mercoledì 10 dicembre 2008

PASSIONI D'AMORE E MATEMATICA / 3 - INTERVISTA A MARIA ROSA MENZIO

Ultima ora: la matematica Maria Rosa Menzio sarà tra i relatori al Convegno Eccellenze al Femminile, previsto a Torino il 17 gennaio 2009.
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Interrompiamo il flusso di pensieri che nei due mesi precedenti ci ha portato a dimostrare quanto matematica e passioni d'amore siano strettamente legate [1], [2] dedicando spazio all'intervista a una donna che ha fatto delle passioni umane una fonte di espressione e di continua ricerca, sia in campo scientifico che artistico.

Maria Rosa Menzio
, già laureata in matematica a Torino e poi ricercatrice del CNR, è impegnata - nel panorama del teatro italiano - nei confronti delle problematiche scientifiche e matematiche in particolare. Dopo la scoperta del teorema che porta il suo nome (il teorema di Menzio-Tulczjew della geometria simplettica) si perfeziona in filosofia della scienza. Diventa quindi a tempo pieno autrice, regista e organizzatrice teatrale. [Sul sito Ulisse Sissa una breve biografia]


Professoressa, in una precedente intervista lei ha confessato che alla fine del Liceo aveva due preferenze: Lettere e Matematica. Alla fine si iscrisse a Matematica, quindi la specializzazione in Filosofia della Scienza con Giorello e Agazzi, poi la scelta di occuparsi di recensioni di poesia, quindi la poesia come autrice, infine il Teatro. La matematica viene spesso tacciata di essere troppo astratta, lontana dalla realtà quotidiana. Ma il suo esempio dimostra proprio il contrario... o mi sbaglio?

Non si sbaglia. Al di là dal fatto che, come dicono alcuni studiosi con una definizione che si morde la coda, cioè "si dice matematica quel che la comunità dei ricercatori matematici ritiene tale", ebbene vorrei sottolineare alcune cose.
La matematica ad alti livelli si può considerare il ponte fra umanesimo e scienza, fra chi si occupa del pensiero umano e chi si occupa del mondo esterno. Nella matematica io ho cercato l'infinito, esattamente la stessa cosa che volevo dalla letteratura e dal teatro. E' facile pensare all'"Infinito" di Leopardi, più difficile forse pensare (ci si arriva dopo molti studi) che ci sono diversi tipi di infinito. Non sto a spiegare la cosa, né ci sarebbe spazio, ma la storia dell'infinita distesa, appunto, degli infiniti mi procura un'emozione fisica, la stessa sensazione di vertigine, naufragio e bellezza della poesia.

Non ho risposto però alla domanda e lo faccio ora: io ritengo che la matematica non solo sia vicina alla realtà quotidiana, ma ne sia addirittura un modello. Vale a dire che se ad esempio (un esempio molto rozzo) io ho un magazzino di tot metri di lunghezza, altezza, profondità, riesco a sapere quanti bauli di una certa dimensione ci posso far stare. E la volta dopo se il magazzino ha solo un'altezza diversa non devo rifare tutti i conti, ma solo applicare la formula, data una volta per tutte... il vero matematico è pigro, vuole risparmiar fatica, trovare formule universali, possibilmente semplici, e magari pure belle. E=mc2 parla di fisica matematica e non di matematica pura, ma è di una bellezza folgorante.


In un suo recente libro "Spazio, tempo, numeri e stelle" lei descrive la figura di quattro matematici distanti nel tempo e nello spazio.
Girolamo Saccheri, “padre” della Geometria non euclidea, Ipazia, prima donna matematica della storia. Fibonacci e Boccardi, fondatore e anima dell’Osservatorio Astronomico di Pino Torinese. Quattro vite appassionanti. Dunque la matematica è legata strettamente alle "passioni umane"?

