Maria Bakunin, questo il suo vero nome, nasce in Siberia nel 1873, come terzogenita del filosofo e rivoluzionario russo Michail Bakunin.
Alla morte del padre segue a Napoli la famiglia accolta dall’avvocato socialista Carlo Gambuzzi, che ne sposa la madre.
Maria intraprende gli studi di chimica all'Università di Napoli, e, a partire dal 1890, svolge l'attività di “preparatore” all’Istituto di chimica, laureandosi poi nel 1895 con una ricerca sugli acidi fenil-nitrocinnamici e sui loro isomeri stereometrici.
Dopo aver sposato Agostino Oglialoro-Todaro, direttore dell’Istituto, di cui è diventata collaboratrice, inizia ad insegnare chimica applicata alla Scuola superiore politecnica di Napoli, ed in seguito diviene vice presidente della Sezione di chimica partenopea.
Nel 1932 viene eletta presidente della sezione di scienze fisiche e matematiche della Società di scienze, lettere ed arti di Napoli.
Socia dell’Accademia pontaniana fin dal 1905, ne assume la presidenza per un mandato nel 1944, alla sua riapertura dopo la sospensione sotto il fascismo.
Nel 1947 è la prima donna socia dell’Accademia nazionale dei Lincei nella classe delle scienze fisiche e nel 1949 le viene conferito il titolo di “professore emerito”.
Muore nella sua abitazione in via Mezzocannone a Napoli nel 1960.

Maria Bakunin ha svolto ricerche ampie ed approfondite sugli indoni, ricerche che si ricollegano ai suoi primi lavori sulla isomeria geometrica degli acidi nitrocinnamici e ossicinnamici, di cui si è occupata fin dalla tesi di laurea.
Sono studi che si inseriscono a pieno titolo nei settori all’epoca di punta, come la stereochimica e la fotochimica e che, nel 1900, le valgono il premio dell’Accademia di scienze fisiche e matematiche di Napoli, assegnatole su parere favorevole degli illustri chimici Emanuele Paternò e Stanislao Cannizzaro.
Accanto a questi studi d’avanguardia vanno segnalati quelli sulla costituzione della picrotossina, sulla esterificazione dei fenoli, sull’azione catalizzatrice di alcune soluzioni colloidali nelle sintesi organiche, nonché alcuni contributi nel campo della chimica applicata, che condussero alla preparazione di importanti prodotti farmacologici.
Ha pubblicato le sue ricerche sulla «Gazzetta chimica», sugli «Annali di chimica applicata» e sui Rendiconti e atti della Società di scienze, lettere ed arti di Napoli e dell’Accademia delle scienze di Bologna.
Donna dalla forte personalità e dal carattere deciso, estremamente popolare nell'ambiente napoletano, "la Signora" è una figura di rilievo, non solo per la sua fama di scienziata e di "maestra" temuta e stimata, ma anche per l'autorevole ruolo di direzione di varie istituzioni scientifiche.
Benedetto Croce ne celebra l’impegno come primo presidente della risorta Accademia pontaniana dopo la sospensione fascista: «l’anno appresso, 1944, l’Accademia, spoglia di tutto, spiritualmente risorse, raccolse i suoi vecchi soci, ne nominò di nuovi, ed ebbe forze giovani a sua disposizione sotto la presidenza della chimica Maria Bakunin, insegnante nella nostra Università».
A Napoli la sua fama cittadina è legata alla difesa del "suo" Istituto di chimica durante la Seconda guerra mondiale.
In particolare, a detta del Prof. Nicolaus: «quando i tedeschi misero a fuoco le biblioteche di via Mezzocannone, la Bakunin si sedette in prossimità delle fiamme incrociando le braccia. Il tenente tedesco comandante, stupefatto da tanto coraggio, dette ordine di ritirarsi e i danni furono meno gravi».
Maria ha un ruolo importante anche nella vita del nipote, a cui era molto legata, il noto matematico Renato Caccioppoli: nel 1938 interviene presso le autorità per impedirne l’arresto per attività antifascista.
Per approfondimenti:
Marussia Bakunin
Una donna nella storia della chimica
Pasqualina Mongillo
Ed.Rubbettino, 2008
Una donna nella storia della chimica
Pasqualina Mongillo
Ed.Rubbettino, 2008




















2 commenti:
Bellissima presentazione di una bellissima figura. Non so perché (anzi lo so), ma le biografie delle donne di scienza sono sempre interessanti. Comprerò il libro sulla Signora (ne ho già alcuni del papà).
Grazie molte, Popinga!
E' davvero sempre affascinante conoscere le vite appassionate di scienza di numerose donne, ai più sconosciute.
Buona serata,
Rossella
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