10 elevato a 2 = 100)
1 x 103= 1000 (1 per 10 elevato a 3=1000)
1 x 104= 10.000 ...
e così via ...

Hai capito come si fa? Basta contare gli zeri e mettere quel numero a esponente.

Dunque ci sono 1x1017 formiche nel mondo, un numero seguito da 17 zeri!

Se si assume che il peso medio di una formica sia di 8 milligrammi, per raggiungere un chilo devi metterne su una bilancia circa 125.000. Puoi anche provare a calcolare il peso di tutte le formiche del mondo e vedrai che la cifra è 800 milioni di tonnellate!

Giusto per fare un paragone, siccome ci sono circa 6 miliardi di persone in tutto il mondo (6x109) questo significa che ci sono ben 8-9 ordini di grandezza di differenza tra noi e loro! Cioè ci sono tra 15 e 20.000.000 (20 milioni) di formiche per ogni essere umano.

Incredibile vero?

venerdì 10 luglio 2009

LA CONGETTURA DI POINCARÉ

Se ti piace scoprire cose nuove e tua moglie ti regala – per il tuo compleanno – "L’enigma di Poincaré" (di George G. Szpiro – Apogeo 2008), allora è molto probabile che inizierai a leggerlo. Se lo farai, non sarai più in grado di smettere, perché tratta dell’avventura umana della matematica ed è scritto quasi come un romanzo giallo. Con ciò non voglio dire che se inizi, sarai vittima di un incantesimo e dovrai finirlo in giornata, tralasciando aspetti irrilevanti della tua vita come mangiare, dormire e andare in bagno, ma semplicemente che non riuscirai ad abbandonare questo libro sul comodino.

Nel mio caso, le cose sono andate proprio come sopra descritte, ma – essendo un appassionato di scienza e divulgatore scientifico – non posso far a meno di raccontare ai miei lettori almeno qualche elemento del testo. Trattandosi di un argomento intrinsecamente difficile, l’impresa che mi propongo è piuttosto ardua, tuttavia mi sono già esercitato con una mia studentessa, mia moglie e – soprattutto – mio figlio, che ha poco più di otto mesi, e non ha avuto assolutamente nulla da obiettare.

Cominciamo dal concetto di teorema. Un teorema non è altro che un enunciato corredato da una dimostrazione matematica. Dunque possiamo dire, entro i limiti della matematica, che un teorema è un’affermazione vera. Invece una congettura è un teorema non dimostrato, quindi si tratta di un’affermazione che può essere vera o falsa. Perché mai un matematico dovrebbe fare un’affermazione senza dimostrarla? Bè, possono esserci parecchi motivi: ad esempio perché non ci riesce, oppure muore prima di riuscirci, oppure ritiene che sia vera, ma non se la sente di esporsi al controllo della comunità dei matematici, e così preferisce lasciare ai posteri l’arduo dilemma. Qualcosa del genere successe proprio ad Henri Poincaré (Nancy 1854 – Parigi 1912), il matematico francese la cui congettura, pubblicata nel 1904, impegnò schiere di matematici per tutto il ventesimo secolo. Solo nel 2006, salendo sulle spalle dei giganti che lo avevano preceduto, un eccellente matematico russo di nome Grigorij Perel'man, è riuscito nell’impresa: ha concluso la dimostrazione della congettura di Poincaré, rivelatasi quindi vera (come sospettava il suo autore), meritando la prestigiosa Medaglia Fields (che peraltro ha rifiutato).

Ma torniamo al principio, per cercare di capire innanzitutto quale fosse il contenuto della congettura di Poincaré e per quale motivo dovrebbe interessarci. Il settore della matematica in cui si inserisce la congettura si chiama topologia. La topologia è un genere di matematica che nasce a metà 800 grazie a Bernhard Riemann (Breselen, Hannover 1826 – Selasca, Italia 1866), ma diventa disciplina autonoma soprattutto ad opera di Poincarè agli inizi del 900.

Essa studia le forme degli oggetti senza far ricorso alle misure (tipiche della geometria), assumendo come unico concetto di equivalenza fra le figure quello della continuità. Ciò implica che un oggetto topologico (che si può immaginare come se fosse fatto di pongo) può deformarsi a piacimento (purché non lo si strappi o lo si tagli) senza alterare la sua natura. Di conseguenza un quadrato è equivalente ad un disco. Un quadrato non è però equivalente a un quadrato con un buco nel mezzo, perché, in prossimità del buco, la continuità viene a mancare.
Il punto di vista della topologia è diverso da quello della geometria euclidea, che deriva dalla capacità umana di valutare le distanze, e quindi dalla possibilità di vedere e toccare oggetti vicini a noi. Secondo la geometria euclidea, ad esempio due cerchi sono differenti se hanno un raggio diverso, e quindi si può stabilire che un cerchio è più grande e l’altro è più piccolo. Inoltre il topologo valuta le figure in maniera differente anche rispetto alla geometria proiettiva, secondo la quale due figure sono equivalenti se possono essere proiettate una sull’altra.