Penso di sì. Basti pensare a Erdos che non ebbe mai una casa ma fu ospite a vita di vari amici, ad Ada Byron che aveva come minimo due vizi capitali (beveva e giocava) a Ipazia appunto, a Godel che diede di matto... la matematica è legata alle passioni umane esattamente come la letteratura e i suoi protagonisti, Virginia Woolf, Tolstoj, Proust.
Forse chi si avvicina troppo alla verità ne viene bruciato: l'abisso cerca l'abisso...


La matematica può descrivere ed aiutare a comprendere le passioni umane, come ad esempio le passioni d'amore?
Qualche "umanista" o filosofo dubita della possibilità di mettere in contatto campi diversi, come la letteratura e la matematica. E che le passioni umane non possono essere descritte da sterili equazioni Cosa può rispondere?

Prima di tutto che le equazioni, a ben saper guardare, non sono mai sterili. Cito solo la poesia delle equazioni di Cardano: essa mostra come la matematica e il suo raffinato strumento di lavoro (peraltro appena inventato all'epoca di Cardano) cioè le formule, siano il tentativo, riuscito, di semplificare l'italiano scientifico.
Inoltre la struttura di un dramma teatrale (romanzo, racconto, film) è stata analizzata recentemente da uno studio dello scrittore Ade Capone. Detto in breve il risultato è questo: il primo atto deve durare circa il 30%, il secondo o parte centrale il 50%, il finale il 20% dell'intero dramma, altrimenti qualcosa non funziona. O si arriva troppo presto in argomento, o ci si sbrodola nella conclusione. Ed è circa la stessa percentuale che vale in una bella storia d'amore, anche quando finisce. Il corteggiamento non dev'essere troppo breve, né troppo lungo il lasciarsi.

I veri matematici amano l'avventura del pensiero, sono curiosi, amanti della bellezza... Galois è passato ai posteri anche se morto a soli 21 anni, dopo aver avuto tre passioni: la Matematica, la Politica, e l'Amore. Deluso da tutte e tre, nel duello con il rivale in amore non poteva che soccombere.

L'astronoma Leavitt fu proposta per il Nobel già morta, ma la passione per le stelle l'aveva accompagnata per tutta la vita. E che dire del matematico indiano Ramanujan, che affermava "le mie intuizioni mi sono rivelate in sogno dalla dea Namagiri" o di John Nash o del romantico Abel?

Nel precedente articolo di "passioni d'amore e matematica" si è parlato del Prof. Sergio Rinaldi che ha studiato la ciclicità e la sincronia nelle lettere tra Francesco Petrarca e Laura nel Canzoniere.
Si nota cioè come la matematica possa descrivere certi fenomeni legati ad aspetti fisiologici o patologici umani ...

La matematica mostra la ciclicità degli attacchi di febbre terzana o quartana, di malattie come la malaria... o semplicemente di un temperamento dipendente (droga, alcol, amore ossessivo) che sviluppa un andamento dal grafico sinusoidale: bisogno che cresce, quindi arriva a livelli apicali, soddisfacimento del bisogno stesso, inversione di tendenza o disgusto, per poi ritornare da capo con inversioni che matematicamente prevedono i vari punti di flesso nel grafico...


Come è nata l'idea della rassegna teatrale "Donna e Scienza"?

Dalla storia dell'egiziana Ipazia, trucidata dai fanatici monaci parabolani al seguito del Vescovo Cirillo. Mi sono sentita scossa a leggerne la biografia, a scoprire che di lei non è praticamente rimasto alcuno scritto, nonostante sia stata la figura più importante di quei secoli dal punto di vista della scienza, anzi della conoscenza. Ho pensato che molte altre scienziate dovevano esser state messe a tacere, oppure "semplicemente" dimenticate.
E ho messo al lavoro me stessa e il mio gruppo di scrittrici e scrittori "teatro e scienza" per scriverne le storie e portarle in scena.

Da anni sto cercando di formare un gruppo di autori su questo tema, e sfrondando e facendo avanzare i più impegnati sono arrivata a un gruppo di sette-otto autori, la maggior parte scienziati che hanno seguito i miei corsi di scrittura, ma anche insegnanti e scrittori. Parlo al maschile ma la maggioranza sono donne...


