martedì 30 giugno 2009

SISSA: A TRIESTE SI IMPARA LA SCIENZA

Da tutto il mondo a Trieste per una formazione scientifica all’avanguardia. Formazione post-laurea e ricerca scientifica all’avanguardia all’insegna dell’interdisciplinarità e dell’internazionalità. È il dottorato di ricerca alla Sissa di Trieste, la Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati dove crescono giovani talenti nel lavoro di squadra tra studenti, professori e ricercatori.

Imminenti le scadenze per iscriversi alle selezioni dei corsi di dottorato della Scuola, nei settori di ricerca in matematica, fisica e neuroscienze.

Scadono il 9 luglio 2009 i bandi di concorso per il dottorato in fisica astroparticellare, fisica matematica, geometria e particelle elementari.

Ultima scadenza invece il 17 settembre per i corsi di PhD in analisi matematica, astrofisica, fisica e chimica dei sistemi biologici, fisica statistica, genomica funzionale e strutturale, matematica applicata, neuroscienze cognitive, neurobiologia e teoria e simulazione numerica degli stati condensati.

Ogni anno sono circa 70 gli studenti che da Cina, India, Brasile, Svizzera, Francia e da tutt’Italia arrivano alla Scuola di eccellenza di Trieste (circa il 30% degli studenti sono stranieri e provengono da 37 diversi Paesi) per intraprendere un percorso formativo avanzato e muovere i primi passi nel mondo della ricerca scientifica. Alla Sissa infatti la formazione è ricerca.

Sissa si trova al centro di un network di ricerca peculiare a livello mondiale. Ospita inoltre alcuni ricercatori dell’Infn e il centro nazionale di simulazione numerica Democritos del Cnr-Infm. Ha accordi internazionali con università in tutto il mondo e la presenza di studenti, postdoc, ricercatori e professori stranieri fa della scuola una realtà internazionale. Tutte le attività didattiche si svolgono in inglese.

Il programma di dottorato ha durata di 3 anni (max 4) e si articola in attività didattica e di ricerca con prove d’esame il cui superamento condiziona i passaggi da un anno all’altro e l’ottenimento del PhD stesso. Agli studenti viene assegnata la borsa di studio per l’intero percorso formativo, periodo in cui sono inseriti nei gruppi di ricerca della Scuola, coordinati da scienziati di fama internazionale. La guida dei supervisor è costante: il corpo docente è infatti interamente dedicato agli studenti. Questo permette agli allievi di seguire percorsi personalizzati e di sviluppare linee di ricerca in piena autonomia. “Quando gli studenti arrivano alla Sissa, superato l’esame di ammissione, il percorso di formazione per il Phd non è l’ultimo gradino della carriera di studi, ma il primo della loro carriera di ricerca” continua il direttore.
La Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati a Trieste, fondata nel 1978 per l’alta formazione in matematica, fisica e neuroscienze, è stata la prima istituzione in Italia a promuovere corsi post-laurea per il conseguimento del titolo di dottorato di ricerca (o PhD) che è alla base delle carriere scientifiche a livello internazionale.

I corsi di dottorato della Sissa

› Analisi matematica
› Astrofisica
› Fisica astroparticellare
› Fisica matematica
› Fisica e chimica dei sistemi biologici
› Fisica statistica
› Genomica funzionale e strutturale
› Geometria
› Matematica applicata
› Neurobiologia
› Neuroscienze cognitive
› Particelle elementari
› Teoria e simulazione numerica degli stati condensati

Altri corsi

Laurea magistrale in matematica (scadenza 10 settembre 2009)
http://www.sissa.it/fa/lauree

Master in comunicazione della scienza (scadenza 25 settembre 2009)
http://mcs.sissa.it

INFO
http://www.sissa.it

lunedì 29 giugno 2009

CERCHI NEL GRANO: ALCUNE NOVITA'

I cerchi nel grano (o crop circles in inglese), sono forme geometriche realizzate da gruppi di persone usando assi, funi e cavi elettrici come unici strumenti.

Realizzati spesso con il fine di burlarsi dei media e della credulità popolare (e fornendo così materiale utile per la trasmissione RAI Voyager :-) , sono stati ampiamente smascherati da anni. Già la BBC britannica (negli anni '90) riuscì a riprendere in un documentario le metodologie utilizzate dai primi realizzatori: due artisti britannici in pensione, Doug Bower e Dave Chorley.

Ai link seguenti alcuni cerchi nel grano fotografati in Italia nel 2008 e nel 2009

Altri ne hanno fatto una vera e propria professione: Circlemakers.org, ad esempio, è oggi il più conosciuto gruppo di creatori di cerchi "artificiali". Creato da John Lundberg, ha come obiettivo di dimostrare che è possibile riprodurre anche forme complesse nel grano con l'uso di semplici attrezzi e ha realizzato molte opere che ha pubblicato nel suo sito.

Non parliamo dunque qui di misteri ma di certezze: come quello dei cerchi che compaiono nelle coltivazioni controllate di papaveri da oppio in Tasmania, Australia.

Pochi giorni fa, infatti, è stato rivelato dal Parlamento della Tasmania che i realizzatori di cerchi sarebbero stati i piccoli canguri locali (wallaby) che sotto l'effetto della droga saltano in cerchio prima di stramazzare al suolo. Qui la notizia riportata dalla BBC



E, sempre di pochi giorni, fa è la notizia del ritrovamento di un'altra specie di cerchi nel grano addirittura risalente a 6000 anni fa. Non realizzate da marsupiali, ma dalla "pressione sul terreno" rilasciata dal lavoro di uomini dell'epoca della pietra.



Ce ne parla proprio National Geographic:

Più vecchio di un migliaio di anni di quanto non sia Stonehenge, il sito include i resti di un tempio e vecchie tombe di circa 6000 anni che risalgono alle prime archietture britanniche. Questo è quanto afferma l'archeologa Helen Wickstead, direttrice del Damerham Archaeology Project

La scoperta è stata di tipo aereo, durante la ricognizione del sito chiamato English Heritage, l'agenzia della conservazione storica britannica.

I "crop circles" sarebbero il risultato di un antico sito archeologico che ha interferito con la crescita locale delle piante.

Approfondimenti al sito del National Geographic


domenica 28 giugno 2009

L’APPROCCIO AZIENDALE ALLA GESTIONE DEL RISCHIO

Sul numero 19/2009 di "Harvard Business Review Italia", intitolato "Oltre la crisi", è stata pubblicata un’intera sezione sugli strumenti e le strategie per gestire il rischio. Kevin Buehler, Andrew Freeman, Ron Hulme e Renè M. Stulz spiegano ai lettori quali sono i nuovi strumenti del risk management, in che modo è possibile assumere i giusti rischi e, infine, quali sono gli errori che i risk manager devono assolutamente evitare. Sono stati questi importanti articoli che mi hanno spinto a tornare a parlare di rischio, argomento che ho già in precedenza affrontato, sia dal punto di vista economico, che più strettamente tecnico – statistico.

Il mio interesse per il rischio è nato alla fine del 2006, quando decisi di scrivere la mia tesi di laurea in Scienze Statistiche proprio sul tema del risk management, ovvero della gestione del rischio, affascinato soprattutto dalla possibilità che la statistica offre di proteggersi dai rischi.
Nel 2007 è scoppiata l’attuale crisi finanziaria, dovuta principalmente alla sottovalutazione del rischio da parte di tutti: banche, società finanziarie, aziende industriali, commerciali e di servizi, investitori e risparmiatori. Ciò mi ha fatto comprendere meglio che ignorare il rischio può generare danni a cascata di vastissima entità, perciò a maggior ragione è diventato indispensabile diffondere, in modo semplice e accessibile, la cultura della gestione del rischio a tutti i livelli: persone, organizzazioni, sistema economico.

Tanto più che recentemente abbiamo assistito ad un altro comportamento – caratterizzato da irrazionalità - di masse gigantesche di persone che hanno acquistato obbligazioni ENI: a due giorni dalla chiusura dell’offerta, la richiesta dei risparmiatori ammontava a 2,5 miliardi di euro, contro i due miliardi offerti dalla società (che in realtà pensava che avrebbe collocato al massimo un miliardo di obbligazioni). In questi casi le banche fanno firmare ai clienti montagne di moduli prestampati, spesso scritti in corpo piccolo, e in questo modo rispettano le disposizioni di legge.

