martedì 7 ottobre 2008

IL NOBEL PER LA MEDICINA IERI A UNA DONNA

Vorrei far notare che ieri il premio Nobel alla medicina è stato assegnato a una donna, alla francese Françoise Barré-Sinoussi. Evento, lo voglio sottolineare, alquanto raro per l'Accademia di Svezia.

Se guardiamo al passato, infatti, l'elenco dei vincitori del Nobel, ad oltre cento anni dalla fondazione del premio, ci sorge il dubbio che l'Accademia abbia tradito le aspirazioni della buonanima di Alfred Nobel. Infatti se la sua intenzione era quella che l'onorificenza venisse assegnata alle grandi menti dell'umanità, ci accorgiamo di come in realtà i suoi premi siano andati a poco più di metà di quella fetta di umanità che ha controbuito alla ricerca, escludendo di fatto le donne.

Sulle ragioni di questa esclusione sono stati scritti recentemente alcuni libri e fornite spiegazioni di tipo sociale su cui non mi addentrerò qui [ma se volete potete leggere l'articolo "Nobel negati alle donne di scienza" di Claudio Pasqua].

Resta il fatto che sono solo otto le donne, in più di un secolo, ad aver ricevuto un premio Nobel per la Medicina, grazie al premio assegnato ieri a Barré-Sinoussi, scopritrice nel 1983 del virus dell'Aids insieme a Luc Montagnier, anche lui premiato.

A fronte di oltre trecento Nobel per la scienza vinti dagli uomini, solo undici donne hanno ottenuto dodici premi [1] : due per la fisica: Marie Curie (1903) e Maria Mayer (1963); tre per la chimica: Marie Curie (1911), Irene Joliot-Curie (1935) e Dorothy Hodgkin (1964) ed, infine, otto per la medicina: Gerty Cory (1947), Rosalyn Yalow (1977), Barbara Mc Clintock (1983), Rita Levi-Montalcini (1986), Gertrude Elion (1988), Christiane Nusslein-Volhard (1995), Linda B. Buck (2004).

Claudio mi informa che proprio dedicato alle donne sarà l'ultimo libro dell'italiana e premio Nobel Rita Levi Montalcini, "Le tue antenate", che uscirà tra un mese: storia di 70 donne "che hanno fatto un grande lavoro e dato un grande contributo nella fisica, nella matematica e nell'astronomia, ma che sono rimaste nell'ombra, forse proprio in quanto donne".

Secondo un recente rapporto [Observa: science in society] apprendo che l’Italia è uno dei Paesi Europei in cui le donne che lavorano nella ricerca guadagnano di meno rispetto ai colleghi maschi: in media, una ricercatrice italiana percepisce il 33% in meno di un ricercatore.

Le donne italiane inoltre sono scarsamente presenti nei ruoli chiave del mondo della ricerca: poco più di un componente su dieci dei comitati scientifici in Italia è donna (12%), contro tre su dieci nel Regno Unito e quasi cinque su dieci in Norvegia.

Questo nonostante sempre in Italia almeno sei laureati o dottori di ricerca su dieci in medicina e farmacia siano donne e che nelle Facoltà di scienze naturali e ingegneria insegnino in proporzione più docenti donne che in Germania, Francia o Austria. Anche se molte ragazze intraprendono, con buoni risultati, gli studi scientifici, sono ancora poche le risorse femminile che vengono adeguatamente valorizzate nelle fasi successive della carriera.

Ma le cose stanno lentamente cambiando e oggi si contano oltre 50 organizzazioni europee, tra associazioni, fondazioni e networks, fondate per sostenere il ruolo e la professionalità delle donne nel mondo scientifico. Si tratta di un processo lento, che deve scontrarsi contro molti pregiudizi, come quello (la cui falsità è stata più volte provata) che vedrebbe le donne poco propense e adatte alle materie scientifiche e (mi tiro dentro anche io) alla matematica.

[1] Dodici premi Nobel sono stati assegnati a 11 donne, in quanto Marie Curie ne ha vinti due, uno col marito Pierre Curie e Henri Becquerel per la fisica nel 1903 e uno per la chimica nel 1911.

Link:

Lista dei premi nobel assegnati alle donne (sito ufficiale Nobel Prize)

For Women in Science: Premio l'Oreal-Unesco

Donne e scienza: l'Italia nel contesto internazionale

Associazione Donne e Scienza


Immagine di Troppo belle per il Nobel Troppo belle per il Nobel di Nicolas Witkowski

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