A teatro, grazie a lei e alle molte e brave attrici e autrici, abbiamo assistito alla presentazione della vita di illustri scienziate, come Maria Gaetana Agnesi (La strega Agnesi), Suor Juana Ines de la Cruz (juana de Luz) , o Marie Curie (Il fuoco del radio).
Spesso vicende tristi di scienziate che vengono messe a tacere, donne e a cui viene loro impedito l'ingresso al mondo dell'università e della ricerca.
Sappiamo che la matematica è sempre stata un mondo dominato dagli uomini. Basti pensare che nessuna medaglia Fields è stata mai assegnata a una donna.
Lei pensa che le cose stiano cambiando in questo settore? Che ci sia una maggiore consapevolezza e rammarico da parte del mondo scientifico nell'avere dimenticato quello che Gabriele Lolli chiama l'altra metà del cielo?

Al di là di quello che un satiro come Weil diceva ebbene il rammarico c'è, indubbiamente, da parte della maggioranza degli scienziati. Ma esiste ancora, purtroppo, la minoranza di imbecilli che si chiede: questo risultato a firma di una donna non sarà opera di qualche collega/amante/amico di lei? Senza pensare mai al contrario, ad esempio al contributo dato da Mileva Maric al lavoro di Einstein, a quello di Grace Young agli studi del marito... E mi viene in mente la situazione opposta: in "Bel Ami" di Maupassant la signora Forestier aiuta più di un giovane nel mestiere di giornalista, pur lasciando sempre loro la firma...
Ma non vorrei dare un'idea sbagliata delle "mie" passioni per il teatro e la scienza: non tanto l'amarezza per il passato, quanto una gioiosa spinta per il futuro, con un gruppo di scrittori, registi, attori, danzatori, musicisti... che guardano avanti con entusiasmo, curiosità, meraviglia.


In “(E)STRAN(E)A”, l'ultimo spettacolo della rassegna "Donna e Scienza" si narra di una giovane matematica napoletana che nasce a Vitulano, provincia di Benevento, spesso delusa dalle regole con cui vengono governati i rapporti interpersonali nel mondo lavorativo. Ne deduce allora che "la realtà è frattale, non euclidea" e i rapporti non possono essere relegati a regole fisse.
Vuol forse dire che per un matematico è ancora più difficile comprendere il mondo di pregiudizi in cui siamo abituati a convivere?


Proprio così, il matematico per definizione (e lo scienziato in genere) non ha pre-giudizi, cioè giudizi precostituiti. L'essenza dello studioso è proprio quella di avere la mente sgombra da preconcetti, in modo da trattare ogni idea nuova democraticamente, al pari delle vecchie. Forse non del tutto democraticamente... Al matematico geniale piacciono le novità del pensiero, la sfida all'impossibile: non esiste la radice quadrata di un numero negativo, ad esempio di -1? Poco male, inventiamo un mondo dove questa radice esiste, lo chiamiamo immaginario e questa radice la chiamiamo i. Come si vede l'essenza della ricerca matematica comincia da un atto di ribellione.


E' un modo di ribellarsi alla realtà quotidiana fatta di compromessi oppure un modo di (e)stran(i)a(rsi) dalla realtà stessa? Può essere entrambe le cose...
E in sintesi: come vede il mondo il matematico di "Estranea"?

Con una lente d'ingrandimento e con un cannocchiale, per l'infinitamente piccolo e l'infinitamente grande. Forse un po' a disagio nella realtà intermedia, che conosce di meno ma lo incuriosisce.


Lei insegna "Teatro e Scienza" in un modulo del Master in Comunicazione della Scienza all'Università di Cagliari. Ci può spiegare come avvengono le lezioni e quali sono le finalità didattiche del corso?