Ma chi legge tutta quella documentazione? E, fra quelli che con pazienza si mettono a leggere, chi è veramente in grado di comprendere quali sono i rischi ai quali si sta esponendo? In realtà basterebbe molto meno di un quintale di carta, per informare in modo adeguato il cliente. Bisognerebbe dirgli semplicemente che ENI intende fare grossi investimenti, il cui esito è necessariamente incerto: a tal fine ha bisogno di molti soldi, che chiede in prestito ai risparmiatori appunto tramite le obbligazioni. I clienti quindi comprano debiti di una società e rischi industriali. Invece di utilizzare (e rischiare) denaro proprio per investire, ENI usa quello degli altri, trasferendo quindi il rischio agli obbligazionisti, i quali spesso non ne sono consapevoli, in quanto considerano certi sia gli interessi che riceveranno, che il capitale che verrà loro restituito. Comportamenti di massa e imitativi come quello sopra descritto inevitabilmente sono il primo passo verso la prossima crisi finanziaria, quando sembra che si stia appena riuscendo a superare l’attuale.

Se dunque intendiamo capire qualcosa di più sul rischio, dobbiamo fare un passo indietro e partire soprattutto dal 1958, quando il modello economico di Franco Modigliani e Merton Miller affermò che non c’era bisogno di preoccuparsi della gestione dei rischi, perché il valore di un’azienda non dipende dalla sua struttura di capitale, cioè dal modo in cui finanzia i suoi investimenti. Ancora negli anni ’60, il modello Capital Asset Pricing Model (sviluppato da William Sharpe e da altri), affermava che gli operatori economici non avevano motivo di preoccuparsi dei rischi, in quanto erano gli investitori a farsene carico. E gli investitori potevano diversificare il proprio portafoglio (acquistando ad esempio titoli di natura diversa, emessi da aziende con sede in diversi paesi e caratterizzati anche da orizzonti temporali diversificati: breve, medio e lungo termine) e in questo modo minimizzare i rischi.

Nel 1973 le cose cominciano a cambiare: il mondo della finanza è scosso dal nuovo modello di Black – Scholes – Merton, che consente, tramite una formula, di calcolare il prezzo di un’opzione, che non è altro che uno strumento per difendersi dai rischi finanziari. A questo punto gli operatori economici capiscono finalmente che il rischio esiste e c’è anche un modo per proteggersi: le opzioni. Ben presto quindi i mercati delle opzioni (e dei derivati, categoria di titoli che a loro volta derivano da altri titoli. Le opzioni sono agganciate ad un titolo sottostante, dunque sono anch’esse dei derivati) crebbero rapidamente, anche grazie alla potenza di calcolo che, con lo sviluppo dei computer, man mano si rendeva disponibile.

Tuttavia più le aziende si sono rese conto che era possibile mitigare i rischi tramite l’acquisto di derivati e più l’hanno fatto, limitando la tradizionale copertura rappresentata dal capitale proprio. Quest’ultimo è sempre stato la garanzia contro il rischio di una cattiva performance, ma – nel momento in cui ci si sente quasi senza rischi – si tende a crescere indebitandosi (riducendo il capitale proprio). In questo modo però il destino delle aziende si è legato a quello del sistema finanziario, e quando questo è crollato a causa dell’insolvenza di coloro che si erano indebitati tramite i famigerati mutui subprime (cioè in sostanza mutui concessi a persone quasi prive di garanzie di restituzione), tale crollo ha trascinato nel precipizio moltissime banche e aziende.

Tutto ciò è successo perché gli operatori economici non conoscono il rischio: non sanno, ad esempio, che anche un derivato, che può essere uno strumento per ridurre i rischi, è anch’esso soggetto a rischi. Occorre quindi comprendere a fondo quali siano le caratteristiche dei principali strumenti per ridurre il rischio.
Inoltre, spesso i risk manager si affidano a dati storici, ma come possono i dati del passato cautelare contro qualcosa che non si è mai verificato prima? L’innovazione finanziaria è talmente rapida, che ogni volta gli operatori hanno a che fare con strumenti nuovi, dunque è necessario focalizzare la propria attenzione sul futuro. E l’unico modo per ridurre l’intrinseca incertezza del futuro è elaborare degli scenari del futuro, cioè pensare a ciò che potrebbe succedere e a come l’azienda potrebbe e dovrebbe reagire per garantirsi la sopravvivenza sul mercato.

Altri errori sono tipici dei soggetti che in azienda sono responsabili della gestione del rischio. Ad esempio considerare periodi troppo brevi di esposizione al rischio, quando è evidente che una crisi di liquidità generalizzata può durare mesi o anni. Oppure non comprendere i legami fra le azioni poste in essere per difendersi dal rischio. O anche non comunicare che si è responsabili di determinati rischi, cosicché gli altri manager si comporteranno come se il rischio non esistesse. Infine, molti risk manager non gestiscono i rischi in maniera sufficientemente frequente e sistematica e tendono a comunicare in modo distorto la situazione di esposizione al rischio ai vertici aziendali.

Dunque un’azienda che vuol rimanere sul mercato deve necessariamente gestire il rischio, e ciò implica studiare il futuro tramite l’analisi degli scenari, identificando e valutando i rischi ai quali si è esposti. Di conseguenza occorre implementare una strategia di difesa e ciò implica la comprensione di tutti gli scudi per difendersi dal rischio. Tutto ciò deve essere fatto con un orizzonte temporale sufficientemente lungo, ma con un monitoraggio molto frequente.

Infine, i report sull’esposizione al rischio devono essere correttamente comunicati ai vertici aziendali. Occorre essere onesti e coraggiosi: se la situazione è critica il vertice deve saperlo per prendere le necessarie contromisure. Solo in questo modo l’attività di gestione del rischio è utile. Tanto è vero che ormai essa è inserita nel più ampio controllo di gestione, che si basa sulla verifica della misura in cui gli obiettivi stabiliti siano stati raggiunti. Chi sbaglia, paga. Il dirigente che ha fallito i propri obiettivi deve essere sostituito, altrimenti il controllo di gestione non serve a nulla. Dunque anche il risk manager che non ha soddisfatto gli obiettivi di protezione dal rischio della propria azienda, va rimosso dall’incarico, affinché venga sostituito da una persona più efficace.


WORKING CAPITAL TORINO: FINANZIARE LE START UP

Ci separano solo dieci giorni dal Working Capital di Torino previsto l’8 luglio presso l’incubatore I3P del Politecnico di Torino. Ci sono già 70 iscritti, 11 interventi per l’elevator pitch e 12 interventi per il barcamp.

Il Politecnico di Torino, che ospita il Working Capital Camp di Torino, mette a disposizione di tutti i partecipanti all’evento l’accesso alla rete wi-fi dell’ateneo.

E’ necessario registrarsi in anticipo per avere la connessione lasciando i propri dati personali e il proprio numero di cellulare. I dati per accedere al wi-fi del Politecnico di Torino saranno spedite via sms.

DOVE

I3P Incubatore imprese innovative
Politecnico di Torino
Via Carlo Boggio, 59


PROGRAMMA

http://blog.workingcapital.telecomitalia.it/torino

ELEVATOR PITCH

http://blog.workingcapital.telecomitalia.it/torino/elevator-pitch

WORKING CAPITAL TELECOM ITALIA

http://www.workingcapital.telecomitalia.it


sabato 27 giugno 2009

PORDENONE: A OTTOBRE XIII SCIENZARTAMBIENTE – PER UN MONDO DI PACE

XIII “SCIENZARTAMBIENTE – PER UN MONDO DI PACE”
STORIE DI FUTURO
16 ottobre –02 Novembre 2009

Forti dei 15.000 visitatori dell’edizione 2008, come di consueto si offriranno ad un pubblico sempre più affezionato ed esigente: mostre, incontri di lettura e di musica, Sabatoscienza, laboratori per le scuole e per le famiglie, seminari di approfondimento sia in italiano che in lingua inglese, che si svolgeranno dal 16 ottobre 2009 al 2 novembre 2009 a Pordenone presso il complesso dell’Ex-Convento di San Francesco e l’Auditorium Casa dello Studente “A. Zanussi”.