La topologia è una scienza recente che ha elaborato una serie di nuovi oggetti, che solo in minima parte possono essere rappresentati graficamente in maniera precisa. Per lo più gli oggetti topologici sono così strani, che possono essere individuati soltanto tramite una descrizione della loro costruzione (a partire spesso da oggetti familiari), a condizione di possedere una notevole capacità di astrazione per poterli "immaginare".

Ci si potrebbe allora chiedere a che cosa serva la topologia. Ebbene: essa ha un’importante diffusione nella scienza moderna. In Fisica, in Teoria delle Particelle Elementari e in Cosmologia se ne fa un uso massiccio. Ma, in ogni caso, dobbiamo pensare che potrebbero esistere esotici oggetti topologici, di cui non abbiamo ancora percepito la presenza. Non fraintendetemi, sto semplicemente parlando del fatto che una formica, ferma su un uovo, non ha molte possibilità di accorgersi che si tratta proprio di un uovo, mentre una mosca è avvantaggiata dal fatto di poterci volare intorno; meglio ancora l’uomo può prendere in mano l’uovo ed esplorarlo completamente. Ad esempio la nostra difficoltà di comprendere la forma dell’Universo risiede proprio nel fatto che, rispetto all’immensità dell’Universo, noi siamo una formica, dotata di piccolissime capacità di volare.

Ora, se avete anche solo un’idea di cosa sia la topologia, potete comprendere, in maniera intuitiva, cosa sia la congettura di Poincaré. Gran parte degli oggetti che manipoliamo hanno tre dimensioni spaziali, ad esempio il libro di George G. Szpiro, appoggiato sulla mia scrivania, può essere completamente localizzato tramite le misure di lunghezza, larghezza e spessore. La stessa cosa vale naturalmente per un uovo, ma se invece volessimo riferirci soltanto al guscio dell’uovo (o alla copertina del libro) ? Si tratterebbe della superficie di un oggetto tridimensionale: tale superficie perde necessariamente una dimensione, diventando solo bidimensionale. Quindi il guscio dell’uovo, il cuoio di cui è costituito un pallone da calcio, le facce esterne di un cubo o di una piramide egizia, sono tutti oggetti bidimensionali. Se avvolgiamo un elastico intorno al guscio di un uovo, comprendiamo intuitivamente che l’elastico può essere contratto in un singolo punto e il guscio ridotto ad una sfera.
Ma Poincaré si chiese se i corpi tridimensionali, i cui elastici possano essere tutti contratti ad un punto, possono essere trasformati in una sfera. Quindi la risposta al problema posto è sicuramente positiva per oggetti mono e bidimensionali, ma da ciò non è assolutamente semplice dedurre la validità della congettura per oggetti di dimensioni superiori.

Ed infatti ci vollero oltre cento anni affinché la congettura di Poincaré venisse dimostrata come vera, e tutto ciò avvenne gradualmente, grazie allo sforzo di molti matematici. Alcuni cercarono un controesempio, che potesse distruggere la validità della congettura stessa. È noto che un solo esempio, contro un’affermazione matematica, è sufficiente per minare la validità dell’affermazione stessa. Ma nessuno ci riuscì.
Coloro che invece lavorarono per ottenere una dimostrazione, talvolta non approdarono a nulla, ma col trascorrere del tempo alcuni specialisti introdussero nuovi strumenti matematici, grazie ai quali altri riuscirono ad ottenere una dimostrazione parziale, valida solo per le dimensioni elevate. Sembra paradossale, ma il problema venne risolto prima per le dimensioni più grandi, poiché in quei casi si hanno "maggiori libertà di movimento". Al contrario, nelle basse dimensioni, i vincoli sono maggiori e possono portare facilmente al blocco, all’incapacità di proseguire quando non si intravede una via d’uscita. Ad esempio, se ci limitiamo strettamente al piano di un tavolo, sul quale è posto un cerchio, ci troviamo nelle basse dimensioni (due) e la nostra possibilità di muovere il cerchio è limitata al suo spostamento in una delle quattro direzioni. Se invece ci troviamo in dimensioni più elevate (tre) le nostre possibilità aumentano: disponendo dello spazio possiamo staccare il cerchio dal tavolo, manipolarlo fino a farlo diventare un 8 e poi riporlo nuovamente sul tavolo.

Ho già detto che fu Grigorij Perel'man a concludere questo importante lavoro e ad ottenere la dimostrazione anche per le basse dimensioni. Il libro G. G. Szpiro narra tutti i drammi che molti matematici dovettero affrontare e ci spiega che anche i matematici sono esseri umani (con le loro debolezze) e che lavorano duramente come tutti gli altri, per avere di che mangiare oppure per la gloria o, come Perel'man (che rifiutò spesso onori e denaro), soltanto per la matematica. Perché la soddisfazione di aver risolto un problema molto difficile è la massima gratificazione per un matematico.