Le finalità didattiche sono due: prima di tutto far conoscere un modo nuovo di comunicare la scienza, cioè il teatro scientifico; poi, se il fine non è troppo ambizioso, cercare degli adepti per la drammaturgia.
Le mie lezioni avvengono facendo un po' di storia del teatro scientifico (esempi come il "Dialogo sui Massimi Sistemi" o "Copenaghen" o "Galois" o ancora "I Fisici" o "Vita di Galileo", parlando poi degli spettacoli che inserisco nelle mie Rassegne, quindi insegnando a scrivere per il teatro, cioè con un linguaggio sintetico e semplice. Insegno a contaminare lo stile colto con quello da strada, "sporcando" il linguaggio aulico (o adatto a un romanzo o a un saggio) con espressioni da osteria. E' la parte più creativa e divertente.


Quali sono i prossimi suoi progetti. Ci può dare qualche anticipazione?

Si, vorrei parlare del Progetto "Teatro e Scienza" che dopo aver vissuto alcuni anni presso Ivrea, a partire dallo scorso anno ha trovato una più degna collocazione sulla Collina Torinese, che ospita il Planetario.
Lo scorso anno la Rassegna è stata "Classica e Scienza" musica dal vivo per dialoghi sulla scienza, quest'anno appunto "Donna e Scienza" e il 2009, Anno Internazionale dell'Astronomia nonché 250° dalla Fondazione dell'Osservatorio di Torino, parleremo appunto di "Teatro e Astronomia". Inoltre, non avremo solo un tema specifico per ogni anno, ma all'interno della stessa Rassegna vorrei distinguere alcune linee tematiche: la parte drammatica vera e propria, affidata a me, miei testi e mie regie, la parte lirica, affidata al regista Mauro Ginestrone, che si avvale del canto e della musica dal vivo, gli spettacoli ospiti (queste tre linee sono fisse) poi di anno in anno la parte comica, quella eventualmente degli esperimenti in scena... tutto per rendere sempre più ricco il cartellone.
In particolare, le mie regie si avvalgono di video (riprese, spezzoni di film) che quest'anno il pubblico ha gradito moltissimo e che sono un po' la mia firma.
Ovviamente se riusciamo a trovare gli sponsor per l'iniziativa. Finora ce l'abbiamo fatta, ma è sempre più dura, anche perché il livello degli spettacoli e degli artisti aumenta di a

nno in anno e i costi pure.

Ma non voglio lamentarmi. Il mio è un percorso di ricerca e innovazione, e come diceva Madame Curie, "il proprio lavoro è di per sé una ricompensa" anche se poi quadrare i conti non è il mio forte...
Per l'anno prossimo, vorrei riuscire a portare già in primavera a Palazzo Madama di Torino lo spettacolo "Boccardi" mio testo, pubblicato da Boringhieri, sulla disputa, e una lettura spettacolare di testi galileiani, con video in cui ci sono frattali in movimento, che raffigurano stelle e pianeti lontani e si trasformano l'uno nell'altro.


Grazie per la sua disponibilità
Grazie ancora a lei


Link: www.teatroescienza.it

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Sul teatro di Maria Rosa Menzio, Gravità Zero ha pubblicato:

(E)STRAN(E)A - A TEATRO LA MATEMATICA DI "DONNA E SCIENZA" SEDUCE E APPASSIONA

IL FUOCO DEL RADIO: QUANDO LE DONNE RACCONTANO LA SCIENZA


3 commenti:

Piotr ha detto...

Gran bel post di donne, d'amore e di matematica. E, come dice la donna matematica del nostro trio, abbastanza in sintonia (per quanto del tutto casuale) con il post odierno del nostro blog.

Per quel che può contare, essere in sintonia con Gravità Zero è per noi assai lusinghiero.

Claudio Pasqua ha detto...

Certamente!
Non mi era sfuggito il vostro post


con gli auguri alla matematica Ada Byron di Lovelace

Tanté che l'ho spedito alle nostre due amiche di nome Ada che conosciamo. E che con noi hanno in serbo una sorpresa... che annunceremo probabilmente questa settimana, e che farà sicuramente piacere alla donna matematica del vostro trio!

Un po' di mistero non guasta! :-)

ricciele ha detto...

molto carino e senz'altro adatto al Carnevale: complimenti! un saluto e al 14,
Elena