L’edizione di quest’anno racconterà STORIE DI FUTURO: storie di scienza e di tecnologia, storie di vita di scienziati sia del passato che del presente. L’occasione è offerta dalle mostre tra cui la mostra fotografica “20 italiani che cambiano l’Italia” di Gianni Giansanti (fotografo recentemente scomparso).

A Scienzartambiente saranno presenti 3 di questi italiani: Fiorenzo Galli, direttore generale del Museo Nazionale della Scienza e della tecnica di Milano, Paola Nasta ricercatrice biomedica nel campo delle cure innovative contro il contagio da AIDS, e Roberto Siagri, friulano, responsabile di Eurotech.

Storie di Futuro guarderà anche verso il cielo, con la multivisione ”sotto lo stesso cielo” prodotta da IS e allestita nella prestigiosa Chiesa di San Francesco.

Da vicino: dialoghi sulla scienza e sulla tecnica, metterà in contatto ricercatori e pubblico sui temi dell’impresa culturale scientifica, sulle frontiere della ricerca antivirale e sull’evoluzione microtech.

Discussing Science, in partnership con IRSE Istituto Regionale di Studi Europei, offrirà agli studenti e ai cittadini 3 occasioni in lingua inglese per discutere, conoscere, approfondire modelli matematici di previsione, scoprire la natura dello spazio tempo e essere informati sulle ultime frontiere dell’energia a emissione negativa di Carbonio.

I Sabato Scienza offriranno storie su Emma Darwin, moglie e confidente del più famoso Charles; storie di modelli di pandemie e contagi sociali e informatici; riflessioni e discussioni sui diritti nella rete: open-source e copyright.

Da domenica 18 ottobre al 01 novembre Incontri per tutti i palati con il Circo della Scienza, condotti dai ricercatori/giocolieri di Psiquadro in collaborazione con ASCOM; laboratorio di scrittura con la Scienza a fianco; seminari sul paesaggio friulano che cambia dopo la perdita dell’interesse militare; percorsi itineranti di lettura nella Città e ispirati alle visioni di Italo Calvino; un’innovativa esperienza di divulgazione scientifica in discoteca, con una giovane ricercatrice di Telethon in collaborazione con il Deposito Giordani.

Inoltre saranno proposti: workshop di musica concreta; gare trivenete di matematica in contemporanea con la città di Udine; e una favolosa festa finale, denominata Performing Future, con l’impiego di tecnologie multimediali.

Laboratori infrasettimanali dedicati alle scuole e Laboratori Week-end aperti a tutti: cittadini e famiglie curiose, offriranno l’occasione di “celebrare” i numerosissimi anniversari del 2009: workshops dedicati al futurismo, all’evoluzione, alla tecnologia e all’armonia matematica delle parole attraverso la forma dell’ Haiku e di altri ritmi matematici.

Il festival Scienzartambiente-per un mondo di pace, giunto alla XIII edizione, è promosso dal Comune di Pordenone, Assessorato alla Cultura, con il contibuto della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e da quest’anno, in partnership con Immaginario Scientifico - Science Centre. Moltissime le collaborazioni di Istituti Culturali (tra i quali IRSE FVG) e realtà produttive, Istituti Scolastici e Associazioni del territorio regionale, importanti le collaborazioni di Gravità Zero, The Daily Bit e pnbox.tv, media-partners della manifestazione.

L’inaugurazione ufficiale, con la consueta performance musicale, si terrà sabato 17 ottobre ore
18.00 presso la chiesa di San Francesco.

venerdì 26 giugno 2009

ASTEROIDE SFIORERA' LA TERRA? E' LA VOLTA DI RAI NEWS 24

Ancora notizie sull'asteroide assassino (lo stesso che secondo Yahoo notizie avrebbe ucciso milioni di anni fa i dinosauri) :-)

Ci casca anche Rai News 24. Ma del resto la notizia arriva da AdnKronos, agenzia rispettabilissima (tranne che per il rigore scientifico).

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L'asteroide in questione (2009 KL2) pare sia stato individuato da un gruppo di appassionati di astronomia e poi ufficializzato il 30 maggio dagli scienziati dell’osservatorio astronomico di Vicques in Svizzera.

Pare sia stato il 4° scoperto nella terra famosa per il formaggio.

Come testimonia la foto seguente, che non ci è dato sapere a quale gruppo di astrofili svizzero appartenga.

IL RITORNO DELL'ASTEROIDE ASSASSINO

Oggi ci è balzato agli occhi un articolo che parte dal principio evidentemente caro ai giornalisti italiani: la convinzione che un po' di sano terrore sensazionalista faccia aumentare il numero di lettori. Poco importa se si diffonde disinformazione.

Questa volta a farne le spese è Yahoo notizie grazie alla complicità di AdnKronos.

Il titolo è gia tutto un programma: si fa intendere che l'asteroide che sfiorerà (sic) la Terra a settembre sia lo stesso che ha estinto i dinosauri... (sic e doppio sic)

Leggendo accuratamente l'articolo si appura anche che il corpo celeste si avvicinerà a circa 67 milioni di chilometri di distanza dalla Terra. Chi di noi spiega a quelli di Yahoo e AdnKronos che Marte si avvicina alla Terra molto di più?






giovedì 25 giugno 2009

UN ANIMALE MISTERIOSO ALL'ACCADEMIA DELLE SCIENZE DI TORINO

C'è sempre tempo, fino al 30 giugno, per partecipare al concorso "Indovina l'animale misterioso", organizzato dalla Accademia delle Scienze di Torino e rivolto a tutti i lettori....

Scopri ancje tu qual è l'animale raffigurato sulla volta di una delle sale storiche dell'Accademia delle Scienze.

A chi invierà la risposta esatta verrà data in omaggio una pubblicazione edita dall'Accademia.

Potete inviare la vostra risposta agli indirizzi biblioteca@accademia.csi.it o archivio@accademia.csi.it

Il concorso scade il 30 giugno 2009

Sito Web: www.accademiadellescienze.it

mercoledì 24 giugno 2009

HERSCHEL MOSTRA I SUOI MUSCOLI

L'articolo seguente, traduzione di Herschel enseña sus músculos, del nostro partner spagnolo "Gravedad-Cero.org", ci viene inviato da Carlo Ferri, dottorando in Fisica presso l'Institut de Ciències de l'Espai (CSIC-IEEC) di Barcellona.


Dopo appena poco più di un mese dal suo lancio, il satellite all'infrarosso Herschel ci ha inviato le sue prime immagini del Cosmo, dimostrando il suo perfetto stato di salute dopo il lungo viaggio che lo ha portato a circa 1,5 milioni di chilometri dalla Terra.


Photo: NASA/ESA

Insieme a Spitzer, il suo omologo nordamericano lanciato nel 2003 dalla NASA, Herschel è il rappresentante europeo per lo studio dell’Universo freddo o, in altre parole, di quegli scenari cosmici in cui processi fisici non sufficientemente caldi da emettere radiazione di luce visibile ai nostri occhi la fanno da padrone. Questi sono i protagonisti soprattutto delle nubi di formazione stellare e planetaria, sebbene l’obiettivo dei telescopi infrarossi è anche quello di sondare il centro della nostra galassia, offuscato da polvere interstellare, e rivelare la presenza di ghiacci e idrocarburi.

La sua prima presa è stata la famosa “Galassia Vortice” (o Whirlpool Galaxy) osservata per la prima volta nel 1773 da Charles Messier che la ribattezzò M51 (abbreviazione di Messier 51). Questa si trova relativamente vicina a noi, a circa 35 milioni di anni luce di distanza, nella costellazione Canes Venatici (Cani da Caccia). M51 fu la prima scoperta di una galassia con una struttura a spirale, praticamente uguale a alla nostra Via Lattea vista dall’alto.

L’immagine fu raccolta dallo strumento Photoconductor Array Camera and Spectrometer (PACS) nei giorni 14 e 15 di giugno, ovvero immediatamente dopo che il satellite aprisse per la prima volta i suoi “occhi”. E il risultato è stato semplicemente impressionante. Il confronto tra la miglior immagine di M51 ottenuta dal telescopio spaziale Spitzer (immagine a sinistra) con l’osservazione realizzata da Herschel (immagine a destra) evidenzia l’eccellente risoluzione del satellite europeo, capace di rivelare strutture impossibili da discernere nell’immagine presa dal satellite della NASA.

