giovedì 8 maggio 2008

INSEGNANTI BLOGGER, UNA NUOVA GENERAZIONE DI DOCENTI


Navigando nella blogosfera si sta facendo più comune l’esperienza di incontrare blog di docenti oppure blog di classe, i numeri sono ancora bassi, ma una nuova generazione di docenti che tra dispense cartacee e appunti scritti alla lavagna ha deciso di utilizzare un blog sembra essere nata.

In effetti i blog possono trovare diverse applicazioni nella didattica così come stanno sempre più diventando uno strumento efficace di divulgazione scientifica.

Gli insegnanti tradizionali potrebbero chiedersi quale applicazione i blog possono trovare tra i banchi di scuola e se vale davvero la pena sottrarre tempo, che in classe spesso scarseggia, alle attività didattiche più consolidate.

Gli usi che un WebBlog può trovare in classe sono molti ad esempio i ragazzi possono curare un blog tematico con post di approfondimento su uno specifico argomento oppure tenere un diario online di classe in cui l’insegnante ricorda compiti e scadenze.
Vi segnaliamo qualche esempio online, blog didattici molto diversi tra loro sia per tematiche che per il ciclo di studi in cui sono proposti:

"la nostra matematica" di Annarita Ruberto e "matematicamedie" di Giovanna Arcadu, insegnanti di Matematica delle Scuola Media, oppure “la blogcattedra“ del prof. Stefano Epifani, blog del corso di Organizzazione e Gestione della Comunicazione Interattiva (Web, Telefonia, IpTV) della Facoltà di Scienze della Comunicazione dell’università della Sapienza di Roma, e infine un blog curato dagli alunni della classe V Primaria dell'Istituto Comprensivo Scuola-Città Pestalozzi di Firenze
il blog “libri in liberta'".

Perché gli studenti dovrebbero curare un blog? Come spiega Rachel Boyd, insegnante di scuola elementare della Nuova Zelanda, con questo video, le ragioni sono molte: per condividere, per collaborare, perché la pubblicazione è un obiettivo reale che da motivazione agli studenti e perchè è uno strumento partecipativo che stimola la discussione, la creatività e la collaborazione tra i ragazzi.




Inoltre, i blog, non sono l’unico strumento che il web 2.0 può offrire al mondo della scuola, diversi sono già gli esperimenti con social network come flickr o youtube, a questo riguardo segnaliamo il dettagliato dossier di Annarita Ruberto “utilizzare la rete in ambito educativo e didattico” che affronta in maniera piacevole ed esaustiva l’argomento.

Non ci resta che augurare buon lavoro a tutti gli insegnanti 2.0!

APPROFONDIMENTI

Dettagliato dossier di Annarita Ruberto “utilizzare la rete in ambito educativo e didattico”
http://websomethingelse.blogspot.com/2008/01/il-web-20-va-scuola.html

Un blog curato dagli insegnanti di Gubbio che si rivolge ai docenti che hanno deciso di inserire i blog nella didattica
http://blogdidattici.splinder.com/

Due articoli dalla rivista online Thedailybit che trattano del web 2.0 e della didattica
“I social networks, nuovi strumenti per la didattica”
“La scuola e il web 2.0”
.

6 commenti:

Raffaele Bonadies ha detto...

E' verissimo, il mondo di internet è molto affascinante, creare un blog da la possibilità di scambiare opinioni su argomenti di ogni sorta...si può parlare di tutto, e su ogni argomento scelto, ci sarà sicuramente un blog che ne parla.

L'idea di utilizzare lo strumento blog come metodo di divulgazione e quindi di apprendimento è geniale...e spingere gli studenti delle scuole medie a creare un proprio blog, può essere secondo me molto positiva, in quanto, prima si entra in contatto con queste nuove tecnologie e prima si impara ad utilizzare uno strumento indispensabile nel quotidiano e ancor di più nel futuro...anche se il mondo di internet può nascondere molte insidie, bisogna comunque incoraggiare i giovani ad utilizzare questo meravoglioso strumento di conoscenza...Però non ci dimentichiamo mai dei contatti interpersonali...

giovanna ha detto...

Ringrazio Gravità Zero per la segnalazione.
Ho creato il mio blog quasi per gioco, o meglio, come scrivo nella barra in calce, per una esercitazione nell'ambito di un seminario previsto da un Master on line che l'anno scorso ho avuto modo di seguire.
Immediatamente ho deciso che sarebbe stato il "nostro" blog, che i principali "protagonisti" sarebbero stati i miei alunni, che insieme avremmo raccontato la "nostra" matematica!
Ho sperimentato subito la valenza didattica del blog. Rielaborare quanto appreso, sviluppare abilità espressive, comunicare, educare alla condivisione, alla ricerca... e, come dice Rachel Boyd,la pubblicazione che da motivazione agli studenti.
L'ambiente in cui mi trovo ad operare è in generale piuttosto povero dal punto di vista di stimoli culturali, presenta diversi problemi dal pdv della preparazione di base, le "strategie" didattiche integrative si rendono più che mai necessarie.
A piccoli passi sto ottenendo qualche risultato concreto. Alcuni alunni hanno addirittura creato dei loro blog personali. Spesso con il loro scrivere "sgangherato", ma rivelando le loro sensibilità, il loro ricco mondo interiore...