Photo: ESA

Allo stesso modo, quanto più piccola è la lunghezza d’onda del filtro utilizzato per fare queste “foto” – passando dalle 160 a 100 e, infine, a 70 micron – migliore è la risoluzione. Questo dimostra, quindi, l’eccellente qualità dell’ottica del telescopio e del rivelatore PACS, oltre alla superiorità di Herschel a fianco del suo “collega” nordamericano. Nonostante sia stato lanciato solo un mese fa – e si trovi ancora nella fase preliminare che precede le osservazioni scientifiche – quest’anteprima ci da la idea delle sue capacità, evidenziando come finora l’osservatorio europeo stia dimostrando le sue alte aspettative.

Tuttavia, considerando il momento di crisi economica globale, se spese ingenti di denaro come l'acquisto del giocatore di calcio Cristiano Ronaldo sono in grado di alzare un gran polverone di polemiche, nel caso del satellite Herschel (circa 1000 milioni di euro investiti nell’intera missione) la situazione è distinta. O no?


martedì 23 giugno 2009

"THE PREMIO AWARD": ITALIAN MEDIA LOVES IT?

Il nostro partner californiano "Bridges to Italy" ci segnala quanto i media italiani abbiamo seguito la competizione tra le tre finaliste al premio "THE PREMIO AWARD, HONORING ITALIAN WOMEN SCIENTISTS IN AMERICA".

Sono state settimane di competizione tra tre brillanti ricercatrici, : Alessandra Franco da the University of California San Diego, Alessandra Luchini da George Mason University e Giovanna Scapin da Schering-Plough, con oltre 400 online votanti che infine hanno scelto Alessandra Luchini come vincitrice.


Ecco come i media italiani hanno seguito la competizione:



Fonte: bridgestoitaly.ning.com


lunedì 22 giugno 2009

ITWIIN PREMIA "IL GENIO DELLE DONNE"


Eccole le eccellenti Innovatrici e Inventrici 2009, che quest'anno il Premio ITWIIN 2009 ha voluto celebrare insieme ai due premi speciali, THE PREMIO AWARD e il Premio DISTI-ITWIIN. E due meritate menzioni speciali, "Futuro design" e "Futuro Economia".

A Milano, nella splendida cornice della Sala Bracco di Palazzo Serbelloni, giovedì scorso 18 giugno 2009, sono state premiate le vincitrici del progetto per promuovere il genio femminile e il ruolo delle donne italiane nell'innovazione inserito dall'UE nell'Anno Europeo della Creatività e dell'Innovazione. Il premio italiano precede l'evento europeo "The European Women Inventors & Innovators Network (EUWIIN) Exhibition, Conference & Award Ceremony", che si terrà a Helsinki, Finlandia, dal 7 al 9 Ottobre 2009. ITWIIN parteciperà attivamente all'organizzazione dell'evento promuovendo le inventrici e innovatrici italiane con il coinvolgimento diretto delle vincitrici italiane.

Ecco tutte le vincitrici:

MIGLIORE INVENTRICE 2009

ROBERTA MARTINETTI: è project manager alla FIN Ceramica Faenza S.p.A. di Faenza, ed è esperta di progettazione e sviluppo di protesi per la ricostruzione del tessuto osseo. Titolare di 11 brevetti e domande di brevetto, lavora da anni nei laboratori di ricerca e sviluppo di aziende operanti nel settore delle ceramiche, studiando e mettendo a punto materiali ceramici innovativi con particolare riferimento al settore biomedicale. Il suo brevetto riguarda un metodo per la produzione di un dispositivo protesico biologicamente attivo per la ricostruzione del tessuto osseo (brevetto europeo EP 1 584 308). Il metodo consiste nella produzione di un dispositivo protesico identico al difetto presente nell'osso o alla cavità da riempire in un paziente, composto da materiale biologicamente attivo. Il dispositivo protesico si ottiene da una tecnologia innovativa di produzione e viene utilizzato per una nuova tecnica di ricostruzione dell'osso, che non richiede adattamento del dispositivo protesico durante l'operazione chirurgica.


MIGLIORE INNOVATRICE 2009

DANIELA RADER: è imprenditrice e titolare del Centro per il Risparmio Energetico S.r.l., società operante nel settore del risparmio energetico e delle energie rinnovabili. Dagli anni 80 si occupa di amministrare società nel settore dell’impiantistica, in particolare riscaldamento e impianti tecnologici per uso industriale e civile. La società si è specializzata nella progettazione e realizzazione di impianti a basso consumo energetico e di sistemi che utilizzano energie rinnovabili. Il progetto innovativo consiste nella creazione dello "School Energy Center" con relativo laboratorio atto a dimostrare il funzionamento delle nuove tecnologie, ma soprattutto la loro corretta installazione. Il progetto si propone di creare una rete di professionisti e imprese preparate e in grado di interagire con l'obiettivo comune del risparmio energetico e dell'uso delle fonti rinnovabili; istituire la nuova professione di "esperto in energia"; ridurre il fabbisogno energetico del paese; rendere la famiglia e l'impresa in grado di produrre autonomamente da fonti rinnovabili l'energia di uso quotidiano; sensibilizzare gli studenti ed utilizzare nuove tecniche di studio con mezzi e strumenti innovativi, riconoscendo l'impresa come luogo di formazione continua.


Menzione Speciale "FUTURO ECONOMIA"

IRENE PIVETTI: è stata dal 1994 al 1996 Presidente della Camera dei Deputati, seconda donna in Italia a ricoprire questo incarico. Membro del Parlamento dal 1992 al 2001, al termine del suo terzo mandato lascia l’attività politica. Dal 1999 ad oggi è consulente in strategie di sviluppo, successivamente anche relazioni istituzionali, per società italiane e multinazionali. Giornalista pubblicista dal 1986, nel 2002 diventa giornalista professionista. In televisione conduce programmi di attualità e di intrattenimento, prima presso La7, quindi a Mediaset e Odeon TV (Fa’ la cosa giusta, Bisturi!, Giallo 1, Liberitutti, Tempi Moderni, Iride, Il colore dei fatti). Dal 2001 al 2005 è docente di Istituzioni Europee presso la Link Campus University of Rome, e tiene corsi di strategia parlamentare, marketing politico, lobbying e comunicazione per diversi istituti di formazione ed università.
Nel 2008 fonda Learn To Be Free, fondazione a finalità sociale che si dedica a creare opportunità di lavoro per soggetti svantaggiati, operante in Italia e nei paesi in via di sviluppo. Sotto la sua guida Learn To Be Free diventa, fra l’altro, membro associato della Confederazione Mondiale dei Gioiellieri, CIBJO, socio della ONG Cooperazione Italiana Nord Sud, e partner della Fondazione Magna Grecia per la valorizzazione e lo sviluppo della cultura e dell’impresa nel bacino del Mediterraneo.

L'innovativa attività di LTBF è stata segnalata dalla Giuria, concorde nell'assegnare a Irene Pivetti la menzione speciale "Futuro Economia".


Qui il momento della premiazione

Menzione Speciale "FUTURO DESIGN"

ELENA GARNERO: si laurea in Disegno Industriale e dopo vari stage e collaborazioni, diventa responsabile ufficio design presso la Futura SpA di San Mauro Torinese. Nel 2006 fonda l'Agenzia G.A.P. Design snc, a Torino, la cui attività è premiata in diversi concorsi nazionali. Fa parte del Direttivo
dell’Unione CNA Comunicazione e Terziario Avanzato di Torino.

Al concorso Premio ITWIIN 2009 presenta il progetto Wall Saver. Wall Saver è una linea di articoli decorativi di arredo urbano studiati per preservare e allo stesso tempo arredare le pareti esterne delle case. L’idea di base è quella di riprodurre sotto forma di oggetto arredativo di design serializzato a livello industriale il concetto della bottiglia di plastica piena d’acqua comunemente usata per dissuadere gli animali domestici dall’urinare in prossimità di usci, cancelli o ingressi. Wall Saver riproduce differenti forme ornamentali e viene applicato al muro mediante una pellicola adesiva o asole.

La menzione speciale le è stata assegnata per essersi distinta nelle tre fasi tipiche del percorso innovativo dei prodotti di design, cioè quelle di idealizzazione, realizzazione, commercializzazione. Nell'idealizzazione è apprezzabile l'ecletticità delle soluzioni proposte, per la ricerca di forme individualizzanti, per la capacità di prefigurare un percorso progettuale completo intorno all'idea innovativa. Nella realizzazione è apprezzabile la creazione di prodotti rispettosi dell'ambiente e di facile accessibilità commerciale nonché la capacità di ideare un design applicabile alla soluzione di bisogni di larga condivisione tra i consumatori. Nella commercializzazione il progetto si distingue per la gradevolezza e la cura nelle modalità di presentazione dei propri prodotti.


THE PREMIO AWARD

ALESSANDRA LUCHINI: bioingegnere, si è laureata all'Università di Padova, è Research Assistant Professor alla George Mason University di Fairfax, Virginia. Il suo progetto, che le ha assicurato THE PREMIO,, riguarda l'utilizzo delle nanotecnologie per la diagnostica clinica: in particolare ha messo a punto una tipologia di nanoparticelle "core-shell", cioè caratterizzate da un "cuore" che contiene un biomarcatore-esca, in grado di individuare e misurare una grande quantità di marcatori del sangue e del corpo, non rilevabili con i metodi tradizionali ed estremamente efficaci nel rivelare precocemente la presenza di tumori, malattie infettive o neurodegenerative, disturbi cardiaci, eccetera.

E' stata scelta come migliore scienziata italiana operante in America da una giuria di studiodi e la community di professionisti dell'high tech che si raccoglie intorno all'Associazione californiana no-profit internazionale Bridges to Italy, che ha promosso il concorso in collaborazione con ITWIIN.

Qui l'intervista esclusiva di Gravità Zero.


PREMIO DISTI-ITWIIN

BARBARA SANTORO: originaria delle Puglie, dai 7 anni cresce in Canada, dove la lingua inglese diventa la linguamadre. Si diploma in pianoforte e vince diversi concorsi nazionali di canto lirico. Di qui prende avvio un'intensa attività lirica di successo: a Roma, collabora con la pianista Loredana Franceschini, vedova di Giorgio Shenker, geniale inventore di un metodo che, attraverso meccanismi brevettati, garantisce l'apprendimento della lingua inglese. Contribuisce in modo determinante alla elaborazione di una versione del Metodo Shenker che verrà commercializzata in edicola da Fabbri Editori. Diventa successivamente editore di video e cd-rom lavorando con una propria società di progettazione editoriale. Sono suoi i primi corsi video usciti con De Agostini in tutto il mondo. Trasforma poi tutto questo in cd-rom interattivi e prodotti per bambini e giovani (Play and Learn English, Monster Island e Easy English, Rizzoli). Infine diviene Presidente dell'Istituto Shenker acquistando le quote di The Shenker Method.

Il Premio ITWIIN-DISTI (Distretto dell'Informazione Scientifica e Tecnologica a servizio dell'Innovazione) - riservato a donne che si sono distinte nel settore della Comunicazione, Divulgazione, Informazione e Formazione nella Società della Conoscenza - le è stato assegnato per aver innovato i sistemi di insegnamento della lingua inglese, con particolare attenzione ai bisogni della ricerca e delle imprese e per aver così contribuito alla loro internazionalizzazione e competitività.

Diviene poi Presidente Shenker acquistando le quote di The Shenker Method, quando Loredana Franceschini Shenker lascia la sua attività imprenditoriale.

Fonte: www.itwiin.it

STRINGS 2009: DALLA MATERIA OSCURA ALLA PARTICELLA DI DIO



Inizia oggi a Roma e fino al 26 giugno STRINGS 2009, non ... corde di strumenti musicali, ma Teoria delle Stringhe. Parole d’ordine Gravità Quantistica, Teoria del Tutto, Materia Oscura, Buchi Neri, Universi Paralleli, Orizzonte degli Eventi, Bosone di Higgs (la cosiddetta particella di Dio).

Una conferenza di eccellenza e di importanza mondiale, che ogni anno si svolge in una capitale del mondo. E che quest'anno è organizzata dal gruppo di fisici teorici che lavorano sulle Teorie di SuperStringhe presso il Dipartimento di Fisica e la Sezione dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare dell'Università di Roma “Tor Vergata”.

Un riconoscimento al lavoro di questo gruppo che ha contribuito in maniera determinante allo sviluppo delle teorie attualmente al centro dell'attenzione della comunità scientifica internazionale.

Roma metterà a frutto la presenza di scienziati così importanti creando eventi di comunicazione scientifica per l’intera cittadinanza. Con l’aiuto dei Musei Scientifici e del Planetario di Roma, STRINGS 2009 promuove tre momenti magistrali di divulgazione scientifica aperti al grande pubblico.

Il primo appuntamento è per mercoledì 24 giugno al Planetario di Roma quando Gabriele Veneziano, il padre della Teoria delle Stringhe, parlerà di come, combinando in modo affascinante i principi della relatività e quelli della meccanica quantistica, questa Teoria metta in dubbio il fatto che il tempo abbia avuto inizio al momento del Big Bang, circa 15 miliardi di anni fa.

Sabato 27 giugno, invece, la giornata di incontro con il pubblico si svolgerà all’Auditorium Parco della Musica. A intrattenere il pubblico saranno Nicola Cabibbo, presidente della Pontificia Accademia delle Scienze, che parlerà del grande esperimento LHC del CERN di Ginevra; Edward Witten, Institute for Advanced Study di Princeton e CERN, che presenterà le novità nel campo della fisica delle particelle; e Brian Greene, Columbia University, l’autore de L’universo elegante, che discuterà della possibilità che esistano più universi.

Nel pomeriggio, sempre all’Auditorium, si discuterà con scienziati e con grandi nomi della politica e del giornalismo, di problemi di grande attualità nelle relazioni internazionali, come energia, sviluppo e pace nel mondo. Con la presenza del sindaco, di numerosi politici, scienziati, giornalisti, esperti ed ambasciatori dei paesi in via di sviluppo.


PROGRAMMA

Mercoledì 24 Giugno
Ore 21.00 PLANETARIO DI ROMA
Gabriele Veneziano (College de France e CERN)
Big Bang e Stringhe al confronto: il tempo ha davvero avuto un inizio?, con contaminazioni letterarie e musicali, uno spettacolo astronomico e astrofisico sotto la cupola di 14 metri del Planetario.

Sabato mattina 27 Giugno
Ore 10.00-13.00 AUDITORIUM Parco della Musica, Sala Petrassi
- Nicola Cabibbo (U. di Roma “La Sapienza”, Presidente della Pontificia Accademia delle Scienze, Chairman)
Particelle elementari all’acceleratore LHC
- Edward Witten (Institute for Advanced Study, Princeton, USA and CERN, Geneva, Switzerland)
What Is Ahead In Particle Physics?
- Brian Greene (Columbia University, NY, USA)
One Universe or Many?


Sabato pomeriggio 27 Giugno
Ore 16.00 – 19.00 AUDITORIUM Parco della Musica, Sala Petrassi
Tavola Rotonda “Pace, Sviluppo ed Energia”.
Moderatore Carlo Schaerf (U. Roma Tor Vergata & ISODARCO)

Intervengono tra gli altri
S. Randjbar-Daemi (Assistant Director, ICTP, Trieste)
E. Testa (Managing Director Rothschild)
P. Batistoni (ENEA)
M. Bersani (ATTAC)


Per maggiori informazioni: http://strings2009.roma2.infn.it

domenica 21 giugno 2009

IRENE PIVETTI RICEVE IL PREMIO ITWIIN PER L'INNOVAZIONE MADE IN ITALY


Nella foto da sinistra: Cristina Donghi (StudioDonghi), Claudio Pasqua (membro della Giuria ITWIIN), Irene Pivetti, Rita Assogna (presidente ITWIIN), Edi Bucci (Regional Sales Business per Grotte Giusti)

Ha partecipato e ha vinto il Premio Speciale ITWIIN - Associazione Italia Donne Inventrici e Innovatrici la Fondazione "LEARN TO BE FREE", realizzata da Irene Pivetti.
La premiazione è avvenuta giovedì a Milano, dopo la presentazione del nostro Claudio Pasqua,, membro della giuria, presso il Circolo della Stampa, nell'ambito de “Il genio delle donne: invenzioni e innovazioni Made in Italy”.