Osservo tuttavia che c'è molto da lavorare affinché gli strumenti digitali siano seriamente utilizzati nella loro valenza formativa, perché venga messo a frutto più proficuamente l'essere, gli alunni, dei "digital natives"!
E' necessario il costante stimolo e la guida. Se manca da parte della famiglia, la Scuola deve farsi carico. E purtroppo non sempre la "Scuola" collabora come si dovrebbe....!
g.

Annarita ha detto...

Intanto, i miei complimenti a Federica Villata per l'interessante e calibrato articolo e un grazie sentito a Gravità Zero per le due segnalazioni: una relativa a Matem@ticamente e l'altra all'articolo sul web 2.0.

Per quanto mi riguarda, sono arrivata al blogging soltanto a fine maggio 2007, periodo di nascita dei miei due blog didattici, Scientificando e Matematic@Mente, per l'esigenza di sperimentare un ambiente di apprendimento alternativo alla tradizionale didattica, basato sull'interazione, che possiede, per gli alunni, come punto di forza il potere gratificante legato alla pubblicazione di articoli personali o realizzati in gruppo. I miei alunni, infatti, partecipano attivamente alla vita dei due blog con i loro contributi e alcun i hanno aperto un blog personale su splinder.com o in piccolo gruppo.

La sperimentazione si sta rivelando proficua oltre il previsto. I ragazzi, infatti, si dimostrano più costruttivamente
partecipi alle attività di classe, giungendo ad organizzarsi
autonomamente in piccoli gruppi per tenere traccia scritta
di ciò che si svolge durante le lezioni. Tale traccia è successivamente riordinata, in parte a casa oppure a scuola,
scritta al computer, corredata di immagini e grafici esplicativi,
realizzati in genere con gli strumenti grafici della suite di Office, e poi discussa in classe collettivamente per apportare gli aggiustamenti necessari. Soltanto a questo punto si procede alla pubblicazione sul blog del materiale prodotto. I ragazzi, anche di altre classi,interagiscono, scambiandosi opinioni sul contenuto messo online, attraverso i commenti ai post.

Non è raro che visitatori esterni lascino i loro commenti su quanto pubblicato, creando in tal modo una rete di relazioni in cui la conoscenza viene “lavorata” dinamicamente.

Lo strumento blog si sta rivelando un ottimo catalizzatore di interesse e motivazione a fare, sta favorendo la crescita
della naturale curiosità dei ragazzi con risultati sorprendenti
riguardo alla maturazione di competenze specifiche, quali il saper organizzare un progetto di editing di contenuti e relativa grafica. Migliorano in tal modo indiscutibilmente le capacità di problem posing e problem solving,
poiché spesso i ragazzi sono chiamati a risolvere problemi
legati alla realizzazione dei pezzi da pubblicare. Migliorano
anche le capacità di prendere appunti durante la lezione
e di lavorare in gruppo, poiché si è accomunati da un obiettivo comune non astratto, ma concreto.
Qualcuno chiederà: e le abilità di base? E il tempo a disposizione?

Sempre in base alla mia esperienza, devo affermare
che si assiste ad un miglioramento delle prime poiché i ragazzi pongono maggiore attenzione a quello che si fa (con carta e penna, per intenderci) avendo ben presente un obiettivo gratificante. Viene incentivata, inoltre, l’azione di mutuo supporto tra pari con conseguente miglioramento della rete di relazioni che si instaurano all’interno del gruppo classe. Il tempo è, purtroppo, la variabile con cui ci si deve confrontare, sia nell’approccio reale che in
quello virtuale alle questioni didattiche e relative all’apprendimento.

Occorre progettare con cura, operando delle scelte mirate ed ottimizzando i curricoli dsciplinari, spesso ridondanti nei contenuti, eliminando alcune parti
scarsamente significative e trasformandone altre in terreno
fertile per gli interventi interdisciplinari.

Naturalmente, la sperimentazione deve proseguire per un triennio affinché si possano monitorare i dati raccolti, elaborarli e arrivare a conclusioni significative sul piano dei risultati.

Vedremo!

Alice Della Puppa ha detto...

Segnalo il blog del master in comunicazione scientifica di Padova:
http://scienzaltro.blogspot.com/

studentefreelance ha detto...

Ciao , Io sto facendo una tesi proprio su questo argomento!

perchè gli insegnanti preferiscono i blog

Anonimo ha detto...

Meno male che qualcuno se ne è accorto :)
io da settembre sono autore del primo blog di risorse per gli insegnanti di sostegno per blogscuola, e poi utilizzo altri blog per i miei alunni, un successo per la motivazione ad apprendere.

ciao
Sandra Cioffi, insegnante di sostegno