Detto molto in sintesi la Fondazione Onlus (che è un ente no-profit) mira a risanare quelle imprese in difficoltà, in questo momento di crisi, cercando di aumentare l'integrazione nel mondo del lavoro con particolare riguardo a soggetti svantaggiati per condizioni sociali, culturali, economiche e anagrafiche (donne sopra i 45 anni, ex detenuti, disabili).

Il valore innovativo del progetto si esprime attraverso una convenzione di partnership privilegiata con il laboratorio CATTID dell'Università la Sapienza di Roma, sviluppo di una piattaforma in 3D per canale satellitare e canale IPTV per elearning e veicolazione dei contenuti.

Per maggiori informazioni sul progetto rimandiamo all'articolo su The Daily Bit


"Il Genio delle Donne" consiste in una serie di eventi in cui si colloca la prima edizione del Premio ITWIIN 2009, dedicato alle donne italiane o residenti in Italia: tema portante, quello della valorizzazione della creatività, delle esperienze e del ruolo delle donne nell’innovazione.

Un progetto per promuovere il genio femminile e il ruolo delle donne italiane nell'innovazione inserito dall'UE nell'Anno Europeo della Creatività e dell'Innovazione. Il premio italiano precede l'evento europeo "The European Women Inventors & Innovators Network (EUWIIN) Exhibition, Conference & Award Ceremony", che si terrà a Helsinki, Finlandia, dal 7 al 9 Ottobre 2009. ITWIIN parteciperà attivamente all'organizzazione dell'evento promuovendo le inventrici e innovatrici italiane con il coinvolgimento diretto delle vincitrici italiane.

Nello stesso giorno sono state premiate altre 8 donne inventrici innovatrici, tra cui la ricercatrice e Professoressa Alessandra Luchini, Research Assistant Professor presso il Center for Applied Proteomics and Molecular Medicine (CAPMM), George Mason University (USA) e intervistata in esclusiva da Gravità Zero.

Alessandra Luchini, biogegnere, è vincitrice della prima edizione di "The Premio Award" riconoscimento internazionale assegnato dall'associazione californiana Bridges to Italy in collaborazione con ITWIIN Associazione Italiana Donne Inventrici e Innovatrici.


SOLSTIZIO D'ESTATE

Immagine tratta da Wikipedia

I giorni del solstizio sono quelli in cui si ha il massimo o il minimo di ore di luce. Il Solstizio d'Estate è il giorno in cui si ha il periodo di luce più lungo dell'anno.

Non è però da tutti risaputo che, a causa di vari fenomeni valutati tramite l'equazione del tempo, quali l'eccentricità dell'orbita terrestre e altri, il solstizio non è il giorno in cui si ha l'alba più anticipata o il tramonto più posticipato dell'anno.

Da domani, inoltre, le giornate inizieranno ad accorciarsi, in principio di 3 secondi al giorno per poi aumentare fino a circa 3 minuti al giorno verso l'equinozio d'Autunno (23 settembre), quando la luce e il buio avranno la stessa durata temporale.

Il solstizio d'estate è anche l'unico giorno in cui il Sole non tramonta per le località poste sul circolo polare (66° 33' 38"), latitudine limite inferiore di visibilità del fenomeno.

Su Scientificando, di Annarita Ruberto, troverete un ottimo approfondimento sui fenoment legati a questo giorno dell'anno.
Oltre a Stonehenge, sono numerosi gli esempi, anche in Italia, su come il Solstizio di Estate venisse celebrato e rappresentato in Chiese e monumenti con l'allineamento di particolari elementi architettonici. Ad esempio nella chiesa di San Leonardo di Siponto, nei pressi di Manfredonia (FG).

Riprese e montaggio: Antonio Universi

A Torino, il Parco Astronomico Infini.to festeggia il Solstizio d'estate in modo nuovo e originale. In collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema di Torino (M.N.C.T.) nasce 'Dalle lanterne magiche alle tecniche digitali per raccontare la magia del cielo', una conferenza-spettacolo che fonde le antiche conoscenze raccontate dalle Lanterne Magiche con le più moderne scoperte astronomiche. Ospiti d'eccezione: Donata Pesenti, Conservatore del Museo Nazionale del Cinema di Torino, e Piero Bianucci, presidente di Infini.to.
La serata prosegue con uno spettacolo dedicato al grande Galileo e alle sue scoperte.

venerdì 19 giugno 2009

ALESSANDRA LUCHINI VINCE "THE PREMIO AWARD"

Ieri, grazie all'aiuto di Francesca Golini, abbiamo intervistato la novarese Alessandra Luchini, bioingegnere, vincitrice della prima edizione di "The Premio Award" riconoscimento internazionale assegnato dall'associazione californiana Bridges to Italy in collaborazione con ITWIIN Associazione Italiana Donne Inventrici e Innovatrici.

Ne parlano anche WIRED e Galileo


Alessandra Luchini, sottoposta a un meccanismo di votazione al quale hanno potuto partecipare tutti gli aderenti alla web community di Bridges to Italy, ha vinto raccogliendo il 43% delle preferenze, contro il 42% ottenuto dalla seconda classificata Giovanna Scapin (gruppo Shering-Plough) e il 15% ottenuto dalla terza finalista Alessandra Franco (Università della California San Diego).

Dopo una significativa esperienza di ricerca accademica in Italia, alla George Mason University di Fairfax (Virginia) dove lavora dal 2005 come Research Assistant Professor questa studiosa appena trentaduenne, qui ha messo a punto un brevetto relativo a una nuova metodologia diagnostica per il rilevamento precoce di malattie quali tumori, malattie infettive o neurodegenerative, disturbi cardiaci, eccetera.

In particolare, il brevetto consiste nella realizzazione di nanosfere di gel in grado di isolare, concentrare e proteggere i marcatori tumorali nel sangue: in pratica esse agiscono da "esca" permettendo di "catturare" proteine e altre molecole prodotte in presenza di cellule tumorali, fornendo così informazioni importanti per la diagnosi precoce della malattia, che ad oggi non è possibile ottenere con le metodologie diagnostiche in uso.

Quando le è stata annunciata la vittoria, la Professoressa Luchini ha detto: "Ho deciso di partecipare a THE PREMIO AWARD perché riconosco l'importanza di attirare l'attenzione del pubblico sui risultati della ricerca scientifica al fine di ottenere comprensione e sostegno per l'operato dei ricercatori il quale va poi a beneficio dei pazienti. Inoltre, considero che sia molto importante evidenziare e valorizzare il ruolo delle donne nella ricerca!"

Foto: (da sin.) Irene Martini, Antonio Chiesi, Elisabetta Durante, Alessandra Luchini, Adriana Albini

Alessandra Luchini è stata premiata in Italia: la cerimonia di premiazione si è svolta Giovedì 18 Giugno a Palazzo Serbelloni di Milano nell'ambito della consegna dei Premi ITWIIN - Associazione Italiana Donne Inventrici e Innovatrici: questo nello spirito di cooperazione tra Italia e USA che contraddistingue le attività di Bridges to Italy, e che ha portato nei primi due anni di attività a mettere a punto una serie di strumenti a sostegno di gruppi di ricerca, imprese e investitori, dal social network dedicato ai temi dell'innovazione al quale oggi afferiscono oltre 700 iscritti egualmente ripartiti tra Italia e Stati Uniti, a momenti di incontro specifici tra rappresentanti dei due Paesi (gli ultimi in ordine di tempo sono stati due webinar, o seminari on line, organizzati a Maggio in occasione della Investor Conference BioInItaly di Assobiotec, dedicati alla presentazione di dodici startup biotech italiane ad un panel di investitori USA).

Sempre giovedì 18, poi, la vincitrice ha parlato della propria personale esperienza alla tavola rotonda dal titolo "Donne e innovazione: storie, iniziative, prospettive" momento clou della rassegna ITWIIN "Il genio delle donne"

I promotori

BRIDGES TO ITALY www.bridgestoitaly.org - www.bridgestoitaly.ning.com
"Bridges to Italy" è un'associazione non profit di business internazionale che riunisce imprenditori, ricercatori, venture capitalist e investitori americani accomunati dalla volontà di avvicinarsi all'Italia per condividere nuovi progetti, idee e strategie di business in ambito high-tech.

The Premio Award è organizzato in collaborazione con ITWIIN - l'Associazione Italiana Donne Inventrici e Innovatrici ITWIIN nell'ambito della rassegna "Il genio delle donne" in programma a Milano dall11 Giugno all'11 Luglio 2009. Per informazioni: www.itwiin.it

Per ulteriori informazioni e contatti:
Dott.ssa Bianca Dellepiane, MBA, Presidente
Bridges to Italy - International Business Association
Telefono: +1 310.944.2998 - Fax: +1 310.919.3600
info@bridgestoitaly.org - www.bridgestoitaly.org

IS10: BUON COMPLEANNO IMMAGINARIO SCIENTIFICO!


Sono stati inaugurati ieri a Grignano (TS) i festeggiamenti per il 10 anni del Science Centre Immaginario Scientifico, infatti il 21 giugno 1999, a Grignano, l’Immaginario Scientifico apriva le porte al pubblico nella sua profondamente rinnovata e inedita veste di vero e proprio science centre, dopo la prima esperienza con la mostra Imaginaire Scientifique, esposta alla Villette di Parigi nel 1986, e dopo 10 anni di sperimentazioni e attività alla Fiera di Trieste (dal 1988 al 1997).
Per celebrare il decennale, l’IS organizza dal 18 al 21 giugno una kermesse di quattro giorni dedicata a scienza, arte, natura, musica e divertimento. Per l'occasione, il science centre non solo sarà gratuitamente accessibile in tutte le sue sezioni espositive ma si riverserà anche all'esterno trasformando lo spazio antistante il museo in un vero e proprio “giardino scientifico” affacciato sul mare della splendida Baia di Grignano.
In questo spazio si succederanno esposizioni, incontri, laboratori, spettacoli, balli, concerti, gare ed escursioni, tutto rigorosamente a ingresso gratuito, per un grande evento che vedrà l'attiva partecipazione di molti altri soggetti (musei, enti scientifici e operatori culturali) della città e dell’intera regione.
La manifestazione è rivolta a tutti, in modo particolare ai giovani e alle famiglie, e vuole essere un modo per festeggiare insieme al pubblico l’importante traguardo dei 10 anni di attività, attraverso le modalità che fin dalla sua nascita hanno contraddistinto il science centre: interattività, gioco, curiosità e scoperta.

Nella sezione interattiva Fenomena la tradizionale collezione di oltre 40 exhibit hands-on – dalle sfere fluttuanti, alla molla gigante che simula le onde, dagli specchi deformanti alle ombre che restano impresse sul muro, dalle bolle di sapone al vortice d'acqua gigante, al tornado – sarà arricchita per l'occasione da nuove postazioni che IS utilizza generalmente per le iniziative fuori sede. I maxischermi della sezione multimediale Kaleido, con le sue spettacolari immagini, le musiche e i testi, proporranno invece, a rotazione, le più belle mostre multimediali prodotte in questi anni dall’Immaginario Scientifico: da "Cosmica" a "Viaggiando Immaginando", da "Il terzo pianeta" a "Micromondi", da "De Revolutionibus" alla recentissima "Tempi & Stratempi". Assicurate anche le visite guidate al planetario Cosmo con la sua simulazione di albe, tramonti e movimenti apparenti degli astri.

Nella manifestazione trova anche posto l'edizione 2009 di Mixta. Miscela espresso di gioco scienza, cultura, l'iniziativa che Immaginario Scientifico, in collaborazione con illycaffè, propone a Trieste fin dal 2004. In questa edizione, sotto il titolo di "Scienze allo scoperto", il pubblico potrà accedere a diverse attività di didattica informale e di ludo-didattica, opportunamente ripensate ma scelte tra quelle che sono normalmente riservate al pubblico scolastico: dai piccoli esperimenti sulle rocce ai metodi di ritrovamento e studio dei fossili, dai laboratori per piccoli scultori alla magia degli origami, dai giochi sull’elettromagnetismo ai codici da decifrare ecc., saranno davvero tanti i percorsi per stimolare la curiosità e appassionarsi alla scienza.
Ci sarà anche una sorta di versione ridotta e "localizzata" dell'Immaginario Geografico di Malnisio: una foto aerea, di oltre trenta metri quadrati e ad alta risoluzione, che inquadra Trieste e la provincia e sulla quale si potrà camminare o anche distendersi, divertendosi a riconoscere e scoprire strade, case, luoghi e dettagli... o andare da Piazza Unità a Sistiana in soli 10 passi.

Ma non è tutto: per l'occasione l’IS si avvale della preziosa collaborazione di altri musei, associazioni, gruppi e molti altri “amici dell'IS”, che contribuiranno alla festa con le loro curiose e originali attività. I visitatori potranno così partecipare alla costruzione di una camera oscura o di un pannello fotovoltaico, di un “imparavento” o di un “ricettario scientifico”, potranno avvicinarsi alla robotica, scattare fotografie con una scatola da scarpe o seguire le evoluzioni di giovani break dancer mentre un fisico ne svela i segreti.

Nel ricchissimo programma un ruolo importante è giocato dai temi dell'ambiente, della natura e del mare: previsti infatti una serie di laboratori dedicati al riutilizzo dei materiali, all’energia e alla meteorologia, ma anche escursioni, sea watching e attività sportive di giorno e di notte, sopra le onde e sotto le stelle... e non mancheranno, merende e aperitivi scientifici tra letture, interventi e animazioni teatrali...

Speciali e "musicali" le ultime 24 ore della manifestazione: dopo l'uscita in barca per ammirare il planetario naturale della volta notturna, e dopo una notte di museo aperto con mostre visitabili non stop, domenica 21 l'arrivo del sole del nuovo giorno sarà anticipato e salutato dalle note di Marco Castelli con il suo "Solstizio Solo Sax" delle 3.45 mentre sarà ancora la musica a chiudere la manifestazione con il concerto della European Space Station di Ray Mantilla (straordinario percussionista che, tra l'altro, compirà 75 anni proprio quella notte), Bill Elder, Ares Tavolazzi, Bruno Cesselli, Alberto Negroni e Gaspare Pasini e il loro jazz imbevuto di ritmi latini e sudamericani.

Per festeggiare giocheranno con voi:

Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci” di Milano | WWF - Area marina protetta di Miramare | Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati | Dipartimento di Astronomia dell’Università di Trieste | INAF - Osservatorio Astronomico di Trieste | Comune di Trieste, Assessoreato alla Cultura, Direzione Area Cultura, Civici Musei di Storia ed Arte, Civico Museo Teatrale “C. Schmidl” | Casa della Musica, Trieste | Associazione Museo della Bora, Trieste | CSS Teatro Stabile di Innovazione del Friuli Venezia Giulia | Modidi, Museo dei Bambini di Udine | Mini Mu Parco dei bambini San Giovanni, Trieste | Casa delle Farfalle, Bordano (UD) | Gruppo Orientamento CAI XXX Ottobre, Trieste | Unione Meteorologica del Friuli Venezia Giulia | Eupolis, Pordenone | Gruppo Balthazar, Montereale Valcellina (PN) | Compagnia La Fa Bu, Staranzano (GO) | Media Direct, Bassano del Grappa (VI) | Comitato Break Dance Trieste

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Per informazioni:

040 224337

www.immaginarioscientifico.it

mercoledì 17 giugno 2009

RITORNO ALLA LUNA

L'articolo seguente, traduzione di Regreso a la Luna, del nostro partner spagnolo "Gravedad Cero", ci viene inviato da Carlo Ferri, dottorando in Fisica presso l'Institut de Ciències de l'Espai (CSIC-IEEC) di Barcellona.


A distanza di poco più di un mese per le celebrazioni del 40esimo anniversario del primo allunaggio, l'uomo si appresta a tornare sulla Luna e questa volta lo fa in modo robotico. Dalla stazione spaziale di Cape Canaveral, domani (giovedì 18 giugno 2009) la NASA lancerà a bordo di un unico razzo Atlas V – proprio come è avvenuto un mese fa con i satelliti Herschel e Planck dell'ESA – le sonde spaziali Lunar Reconnaissance Orbiter (LRO) e Lunar CRater Observation and Sensing Satellite (LCROSS).
Così, tra tutti gli oggetti del Sistema Solare, rivolgiamo lo sguardo di nuovo verso la Luna, l'oggetto più brillante del cielo notturno e unico satellite naturale del nostro pianeta.



Dall'ultima volta che l'uomo lasciò la sua impronta sulla superficie lunare, pochissime sono state le missioni che hanno mantenuto l'interesse per le sue sabbie seleniche. Eppure, dopo l'annuncio dell'ex-presidente George W. Bush nel gennaio 2004 sull'importanza di costruire colonie lunari, le sonde LRO e LCROSS rappresentano oggigiorno il simbolo del rinnovato interesse nordamericano per la conquista di nuovi territori.

In questo senso la missione LRO ha lo scopo di fare una radiografia del sottosuolo lunare e cercare possibili luoghi sicuri per futuri allunaggi, preparando così il ritorno degli astronauti alla Luna. Dopo un viaggio di quattro giorni il veicolo si disporrà su un orbita polare attorno al satellite, ad un'altezza di circa 50 chilometri. Da lì porterà avanti ricerche per lo studio degli effetti della radiazione cosmica nell'ambiente lunare e alla quale verrebbero esposti gli astronauti, impiegando un plastico speciale in grado di simulare il tessuto umano. Inoltre, grazie alla realizzazione di mappe 3-D della superficie lunare attraverso strumenti che lavorano nel rango ultravioletto, LRO potrà individuare potenziali risorse naturali con particolare interesse alla possibilità di trovare acqua allo stato solido.

Così, quella che sta diventando una vera e propria ossessione per la comunità di esperti in pianeti solari ed extrasolari, rappresenta anche la sfida principale del suo compagno di viaggio, LCROSS, che porterà allo spazio un missile destinato a bombardare un cratere della Luna, localizzato a ridosso della zona permanentemente ombreggiata. L'impatto lancerà materiale della sua superficie nello spazio creando un pennacchio di polvere che, per alcuni giorni, perdurerebbe sospeso nella “atmosfera” lunare. Solo allora LCROSS verrà diretto verso il materiale liberato dall'esplosione per raccogliere misure sulla sua composizione e che saranno trasmesse direttamente alle stazioni terrestri, prima che la nave spaziale si schianti contro il suolo. In questo modo ci si aspetta di stabilire l'eventuale presenza di acqua (ghiaccio o vapore), idrocarboni idrocarburi, materiali idratati e altre risorse naturali fondamentali per lo sviluppo di attività umane sulla Luna. Secondo le previsioni l'impatto sarà così imponente che lo si potrà osservare dalla Terra persino con un telescopio amatoriale, tra il 7 e 11 di ottobre di quest'anno.

Entrambe le missioni rappresentano, in definitiva, un ottimo banco di prova per verificare la tecnologia, le operazioni di volo, le tecniche di esplorazione, ridurre i rischi e aumentare la produttività per arrivare a Marte ed oltre. Tuttavia, risultano fondamentali anche per il proseguo delle attività scientifiche che si occupano di districare questioni sulla storia della Terra, il Sistema Solare e, perché no, sulla nostra posizione privilegiata (o no) nell'Universo. La Luna è il nostro vicino più prossimo, situato a “solo” circa quattrocentomila chilometri dalla Terra. È normale, quindi, cercare risposte nel mondo che ci è più familiare grazie a missioni come queste che non sono altro che un altro gradino nella lunga scalata per conoscere le nostre origini o, in altre parole, “Un piccolo passo per un uomo, un grande balzo per l'umanità”.


L'autore:
Carlo Ferri si occupa di astrofisica delle alte energie e in particolare del trattamento dei dati dell'XMM-Newton dell'ESA per lo studio di novae in fase di post-esplosione e di variabili cataclismiche. Scrive regolarmente per Tuttoscienze e per El Pais.

PREMIO NAZIONALE DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA A PATRIZIA CARAVEO

Il prestigioso premio Nazionale del Presidente della Repubblica, bandito ogni anno dall'Accademia Nazionale dei Lincei, è stato assegnato per l'edizione 2009 a Patrizia Caraveo, Dirigente di Ricerca dell'INAF presso l'Istituto di Astrofisica Spaziale e Fisica Cosmica di Milano.

La notizia era stata pubblicata con anticipo sui tempi redazionali anche da Wired, rivista arrivata a noi abbonati pochi giorni fa. Giovanni Bignami (in copertina su Wired) ha scoperto la stella Geminga con la scienziata: e, particolare non trascurabile, sono anche sposati... ottima sintonia personale e professionale!

Giallo sul nome "geminga", che coincide anche con la frase "non c'è niente" nel dialetto milanese... insomma un mistero che si infittisce :-)

Erano venti anni che il riconoscimento non veniva assegnato a uno scienziato coinvolto nello studio dell’Universo e comunque arriva 60 anni dopo quello assegnato a Giuseppe Occhialini, fisico di fama internazionale, considerato uno dei padri dell’esplorazione del Cosmo con i satelliti e iniziatore della scuola milanese di Astrofisica da allora attiva e qualificata a livello internazionale.

Il premio, che finora era stato assegnato solo ad un’altra "scienziata", nel 2001 per la medicina, testimonia la rilevanza della carriera scientifica di Patrizia Caraveo, incentrata soprattutto sullo studio delle stelle di neutroni nelle varie bande di radiazione elettromagnetica, dall'ottico fino ai raggi gamma e accompagnato da oltre 140 lavori pubblicati sulle più quotate riviste internazionali, tra cui Science e Nature. In particolare, Patrizia Caraveo ha identificato e studiato "Geminga", una intensa sorgente di raggi gamma di natura sconosciuta scoperta nel 1975 che, dopo anni di accurate indagini, è stata classificata come pulsar, una stella di neutroni in rapidissima rotazione. Oltre ad aver contribuito in modo determinante all’analisi delle osservazioni in raggi gamma ed X di questo oggetto celeste, Patrizia Caraveo ha poi coordinato l’analisi dei dati ottici arrivando a misurare il moto proprio e la parallasse della debolissima controparte ottica di "Geminga" con il Telescopio Spaziale Hubble, grazie ai quali è stato possibile determinare per la prima volta la distanza di una stella di neutroni isolata.

"Geminga" è un corpo celeste del tutto peculiare. A differenza della popolazione delle pulsar "classiche" infatti, sin dalla sua scoperta non presentava alcuna emissione nella banda radio, almeno nel limite della sensibilità dei più potenti radiotelescopi. E' stata, quindi, la prima pulsar rivelata per la sua emissione dominante nei raggi gamma. Fin dagli anni ’90 Patrizia Caraveo aveva avanzato l’ipotesi che "Geminga" fosse il prototipo di una nuova classe di pulsar, silenti nella banda radio ma forti emettitori di raggi gamma. Questa teoria era così in grado di spiegare la natura di gran parte delle sorgenti di raggi gamma, non altrimenti identificate, che allora rappresentavano il 90% delle della totalità delle sorgenti gamma galattiche. Questa ipotesi ha trovato conferma nei risultati recenti ottenuti dalla missione "Fermi", il potente satellite per astronomia delle alte energie della NASA lanciato in orbita nel mese di giugno del 2008. La scoperta di “Geminga” ha così aperto nuovi orizzonti nella comprensione della fisica delle stelle di neutroni e della loro emissione e le tecniche sviluppate per le indagarne le sue proprietà, in particolare l’abbinamento di osservazioni in raggi X e ottiche, sono diventate standard per l’identificazione e studio di sorgenti di raggi gamma galattiche.

Mediante osservazioni con il telescopio per raggi X a bordo della missione XMM-Newton dell’ESA, Patrizia Caraveo ha inoltre ricostruito, per la prima volta, il processo di accelerazione delle particelle cariche nella magnetosfera di un pulsar. Ciò è stato possibile grazie a due risultati eccezionali pubblicati dalla prestigiosa rivista Science nel 2003 e nel 2004. Il primo riguarda la scoperta inaspettata di uno "strascico" di raggi X, due code rilevate nel solco tracciato dal moto della stella di neutroni nel gas interstellare, dovuto all’emissione di sincrotrone di elettroni (o positroni) accelerati ad altissime energie che sfuggono alla magnetosfera della stella. Il secondo risultato riguarda la scoperta di macchie più calde sulla superficie della pulsar, dovute all'impatto di particelle cariche focalizzate dagli intensi campi magnetici della stella. Questa caratteristica era stata ipotizzata ma mai osservata prima ed ha consentito di tracciare per la prima volta il percorso delle particelle accelerate nella magnetosfera di un pulsar.